Oggi ci ha salutati un mito della mia (e ovviamente di quella di altre migliaia di persone) adolescenza! Micheal Jackson ha avuto la fortuna (o la sfortuna?) di diventare un'icona ancora prima della morte, era immortale nella mente dei suoi fan proprio perchè idealizzato e cristallizzato in una bolla di successi, eccessi, invenzioni, genialità che l'hanno consacrato nell'Olimpo dei grandi, di quelli che lasciano un segno, di quelli che avranno per sempre uno stuolo di fan esagitati o piangenti, uno stuolo di detrattori pronti a dirne il peggio e dichiararlo colpevole di pedofilia senza considerare "l'oltre ogni ragionevole dubbio"... Uno di quelli che Andy Warhol avrebbe fotografato e trasformato volentieri in serigrafia, magari a far coppia con Marylin Monroe sulle pareti della Factory. A me ha dato sempre un senso di angoscia come persona e inizioni di adrenalina come cantante e performer. D'altra parte credo che una fetta del suo successo sia anche dovuto a questo mistero, al suo dualismo, alla sua "doppia personalità". Occhi a palla quando fece penzolare il figlio infante fuori dalla finestra in bella mostra a telecamere di tutto il mondo, occhi a cuoricino quando con la faccia d'angelo all'inizio del video di Thriller chiedeva a una dolce liceale di fidanzarsi con lui per poi trasformarsi in licantropo e svelarle così l'orribile segreto. Altro che Twilight con tutto il rispetto.
Io dal baule dei miei ricordi legati a Jacko posso offrirvi:
La mattina quando esco di casa e sono un po' così, magari non ho voglia di affrontare la giornata, o sono stanca, afflitta, incazzata, infilo le cuffie dell'Ipod e di quattro canzoni capaci di darmi la carica, due sono di Micheal Jackson, Don't stop 'till you get enough (che è poi anche un po' una filosofia di vita) e Black or White. Le altre due se ci tenete a saperle le rivelerò in altra sede. Questo post è per lui e per tutti quelli che stamattina o ieri notte nell'apprendere la notizia sono rimasti un po' così, abbacchiati, a pensare che è strano, che le icone muoiano sul serio.
R.I.P
Pant..pant..
Non sono scomparsa di nuovo, ho solo avuto parecchio da studiare e parecchio da fare con la nipotina.
Inizio a sentirmi quasi intelligente dato che concluderò questo primo anno di specializzazione con la media del trenta, ma se qualcuno ci tiene a sapere come ho fatto la risposta è "non lo so". Forse quel briciolo di pelo sullo stomaco in più agli esami che mi ha permesso di affrontarli più serenamente. Considerando la mia indole isterica/nevrotica/ansiolitica uscire indenne da una discussione di tesi mi ha permesso di rendere tutto il resto assolutamente insignificante a livello di agitazione. Mah.
Aver studiato di più di quanto non avessi già fatto nei precedenti tre anni non mi sembra...Gli esami oltretutto sono ben più impegnativi e articolati a livello di carico di lavoro. Per cui è un controsenso. Ma si sa, sono bastian contraria.
Per il resto? Se ci fosse un resto ve ne parlerei.
Non ho programmi per l'estate, purtroppo quest'anno marca male, tra amici e amiche fidanzati/e che giustamente se ne vanno in villeggiatura per i fatti loro, non voglia di spendere troppi soldi, non voglia di partecipare a qualcosa che preveda più del tragitto letto-ombrellone-bar-ombrellone-mare-bar-letto e quindi esclusi campeggi avventurosi o scoperta di capitali europee.
Sono strana e mi sento strana. Ah, ho rifatto i provini di X-factor e ora sono in attesa di una telefonata che se arriva puntuale come l'altra volta vuol dire che non arriva. Non che mi dispiaccia per altro, ben più degli altri tentativi ho avuto la sensazione che fossimo tutti lì, un migliaio di giovani dalle belle speranze, a recitare una parte al servizio di un gruppo di manigoldi autori televisivi che in realtà hanno già deciso tutto da tempo e ci stanno solo prendendo per il chiulo. Mi dispiace, come al solito, per quei "colleghi" che vedo piangere in qualche angolo, delusi e frustrati. Non è la reazione giusta, e oltretutto è determinata da un atteggiamento sbagliato ancor prima di farlo il provino: tutti dicono che per arrivare da qualche parte bisogna crederci fortemente. Ecco, signori, per me questa è una delle più grandi stronzate del secolo. Uno di quei luoghi comuni appiccicosi e fuorvianti che hanno generato intere generazioni di sconfitti che, però, se ne sono accorti troppo tardi. Andare a fare questo tipo di provini significa dover partire con uno spirito del tipo: "ok, andiamo. Si conosce un sacco di gente, si canta e ride in allegria per qualche ora aspettando in coda sotto il sole". Punto. L'essere consapevoli di quanto si è bravi, di quanto ci si è impegnati, di quanto si ha studiato per arrivare a certi livelli è un altro discorso. Fa parte della costruzione della propria autostima, e della propria carriera, che, se si ama davvero questo lavoro e la musica e tutte le emozioni che ruotano attorno ad essa, non può essere solo il miraggio di un contratto discografico.
