Oggi, cari lettori maschi/masculi/ommini di questo blog devo porvi una domanda:
Come ci si sente davvero quando è la donna a prendere l'iniziativa? a invitarvi fuori per un caffè/aperitivo dimostrando apertamente un certo interesse perchè non c'è nulla che possa far pensare a un'uscita in amicizia? chessò, non c'è affatto una lunga conoscenza pregressa anzi, ci sono stati dei precedenti scherzosi ma un po' maliziosi..
Non raccontatemi le stronzate sulla parità dei sessi, che è bello sentirsi desiderati e via discorrendo, io voglio sapere, in verità, come la prendete!?
Sto bene, sto bene, sono solo un po' esaurita e come al solito in tutte le mie vicende sentimentali o pseudotali si consuma una spasmodica battaglia al tiro alla fune tra trazionalità e istinto
Alllllegria amici ascoltatori!
@ale@

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Finisco di mettere a posto l'impaginazione della tesi che domani sarà portata in stampa su un letto di croci e spine e con un orecchio e metà occhio ascolto e guardo il "nuovo" programma di canale 5 "E' nata una Stella Gemella" o qualcosa di simile.
Rimpiango con tutto il cuore Gigi Sabani e il suo "Re per una notte". Ero piccolina, ma ricordo perfettamente la bravura di quegli imitatori, la cura con cui era realizzato il programma, che infatti ebbe un enorme successo tanto da far avere anche delle discrete vendite al cd e audiocassetta che uscirono in seguito.
Ora stasera sto ascoltando un livello leggermente, e dico leggermente, e sottolineo leggermente, più alto di quello dei dilettanti allo sbaraglio della Corrida.
Ho sentito delle stonature che nemmeno gli Amici della De Filippi. Non ho visto somiglianze fisiche. Non ho sentito somiglianze vocali.
Roba che io, pur essendo una cantante e non un'imitatrice, imito Ivana Spagna che è una bellezza (si, da piccola ho fatto anche questo).
Non voglio credere che non si sia presentata gente più brava, perchè io ne conosco almeno una ventina che a questi qui farebbero le scarpe. A partire dal mio insegnante di canto che pur essendo uomo quando imita Patty Pravo non vedi la differenza.
Ricordo che l'ultima edizione che fecero con il medesimo format si chiamava "Sei un mito", non ricordo il conduttore in questo momento, ma ricordo la sosia della Bertè e quella di Tina Turner che erano veramente impressionanti, come bravura vocale, come studio dei personaggi.
Mi domando e dico: perchè nel 2008 la tv non fa altro che peggiorare? perchè nel 2008 ficcherebbero il televoto anche nel telegiornale della notte? perchè nel 2008 ritengono che il pubblico sia così rincoglionito da ritenere prodotto di qualità un programma che nelle sue precedenti edizioni e versioni era molto meglio? perchè la Cuccarini (che per altro io stimo) non è rimasta in teatro a fare musical al posto di tornare a presentare, cosa che a mio modestissimo parere non le riesce bene (domanda sottintesa: perchè urla come una stracciarola al mercato del sabato?) perchè Iva Zanicchi non si alza dalla poltrona e insulta un po' questi sedicenti imitatori? perchè? perchè? perchè?
E io che per una volta speravo di sentir cantar bene in Tv. Ormai non ci rimane più niente: Sanremo si trasforma ogni anno di più in baggina di karaokettari, ad Amici Vessicchio&co. fanno i provini senza accendere l'amplifon, i veri cantanti ospiti in giro cantano in playback (e questa so che non è una loro colpa ma delle case discografiche) (menzione speciale a Cesare Cremonini che, invece, domenica pomeriggio si è seduto al piano e ha ripercorso suonando e cantando tutta la sua carriera. Non so perchè ma tendo ad apprezzare molto di più un professionista quando posso toccare con mano le sue reali capacità di musicista...). Il quadro è sconfortante.
Forse ne avevo già accennato tempo fa, non mi ricordo (e non ho nemmeno voglia di andare a controllare.. pensate un po' che scansafatiche..), sta di fatto che sono ormai un bel po' di mesi che soffro di una singolare forma di dipendenza per una platform geniale, anzi, ormai lo definirei proprio uno nuovo Conversational media, ovvero Facebook, affettuosamente detto faccialibro all'italiana.
