martedì, luglio 21, 2009

Here I am

Sorry,
qualcuno già si preoccupava che fossi scomparsa di nuovo. Muscina e la vita incasinata, ormai dovreste saperlo... Il punto cruciale è che, per quanto sembri incredibile (e lo è, in effetti), ho ancora un esame da dare per concludere in gloria questo primo anno di specializzazione di una cippa, ed è il 27 luglio. Giusto per gradire, visto che fa poco caldo, c'è poca afa, non si suda e non si è stanchi...

Notare il leggero scarcasmo.

Comunque sono stata al mare cinque giorni. Le acque della Liguria mi hanno accolta a braccia aperte e io non ho fatto altro che andare avanti e indietro dal lettino al mare, dal mare al lettino, dal lettino al bar, dal bar all'albergo, dall'albergo a ristorante di pesce. Tutto ciò in modo alternato, sovrapponibile e ripetuto. E soprattutto DA SOLA! Quanto è bello stare da soli ogni tanto? con i due cellulari perennemente silenziosi a ricordare al mondo che è il caso anche per me di avere una settimana a discreta lontananza dai rompimenti di palle vari ed eventuali. Certo, nelle vicinanze c'erano pur sempre mia sorella con cognato e splendita e cicciottosa nipotina, però, ecco, vacanza da single! Niente uomini, niente orari, vita sana, occhiaia in rapido dissolvimento. Evviva!

Gli unici diversivi della settimana sono stati: - leggere riviste inutili tipo eva3000 e stupirmi delle notizie a tal punto di sentire il bisogno di condividerle con la vicina di ombrellone

- osservare le dinamiche dei gruppi di adolescenti in spiaggia, e cercare di ricordarmi se a 15/16 anni ero così cretina anch'io o nella distribuzione dei cervelli ero stata più fortunata.

- girare entusiasta per mercatini e bancarelle sentendo un bisogno irrefrenabile di cose altamente inutili, tipo formine per biscotti in silicone.

- tornare in albergo e scoprire una signora che cercava di entrare in camera mia perchè alla reception le avevano dato le chiavi della camera sbagliata.

- (unico diversivo serio)Pensare, pensare e ripensare. Mettere ordine in un anno che è stato così intenso, bello, brutto, divertente, deprimente, allegro, bastardo, dolce, simpatico, coinvolgente, malinconico, che, insomma, sono arrivata alla fine di questo luglio senza capirci più niente. Di sicuro so che le mie amicizie sono tutte allineate sullo stesso binario adesso, ho scoperto e conosciuto meglio gente davvero speciale, gente davvero in gamba.. E mi sono divertita, ahssì che mi sono divertita. Ho estirpato le erbacce e le ho lanciate lontano. Chissà adesso avranno attecchito in qualche altro orticello, ma non crescono più nel mio e questo mi basta. Adesso dovrei solo smettere di giocare a bowling con i pro e contro dei sentimenti che nutro per una persona e poi potrei ritenermi soddisfatta. Il problema primario è che se i birilli andassero giù tutti, strike, olè, ci metto una pietra sopra. E invece no, di strike neanche l'ombra, almeno un birillo che rimane in piedi c'è sempre. E io non riesco a cambiare gioco, preferisco fare un'altra partita.

- sono sempre pazza, ma un pelino più rilassata.




@ale@
sabato, giugno 20, 2009

Tra successi e fattori X

Pant..pant..

Non sono scomparsa di nuovo, ho solo avuto parecchio da studiare e parecchio da fare con la nipotina.

Inizio a sentirmi quasi intelligente dato che concluderò questo primo anno di specializzazione con la media del trenta, ma se qualcuno ci tiene a sapere come ho fatto la risposta è "non lo so". Forse quel briciolo di pelo sullo stomaco in più agli esami che mi ha permesso di affrontarli più serenamente. Considerando la mia indole isterica/nevrotica/ansiolitica uscire indenne da una discussione di tesi mi ha permesso di rendere tutto il resto assolutamente insignificante a livello di agitazione. Mah.

Aver studiato di più di quanto non avessi già fatto nei precedenti tre anni non mi sembra...Gli esami oltretutto sono ben più impegnativi e articolati a livello di carico di lavoro. Per cui è un controsenso. Ma si sa, sono bastian contraria.

Per il resto? Se ci fosse un resto ve ne parlerei.

Non ho programmi per l'estate, purtroppo quest'anno marca male, tra amici e amiche fidanzati/e che giustamente se ne vanno in villeggiatura per i fatti loro, non voglia di spendere troppi soldi, non voglia di partecipare a qualcosa che preveda più del tragitto letto-ombrellone-bar-ombrellone-mare-bar-letto e quindi esclusi campeggi avventurosi o scoperta di capitali europee.

Sono strana e mi sento strana. Ah, ho rifatto i provini di X-factor e ora sono in attesa di una telefonata che se arriva puntuale come l'altra volta vuol dire che non arriva. Non che mi dispiaccia per altro, ben più degli altri tentativi ho avuto la sensazione che fossimo tutti lì, un migliaio di giovani dalle belle speranze, a recitare una parte al servizio di un gruppo di manigoldi autori televisivi che in realtà hanno già deciso tutto da tempo e ci stanno solo prendendo per il chiulo. Mi dispiace, come al solito, per quei "colleghi" che vedo piangere in qualche angolo, delusi e frustrati. Non è la reazione giusta, e oltretutto è determinata da un atteggiamento sbagliato ancor prima di farlo il provino: tutti dicono che per arrivare da qualche parte bisogna crederci fortemente. Ecco, signori, per me questa è una delle più grandi stronzate del secolo. Uno di quei luoghi comuni appiccicosi e fuorvianti che hanno generato intere generazioni di sconfitti che, però, se ne sono accorti troppo tardi. Andare a fare questo tipo di provini significa dover partire con uno spirito del tipo: "ok, andiamo. Si conosce un sacco di gente, si canta e ride in allegria per qualche ora aspettando in coda sotto il sole". Punto. L'essere consapevoli di quanto si è bravi, di quanto ci si è impegnati, di quanto si ha studiato per arrivare a certi livelli è un altro discorso. Fa parte della costruzione della propria autostima, e della propria carriera, che, se si ama davvero questo lavoro e la musica e tutte le emozioni che ruotano attorno ad essa, non può essere solo il miraggio di un contratto discografico.

Mi ha fatto un po' specie leggere i commenti di amici e conoscenti quando, una volta tornata a casa dalla mia giornata formato X, ho scritto su facebook una delle mie solite frasi ironiche sulla giornata. Ci credono, loro. Credono in me, credono davvero che avrei delle possibilità. Credono che non ho niente di meno, anzi, di quelli che hanno ascoltato in televisione fino ad ora. E sono rimasta di stucco. Mi fa molto più piacere ricevere attestati di stima di questo tipo piuttosto che sentirmi dire da un autore sconosciuto "si ok". E continua a livello ideologico a farmi più piacere che queste persone siano quelle che mi seguono nei locali sgangherati dove mi ritrovo a cantare. Non so quanto mi ci vedrei in uno studio televisivo a cantare una canzone che qualcun'altro ha scelto per me, con una base e senza i miei musicisti, con un vestito che non è mio e con una riga perfetta di matita che non mi sono fatta da sola.

Insomma quella che vediamo in tv è musica? A che servono realmente questi programmi se non a intrattenere? Pensate davvero che Marco Carta o Giusy Ferreri con il prossimo cd avranno successo? Io non credo. Ai personaggi gonfiati come palloncini basta un solo piccolo spillo per ritrovarsi mucchietto di plastica a terra.

