venerdì, luglio 24, 2009

Post di servizio

PRIMA INFORMAZIONE DI SERVIZIO: La nuova immagine di header che vedete è provvisoria, a breve verrà trasformata nel banner del blog.
Tutto ciò vi chiederete, perchè? Ebbene ho lanciato un contest, in un forum che frequento, per la realizzazione della nuova veste grafica de "L'altra metà della mela" e sto semplicemente sperimentando le dimensioni ottimali della futura immagine, quindi non sono impazzita e non mi è partito nessun trip artistico purtroppo. Anche se l'immagine che vedete a dirla tutta l'ho fatta io con l'ausilio di un fantastico sito (googlate graffiticreator) e paint, che in mancanza del sapere usare photoshop si rivela sempre un vecchio, caro e fido compagno.

SECONDA INFORMAZIONE DI SERVIZIO: Non so se qualcuno ha notato che l'archivio adesso figura solo dal 2007, questo perchè ho deciso io deliberatamente di cancellare da questo blog gli anni dal 2004 al 2006. Anche questa decisione non è frutto della pazzia, anzi. E' frutto di una rilettura iniziata per caso qualche tempo fa e del rendermi conto che quando ho iniziato questo blog ero troppo piccola, immatura e bisognosa di sfogo per rendermi conto che stavo mettendo alla mercè del web, fatti e avvenimenti davvero troppo personali. Niente è andato perso, ma tutto è stato sapientemente copincollato e archiviato altrove. Un taglio al passato, una sonora linguaccia a chi ancora cerca questo blog con chiavi di ricerca legate alla mia vita personale (ancora non avete capito che vi leggo tramite shinystat?), ma soprattutto una riconferma della linea più matura, ironica, fresca e frizzante che questo blog vuole prendere.




@ale@
lunedì, luglio 06, 2009

Tu chiamale se vuoi..emozioni

Giusto perchè ne abbiamo parlato poco tempo fa dopo il mio provino del fattore X... Per testimoniare che il mio discorso sul fatto che non me ne frega niente della fama, del successo, delle case discografiche ecc., non è aria fritta, vi vorrei mostrare dei video. Che per voi saranno solo dei video, belli o brutti, per me sono stati il ritorno a una dimensione musicale che sentivo di aver perso un po' per strada. Vado particolarmente orgogliosa di questa serata perchè, oltre a essere un goodby party musicale con i fiocchi per un amico e compagno di corso che se ne va in Erasmus, è stata anche occasione di liberare qualcosa che mi era rimasto incastrato nella trachea, per così dire, e certo non potevo scegliere metafora peggiore.
Tutto ciò è avvenuto sabato, e come al solito dopo i potenti cali di adrenalina ieri ero allegra come una balena spiaggiata. Calo di adrenalina per me è uguale a botta depressiva, spero di non essere l'unica. Sta di fatto che alla bellezza del momento vissuto, alla magia che quattro note sanno portare sempre e comunque, si è riappiccicato addosso un senso di inadeguadezza e di insoddisfazione.
Un paio di persone che avrei desiderato con il cuore non erano lì in prima fila, per esempio...Ma è l'unico esempio concreto che mi viene perchè per il resto si tratta solo di sensazioni fuggevoli, che non ti si fissano bene in mente e ti lasciano solo un po' l'amaro in bocca. Il buon Lucio Battisti ci disse: "..tu chiamale se vuoi..emozioni". Tutti questi video sono stati resi possibili dal mio nuovo progetto musicale acustico, che per ora è un duo, ma presto diventerà un trio con voce, chitarra acustica e percussioni






venerdì, maggio 22, 2009

Un minuto di silenzio

Poco fa mi sono accorta che nella presentazione del profilo c'era ancora scritto "Vendidueenne milanese", ahimè orami sono 23 da un bel po', per cui sono stata costretta a modificare...

E il tempo scorre. Un minuto di silenzio per muscina che invecchia.

Muscina invecchia e non usa più Internet Explorer ma Google Chrome, ma a quanto pare Splinder e Google Chrome (che è in tutto e per tutto una figata fantasmagorica -- perchè io parlo gggiovane --) non vanno molto d'accordo: tanto per cominciare nella schermata di scrittura del post, ovvero quella che ho sotto gli occhi in questo momento, non compaiono più tutte le normali, care, vecchie e rassicuranti funzioni di editing. E' come se scrivessi direttamente nel campo html e credetemi è una bella seccatura. Perchè se per esempio io adesso volessi scrivere "W i surfisti californiani" in grassetto non lo potrei fare senza ricorrere a un noiosissimo codice html. Allora, la domanda che pongo agli esperti é: dove diamine sono andate a finire le mie funzioni di editing? E' colpa di Google Chrome o della mia incapacità informatica?
E non ditemi di controllare sulle impostazioni di "Opzioni dell'editor per postare" perchè ho già controllato e alla voce "utlizzare editor" ho messo sì.