Mi ha fatto un po' specie leggere i commenti di amici e conoscenti quando, una volta tornata a casa dalla mia giornata formato X, ho scritto su facebook una delle mie solite frasi ironiche sulla giornata. Ci credono, loro. Credono in me, credono davvero che avrei delle possibilità. Credono che non ho niente di meno, anzi, di quelli che hanno ascoltato in televisione fino ad ora. E sono rimasta di stucco. Mi fa molto più piacere ricevere attestati di stima di questo tipo piuttosto che sentirmi dire da un autore sconosciuto "si ok". E continua a livello ideologico a farmi più piacere che queste persone siano quelle che mi seguono nei locali sgangherati dove mi ritrovo a cantare. Non so quanto mi ci vedrei in uno studio televisivo a cantare una canzone che qualcun'altro ha scelto per me, con una base e senza i miei musicisti, con un vestito che non è mio e con una riga perfetta di matita che non mi sono fatta da sola.
Insomma quella che vediamo in tv è musica? A che servono realmente questi programmi se non a intrattenere? Pensate davvero che Marco Carta o Giusy Ferreri con il prossimo cd avranno successo? Io non credo. Ai personaggi gonfiati come palloncini basta un solo piccolo spillo per ritrovarsi mucchietto di plastica a terra.
E io piuttosto che ritrovarmi così preferisco continuare nei miei locali sgangherati, con gli amici che ci credono più di me e hanno voglia di applaudire in modo autentico. Ma soprattutto voglio continuare a divertirmi, a far sì che quello che faccio sia emozione per me e per gli altri, per chi suona con me, per chi vorrebbe farlo, per chi si trova ad ascoltare una canzone che magari non aveva mai sentito prima. Voglio continuare a truccarmi e cambiarmi alla svelta in bagni mai troppo puliti, con i clienti che aspettano fuori scazzatissimi, voglio continuare a sorseggiare il mio mojito tra una canzone e l'altra e a fare le mie assurde presentazioni delle canzoni scherzando con i presenti in sala, voglio continuare a finire nei sottofondi dei video di qualche matrimonio, ad essere broccolata dal testimone ubriaco dello sposo quando viene a chiederti di dedicare ai suoi amici una canzone di Vasco (credetemi, è successo più o meno in qualunque matrimonio a cui abbia cantato), voglio continuare a sclerare per microfoni che non funzionano, cavi troppo corti, prese dimenticate a casa, pagamenti che non arrivano e proprietari di locali che ti prendono in giro.
Dite che sono pazza o che il mio cervello vira dalla parte giusta? Dite che sono troppo purista, che sto mentendo? Non lo so, dite la vostra.
@ale@
L'altro ieri avevo scritto un post, ma splinder ha deciso arbitrariamente che non andava pubblicato, chissà perchè. Comunque aveva un titolo avvincente:
...E un tacco le fu fatale...
Mah, niente di grave, solo che domenica scorsa ad un concerto, presa dall'impeto di applaudire, alzarmi in piedi e scavallare le gambe (tutto insieme tra l'altro) ho appoggiato male la gamba. Gamba che per altro doveva rimanere in bilico su un tacco 12. Fantastico (il tacco 12), non la mia capacità di portarlo evidentemente.
Pare che mi sia "pizzicata" il menisco, che non so cosa voglia dire ma la sensazione è più o meno quella di un esercito di omini che ballano la pizzica nel mio ginocchio. Non credo che il medico intendesse questo, ma rende l'idea. Adesso comunque va meglio, si è sgonfiato a poco a poco tra ghiaccio e ketoprofene, anche perchè ci ho dovuto per forza camminare sopra, sapete com'è, non hanno ancora inventato il teletrasporto e un servizio di air-taxi per andare in università non c'è ancora, Milano ne è sprovvista.
In ogni caso ho cercato di stare a riposo il più possibile con l'unico risultato che ho avuto più tempo per perdere anche l'ultimo sprazzo di lucidità, una lucidità che ormai sto salutando grazie al richiamo da sirena esercitato da facebook. Ma non è tanto facebook il problema, quanto un cacchio di giochino, una di quelle diaboliche applicazioni che prima mandi affancuore gli amici per avertela inviata e poi ti rubano il cervello. Nel mio caso l'incontro fatale è avvenuto con Pet Society, ormai è da mesi che ci gioco, ma il fatto di avere del tempo libero da passare obbligatoriamente seduta mi ha fatto rendere conto che non solo ci gioco, ma mi piace proprio, sono un'appassionata.