E io piuttosto che ritrovarmi così preferisco continuare nei miei locali sgangherati, con gli amici che ci credono più di me e hanno voglia di applaudire in modo autentico. Ma soprattutto voglio continuare a divertirmi, a far sì che quello che faccio sia emozione per me e per gli altri, per chi suona con me, per chi vorrebbe farlo, per chi si trova ad ascoltare una canzone che magari non aveva mai sentito prima. Voglio continuare a truccarmi e cambiarmi alla svelta in bagni mai troppo puliti, con i clienti che aspettano fuori scazzatissimi, voglio continuare a sorseggiare il mio mojito tra una canzone e l'altra e a fare le mie assurde presentazioni delle canzoni scherzando con i presenti in sala, voglio continuare a finire nei sottofondi dei video di qualche matrimonio, ad essere broccolata dal testimone ubriaco dello sposo quando viene a chiederti di dedicare ai suoi amici una canzone di Vasco (credetemi, è successo più o meno in qualunque matrimonio a cui abbia cantato), voglio continuare a sclerare per microfoni che non funzionano, cavi troppo corti, prese dimenticate a casa, pagamenti che non arrivano e proprietari di locali che ti prendono in giro.

Dite che sono pazza o che il mio cervello vira dalla parte giusta? Dite che sono troppo purista, che sto mentendo? Non lo so, dite la vostra.

@ale@

mercoledì, febbraio 04, 2009

"E mentre fuma lenta questa sigaretta..Io sto seduta qui che non ho fretta"*

Ok. Scusatemi, ci sono. Sono viva, con qualche tesserina del puzzle fuori posto, ma ci sono. Lotto tra voi ridente popolo splinderiano. Patetico il mio tentativo di settimana scorsa di fare la brillante con uno dei vecchi post su X-factor, ho perso un po' di mordente e mi sono un po' immelansita negli ultimi giorni.

Da quando sono tornata da Londra sembra che io abbia perso la vena creativa, in realtà non è propriamente così, è che ormai da tempo avevo deciso di lasciare lontane dal blog le vicende troppo personali, le paranoie troppo pressanti, quelle che mi fanno un po' piangere e sembrare un po' umana, sembrare un po' una donna con meno attributi. Ecco. Per cui visto che di solito cerco di mantenere le decisioni che prendo ho pensato che fosse meglio non scrivere, perchè se avessi dovuto seguire l'istinto scrittorio sarei tornata ad usare il blog come ai vecchi tempi, sotto forma di un patetico "Caro Diario..", per cosa poi? Sentirmi meglio? Non credo. Non credo che in questo caso possa funzionare. Credo che non ci sia nessuna "terapia alternativa" che possa farmi uscire dal vortice in cui mi trovo ora.

Non pensiate che sia necessariamente tutto negativo, anzi. Al ritorno da Londra ho riabbracciato Gio, dopo sei mesi, e già questo è meraviglioso di per sè. Poi abbiamo fatto un concerto con i Cool Cats, l'ultimo grande concerto in formazione originale, una serata di cui porterò per sempre dentro ogni singolo minuto ancor più della tanto sospirata festa di laurea di un mese fa. Perchè questa volta c'era un altro saluto doloroso di mezzo, un'altra partenza faticosamentissimamente digeribile, da celebrare in musica. Perchè in musica è nato tutto e in musica era giusto che venissero messi i puntini di sospensione. Adesso i Cool Cats non esistono più, perchè il nostro bassista è in partenza a sua volta per la Cina (si anche lui, si come Gio, si frequentano la stessa università, si che coincidenza assurda, si cazzo si  ) e qualsiasi cosa decideremo di fare nel mezzo non sarà comunque uguale a prima. E' un anno della mia vita che se ne va, un anno in cui sono cambiata non MOLTO, di più. Un anno in cui ho riscoperto la facilità nell'avere dei sentimenti e soprattutto la sconvolgente chiarezza che ti assale quando non sono sentimenti fittizi ma reali, e quando inizi a provarli non da un giorno all'altro ma si sviluppano in un crescendo che nemmeno avevi previsto, e non ti piombano addosso, ma è una lenta realizzazione, e ti risenti come quando avevi sedici anni e non capivi un cazzo dell'amore ma pretendevi di saperlo, e non te ne frega niente nemmeno di sapere cosa c'è dall'altra parte perchè ti basta sapere di essere ancora in grado di aprire te stessa alla possibilità di PROVARE qualcosa per qualcuno.

E non aggiungo altro perchè ho già sfiorato l'essere patetica fin troppe volte nelle ultime due settimane, e inizia a darmi fastidio. Checavolo.

Poi mi sono immatricolata alla laurea magistrale. Per cui ufficialmente mi si presentano davanti altri due anni di simpatico sudore sui libri. Premettendo che non sono particolarmente convinta della scelta fatta (ma non avevo altre possibilità in questo momento senza dover perdere un anno), premettendo che il vedere tutte queste persone che partono e affrontano la vita con coraggio, spirito di avventura e adattamento e quella curiosità di vedere il mondo che io sento dentro di me anche se un po' spinta e ricacciata indietro, beh premettendo queste due cose (che non sono poco), la crisi c'è. E sto cercando di affrontarla preprando il primo esame. Con la speranza che una nuova "sfida" mi restituisca un po' di quell'entusiasmo che avevo tre anni fa con l'inizio del mio percorso universitario. Le domande sono tante ma sto cercando di non pormele, di non chiedermi che sto andando a fare, se servirà davvero al mio futuro, che diamine di prospettive lavorative ci sono....Shhhhh. Non diciamo niente.

Insomma si boccheggia un po' da queste parti. Ogni tanto respiro ossigeno, ogni tanto no. Ogni tanto mi domando se sia normale dopo un periodo di così intensa serenità ed equilibrio, avere qualche svarione. Ogni tanto mi domando perchè non si potesse semplicemente andare avanti con QUELLA serenità e QUELL'equilibrio, ma Amen. Seguirà qualcos'altro suppongo, d'altra parte ora come ora sono malleabile come pongo. Spero che la vita continui a darmi una forma sempre migliore.

E per me stessa sto solo cercando di trovare delle occasioni, per fare quelle che ho sempre voluto fare e per troppi condizionamenti esterni non ho mai cercato di fare fino in fondo. E poi, non dimentichiamocelo, fra una ventina di giorni diventerò zia. E non so perchè, ma sento che tenere in braccio una frugoletta tanto desiderata e attesa da tutti mi restituirà tante delle prospettive e delle risposte che in questi giorni si sono staccate da me e svolazzano tutt'intorno in attesa di un buon motivo per tornare al loro posto...

Love you all

@ale@

(*Portati Via, Mina)

venerdì, novembre 28, 2008

Muscina tra il serio e il faceto

Difficile riassumere come mi sento in questi ultimi giorni di attesa.

Alla fine non è la laurea in sè. E' un percorso di istruzione normale per molti: si nasce, si va all'asilo, alle elementari (io con la maestra unica e l'esame di quinta, che adesso invece non c'è più), alle medie, al liceo e poi, se si vuole, si approda in università. Un'università divisa a metà, sottomessa alla logica del 3+2 che più che danni a mio parere non ha fatto. Certo, adesso molte meno persone rischiano il fuori corso, anche chi non ha voglia di studiare per 5 anni interi dopo il liceo, può scendere al compromesso dei 3 e avere comunque in mano un foglio con su scritto DOTTORE o DOTTORESSA. Perchè alla fine è così che vieni appellato. Eppure i miei ragionamenti etimologici mi portano a considerare dottori tutt'altre persone. Non so a voi.