In effetti si tratta di un repertorio quasi infinito di volti provenienti da qualsiasi parte del globo terrestre, ad ogni volto corrisponde una persona e ogni persona ha un tot di amici trovati (e più spesso ri-trovati), tramite un efficacissimo strumento di ricerca. Non so molto dell'idea di partenza ma le leggende dicono che si trattasse di un sistema di comunicazione ideato da due studenti di non so qualche college americano, che cercavano un modo di collegare tra loro tutti i compagni di corso e di ateneo di modo che si potessero creare nuove amicizie, combinare incontri e gruppi di studio e così via. Ignoro la leva che ha fatto scattare la diffusione a macchia d'olio del progetto, rimane il fatto che, quando mi sono accorta che avere un account su facebook era il must dei must mi sono messa di impegno e 'ho creato anch'io. Fino a qualche mese fa non era impresa facilissima, le istruzioni, spesso incomprensibili, esistevano solo in inglese, bisognava andare un po' ad intuito ma finiva sempre che non ti prendeva il trip di metterti a cercare il cugino dell'amante del portinaio che gestiva vent'anni fa il palazzo di tuo nonno. Poi, all'improvviso, la traduzione in italiano, e lì, basta, per me è finita, è venuta fuori tutta l'indole da zia Pina che è in me e mi sono messa a cercare indefessa compagni dell'asilo, gente conosciuta in vacanza lustri fa e così via, più ovviamente i compagni di università e gli amici di tutti i giorni che, sempre nella logica di essere al passo coi tempi, possiedono un account. Per un totale mio attuale di 145 amici se non sbaglio.
Tutto ciò, oltre a darti una percezione netta di "quante persone conosci o hai conosciuto" ti permette sia di recuperare rapporti magari persi senza un motivo specifico, sia di scambiarti messaggi con gli amici di tutti i giorni in un modo più originale rispetto alla solita telefonata o chattata in msn, inoltre si dispone di uno spazio illimitato (60 foto per album) per caricare fotografie e immagini, con la possibilità di "taggare" i tuoi amici nella foto, ovvero di riconoscerli di modo che nel passare con il mouse sulla loro faccia compaia un rettangolino con il nome e il link al loro profilo.
Ed è così che vien fuori che Cicciriello ha ancora tutte le foto di classe del liceo, per esempio, e ti tagga, e tu vai a guardartele e ridi per ore pensando a che diamine di taglio di capelli portavi..
E poi, dato da non sottovalutare, facebook permette di aggiungere un grandissimo numero di applicazioni/giochi che dovrebbero in qualche modo delineare ancor meglio la tua personalità dando modo ai tuoi amici di conoscerti ancor più, si va dai classici test "che amante sei" ai più insoliti "che puffo sei", passando per battaglie a word challenge o a movie's test.
Si possono creare eventi a cui invitare gli amici, si possono creare gruppi e invitare tutte le persone che pensi potrebbero condividere con te una determinata passione piuttosto che un modo di fare, di essere, di pensare (gruppi cult per la sottoscritta: no al bimbominkia su facebook, salviamo il mondo dalla deriva del congiuntivo, perchè mi aggiungi su facebook se poi per strada non mi saluti...)
Io ormai ci passo la maggior parte del tempo dedicato al pc, diciamo un cinquanta e cinquanta con il blog dai, e consiglio a tutti voi di provarci, non tanto per diventarne dipendenti in modo malato come la sottoscritta, quanto per riflettere sulla potenza di un nuovo mezzo di comunicazione che, idealmente, unisce per trattini tutti quanti noi, a ricomporre un puzzle, come nel giochino delle figure sulla settimana enigmistica...
Se poi qualcuno avesse già l'account e gli facesse piacere uno scambio di amicizia ci possiamo sentire in pvt e comunicarci i cognomi, ah si, mi stavo giust dimenticando di questo dato importante: ci si iscrive con nome e cognome che compariranno come identificativi del proprio profilo, questo, in teoria, dovrebbe permettere un rischio minore di scambi di persone o citrulli che fanno i furbetti ed, inoltre, è l'unico modo grazie a cui il sistema di ricerca di cui parlavo prima può funzionare. Il profilo si può comunque rendere privato, ovvero visibile ai soli amici, quindi è ottimo anche per chi, per varie ragioni, non potesse comparire liberamente online.
Manifesto pubblicitario di una facebook dipendente concluso.
@ale@
Io sono una vera e propria stratega della valigia.
Inizio almeno 3 o 4 giorni prima di partire con un elenco, minuziosamente scritto a mano, composto da: cose da comprare, cose da fare e appuntamenti vari che si assommano e sovrappongono quando devi salutare 800 persone prima delle vacanze.