Mi rendo conto che di questo problema non ve ne frega una mazzafionda, ma se aveste voglia di darmi una mano lo apprezzerei veramente moltissimo.
:-) vedete, non funzionano nemmeno le emoticons :-(

Già che siam qui tutti riuniti forse è il caso che facciamo un minuto di silenzio anche per altri motivi, primo fra tutti il mio ultimo neurone che si è suicidato una mezzoretta fa.
E' un racconto avvincente:

"Erano le quattro meno cinque quando muscina decise di prendersi una pausa da avvincenti studi sulla sociologia comtiana e fumare una sigaretta sorseggiando the verde freddo - Lo so, sono una maledetta viziosa snob -. Fu così che accese la televisione su canale5 e si trovò di fronte a una di quelle puntate celebrative-commemorative di Uomini&Donne con il tronista di turno e la sgallettata di turno in vacanza al mare da qualche parte, un posto da sogno, fuochi d'artificio, suonatrice d'arpa... E dal fondo della spiaggia si illumina la scritta "Ti amo", lei gli dice "anch'io" e tutti vissero felici e contenti. Ma è stato qui che è accaduto il fattaccio: dall'occhio destro di muscina è spuntata una lacrimuccia e poi una anche dall'occhio sinistro, e, insomma si è commossa. Ma un commuoversi sincero, di quelli da vecchia casalinga frustrata che pensa "ma va che bei tusiii, che bello l'amore, viva la gioventù". Profondamente scossa per l'accaduto muscina ha provato a rimettersi a studiare Comte, non fosse altro per rivendicare e autoconvincersi della sua superiorità intellettuale, ma come vedete sta scrivendo un post su questo blog, per cui la crisi è ben lungi dall'essere superata."

In questa storiella manca il finale "e vissero tutti felici e contenti", intanto perchè, appunto, il mio neurone non è sopravvissuto e poi perchè non vedo come io possa vivere felice e contenta dopo essermi commossa per il finale di una puntata di Uomini&Donne. Tanto più che se un ipotetico fidanzato mi facesse una sorpresa del genere scapperei a gambe levate o lo butterei nel fuoco della O di Ti Amo sulla spiaggia. Detesto queste smancerie nella vita normale. E allora perchè mi sono commossa?

Per il perchè forse è il caso che andiamo a rilggerci tutti insieme il post che ha preceduto questo, sono sicura che troveremo delle grandi risposte. Nel frattempo, sotto consiglio di ApostoloZeno, sto cercando un Rehab in cui farmi ricoverare, sperando di incontrare Amy e poter cantare insieme a lei I heard it through the grapevine strafatte di birra a bordo piscina. Se non sono aspirazioni queste.



sabato, marzo 07, 2009

Domande esistenziali..

Oggi, cari lettori maschi/masculi/ommini di questo blog devo porvi una domanda:

Come ci si sente davvero quando è la donna a prendere l'iniziativa? a invitarvi fuori per un caffè/aperitivo dimostrando apertamente un certo interesse perchè non c'è nulla che possa far pensare a un'uscita in amicizia? chessò, non c'è affatto una lunga conoscenza pregressa anzi, ci sono stati dei precedenti scherzosi ma un po' maliziosi..

Non raccontatemi le stronzate sulla parità dei sessi, che è bello sentirsi desiderati e via discorrendo, io voglio sapere, in verità, come la prendete!?

 

Sto bene, sto bene, sono solo un po' esaurita e come al solito in tutte le mie vicende sentimentali o pseudotali si consuma una spasmodica battaglia al tiro alla fune tra trazionalità e istinto  Alllllegria amici ascoltatori!

 