Mio papà, la cui ironia si sa ho ereditato appieno, ci scherza su e dice "massù, giovedì di dichiareranno dottoressa, eppure mi sa che sarai a malapena una paramedica". Ovviamente, la battuta va presa con il pieno rispetto per chi questo mestiere lo fa davvero, quello che mio papà cerca di sottolineare, e alla fine la penso anch'io così, è che dopo 3 anni di università, in cui comunque ho seguito corsi, laboratori, ho dato esami scritti e orali, mi sono scontrata con la burocrazia lenta e inutile che spesso caratterizza un'università statale per quanto riconosciuta e stimata, ho fatto uno stage tramite i loro uffici stage e ho dovuto lavorare un mese e mezzo senza assicurazione "per loro problemi di stipulazione contratto", ho litigato con insegnanti spocchiosi e di una chiusura mentale spaventosa per essere nel 2008, mi sono resa conto che fondamentalmente non sono nulla. Non credo di avere nulla in più, se non forse, ma questo è ovvio, un po' di cultura generale, rispetto a una persona che finito il liceo decide di andare a lavorare. Ho iniziato da pochi mesi una laurea specialistica, anzi magistrale come la chiamano loro, che non so dove mi porterà, ma so che ancora una volta mi piace. Ma sarà forse perchè a me piace studiare, cercare, scrivere, leggere? Questo non lo so. Il piacere di studiare, il desiderio di studiare, il diritto di studiare, son tutte belle cose, ma come direbbero i pià pragamatici, il pane in tavola non te lo mettono.

Il lavoro, qualsiasi lavoro, lo si impara sul campo. L'Università non insegna un mestiere, soprattutto nel caso delle discipline umanistiche, ma promette di regalarti degli strumenti utili a saper affrontare al meglio determinati mestieri. E' come quando ti dicono (e l'hanno detto anche a me a suo tempo) "fai il liceo classico che il greco ti apre la mente". Che poi è anche vero, ma quanti smadonnamenti sulle versioni interminabili e sul Rocci che ti dava pochissimo una mano con "le frasi fatte". E' come quando ti dicono che sapersela cavare in più campi è utile perchè rende il tuo sapere etrogeneo. Sarà vero? Per dire, con le mie conoscenze attuali di arte non credo mi prenderebbero a fare la guida in un museo, anche se interrogata sull'evoluzione dell'arte nei secoli potrei dare una risposta esauriente, ma quante altre persone che non siano guide nei musei potrebbero dare la mia stessa risposta? Tante. Anche il fornaio che vive a Cantù che, appassionato d'arte fin da piccolo, ha letto e studiato tutto il materiale possibile e inimmaginabili e in conclusione ne sa  molto di più di un qualsiasi laureato/a in Beni Culturali, o in Storia dell'Arte all'Accademia di Brera.

Ammappate, che bel pippotto mentale che mi sto facendo ad una settimana dalla laurea. E' strano, è strano perchè ieri, che si è laureata una mia cara amica nonchè compagna di studi, partecipavo ai festeggiamenti, mi sono commossa, cantavo le canzoncine goliardiche  e quando ho sentito dire "...la dichiaro dottoressa in Scienze Umanistiche per la Comunicazione", ho detto "cazzo" anzi "acciderbolina", fra una settimana qui ci sarò anch'io e per lo Stato, per la società sarò una persona a tutti gli effetti pronta e qualificata per entrare nel mondo del lavoro. Per costruire il futuro di un Italia che assomiglia sempre di più al suo diminutivo (o dispregiativo?) Italietta.

E in tutto ciò pensavo - boh. Io francamente mi sento solo me stessa. Una persona che, purtroppo o per fortuna, si butta a capofitto in qualsiasi cosa le susciti passione e risvegli il suo istinto e la sua voglia di fare. Ed è così in qualsiasi campo per me, dalle realzioni personali allo studio. Dalla musica al, che ne so, al cucinare una torta.

Io questi tre anni li ho vissuti con una velocità quasi frenetica, inghiottendo voracemente tutto quanto, assaporando quella libertà e quel senso di condivisione che in 13 anni di scuola privata non avevo mai assaporato. Ho scoperto un mondo diverso, molto più difficile, molto meno protetto, mi sono confrontata con persone cresciute in modo antitetico rispetto a me. Sono diventata in alcuni casi loro amica e adesso non potrei fare a meno della loro presenza nella mia vita, delle loro risate, del loro avermi conosciuta per come sono e sapermi di conseguenza prendere, del loro apprezzarmi senza bisogno di ricorrere a sovrastrutture.

Ecco, se ripenso a questi primi tre anni di università, cerco di pensarci in modo sociologico, più che culturale. Studiare è importante, per carità, ma penso, e spero, che a chiunque di questi anni rimanga il ricordo dell'aggregazione, della condivisione, del divertimento, dei discorsi "criptati" tra chi condivide la medesima antipatia per un professore. I riti, i soliti bar da frequentare, il vucumprà che tutte le mattine ti ferma, ormai ti riconosce e ti chiede di battergli il cinque. I viaggi in metropolitana, i viaggi in tram. Le mille strette di mano al giorno perchè in università riesci a conocere anche 100 persone in due ore, soprattutto quando aspetti il tuo turno per un esame e non trovi altro di meglio da fare che raccontare tutta la tua vita a un perfetto sconosciuto, condividendo il ripasso e gli appunti come condividevi la merenda con la tua migliore amica delle elementari.

Chi vuole considerarmi superficiale che lo faccia pure (anche se non credo di esserlo, e credo di averlo in qualche modo dimostrato anche con questo post), ma quando penso alle leggi attuali, anzi attualissime, che l'università la mettono in pericolo. Penso a chi non potrà godere di tutte queste cose che ho elencato per ultime, più che allo studio e alla cultura.

@ale@

p.s

non ho riletto ciò che ho scritto, per una semplice ragione: è stato un flusso, ero partita con l'intenzione di scrivere tutt'altro e sono finita a scrivere quello che avete appena letto (ammesso e non concesso che siate arrivati fino in fondo) e se mi mettessi a correggere perderebbe di spontaneità. Lo specifico per sgravarmi di eventuali responsabilità di errori ortografici, grammaticali, lessicali. Non si sa mai che qualcuno ci ridacchi sopra visto che sto per laureami con una tesi dipendente dalla cattedra di linguistica avanzata.

Pace a bene a tutti

 

sabato, novembre 15, 2008

Cambi di programma e aggiornamenti

Come ormai ben sapevate a gennaio sarei dovuta andare a New York, per un insieme di circostanze che non sto qui a spiegarvi il viaggio è saltato e sostituito con una provvidenziale e low-costissima settimana a Londra.

Ho tutta la vita davanti per andare a NY e trovo fantastica l'idea di perdermi per Londra come viaggio post lauream in compagnia di due amiche speciali, sto già ridendo adesso, perchè so che sarà una settimana di risate, cazzate, foto, occhi spalancati...Ho 22 anni e non sono mai stata a Londra. Non vedo l'ora. Per fortuna che ultimamente il tempo passa in frettissima, le giornate trascorrono ad un ritmo incalzante, ogni giorno ne salta fuori una..L'aspetto positivo? Arriverò al 4 dicembre senza nemmeno accorgermene e poi sarà tutto finito, potrò respirare e lasciare che l'adrenalina defluisca pian piano...