Stamattina la mia strategia ha avuto inizio in pompa magna. Sveglia presto, colazione, doccia e via di commissioni. I primi punti della mia lista sono stati orgogliosamente cancellati con una bella riga e la mia coscienza organizzativa ne ha tratto un beneficio pazzesco, una specie di orgasmo di soddisfazione (mi basta poco, penserete..)
In realtà è tutto per una persona che, se si arrendesse a madre natura, sarebbe alquanto disordinata.
Adesso però, appena tornata da un dopocena al pub con l'ale, durante il qualche, come due invasate, non abbiamo fatto altro che parlare di aerei, aeroporti, orario di prenotazione del taxi, dove dormire e cosa fare sabato notte per ingannare l'attesa della partenza (ovviamente l'ipotesi di dormire non è contemplata), ho ripreso in mano la mia lista per decidere a cosa dedicarmi domani mattina, e, leggendola, forse cullata da una vodka sour di troppo, o forse in un rimasuglio di lucidità rimastomi, mi sono resa conto che la mia malattia da strategia valigifera è arrivata ad un punto di non ritorno.
In un riquadro sono segnati tutti i prodotti da bagno-profumeria che ancora mancano da comprare, in un altro riquadro tutti i prodotti di abbigliamento che devo "assolutamente" trovare in saldo o no, con numerosi punti escalmativi di fianco a "infradito" (ma in effetti sono necessari, ho decisamente e impellentemente bisogno di infradito per la spiaggia) e una laconica faccina con bocca all'ingiù di fianco a "pantaloncini per spiaggia possibilmente neri" (lo smile serve per ricordarmi che forse nessuno in terre sicule, ma anche altrove, desidera ammirare i miei prosciutti ..ma d'altra parte non è che posso morire di caldo perchè l'ideale velina anoressica impera nel nostro stupido paese) Infine, nell'ultimo riquadro, in ordine di giorno e ora tutti gli appuntamenti da qui a sabato, estetista, pranzo con amica, cena con amici, pranzo con altra amica, e-mail da mandare alla mia relatrice di tesi e così via..
E il bello è che io ci vado davvero in giro con la mia lista. E appena faccio qualcosa tiro fuori la bic e depenno. Credo di non essere normale.
Infine..Sabato pomeriggio, il momento clou.
I miei familiari sanno che quando faccio la valigia devo essere lasciata sola, sanno che divento intrattabile, sanno che vado in trance e mi muovo per casa come un'automa programmata per uccidere. Sanno che metto la musica più cazzuta possibile a palla, tipo, chessò, gli 883 e canto come una quindicenne al concerto degli Zero Assoluto. Sanno che mi concentro su incastri, scastri, posizionamenti ad hoc. Sanno che la borsa della scarpe è l'operazione più delicata di tutte.
Saper fare la valigia è un'arte e io la posseggo, la padroneggio, supero me stessa. E' un valzer, uno spendere saperi intellettuali per far quadrare ciò che di più materiale esista. E' uno sconfiggere l'assurda equazione per cui, una volta in vacanza, ti troverai a desiderare ardentemente gli unici quattro stracci che hai lasciato nell'armadio.
E poi c'è il brivido della franchigia. Quel momento topico in cui ti pesano il malloppo e ti guardano con aria di disapprovazione.. "che ci hai messo dentro? due bambini?" E tu sei lì, che osservi la bilancia e speri di non dover pagare il sovrapprezzo. E inizi a pregare in tutte le lingue del mondo, ma soprattutto in serbo-turco-aramaico, che la valigia che stai salutando sia la stessa, integra e sana, che risaluterai all'atterraggio.
Ed è dopo tutto questo che uno ha realmente bisogno di una VACANZA!
@ale@
Mentre il mal tempo continua a mietere vittime sul mio balcone ho deciso di rinunciare al ritorno del dio sole prima di scrivere un post sulle letture estive che mi accingo a fare, sto facendo o vi consiglio di fare (sempre che poi ve ne facciate qualcosa dei miei consigli
). E quindi scrivo anche se fuori piove, e, incredibile a dirsi, fa pure freddo.
Procedendo con ordine..