@ale@

sabato, febbraio 14, 2009

Muscina torna a bomba con Sanremo

Certo che il modo in cui sto trascurando questo blog ultimamente è davvero imperdonabile. Me ne pento e dolgo ogni giorno. Ma, siamo sempre lì, non è che io non abbia niente da dire o di cui sfogarmi,  semplicemente non riesco a farlo liberamente, usando le parole che vorrei, trasferendo in parole i pensieri...
E' un periodo strano, sisi, decisamente strano, a volte brutto/bruttissimo a volte bello. La distinzione tra bene e male ha assunto una quantità talmente imprecisata di sfumature che ormai mi sveglio ogni mattina con la sensazione che potrebbe accadere qualcos'altro e non con una semplice sensazione di positività o negatività.
Al di là della mia vita, di cui ho parlato abbastanza seriamente nello scorso post facendo un'eccezione alla regola, il periodo offre una serie di spunti cazzari che non posso non cogliere cercando di riportare un attimino il sorriso nei lidi dell'Altra metà della Mela.
Ed è per questo miei cari amici che ho deciso di aprire un CAPITOLO SANREMO:
  • Albano sarebbe da sopprimere, ma non è una novità. Già uno che mi partecipa con una canzone dal ditolo "L'amore è sempre amore" meriterebbe lapidazione a colpi di baci perugina e orsetti a forma di cuore. Da notare come le prime parole del testo scavino ancora più in profondità: "l'amore non corrisposto, è sempre amore" oppure "la barca mia si perda all'orizzonte tornare indietro ormai non ha più senso". No, infatti non ha nessun senso. Porcocacchio eri già naufragato su una zattera all'Isola dei Famosi, rimanerci no, eh?
  • MaccoCatta, approda direttamente nella categoria big, visto l'enorme successo del suo cd farlo partecipare nella categoria giovani sarebbe stato un suicidio, televoticamente parlando, sicuro per tutti gli altri giovincelli emergenti. La sua canzone si intitola "La forza mia". Prima crisi iperglicemica, viva l'originalità. Il top lo raggiungiamo con quello che suppongo essere il ritornello: "tu sarai la forza mia la mia strada il mio domani il mio sole la pioggia il fuoco e l'acqua dove io mi tufferò/ tu sarai la forza mia il mio gancio in mezzo al cielo il colpo al cuore all'improvviso dentro me/dentro me". Con la citazione di qualche altro agente atmosferico eravamo a posto. Sole-cuore-amore VS Giuliacci's style. Chi vincerà?
  • Sal da Vinci (echicazzè?) ci presenterà un sicuramente imperdibile brano dal titolo che già la dice lunga "Non riesco a farti innamorare". Per la serie fatti delle domande e datti delle risposte.
  • I Gemelli Diversi tornano sulle scene con "Vivi per un miracolo". In effetti mi chiedevo se un'overdose collettiva avesse definitivamente stroncato le loro giovani carriere. Pensavo che la canzone parlasse della redenzione dai funghetti allucinogeni invece pare si tratti di un testo pregno di significati che tocca argomenti come aborto, prostituzione, carcere....: "per il barbone affamato morto in un prato, per quello che si è salvato grazie ad un euro donato e per l'uomo che l'ha sfamato al volontariato". Ahbeh, ahbeh.
  • Svolta hard per Iva Zanicchi che con "Ti voglio senza amore" parla di sesso anche non più di giovanissimi. Perdonatemi ma l'immagine della Ivona di "Ok il prezzo è giusto" che si dimena in un letto a forma di cuore stile film di Tinto Brass è quanto ti più anacronistico possa esserci. Eppure il testo dice: "ti voglio senza amore perchè mi fa più effetto averti dentro un letto che pensarti con falso pudore, perchè ti tengo stretto finchè non mi farai gridare...sì...sì". Mi chiedevo se durante la serata "big canta con ospite" sarà previsto per la Iva l'affiancamento recitativ-doppiativo di Brigitta Bulgari.
Confido in Dolcenera, in Tricarico, negli Afterhours, speriamo. Tutti gli altri non pervenuti.
Ah, e sul caso Povia ci tengo a non aggiungere nulla, è già stato detto fin troppo, mi limito a rimandarvi a un geniale post della maestra del blog ironico al femminile, ovvero Selvaggia Lucarelli http://www.selvaggialucarelli.it/diario/2009/01/ha_ragione_povia.html
XOXO*
@ale@
*ho avuto una caterva di tempo libero per scoprire Gossip Girl e diventarne una fanatica che lo guarda in lingua originale senza sottotitoli...Non so quanti capiranno questo nuovo saluto, ma chi lo capirà avrà tutta la mia stima. A proposito, giusto per non tenervi del tutto a secco sulla mia vita privata, posso dichiarare di aver dato il primo esame della laurea specialistica e di aver preso 30 e lode, direi che ho iniziato bene, il problema ora è mantenere le aspettative!
giovedì, gennaio 22, 2009