Per i festeggiamenti elisabettiani che vorrei organizzare è invece ancora tutto in alto mare, è da settimane che sono in contatto con locali, pr, agenzie di affitto location, eppure non riesco a trovare la soluzione adatta a me. Eppure la mia idea non mi sembrava così assurda, seguite il mio ragionamento: sono la cantante di un gruppo da ormai un anno, recentemente abbiamo leggermente cambiato formazione --> vorremmo debuttare con il nostro bravissimo nuovo chitarrista --> ho pensato: suoniamo alla mia festa di laurea, facciamo suonare un altro gruppo di amici (finalisti lo scorso anno a Rock Targato Italia) e così ci passiamo la serata con della buona musica dal vivo al posto del solito stantio dj --> ho iniziato a contattare TUTTI i locali di musica dal vivo di Milano proponendo il seguente programma: inseriteci all'interno di una serata, noi non paghiamo voi per suonare, voi non pagate noi per suonare, IO pago da bere a tutti i miei invitati, in più avete i normali ingressi nel locale con la sicurezza in più che io in più posso pubblicizzare l'evento tramite myspace e facebook dove, grazie a dio, ho un buon seguito --> mi risponde UN SOLO locale, proponendomi un martedì sera, io dico "si volentieri sentiamoci" questi spariscono --> passa qualche giorno mi risponde un altro che dice "io ti posso dare un venerdì ma solo con sala privata a 3000 euro --> inveisco al telefono e lo mando allegramente nel paese in cui tutte le facce sono come il didietro.

A questo punto contatto un'agenzia di organizzazione eventi che si occupa anche dell'affitto di piccole location per feste private chiedendo esplicitamente UNO SPAZIO ECONOMICO EVENTUALMENTE GIA' DOTATO DI IMPIANTO AUDIO, di modo che il service (che verrebbe fatto dal proprietario della nostra sala prove) non mi costi un rene. Prima risposta:

"Gentile Alessandra, bla, bla, bla, abbiamo giusto giusto da proporle un esclusivo capannone in zona rho-fiera al costo di 1200 euro per tutta la serata, il capannone è di 300 mq ed è dotato di riscaldamento e impianto elettrico. Essendo distante da zone abitate è l'ideale per non avere limitazioni d'orario per la musica. Se desidera aggiungere un servizio bar, il preventivo salirebbe intorno ai 1500 euro".

Perplessa ricontrollo la mia mail...nono cacchio avevo proprio scritto "cerco location economica per festa di laurea privata con impianto audio predisposto per la musica dal vivo e zona bar, previsto un drink a testa per un totale di circa 70mq"

Ora, ditemi voi che cazzo me ne faccio di un capannone grezzo che sembra il circo della Orfei, in zona fiera, senza impianto audio e soprattutto di 300 mq...che in trecentometriquadri 70 invitati personali mi ci possono giocare a nascondino, mi ci possono. E se l'evento è privato non posso giocare nemmeno la carta esterni invitati tramite mezzi informatici o anche tramite l'antico ma efficace volantinaggio fuori dall'università.

Training autogeno --> clicco "Rispondi"

"Gentile E., ti ringrazio per la proposta esclusiva che mi hai rivolto, ma credo che lo spazio sia veramente troppo grande per la quantità di invitati e francamente non vedo il rapporto qualità prezzo, vista la scarsità di otional compresi. Preferirei inoltre che la location fosse più vicina al centro città, non mi interessa che sia privata giacchè ho notato sul vostro sito che vi occupate anche di alcuni locali. Ti ripeto le mie esigenze: un drink a persona, predisposizione per musica dal vivo. Ringraziandoti anticipatamente resto in attesa di una cortese risposta".

Fiduciosa delle mie doti comunicative attendo la cortese risposta, che arriva dopo qualche ora con una lista di proposte con relativi preventivi parziali. E. si è svegliato!! Halleluja! Valuto la situazione e ne scelgo uno, rispondendogli di prepararmi preventivo dettagliato. Lo sto ancora aspettando.

Mi domando qualche parte della mia frase possa non essergli risultata chiara. Ho usato termini abbastanza inflazionati nella lingua italiana, sarà forse l'aggettivo dettagliato a mandare in crisi le persone? Forse si, visto che la parola d'ordine generale sembra essere APPROSSIMAZIONE.

Io l'ho già detto ai miei ragazzi del gruppo, che ormai a questa faccenda ci tengono quanto me, che qui rischio di stressarmi di più per quello che dovrebbe essere il coronamento di tutto l'ambaradam di sta laurea, ovvero la festa, momento di ubriacatura molesta e canzoncine volgari e goliardiche in merito al diventare dottori, più di quanto io non sia già stressata per la discussione e la proclamazione. Se l'angelo buono non guarda giù finisce che raccattiamo su un po' di persone e andiamo a ballare ai Magazzini Generali in jeans e all star. Echeccacchio.

In tutto ciò giovedì vado dalla mia relatrice per consegnarle una copia rilegata della tesi.

Rel: "Venga alessandra, venga, si sieda un attimo".

Io penso (con il solito ottimismo che mi contraddistingue): "oddio cazzo ho combinato?"

Rel: "Pensavo che, se lei è d'accordo, martedì potrebbe fare lezione all'interno del corso di linguistica dei media. Era già prevista una lezione sul linguaggio dei blog, e, vista la sua tesi, sarebbe bello se la facesse lei portando di fronte ai suoi compagni la sua esperienza di ricerca".

Io arrossisco violentemente, fugaci immagini di miei compagni della specialistica armati di patate e pomodori marci mi passano per la mente, ma alla fine colta da entusiasmo fanciullesco, accetto.

Ho quasi finito di preparare il power point che mi servirà da supporto martedì quando mi imbarcherò in questa simpatica avventura, lo faccio per 4 motivi:

  • ottima occasione per superare l'ansia/blocco di far qualcosa in pubblico che non sia cantare.
  • ottima occasione per sperimentare l'impatto della mia tesi prima della discussione ufficiale con commissione competente.
  • vedere come si sta "dall'altra parte", seduta dietro quella cattedra gigante e sopraelevata, con un megaschermo alla spalle che proietta un lavoro sul quale ho sputato davvero sangue.
  • in ultimo, appunto, rendere giustizia a una ricerca che ho fatto con passione e dedizione, un lavoro a cui mi sono affezionata, che mi ha aperto una luce in testa, e a cui, sicuramente, un quarto d'ora di discussione in sede di laurea, non avrebbe reso giustizia

Questo è tutto, per fortuna direi, dovesse succedere altro sarete i primi a saperlo.

@ale@

venerdì, settembre 12, 2008

Riflessioni di un'universitaria al capolinea

Stamattina mentre correvo sul tapisroulant convinta che da un momento all'altro il cuore mi balzasse dal petto per venire a farmi una pernacchia, ho cercato di riflettere chiaramente sul mio futuro.

Fra un mesetto inizieranno i corsi della laurea specialistica a cui mi sono iscritta senza particolare entusiasmo. Mi piace studiare, e non ne ho mai fatto mistero, quel che è certo, però, è che non sono convinta che fare questi due anni in più serva realmente a qualcosa. Ok, a scriverlo sul curriculm. Grazie. Ma una volta che ce l'ho scritto le mie capacità saranno realmente incrementate?

Ho voglia di lavorare. L'esperienza di stage in un'agenzia di comunicazione e marketing che ho fatto lo scorso anno accademico mi ha entusiasmata, in tre mesi ho imparato più che in tre anni sui libri, a livello pratico certo, ma se il vantaggio dell'università, come tutti ultimamente si affannano a dirmi, è quello di un arricchimento della propria cultura personale, non è altrettanto vero che per leggere e imparare cosa c'è scritto sui libri non ci sia bisogno di professori svogliati e demotivati che quando sono in aula è come se non ci fossero?  Posso (possiamo) arrangiarmi (arrangiarci) anche da sola (soli), vado si va) in libreria e divoro (si divora) il divorabile. Io per altro l'ho sempre fatto e presumibilmente sempre lo farò.

Quello che manca in università sono insegnanti capaci di infondere entusiasmo negli studenti. In tre anni ne avrò incontrati quanti così entusiasti del loro lavoro da avercelo scritto in fronte e conseguentemente attirare l'attenzione di una platea di persone convinte che studiare scienze della comunicazione, porterà tutti loro in un programma di antonio ricci? due, tre? Considerando che uno arriva a dare una trentina di esami direi che il quadro è sconfortante.