Sto leggendo:
Chicago, di 'Ala Al Aswani. Ho appena superato pagina 100..mi sto imponendo di non proseguire troppo spedita altrimenti non faccio nemmeno a tempo a partire per le vacanze che ho già esaurito la scorta di libri non letti rimasti ad impolverarsi tra gli scaffali in questi mesi di "studio e basta". 'Ala Al Aswani è uno scrittore egiziano, già autore di un romanzo che ho adorato: "Palazzo Yacoubian". Tratteggia con ironia, sapienza e disincanto una realtà che tutti noi ci preoccupiamo di giudicare senza realmente conoscere, ovvero la realtà legata al mondo arabo e all'Islam. Con il suo primo romanzo, ambientato al Cairo, ci offre un insolito spaccato di vita egiziana, lontana da qualsiasi stereotipo. Ogni personaggio, residente in uno degli appartamenti di Palazzo Yacoubian, rappresenta una sfaccettatura dell'Egitto contemporaneo funestato da corruzione politica, ipocrisia religiosa, arroganza dei potenti dalla dubbia ricchezza, idealismo giovanile che diventa ben presto estremismo, e così via. Con Chicago cambia l'ambientazione ma non i temi. Siamo in un'America fortemente segnata da forti pregiudizi post 11 settembre, siamo nella comunità egiziana di Chicago, controllata da personaggi dalla dubbia moralità. Ancora una volta Aswani utilizza i suoi variegati personaggi per tracciare i contorni di una realtà complessa e contraddittoria come quella di una comunità islamica insediata in uno stato fortemente anti-islamico. Di più non posso dire per ovvi motivi, ma soprattutto perchè non avendolo ancora finito inventerei di sana pianta.
Letti recentemente e consigliati:
Tutto per una ragazza, di Nick Hornby.
Una storia molto attuale, in grado di far riflettere e sorridere al contempo. Sam, sedici anni, appassionato di skateboard, vive con la madre giovane e single e con l'ombra di un padre assente e litigioso che si è costruito una vita altrove. Come tutti gli adolescenti è alla prese con problemi scolastici e sentimentali, finchè non si innamora, ricambiato, della bella Alicia. "Forse questo significa che per Sam è arrivato il momento di fare sesso, ma lui sa che <<fare sesso a quindici anni è una cosa grossa, se tua mamma ne ha trentuno>>. La sfida allora diventa sfuggire al destino beffardo che incombe sulla sua famiglia, in cui tutti <<inciampano sempre sul primo gradino>>, insomma sembrano destinati a fare una scemenza e a passare il resto della vita a cercare di rimediare" (cit. dalla quarta di copertina). Costruito con un'interessante tecnica di flashforward che anticipano in qualche modo il futuro di Sam senza farci capire se si tratta della realtà o della fantasia del ragazzo, il romanzo scorre veloce tra sorrisi e qualche lacrima, il tutto condito dal linguaggio inconfondibile di Hornby, che con il suo realismo serio e canzonatorio al contempo è riuscito quasi a costruire un romanzo di formazione post-moderno. Voto: 7,5
La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano. Ho appreso con gioia qualche giorno fa della vittoria di Paolo Giordano con questo romanzo del Premio Strega 2008 (nonchè del Premio Campiello, opera prima). Paolo Giordano, è nato nel 1982, laureato in Fisica Teorica e scrittore, a quanto pare non più dilettante, nel tempo libero. La sostanza del racconto è racchiusa nel felicissimo titolo. Alice e Mattia, due ragazzini, adolescenti, giovani e infine adulti, accomunati da due esistenze profondamente segnate da episodi dolorosi del passato, "incroceranno le loro vite scoprendosi profondamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi, separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero". (cit. dalla quarta di copertina). E' un romanzo duro a tratti, ma anche tenero. Leggendolo ti incazzi e ti commuovi a distanza di pochi secondi ed è raro trovare un libro capace di suscitare emozioni così contrastanti. Soprattutto è raro trovare un giovane scrittore così bravo. Voto: 8
Prossimamente leggerò:




E adesso attendo i vostri commenti: li avete letti? (si, no, forse, mi sono fermato a metà preso dall noia, li uso per evitare che il tavolo della sala da pranzo traballi); vi sono piaciuti? (si, no, forse, mi hanno fatto schifo, mi hanno fornito una nuove visione della vita meglio del dalailama); qualcuno di quelli che non ho ancora letto è sconsigliabile? (si, no, forse, non lo so, mi hanno fatto schifo tutti, sono bellissimi tutti e tu sei una ganza ad averli scelti..) insomma a voi la parola. Basta che non mi raccontiate la trama: potrei diventare una iena
@ale@