London

Scusate. Scusate se ho aspettato un'intera settimana a scrivere di questa vacanza meravigliosa. Scusate se non sono riuscita subito a riversare in parole l'insieme di voci, ricordi, colori, profumi e sensazioni che ancora mi vorticano in testa e sono andati a mischiarsi con un altro miliardo di piccole cose della vita di tutti i giorni, quella di Milano, dei miei affetti.
Il mio cervello visto da fuori in questo momento potrebbe sembrare come un viaggio in un caleidoscopio. Io per prima mi sento prigioniera di un caleidoscopio, in mano a qualcuno che si diverte a girarlo e rigirarlo burlandosi delle immagini sempre nuove che riesce a creare...
Ma andando con ordine...Londra.
Londra è una citta impressionante. Non in senso negativo ovviamente, ma in un senso tutto suo. La prima sensazione che ho avuto è stata quella di essere a casa, non mi sembrava nemmeno di aver preso l'aereo, se non avessi avuto da trascinarmi una valigia fino in albergo avrei potuto benissimo non essere una turista qualsiasi e non sentirmi tale.
Sarebbe sterile mettermi qui a fare una mera descrizione delle cose viste e dei posti visitati, perchè Londra è una città da scoprire girando a piedi per le strade, perdendosi in lentissime passeggiate o in marce forzate quasi con l'ansia di non fare in tempo, preoccupati che venga buio e di perdersi qualche scorcio, qualche vicolo che ti si apre all'improvviso ai lati lasciandoti con un senso di curiosità e mistero addosso.
E' una città che trasuda storia, mistero, curiosità, multiculturalità e integrazione. Un'integrazione che mi ha reso imbarazzata fin dal primo istante pensando al livello in cui, invece, versa l'Italia. Quando avevo tempo e voglia la sera, in albergo, scarabocchiavo qualche pensiero sulla mia moleskine e questo è quello che ho scritto la seconda sera, con gli occhi ancora pieni di meraviglia e un'eccitazione quasi fanciullesca:
"Mi piacerebbe vivere qui per un po'. Sentirmi libera e indipendente. Di una libertà e indipendenza particolari, date da questa città così grande eppure così piccola, così eccentrica eppure così normale, così educata eppure così sfacciata, così semplice eppure così accattivante".
Mai pensata una cosa del genere di un posto in cui stavo da un solo giorno. Penso che non lo direi mai nemmeno, chessò, delle Maldive
Tappe obbligate che posso consigliare secondo i miei umili gusti (perchè Londra ha anche la particolarità di poter offrire qualsiasi cosa adatta ad ogni palato) sono: la National Gallery, perchè là dentro sono chiusi secoli di storia dell'arte e il genio italiano regna piuttosto sovrano (anche se in effetti vagando per le sale ti domandi perchè sia tutto lì e non qui). Qui ho potuto vedere da vicino uno dei miei quadri preferiti in assoluto, e se non fossi stata spinta da tutto quello che mi aspettava nel resto della giornata sarei rimasta volentieri lì in contemplazione (si tratta di An experiment on a Bird in the Air Pump di Joseph Wright of Derby). Restando in ambito artistico-museale vale una pena fare una capatina al British Museum e alla Tate Modern, nel primo soprattutto per chi ama l'arte greca e egizia (ci sono delle mummie in perfetto stato davvero affascinanti) e nella seconda per chi ama invece l'arte moderna e contemporanea, magari anche nelle sue forme più estreme e recenti (diciamo che io come gradimento mi fermo a De Chirico e suoi contemporanei). La Tate Britain invece la si può tranquillamente evitare, non è rimasto molto e la maggior parte degli spazi sono dedicati a mostre temporanee a pagamento. Tutti gli altri musei invece sono ad ingresso libero, che se facciamo un paragone sui 27 euro di Milano per entrare mezzora a vedere il Cenacolo è davvero sorprendente. Altri punti guadagnati da Londra.
Westminster ti sorprende perchè non finisce mai, ti sembra ricoprire un'area infinita e il Big Ben che fa capolino è un simbolo della città che merita di essere osservato (e fotografato). Temple Church che per trovarla abbiamo dato inizio a una caccia al tesoro e quando siamo arrivate finalmente avevano appena chiuso le visite (storica la frase di una Vero esasperata che dice alla Carlotta: "Carlotta APRIMI TEMPLE CHURCH!" - e qui cito per la prima volta le mie compagne di viaggio, ma tornerò a parlarne più avanti). St Paul Cathedral che, anche se in ristrutturazione non perde di fascino e per racchiuderne l'intera faccia in fotografia bisogna allontanarsi di non so quanto, perchè altrimenti non ci sta nemmeno impegnandosi. Buckingam Palace, senza regina, visto in una mattinata un po' grigiastra mi ha messo più ansia che altro. Somerset House con i suoi spazi polivalenti e un cortile che definirlo di una bellezza mozzafiato è riduttivo merita una capatina, soprattutto, se, come noi, avrete la fortuna di capitarci in inverno quando nel suddetto cortile è allestita una grande pista di pattinaggio, non come essere a Central Park a New York ma ci si può accontentare. Il Tower Bridge, davvero emozionante, un freddo impietoso ma ne è valsa la pena. Il London eye, la ruota panoramica dall'altezza vertiginosa. E come dimenticare la mostra di Warhol al Southbank Centre, davvero particolare, peccato sia solo momentanea.
Passeggiare (perdendosi anche) a South Kensington con queste case e questi palazzi che sembrano usciti davvero da un dipinto, cercare la Notting Hill dell'omonimo film e non trovarne pressochè tracce e poi finire a Portobello, un micromondo gioioso, perfetto, d'altri tempi, con i suoi negozietti vintage a volte pieni di merci incomprensibili e che a volte invece ti offrono lì in vetrina la chicca imperdibile. E poi la meraviglia di riemergere dalla metropolitana e trovarsi in Piccadilly Circus e con soli pochi passi nella leggendaria Carnaby Street ancora addobbata per le feste…
Ecco, passando alle frivolezze, per chi ama lo shopping Londra è un paradiso. Oxford Street, una shopaolic può anche morire lì ed essere felice. Esistono delle foto che testimoniano il grado di smania acquistifera che ci ha prese. Una cosa da reclusione forzata, ma così maledettamente divertente. Io prima di tornare a Milano ho dovuto comprare una valigia nuova, e ho detto tutto. Cito solo qualche tappa obbligata: Primark, Topshop, Harrods, River Island, Doroty Perkins, Gap...Altra frivolezza che volendo si può evitare (costa 25 sterline) ma una volta che l'hai fatto non te ne penti è una visita al museo delle cere di Madame Tussauds. Un'esperienza da luna park davvero, per tornare un po' bambini e poter finalmente dire di avere una foto con Tom Cruise. O di aver fotografato Zac Efron in cera dal vivo, che per questo blog è ben più significativo data la quantità di volte che è apparso nella rubrica L'altra Metà del Gossip.
E poi i musical, ne abbiamo visti due e potrei parlarvene per ore analizzando ogni singola analogia e differenza rispetto al concetto di musical che abbiamo in Italia. E comunque giungerei sempre alla medesima conclusione. In Italia non abbiamo musical. Grease al Piccadilly Theatre, che, e questo l'ho sempre detto, in lingua originale è tutta un'altra cosa, con una colonna sonora talmente famosa che è impossibile non saperla a memoria (non che per questo sia necessario non darsi tregua e ballare per due ore come ha fatto la tizia seduta di fianco a me, gentilmente detta "LA TARANTOLATA", che avrei volentieri buttato giù dal grand circle direttamente sul palco), colonna sonora INTERAMENTE SUONATA DAL VIVO E INTERPRETATA DA ATTORI/CANTANTI VERAMENTE ECCEZIONALI. Roba che in Italia ci sogniamo perchè il modello imperante è quello di Amici della Defi. E poi c’è stato We Will Rock you al Dominion Theatre in pieno Oxford Circus che già dall’insegna (un enorme statua dorata di Freddy Mercury) non potevi che aspettarti qualcosa di pazzesco, indubbiamente il più bel musical che io abbia mai visto, per scenografie, costumi, regia, arrangiamenti, anche in questo caso una band dal vivo talmente esaltante da farmi pensare per qualche istante che si trattasse delle basi originali dei Queen. E poi che voci, che emozione. E io che ero preoccupata che ai Queen non fosse resa giustizia, invece ho capito perché hanno autorizzato la realizzazione di questo musical…
Ma avevo promesso che avrei parlato delle mie compagne di viaggio. Ebbene che dire? Non avrei potuto scegliere persone migliori con cui condividere tutto questo. La quantità di risate che abbiamo accumulato credo che basti per un pieno annuale di serotonina. Migliaia di piccoli episodi che probabilmente raccontati non hanno lo stesso effetto divertente (anzi, sguaiatamente divertente) che hanno avuto su di noi, ma questo è normale. Però con qual cosina ci provo:
-          La mia testata micidiale salendo sul taxi. Per fortuna indossavo sia cappello che cappuccio altrimenti mi si spaccava a metà come un cocomero. Per le tre ore successive sono rimasta convinta di avere un trauma cranico e mi preoccupavo di non essere ancora svenuta.
-          La Carlotta in una steak house osserva la lista dei dolci e si domanda con tono innocente “Chissà cos’è questa crema fredda che sta un po’ dappertutto!” ovviamente crema fredda è il ben noto ice-cream: il gelato.
-          Io fino all’ultimo sono stata convinta di dover prendere il Warwick Express per tornare all’aeroporto di Gatwick. Ovviamente si trattava del Gatwick Express e Warwick Way era invece la via del nostro albergo.
-          Carlotta e relativa crisi isterica dentro il tunnel degli orrori di Madame Tussauds (una specie di percorso stile luna park con attori dal vivo, oggetti e statue terrificanti et similia). Io e la Vero, invece, in preda all’ilarità. – Carlotta guarda che dietro l’angolo c’è una persona, non ti spaventare! - Si, si, ok – 20 secondi dopo – Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!! –
-          Io alla Vero: “No Vero non fermare quel taxi è occupato, non vedi che c’è un passeggero?” Carlotta: “Ale, peccato quello sia l’autista, siamo in Inghilterra”. E comunque continuo a non spiegarmi perché debbano guidare dall’altro lato, è assurdo.
 