Adesso non è voglio mettermi a fare l'apologia degli studi relativi all'ambito della comunicazione, tanto più che io stessa mi affretto sempre a specificare che quell'aggettivo umanistiche messo dopo scienze nella denominazione della laurea triennale che mi accingo a concludere, non è messo a caso, ma ha un senso ben preciso. E la differenza con gli altri corsi di scienze della comunicazione è notevole, provare per credere. Ho letto con i miei occhi piani di studi che prevedevano esami da 8 crediti o giù di lì dai titoli bizzarri tipo "moda e lusso" ,  "sceneggiature per la televisione". Perchè non un bel corso di ricamo allora? Così poi al telefono con il direttore marketing aziendale gli posso spiegare la differenza tra il punto corto e il doppio punto. Son cose utili.

Mi affanno nel voler informare tutti che io in questi tre anni mi sono spaccata il culo esattamente sugli stessi esami di chi, con un'aurea di miticità ed eroicismo, studia o ha studiato lettere moderne. Mi affanno anche nel voler informare tutti che oltre ad aver fatto questi esami ne ho fatti alcuni in più inerenti al settore comunicazione. Ma il termine comunicazione non significa tv, radio e triccheballacche, comunicazione implica molto di più e, per esempio, se non sai cos'è la semiotica di scambi comunicativi non ci capirai mai una ciuspa. O magari ci capirai ma non saprai comunque cosa stai capendo di uno scambio comunicativo. (questa frase è un po' macchinosa, ma per chi ha studiato semiotica dovrebbe esser chiaro..Qualche tempo fa mi capitò di scambiare due chiacchiere con uno studente di scienze della comunicazione di un'altra città, provando a confrontare gli esami ne risultò un quadro bizzarro: quelli che per me erano esamini secondari (es. teorie e tecniche della comunicazione giornalistica, sostenuto dalla sottoscritta per 3 crediti) per lui erano esami da 10 e più, mentre gli esamoni sui quali ho sudato davvero tipo linguistica generale, linguistica avanzata, semiotica, stilistica ecc.. erano per loro opzionali oppure da pochi crediti. Surreale che non si riesca a prendere seriamente la comunicazione, eppure fior fior di studiosi se ne sono occupati. E' che ormai vige il pregiudizio, comunicazione=ahSistudianoCazzateSullaTelevisione. Dio Santissimo, non è così.

Ogni settore ha i suoi spocchiosi e io mi rendo conto di essere diventata uno spocchiosa delle scienze della comunicazione. Perchè poi se stai fumando una sigaretta in salotto prima di uscire di casa e capiti davanti a due fotogrammi di "Veline" in cui almeno due ragazze in tre minuti sentenziano con orgoglio di studiare Scienze della Comunicazione ti girano ampiamente i coglioni.

Tutta questa riflessione (che a molti potrà dare sui nervi, me ne rendo conto,ma l'ho scritta apposta per aprire un "dibattito"), nasce da una domanda che mi sono posta: ma in futuro a un colloquio di lavoro conterà la mia preparazione culturale ampia e curiosa, o mi chiederanno subito se ho sostenuto esami di teorie e tecniche per l'abbindolaggio telefonico dei clienti?

No perchè io me lo inizio a chiedere seriamente, giacchè continuo a vedere gente brava e preparata che non riesce a trovar lavoro, o se lo trova è sfruttata e sottopagata e gente incapace in posizioni di prestigio.

Vabè basta, è la crisi da un mese prima della discussione della tesi immagino.

Amen

@ale@

mercoledì, luglio 09, 2008

"Ci troveranno qui.."

Ci ho pensato per giorni a come avrei intitolato il post in cui avrei annunciato alla blogosfera la conclusione dei miei esami, della mia laurea triennale, delle mie fatiche.. La fine degli scleri che hanno caratterizzato quest'utlimo periodo (ma in generale gli ultimi tre anni). E adesso eccomi qui. Questa mattina ho sancito la conclusione di questo percorso firmando un dignitosissimo 26 in un esame MONUMENTALE preparato nei 15 giorni forse peggiori della mia vita.. Però ce l'ho fatta e, per una volta, sono parecchio "orgogliona" di me e di come ho affrontato l'interrogazione. Ho tenuto testa all'ennesimo assistente stronzo che aveva due limoni su per il deretano. Sembrava rassegnato quando mi ha proposto al professore con un 25, che, sant'uomo, ha poi aumentato in 26 dopo una sola domanda sul corso monografico. E allora ho realizzato che è tutto finito. Ho finito. Ce l'ho fatta. Mi laureo. Certo, la tesi è ancora da finire, ma visto il piacere che provo nello scriverla non la vivo affatto come una "seccatura", anzi ne sono felice. (si, si, lo so che non sono normale)

Ecco..Però un po' di malinconia c'è.. Perchè tante persone con cui ho condiviso questi tre anni si fermeranno qui, saremo davvero pochini ad affrontare i due anni di specializzazione e ciò significherà fine del cazzeggio, fine delle risate, fine del divertimento surreale, fine dei tornei monti-mari-fiumi in aula studio, fine dei pranzi in mensa con una me fortemente schizzinosa, fine delle centinaia di sigarette prima degli esami, fine del contrabbando selvaggio di fotocopie, fine di appunti scambiati, persi o deputati a falò, fine di laboratori privi di senso in cui fare assolutamente qualcos'altro ma NON seguire, fine di ripassi sfinenti in video chiamata su msn (ali, questa è una nostra specialità, non facciamoci rubare l'idea), fine di battute a sfondo sessuale su chiunque, fine di prese per il culo ai limiti della denuncia civile, fine di pianti, scazzi e delusioni da sfogare in bagno, fine delle lezioni bigiate per prendere il sole sul prato di via noto, fine della piadina dai cinesi che costa poco ed è più buona (e bruciacchiata) di tutte. Fine di interminabili viaggi sul 24 con caldo, freddo, gelo e intemperie varie ed eventuali. Con incidenti, rotaie bloccate, deviazioni e percorsi sostitutivi. Fine di caffè alla macchinetta da bere con faccia schifata ma troppo bisogno di ripigliarsi.

Questi utlimi due anni sono stati importanti perchè, con la scelta dei curriculm di indirzzo ognuno di noi ha avuto modo di stringere i propri gruppi, rafforzare delle amicizie. Ma l'anno che, in assoluto, ricorderò per sempre con tanto affetto e tanti sorrisi, è sicuramente il primo. Quando ancora non mi rendevo conto di essere in università, perchè eravamo si 200, ma avendo lezioni obbligatorie si stava tutti insieme, tutti i giorni, 8 ore al giorno e più, come a scuola. E il clima è sempre stato quello della gita scolastica. Quando sei allegro e parli e chiacchieri con tutti e in due minuti ti sei già raccontato metà vita e hai deciso che la persona che hai davanti è un amico. Non so spiegare il senso di comunione che ho provato quell'anno, quella certezza e quella sensazione di calore che mi dava il sottobosco di esperienze da condividere che si aveva giornalmente. E per dirlo da vera contessa: è stato fottutamente bello!!!