Per chi non sapesse di che si tratta riassumo in breve: crei un animaletto, una specie di tamagotchi evolutissimo, questo animaletto vive in una casa che pian piano che aumenti di livello ha sempre più stanze. Il tuo compito, oltre a nutrire il pet, lavarlo e coccolarlo è quello di arredargli la casa. Esiste un villaggio virtuale con tanti negozietti in cui comprare cibo, oggetti e mobili. Comprare ovviamente con monetine virtuali (anche se, come tutti i giochi ha il pro a pagamento), monetine virtuali che puoi guadagnare andando a trovare altri animaletti (quelli dei tuoi amici di facebook), facendo gare di corse agli ostacoli, vincendo alla lotteria quotidiana...Oppure, facendo affari nel forum. Ecco, sì, mi sono pure iscritta al forum e ho scoperto un mondo di persone disposte a "pagarti" con oggetti del valore di 999 monetine per quegli oggetti denominati "this week special" che rimangano in vendita una sola settimana e poi spariscono dal gioco. Beh io non lo sapevo di avere tutte queste rarità tra i miei oggetti e quindi rivendendole sono diventata una pet ricca, ora vivo più o meno di rendita. Posso permettermi tutti i deliri di pixel che voglio. Ma vi consiglio comunque di non avvicinarvi a questo dannato giochino, perchè il risultato potrebbe essere questo:
In questo periodo il tempo da dedicare al blog e alla scrittura creativa di cazzate è pari allo 0
Non so quanti giorni sono che penso "devo trovare il tempo di aggiornare il blog, devo trovare il tempo di aggiornare il blog, devo trovare il tempo di aggiornare il blog..." ma poi questo fabntomatico tempo non c'è perchè purtroppo non hanno ancora inventato le giornate da 72 ore che, detto tra noi, mi farebbero comodo!
Oggi è il mio compleanno. Ehhhhhhhhhhhhhh!! pepepepepepe zarzueeeellllaaaaa, trenini e stelle filanti..c'è poco da festeggiare, giacchè si invecchia e mica ringiovanisce e si galoppa tristemente verso una futura vita adulta e responsabile. Io invece preferirei rimanere un po' una cazzona in eterno 
Vi ringrazio per l'interessamento al mio post precedente, per gli amanti del gossip vi dico che un invito da parte mia c'è stato ma che non si sa come andrà a finire...Alla fine mi è mancato il coraggio (echecavolo, sono stata mazzolata troppe volte per affrontare un altro eventuale no a cuor leggero...) di fare un invito per un tete a tete (lo so, mancano gli accenti giusti ma non ho voglia.) e quindi ho ripiegato su un invito che fa parte di un altro invito (collettivo) a festeggiare il mio compleanno. Chissà se verrà, chissà se avrà colto il mio commento da educanda "se vieni mi fa MOLTO piacere"..
Quel che è certo è che io a parole con gli uomini sono un drago, ma poi a fatti sono una babbacchiona. Non che ci sia da vantarsene. Però è colpa LORO che mi hanno fatta tanto soffire.
Nel frattempo la mia vita da zia prosegue. Ormai sono informatissima sui neonati e la mia nipotina è una neonata perfetta, buffa, simpatica, e poi sono sicura che si guarda in giro e mi vede anche se fino a quattro mesi circa i bimbi non vedono, io sono sicura che lei mi vede..
Con questo chiudo e vado a dormire, che i festeggiamenti di oggi a base di dolci calorici mi hanno letteralmente stordita e necessito di plurime ore in fase rem per riprendermi e sorbirmi le quattro ore di cineforum obbligatorio di domani.
Vorrei tornare ai bei vechi tempi con i post quotidiani e i commenti quotidiani. Mi mancate.
Much love (giusto per citare l'Antico Picco..)
@ale@
Oggi, cari lettori maschi/masculi/ommini di questo blog devo porvi una domanda:
Come ci si sente davvero quando è la donna a prendere l'iniziativa? a invitarvi fuori per un caffè/aperitivo dimostrando apertamente un certo interesse perchè non c'è nulla che possa far pensare a un'uscita in amicizia? chessò, non c'è affatto una lunga conoscenza pregressa anzi, ci sono stati dei precedenti scherzosi ma un po' maliziosi..
Non raccontatemi le stronzate sulla parità dei sessi, che è bello sentirsi desiderati e via discorrendo, io voglio sapere, in verità, come la prendete!?
Sto bene, sto bene, sono solo un po' esaurita e come al solito in tutte le mie vicende sentimentali o pseudotali si consuma una spasmodica battaglia al tiro alla fune tra trazionalità e istinto
Alllllegria amici ascoltatori!
@ale@