In sostanza mi tocca dire, grazie a Londra, per avermi accolta così, tornerò presto, è una promessa…
Grazie alla Vero, la mia orsetta lavatrice che mi faceva dormire tutta rannicchiata per stare in diagonale nel lettone della nostra stanza mignon nel nostro albergo mignon, grazie perché le saghe più divertenti (vedi Eugene diventato bacon) te le sei inventate tu che sei un po’ matta!
Grazie alla Carlotta, la “mia” scoperta degli ultimi mesi, di cui sono tanto tanto felice, grazie di esserci sempre con l’ironia, con le faccine contagiose, con le ginocchiate contro il letto, con il bagnoschiuma alla fragolina di bosco…e con “i commenti del giorno”!
 
(Vi voglio bene ragazze!!!)
 
Ai blogger cari dico grazie per essere arrivati fino alla fine di questo chilometrico post, forse uno dei più lunghi della storia di questo blog, ma, vista l’occasione ne valeva la pena no? E prometto che da domani mi rimetto in sesto e torno a preparare le mie rubriche dissacranti su gossip, x-factor e compagnia  trash correlata.
 
Ultima notazione di servizio, questo sabato 24 Gennaio 2009 sarò nuovamente in concerto con il mio gruppo i Cool Cats, per cui se ci fosse qualche milanese o pocofuorimilanese che volesse presenziare ne sarei molto felice! Contattatemi in pvt per dettaglio serata!
 
 
@ale@

 

cliccate su view all images per accedere alla pagine di photobucket in cui vedere tutte le altre foto dell'album di Londra

martedì, novembre 11, 2008

Interrogativi

Finisco di mettere a posto l'impaginazione della tesi che domani sarà portata in stampa su un letto di croci e spine e con un orecchio e metà occhio ascolto e guardo il "nuovo" programma di canale 5 "E' nata una Stella Gemella" o qualcosa di simile.

Rimpiango con tutto il cuore Gigi Sabani e il suo "Re per una notte". Ero piccolina, ma ricordo perfettamente la bravura di quegli imitatori, la cura con cui era realizzato il programma, che infatti ebbe un enorme successo tanto da far avere anche delle discrete vendite al cd e audiocassetta che uscirono in seguito.

Ora stasera sto ascoltando un livello leggermente, e dico leggermente, e sottolineo leggermente, più alto di quello dei dilettanti allo sbaraglio della Corrida.

Ho sentito delle stonature che nemmeno gli Amici della De Filippi. Non ho visto somiglianze fisiche. Non ho sentito somiglianze vocali.

Roba che io, pur essendo una cantante e non un'imitatrice, imito Ivana Spagna che è una bellezza (si, da piccola ho fatto anche questo).

Non voglio credere che non si sia presentata gente più brava, perchè io ne conosco almeno una ventina che a questi qui farebbero le scarpe. A partire dal mio insegnante di canto che pur essendo uomo quando imita Patty Pravo non vedi la differenza.

Ricordo che l'ultima edizione che fecero con il medesimo format si chiamava "Sei un mito", non ricordo il conduttore in questo momento, ma ricordo la sosia della Bertè e quella di Tina Turner che erano veramente impressionanti, come bravura vocale, come studio dei personaggi.