Vorrei fare i nomi di tutte le persone a cui ho stretto la mano in questi tre anni, a cui mi sono presentata, con cui ho fatto divertenti e interessanti chiacchierate. Con cui ho legato solidarmente aspettando di fare un esame. Vorrei ricordarvi tutti, ma non sono ancora la donna bionica e soprattutto il mio hard disk mentale è attualmente ancora occupato da un'accozzaglia di concetti confusi dell'esame appena sostenuto. Però alcuni nomi li devo fare: Vero, Mauro, Alfredo, Carlotta, Alice, Davide, Luca (cito "luca" anche se dovrei scrivere "luchi" perchè siete in metà di mille a portare questo nome), Alessandro, Samanta, Laura, Eleonora, le due Silvie. Grazie. So che qualcuno di voi legge questo blog e a maggior ragione mi fa piacere citarvi e farvi giungere il mio abbraccio. Tiè. Sono tutta sentimentalA oggi. Tanto più che qualcuno, non faccio nomi, i primi giorni del lotnano 2005 pensava che io fossi una stronza e che me la tirassi da qui a Barletta andataEritorno

Perdonatemi, gentili amici bloggers, se con questo post sono caduta davvero nel personalissimo. Probabilmente ho citato con entusiasmo aneddoti che a voi non diranno un beneamato ciuffolo. Ma vi posso assicurare che vissuti valgono qualcosa, anzi sicuramente più di qualcosa...Inoltre, è sottinteso che, se sono arrivata viva e più o meno sana di mente, a questa storica data 9 luglio 2008 è anche grazie a tutti i divertissmant, le risate, i giochi e i controcacchi che mi sono fatta grazie a voi in questi mesi.

Cleenex a me.

E domani me ne vado a portare le mie chiarissime chiappe al mare, certo, per una sola giornata, ma sempre meglio di niente!

@ale@

p.s

alla fine come titolo ho scelto di citare una canzone di Emanuele Dabbono "Ci troveranno qui"... - Chi èèèè Emanuele Dabbono??? -  ma come? - vi ho sfracassato le pelotas per tre mesi con le mie trashcronache di X-factor e ancora mi chiedete chi è Emanuele Dabbono? --- allora vuol dire che non mi leggete con attenzione--- Comunque si, scelgo questa canzone perchè fa molto comemai883, fa molto falò sulla spiaggia, fa molto comunione dei beni, fa molto volemose bene...E per quanto mi riguarda è la canzone dell'estate..mica quella cosa scritta da Tiziano Ferro per Giusywinehouse dei poveri..

mercoledì, luglio 02, 2008

Questione di prospettive

Prospettive per la prossima settimana (che anche se siamo solo a metà di questa fa bene alla salute pensarci):

  • fine dei miei esami, della mia carriera universitaria triennale. Saluti ad alcuni che non proseguiranno e arrivederci a settembre ai pazzi che, come me, hanno deciso che il titolo di "dottore" non è sufficiente e vogliono anche quello di "dottore magistrale".
  • Inizio dei saldi milanesi. E direi che non è necessario aggiungere altro.
  • Lavoro intenso ed intensivo sulla mia tesi, che prima di partire vorrei essere a buon punto.
  • Inizio della dieta strettissima, privativa e restrittiva tipica dei 15 giorni prima della prova costume.
  • Gita di una giornata al mare con Gio con annesso tentativo spasmodico di abbronzarmi il più possibile: non posso arrivare in Sicilia bianca come un latticino avariato.
  • Serata in discoteca. Tadadada....No n ci vado da un numero incommensurabile di mesi e voglio festeggiare, non so cosa, ma voglio festeggiare e ballare revival tutta la notte. Possibilmente in una delle discoteche "finto mare" che ormai popolano l'Idroscalo milanese. So che i miei amici mi asseconderanno: la prospettiva che io voglia andare a ballare e che in più l'iniziativa parta da me medesima li disorienterà e porterà loro a porsi numerose domande sulle reali condizioni della mia salute mentale

Aver scritto tutto ciò mi ha reinfuso un po' dello spirito adatto per tuffarsi, con 35 gradi centigradi corredati da un pesantissimo alone di umidità, in una simpatica dispensa di oltre 700 pagine che narra di stili musicali occidentali, di avanguardie musicali, di atonalità, dei balletti di Stravinskij. Ah, sono anche in cerca di qualcuno che mi sappia spiegare con parole semplici, che diamine è una scala dodecafonica. Vi prego aiutatemi. Voglio sapere la spiegazione tecnica, di tutte le amenità che ruotano intorno alla definizione ne so già fin troppo. (Godeliano, so che mi aiuterai!!!!)

 

@ale@

 

martedì, giugno 24, 2008

E' giunta l'ora..

è giunta l'ora che io torni in tutto il mio splendore a rompervi i gioiellini di famiglia con le mie assurdità. In effetti in questi giorni a metà tra il surreale, il triste e il felice, scrivere qua sopra mi è mancato molto. Ringrazio tutti voi per i commenti e i messaggi e permettetemi di fare un outing: Picchu ti voglio bene!!

Detto ciò passerei ad alcune considerazioni elaborate dalla mia mente disturbata in questi giorni di blogosilenzio nonchè a liberarmi di un simpatico meme appioppatomi dal provvidenziale Ventiseitre (tranquilli tutti..non ungerò nessuno a mia volta  a meno che qualcuno non desideri autoungersi, ma questo è un atto sadico di cui non voglio rendermi in alcun modo responsabile)

  • credo di non aver ancora esattamente realizzato cosa è successo. Spero di non pagarne le conseguenze a posteriori e con gli interessi..
  • sono uscita tutte le sere, pomeriggi, mattine e sono stata in compagnia di persone che, anche se lo sapevo già fa sempre piacere riscoprirlo, sono MERAVIGLIOSE. Nel puro senso dell'aggettivo "meraviglioso". Io ora mi sento completa e mi sento completa perchè avete saputo completarmi.
  • a quanto pare sono stata insignita di una laurea honoris causa in "cinismo", insegnerò acidologia applicata all'elaborazione del lutto. (ecco, ci risiamo..con quest'ultima frase che ho scritto potete trarre da soli le vostre conclusioni)
  • Non sopporto e dico NON SOPPORTO  le signore di una certa età, per non dire anziane, che il 24 di giugno sono abbronzate di lampade quanto la Ripa di Meana dopo due mesi alle Hawaii. Oggi ne ho vista una vestita di arancione scuro. Praticamente non distinguevi più tra la pelle (generosamente mostrata) e i vestiti. Con quel fastello di rughe che si rincorrono prosciugate dalla troppa esposizione. Una cosa vomitevole. Ero in profumeria, bianca come una mozzarella di bufala, mente lei comprava un mega barattolo di quell'abbronzante della Lancaster che io e mia sorella chiamiamo "sugna di maiale" per quanto è unto. Se ti metti con quello al sole, oltre a sembrare un cappone pronto da infornare, in un giorno sei nero come Mandingo.
  • Non sto studiando un beatissimo ciuffolo. E questo potrebbe essere un problema considerando che il 9 luglio si avvicina. Il 9 luglio è la data del mio ultimo esame di questa acciderboli di laurea triennale. L'ostacolo appare davvero insormontabile. Avete presente quando da piccoli si giocava a rincorrersi? Appena arrivavi a un passo dal tuo amico questo si rimetteva a correre n'altra volta.. E' faticoso diosanto
  • credo di dover fare un po' chiarezza riguardo a un determinato sentimento per una determinata persona. Mi ha preso alla sprovvista. Mi ha inchiodata e anche se ci sto male perchè per tanti motivi non è una situazione che può avere un futuro, sicuramente non nell'immediato quantomeno, mi fa sentire viva. E forse anche un pelino bella, ma giusto un pelino.

Passiamo al Meme: indicare il nome del personaggio cinematografico e letterario di cui ti innamoreresti, e nel nominare 6 blogger da infettare (preferibilmente 3 maschietti e 3 femminucce). (<---- quest'ultima parte come già detto verrà omessa)

PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO: Hugh Grant in Notting Hill. Perchè è dolcemente e carinamente imbranato. Perchè sembra sempre sull'orlo di dire e fare la cosa più importante del mondo per poi risolvere tutto in una gaffe. Perchè a quegli occhi blu e alla faccina da cane bastonato perdonerei più o meno qualunque cosa..

PERSONAGGIO LETTERARIO: qui scegliere è complicatissimo. Leggere è la mia passione. Leggo tantissimo e di tutto. Pescare nei grandi personaggi della letteratura, per così dire, "classica", sarebbe troppo semplice, ma suonerebbe quasi come un incesto, per cui, se proprio devo sceglierne uno e non posso essere innamorata di tutti in un grande e festoso harem all'incontrario, scelgo Alessandro, protagonista maschile di "Macchie rosse", romanzo di Alessandra Montrucchio. Adesso voglio sapere chi di voi l'ha letto...Probabilmente nessuno...ed è un peccato perchè è un bellissimo libro. Un po' forte a tratti. Emerge la figura di questo ragazzo misterioso, bello da morire, anticonformista, dolce e rude allo stesso tempo, dolce e sgarbato. Ballerino eccezionale, conquistatore e poi fondamentalmente monogamo e innamorato. Uno che sceglie di utilizzare la sua bravura e la sua intelligenza senza servilismi e senza obblighi. Uno che ama la velocità della moto, il vento, la sensazione di libertà ma sa riconoscerne il rischio. L'ultimo suo pensiero è quello di poterne rimanere vittima (se vi capita di non sapere che leggere sotto l'ombrellone potreste provare con questo, ma, ambasciator non porta pena, potrebbe anche non piacervi, potreste detesarlo, potreste tante cose..)

@ale@


mercoledì, giugno 18, 2008

annuncio

dopo che vi ho remenato le balle per giorni con questo fatidico esame di storia dell'arte contemporanea non posso non informarvi che, nonostante tutto, nonostante questa notte non sia potuta andare a dormire, ho preso 27 (mi ci sono abbonata, ormai..) grazie a tutti per gli in bocca ai lupi, apprezzo molto!!

purtroppo un grave probelma in famiglia mi porterà lontana dal blog per qualche giorno, spero di tornare a rileggervi e a scrivere presto.

Un abbraccio a tutti, soprattutto ai miei due contendenti Picchu e Godeliano

 

@ale@

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categoria: famiglia, amici, annunci, esami, importante, grazie, università, blogger, paranoie personali


martedì, giugno 17, 2008

nonosante tutto..STASERA L'ITALIA C'E'!!!

La sconfitta dei francesi, i falli saccagnanti e violenti ai danni dei francesi, le espressioni derelitte dei francesi e la vittoria dell'Olanda non hanno prezzo, per tutto il resto c'è il piede a banana di Toni.

Momento ridarella della serata: premesso che sono in casa da sola per motivi non belli ma di cui stasera non mi va minimamente di parlare, e premesso che quando vedo una partita dell'Italia io mi agito, e premesso che domani ho questo cavolo di esame che mi sta facendo impazzire...A circa metà del secondo tempo mi sono rivista abbronzata e saltellante in Croazia, intenta a seguire la finale dei Mondiali con le amiche...Il camping era nettamente popolato di francesi sciatti in braghette e la Cla e la Marti, con il loro proverbiale tempismo si misero a cantare.....

Mettila, mettila, mettila nel culo LA BAGUETTE mettila nel culo

e giù a ridere come delle matte nei nostri strampalati abbigliamenti rossi, bianchi e verdi

 

@ale@

martedì, giugno 17, 2008

Il giorno della verità..

Domani si saprà se tutte le sfighe dell'ultima settimana andranno ad incidere anche sull'esito del mio penultimo esame.

Ho un sovraccarico di informazioni in testa, acquisite troppo velocemente per pensare che non me le dimenticherò appena uscita dall'aula d'esame. Sono il numero 60, quindi si prospetta anche una di quelle snervantissime attese in cui ti viene voglia di inventarti la balla prediletta da molti studenti "sono uno studente/lavoratore, posso passare davanti a qualcuno? altrimenti mi licenziano se non torno a lavoro in tempo". Ma in fondo sono troppo onesta per farlo e le poche volte che l'ho fatto dovevo tornare a lavoro sul serio. Si vede che non ho capito proprio un ciuffolo dalla vita. Oltre a ciò quando aprono le iscrizioni degli esami cerco di alzarmi sempre ad orari improbabili (tipo le 6.30 del mattino) per essere tra i primi. Non perchè sono una secchiona, ma perchè essendo un soggetto isterico, tendente alla monomania psicopatica ansiolitica, siccome mi viene l'emicrania prima, dopo e durante l'esame, siccome sto male di stomaco e devo correre in bagno ogni 10 minuti, è meglio per tutti che l'agonia finisca il prima possibile. Tra l'altro non è un fatto di agitazione che si riversa nelle parole o mi fa dimenticare ciò che ho studiato, anzi..Vista da fuori sono una ganza che mantiene la situazione sotto controllo. Nessuno sa che io somatizzo e che ogni esame è l'equivalente, a livello di dispendio di energie fisiche, di dieci lezioni di Gag con un insegnante sadico

E' che in questo periodo son talmente suonata che mi ero proprio dimenticata del giorno di apertura delle iscrizioni... Giusto il tempo di farmi venire il lampo di genio in serata ed ero già il numero 60. Sti cazzi a chi mi dice "almeno hai tempo per ripassare".. Io NON VOGLIO RIPASSARE, è dannosissimo. E non voglio nemmeno sentire le domande di quelli prima che se non le sai vai in paranoia perchè non le sai, se le sai vai in paranoia perchè "se le hanno già fatte non le rifaranno".

E poi degli esami odio le secchione/i secchioni che se ne stanno azzeccati alle varie postazioni di colloquio (da noi funziona che il professore interroga alla cattedra e gli assistenti sparsi per l'aula). Mentre stai facendo l'esame hai un odiosissima piattola che ti alita sul collo e scribacchia ciò che ti stanno chiedendo su un foglio. A quel punto non sai se continuare a rispondere o girarti e mandare affanculo i tuoi "colleghi" impiccioni augurando loro un attacco di cagotto fulminante proprio al momento della domanda "per la lode"

Tra l'altro ho idea che domani sarà uno di quegli esami dove i rappresenanti di tale categoria saranno plurimi e fastidiosi al massimo. L'espressione con cui li guarderò sarà la stessa che riservo a ragni, scarafaggi, cimici ecc..: disgusto!

Ma in fondo chissenfrega, è il penultimo. Poi tornerò a casa, comprerò il libro che ancora mi manca per l'ultimo esame. Mi riposerò. Vi racconterò come è andata. Crollerò dalla stanchezza subito dopo "Veline" e giovedì mattina mi sveglierò fresca come una rosa per andare dal dentista e poi a pranzo con le mie amiche, oserei dire, finalmente, dopo la reclusione forzata di questo periodo.

...da venerdì in poi affronterò lo spinoso argomento: come mettermi in testa 900 pagine di storia della musica in 20 giorni.. ma sono bazeccole, dettagli, pinzillacchere..

Pensiamo solo al fatto che dalle 11.00 circa del 9 luglio,  io sarò una persona LIBERA.

@ale@

 

sabato, giugno 14, 2008

provo a spiegarmi..

In questi ultimi tre giorni ho postato per lo più cazzate prive di senso, di pathos e di un reale interesse personale. Ho scritto pure male..Dimenticandomi di punteggiatura, maiuscole e minuscole e un'altra serie di amenità solitamente fondamentali per un buon funzionamento delle frasi in lingua italiana.

E' che sono stanca, spossata, con ore e ore di sonno arretrato e, a completare il simpatico quadretto, un turbinio di pensieri a confondermi le idee. I quadri di Boccioni e Van Gogh si intrecciano a sconclusionati interrogativi sullo stato del mio cuore e delle mie emozioni. Ne risulta uno stato confusionale che mi porta a fare cazzate, rispondere male anche allo specchio e poi crogiolarmi nel senso di colpa.