Mi domando e dico: perchè nel 2008 la tv non fa altro che peggiorare? perchè nel 2008 ficcherebbero il televoto anche nel telegiornale della notte? perchè nel 2008 ritengono che il pubblico sia così rincoglionito da ritenere prodotto di qualità un programma che nelle sue precedenti edizioni e versioni era molto meglio? perchè la Cuccarini (che per altro io stimo) non è rimasta in teatro a fare musical al posto di tornare a presentare, cosa che a mio modestissimo parere non le riesce bene (domanda sottintesa: perchè urla come una stracciarola al mercato del sabato?) perchè Iva Zanicchi non si alza dalla poltrona e insulta un po' questi sedicenti imitatori? perchè? perchè? perchè?

E io che per una volta speravo di sentir cantar bene in Tv. Ormai non ci rimane più niente: Sanremo si trasforma ogni anno di più in baggina di karaokettari, ad Amici Vessicchio&co. fanno i provini senza accendere l'amplifon, i veri cantanti ospiti in giro cantano in playback (e questa so che non è una loro colpa ma delle case discografiche) (menzione speciale a Cesare Cremonini che, invece, domenica pomeriggio si è seduto al piano e ha ripercorso suonando e cantando tutta la sua carriera. Non so perchè ma tendo ad apprezzare molto di più un professionista quando posso toccare con mano le sue reali capacità di musicista...). Il quadro è sconfortante.

lunedì, settembre 15, 2008

Una strana dipendenza..

Forse ne avevo già accennato tempo fa, non mi ricordo (e non ho nemmeno voglia di andare a controllare.. pensate un po' che scansafatiche..), sta di fatto che sono ormai un bel po' di mesi che soffro di una singolare forma di dipendenza per una platform geniale, anzi, ormai lo definirei proprio uno nuovo Conversational media, ovvero Facebook, affettuosamente detto faccialibro all'italiana.

In effetti si tratta di un repertorio quasi infinito di volti provenienti da qualsiasi parte del globo terrestre, ad ogni volto corrisponde una persona e ogni persona ha un tot di amici trovati (e più spesso ri-trovati), tramite un efficacissimo strumento di ricerca. Non so molto dell'idea di partenza ma le leggende dicono che si trattasse di un sistema di comunicazione ideato da due studenti di non so qualche college americano, che cercavano un modo di collegare tra loro tutti i compagni di corso e di ateneo di modo che si potessero creare nuove amicizie, combinare incontri e gruppi di studio e così via. Ignoro la leva che ha fatto scattare la diffusione a macchia d'olio del progetto, rimane il fatto che, quando mi sono accorta che avere un account su facebook era il must dei must mi sono messa di impegno e 'ho creato anch'io. Fino a qualche mese fa non era impresa facilissima, le istruzioni, spesso incomprensibili, esistevano solo in inglese, bisognava andare un po' ad intuito ma finiva sempre che non ti prendeva il trip di metterti a cercare il cugino dell'amante del portinaio che gestiva vent'anni fa il palazzo di tuo nonno. Poi, all'improvviso, la traduzione in italiano, e lì, basta, per me è finita, è venuta fuori tutta l'indole da zia Pina che è in me e mi sono messa a cercare indefessa compagni dell'asilo, gente conosciuta in vacanza lustri fa e così via, più ovviamente i compagni di università e gli amici di tutti i giorni che, sempre nella logica di essere al passo coi tempi, possiedono un account. Per un totale mio attuale di 145 amici se non sbaglio.

Tutto ciò, oltre a darti una percezione netta di "quante persone conosci o hai conosciuto" ti permette sia di recuperare rapporti magari persi senza un motivo specifico, sia di scambiarti messaggi con gli amici di tutti i giorni in un modo più originale rispetto alla solita telefonata o chattata in msn, inoltre si dispone di uno spazio illimitato (60 foto per album) per caricare fotografie e immagini, con la possibilità di "taggare" i tuoi amici nella foto, ovvero di riconoscerli di modo che nel passare con il mouse sulla loro faccia compaia un rettangolino con il nome e il link al loro profilo.

Ed è così che vien fuori che Cicciriello ha ancora tutte le foto di classe del liceo, per esempio, e ti tagga, e tu vai a guardartele e ridi per ore pensando a che diamine di taglio di capelli portavi..

E poi, dato da non sottovalutare, facebook permette di aggiungere un grandissimo numero di applicazioni/giochi che dovrebbero in qualche modo delineare ancor meglio la tua personalità dando modo ai tuoi amici di conoscerti ancor più, si va dai classici test "che amante sei" ai più insoliti "che puffo sei", passando per battaglie a word challenge o a movie's test.

Si possono creare eventi a cui invitare gli amici, si possono creare gruppi e invitare tutte le persone che pensi potrebbero condividere con te una determinata passione piuttosto che un modo di fare, di essere, di pensare (gruppi cult per la sottoscritta: no al bimbominkia su facebook, salviamo il mondo dalla deriva del congiuntivo, perchè mi aggiungi su facebook se poi per strada non mi saluti...)

Io ormai ci passo la maggior parte del tempo dedicato al pc, diciamo un cinquanta  e cinquanta con il blog dai, e consiglio a tutti voi di provarci, non tanto per diventarne dipendenti in modo malato come la sottoscritta, quanto per riflettere sulla potenza di un nuovo mezzo di comunicazione che, idealmente, unisce per trattini tutti quanti noi, a ricomporre un puzzle, come nel giochino delle figure sulla settimana enigmistica...

Se poi qualcuno avesse già l'account e gli facesse piacere uno scambio di amicizia ci possiamo sentire in pvt e comunicarci i cognomi, ah si, mi stavo giust dimenticando di questo dato importante: ci si iscrive con nome e cognome che compariranno come identificativi del proprio profilo, questo, in teoria, dovrebbe permettere un rischio minore di scambi di persone o citrulli che fanno i furbetti ed, inoltre, è l'unico modo grazie a cui il sistema di ricerca di cui parlavo prima può funzionare. Il profilo si può comunque rendere privato, ovvero visibile ai soli amici, quindi è ottimo anche per chi, per varie ragioni, non potesse comparire liberamente online.

Manifesto pubblicitario di una facebook dipendente concluso.

 

@ale@

mercoledì, luglio 23, 2008

Muscina Stratega

Io sono una vera e propria stratega della valigia.

Inizio almeno 3 o 4 giorni prima di partire con un elenco, minuziosamente scritto a mano, composto da: cose da comprare, cose da fare e appuntamenti vari che si assommano e sovrappongono quando devi salutare 800 persone prima delle vacanze.

Stamattina la mia strategia ha avuto inizio in pompa magna. Sveglia presto, colazione, doccia e via di commissioni. I primi punti della mia lista sono stati orgogliosamente cancellati con una bella riga e la mia coscienza organizzativa ne ha tratto un beneficio pazzesco, una specie di orgasmo di soddisfazione (mi basta poco, penserete..)

In realtà è tutto per una persona che, se si arrendesse a madre natura, sarebbe alquanto disordinata.

 Adesso però, appena tornata da un dopocena al pub con l'ale, durante il qualche, come due invasate, non abbiamo fatto altro che parlare di aerei, aeroporti, orario di prenotazione del taxi, dove dormire e cosa fare sabato notte per ingannare l'attesa della partenza (ovviamente l'ipotesi di dormire non è contemplata), ho ripreso in mano la mia lista per decidere a cosa dedicarmi domani mattina, e, leggendola, forse cullata da una vodka sour di troppo, o forse in un rimasuglio di lucidità rimastomi, mi sono resa conto che la mia malattia da strategia valigifera è arrivata ad un punto di non ritorno.

In un riquadro sono segnati tutti i prodotti da bagno-profumeria che ancora mancano da comprare, in un altro riquadro tutti i prodotti di abbigliamento che devo "assolutamente" trovare in saldo o no, con numerosi punti escalmativi di fianco a "infradito" (ma in effetti sono necessari, ho decisamente e impellentemente bisogno di infradito per la spiaggia) e una laconica faccina con bocca all'ingiù di fianco a "pantaloncini per spiaggia possibilmente neri" (lo smile serve per ricordarmi che forse nessuno in terre sicule, ma anche altrove, desidera ammirare i miei prosciutti ..ma d'altra parte non è che posso morire di caldo perchè l'ideale velina anoressica impera nel nostro stupido paese) Infine, nell'ultimo riquadro, in ordine di giorno e ora tutti gli appuntamenti da qui a sabato, estetista, pranzo con amica, cena con amici, pranzo con altra amica, e-mail da mandare alla mia relatrice di tesi e così via..

E il bello è che io ci vado davvero in giro con la mia lista. E appena faccio qualcosa tiro fuori la bic e depenno. Credo di non essere normale.

Infine..Sabato pomeriggio, il momento clou.

I miei familiari sanno che quando faccio la valigia devo essere lasciata sola, sanno che divento intrattabile, sanno che vado in trance e mi muovo per casa come un'automa programmata per uccidere. Sanno che metto la musica più cazzuta possibile a palla, tipo, chessò, gli 883 e canto come una quindicenne al concerto degli Zero Assoluto. Sanno che mi concentro su incastri, scastri, posizionamenti ad hoc. Sanno che la borsa della scarpe è l'operazione più delicata di tutte.

Saper fare la valigia è un'arte e io la posseggo, la padroneggio, supero me stessa. E' un valzer, uno spendere saperi intellettuali per far quadrare ciò che di più materiale esista. E' uno sconfiggere l'assurda equazione per cui, una volta in vacanza, ti troverai a desiderare ardentemente gli unici quattro stracci che hai lasciato nell'armadio.

E poi c'è il brivido della franchigia. Quel momento topico in cui ti pesano il malloppo e ti guardano con aria di disapprovazione.. "che ci hai messo dentro? due bambini?" E tu sei lì, che osservi la bilancia e speri di non dover pagare il sovrapprezzo. E inizi a pregare in tutte le lingue del mondo, ma soprattutto in serbo-turco-aramaico, che la valigia che stai salutando sia la stessa, integra e sana, che risaluterai all'atterraggio.

Ed è dopo tutto questo che uno ha realmente bisogno di una VACANZA!

 

@ale@

domenica, luglio 13, 2008

La libreria di Ale

Mentre il mal tempo continua a mietere vittime sul mio balcone ho deciso di rinunciare al ritorno del dio sole prima di scrivere un post sulle letture estive che mi accingo a fare, sto facendo o vi consiglio di fare (sempre che poi ve ne facciate qualcosa dei miei consigli). E quindi scrivo anche se fuori piove, e, incredibile a dirsi, fa pure freddo.

Procedendo con ordine..

Sto leggendo:

 Chicago, di 'Ala Al Aswani. Ho appena superato pagina 100..mi sto imponendo di non proseguire troppo spedita altrimenti non faccio nemmeno a tempo a partire per le vacanze che ho già esaurito la scorta di libri non letti rimasti ad impolverarsi  tra gli scaffali in questi mesi di "studio e basta". 'Ala Al Aswani è uno scrittore egiziano, già autore di un romanzo che ho adorato: "Palazzo Yacoubian". Tratteggia con ironia, sapienza e disincanto una realtà che  tutti noi ci preoccupiamo di giudicare senza realmente conoscere, ovvero la realtà legata al mondo arabo e all'Islam. Con il suo primo romanzo, ambientato al Cairo, ci offre un  insolito spaccato di vita egiziana, lontana da qualsiasi stereotipo. Ogni personaggio, residente in uno degli appartamenti di Palazzo Yacoubian, rappresenta una sfaccettatura dell'Egitto contemporaneo funestato da corruzione politica, ipocrisia religiosa, arroganza dei potenti dalla dubbia ricchezza, idealismo giovanile che diventa ben presto estremismo, e così via. Con Chicago cambia l'ambientazione ma non i temi. Siamo in un'America fortemente segnata da forti pregiudizi post 11 settembre, siamo nella comunità egiziana di Chicago, controllata da personaggi dalla dubbia moralità. Ancora una volta Aswani utilizza i suoi variegati personaggi per tracciare i contorni di una realtà complessa e contraddittoria come quella di una comunità islamica insediata in uno stato fortemente anti-islamico. Di più non posso dire per ovvi motivi, ma soprattutto perchè non avendolo ancora finito inventerei di sana pianta.

Letti recentemente e consigliati:

Tutto per una ragazza, di Nick Hornby. Una storia molto attuale, in grado di far riflettere e sorridere al contempo. Sam, sedici anni, appassionato di skateboard, vive con la madre giovane e single e con l'ombra di un padre assente e litigioso che si è costruito una vita altrove. Come tutti gli adolescenti è alla prese con problemi scolastici e sentimentali, finchè non si innamora, ricambiato, della bella Alicia. "Forse questo significa che per Sam è arrivato il momento di fare sesso, ma lui sa che <<fare sesso a quindici anni è una cosa grossa, se tua mamma ne ha trentuno>>. La sfida allora diventa sfuggire al destino beffardo che incombe sulla sua famiglia, in cui tutti <<inciampano sempre sul primo gradino>>, insomma sembrano destinati a fare una scemenza e a passare il resto della vita a cercare di rimediare" (cit. dalla quarta di copertina). Costruito con un'interessante tecnica di flashforward che anticipano in qualche modo il futuro di Sam senza farci capire se si tratta della realtà o della fantasia del ragazzo, il romanzo scorre veloce tra sorrisi e qualche lacrima, il tutto condito dal linguaggio inconfondibile di Hornby, che con il suo realismo serio e canzonatorio al contempo è riuscito quasi a costruire un romanzo di formazione post-moderno. Voto: 7,5

 La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano. Ho appreso con gioia qualche giorno fa della vittoria di Paolo Giordano con questo romanzo  del Premio Strega 2008 (nonchè del Premio Campiello, opera prima). Paolo Giordano, è nato nel 1982, laureato in Fisica Teorica e scrittore, a quanto pare non più dilettante, nel tempo libero. La sostanza del racconto è racchiusa nel felicissimo titolo. Alice e Mattia, due ragazzini, adolescenti, giovani e infine adulti, accomunati da due esistenze profondamente segnate da episodi dolorosi del passato, "incroceranno le loro vite scoprendosi profondamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi, separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero". (cit. dalla quarta di copertina). E' un romanzo duro a tratti, ma anche tenero. Leggendolo ti incazzi e ti commuovi a distanza di pochi secondi ed è raro trovare un libro capace di suscitare emozioni così contrastanti. Soprattutto è raro trovare un giovane scrittore così bravo. Voto: 8

Prossimamente leggerò:

  • La Zia Marchesa, Simonetta Agnello Hornby
  • L'eleganza del riccio, Muriel Barbery
  • L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafòn (dopo essermelo sentito consigliare da quattro persone che non si conoscono tra loro e non avrei mai detto potessero avere gusti similari in fatto di libri)
  • Scacco Matto, Jostein Gardeer (perchè è nella mia libreria da natale, adoro tutto ciò che Gardeer scrive, il suo "Il mondo di Sofia" fu per me una sorta di illuminazione divina, essendo un libro piuttosto imponente non volevo sprecarlo leggendolo in fretta e furia tra un esame e l'altro)

E adesso attendo i vostri commenti: li avete letti? (si, no, forse, mi sono fermato a metà preso dall noia, li uso per evitare che il tavolo della sala da pranzo traballi); vi sono piaciuti? (si, no, forse, mi hanno fatto schifo, mi hanno fornito una nuove visione della vita meglio del dalailama); qualcuno di quelli che non ho ancora letto è sconsigliabile? (si, no, forse, non lo so, mi hanno fatto schifo tutti, sono bellissimi tutti e tu sei una ganza ad averli scelti..) insomma a voi la parola. Basta che non mi raccontiate la trama: potrei diventare una iena

 

@ale@

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ventitreenne milanese, laureata e specializzanda nonchè cantante ancora in cerca di un posto al sole.. una compulsiva e fanatica scrutatrice di se stessa..sempre in attesa di qualcosa, di qualcuno..dell'altra metà della mela, o forse dell'altra metà di sè..tenace e determinata, ironica e un po' cinica, dolce e un po' sgarbata, sensibile e impenetrabile..


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    Non c'è bellezza perfetta che non abbia qualcosa di sproporzionato (F. Bacon, filosofo inglese, 1561-1626)

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