La verità è che sono completamente pazza.

Forse mercoledì, dopo che avrò finalmente dato questo monumentale esame di Storia dell'Arte Contemporanea, vedrò le cose con un leggero tocco di positività in più. Dico forse perchè in realtà non so in che condizioni ci arriverò a dare questo esame. Soprattutto non so cosa saprò delle monografie che non ho ancora aperto perchè il manuale generico, di oltre 500 pagine, metà delle quali occupate da opere che "figurati se al liceo si studiano" mi sta portando via più tempo del previsto. Penultimo esame. Devo farcela.

Forse quello che mi inquieta è proprio la non possibilità di sbagliare, di essere sfigata, di rifiutare il voto. Non posso permettermi più niente pena il rischio di perdere la sessione di laurea. E, anche se non l'avrei mai detto, la sento come una responsabilità quasi intollerabile, e la preoccupazione maggiore, come al solito, non è quella di deludere gli altri, ma me stessa. Quando mi autodeludo poi devo mettere in atto una serie di processi faticosissimi di risollevamento psicologico. Non credo di averne le forze.

In tutto ciò, ansie universitarie a parte, ho realizzato con prepotente violenza di aver trascurato una vocina sottile - il mio omino del cervello - che da qualche mese mi ripeteva di fare attenzione ad alcune sensazioni, cresciute di intensità e frequenza col tempo, che, manco a farlo apposta, hanno deciso di esplodere proprio in questi ultimi giorni. Sono un po' confusa. Cerco di essere razionale, ma ahimè la razionalità è un'altra di quelle cose che mi provocano enorme sforzo. Tenere a freno l'istinto di "dire, fare, baciare, lettera, testamento" (ci giocavate mai da piccoli?) sta diventando parecchio pesante, stressante. E' come essere preda di una tensione invisibile. Sono a braccia aperte in mezzo a un prato e due squadre giocano a ruba bandiera con le mie mani. Per adesso le forze si equilibrano e io non pendo da nessun lato, ma quanto potrà durare? Prima o poi una delle due squadre avrà la meglio e per me si prospetterà o il sollievo o una nuova tensione.

Metafora azzardata in quanto so già perfettamente come andrà a finire.

Tempo fa, appena diciassettenne, trascorsi un periodo simile. E cosa feci? Scappai. Andai tre mesi lontano da casa a lavorare in un albergo. Millantando di voler fare un'esperienza diversa in realtà feci fagotto delle mie preoccupazioni e portai l'allegro culetto fuori da milano, dalla mia vita, dalla mia famiglia, dagli amici, e da un amore tormentato, di quel tormento che puoi provare solo a diciassette anni. Adesso sono cambiati i protagonisti, sono cambiate le motivazioni ma riprovo ancora quella voglia di scappare. Ah..come ero stata bene in quei tre mesi. Come ero stata brava a costruirmi un esistenza parallela in cui tutto era solo frutto della mia volontà, di come volevo essere vista, di come volevo mostrarmi.

E quanto fu difficile tornare e accorgermi che avevo solo cercato una scorciatoia.

Lo so. Ho imparato molto da questa esperienza. Fino ad oggi non ci ho mai più pensato in questi termini e invece ora mi ritrovo con la medesima voglia di scappare. Solo che non ho più diciassette anni.

@ale@

venerdì, giugno 13, 2008

Dalle Alpi alle Ande un urlo si spande..muscina è in panne..

provate ad immaginarvi la mia faccia lì in mezzo...

non avevo modo migliore per esprimermi stasera..

 

 

 

 

 

 

@ale@

lunedì, giugno 09, 2008

meno due..meno due..

pant..pant...e così sono arrivata quasi alla fine di questa giornata...e viva per giunta.

Stamattina quando sono entrata nell'aula dell'esame e al posto di una marmaglia di studenti incazzosi ho trovato un muratore, un imbianchino e tanti teli di plastica sporchi, ho pensato che NO, non ci sarei arrivata viva alla fine delle giornata..

Puoi spostare l'esame in un altro dipartimento causa lavori di manutenzione e non avvertire? Dio santissimo.. Per cui corsa nell'atrio a consultare il tabellone "appelli del giorno", seguente corsa verso S. Antonio tutti costipati (101 cristiani) in un aula minuscola..

Alla fine comunque ho preso 27, e per altro non ne sono particolarmente contenta. Se quello stronzino dell'assistente non si fosse incaponito con Marx avrei potuto prendere trenta..Mica per altro, è che di solito gli utlimissimi esami danno una mano a tirare su la media di quei due punticini che fan sempre comodo..

Ma io ormai lo so, verrò dichiarata dottoressa con novantanove centodiecesimi e buonanotte al secchio, anzi calcio nelle chiappette accademico al posto del bacio.

D'altra parte in questi tre anni sono stata il classico esempio di sfighe universitarie..Io ho sempre e dico sempre studiato, non è che sono andata a fare degli esami, così, alla "spera in dio", NO, MAI! diciamo che mi sono fatta un mazzo quadro e mi sono azzardata solo due volte a rifiutare un voto per poi prendere lo stesso all'appello successivo. Indi mi sono rassegnata e ho capito che non dipende QUASI MAI dalla tua preparazione, che ci sono e ci saranno sempre dei culosissimi parassiti, che dopo aver a mala pena letto mezzo libro e sgraffignato gli appunti a qualcun'altro prendono 28 e si pavoneggiano di quanto "è stato difficile preparare l'esame"... mentre tu con le occhiaia fino ai piedi e reduce da un mese di insonnia e caffeina racimoli, chessà, uno stitico 23..Prima credevo che il fattore C e il fattore FC (faccia da culo) non esistessero..Da quando ho iniziato l'università ne sono straconvinta. E comunque, anche oggi, si è aggiunto un piccolo tassello alla mia convinzione che l'università in sè sia l'istituzione meno meritocratica della storia delle istituzioni non meritocratiche

Adesso la pianto, anche perchè ho preso comunque 27 e se continuo a lamentarmi divento passabile di insulti di ogni tipo.

con amore

@ale@

p.s

il "meno due, meno due" del titolo, si riferisce al fatto che adesso mancano solo due esami alla proclamazione della muscina-dottoressa

giovedì, giugno 05, 2008

ordunque..

Ci sono, ci sono..Il fatto è che reggere una "due compleanni in due giorni" non è roba da poco, soprattutto sei i due compleanni sono, nell'ordine, di tua sorella e di una delle tue più grandissime amiche..

Ho avuto il mio bel da fare tra pranzi/cene da preprare, torte con cui cimentarmi, regali da impacchettare e biglietti lacrimevoli da scrivere.

In tutto ciò come avete visto e letto nel post precedente ho anche trovato il tempo di decidere questa cosa dell'Erasmus (peccato che ho scoperto che prima di gennaio 2009 non posso fare domanda, perchè ora come ora io non sono niente, cioè sono una studentessa del terzo anno alquanto prossima alla laurea, a settembre sarò una studentessa con riserva del primo anno di speciaistica che non potrà dare esami della specialistica finchè non discuterà la tesi della triennale e ciò avverrà burocraticamente ragionando a novembre...Poco male..O meglio, quando farò domanda per l'erasmus avrò ben che vada 3 esami al massimo della specialistica già dati e quindi spero bene che si basino anche sulla mia carriera triennale..La sostanza è che se la tesi la discuto a novembre è il caso che io tra dicembre e gennaio mi ammazzi di più esami possibili della specialistica  giusto perchè non c'ho mai un cazzo da fare eh..)

Mancano, finalmente, solo 4 giorni al mio terz'ultimo esame. Non vedo l'ora, davvero. Perchè so che dopo che l'avrò dato il percorso verso gli ultimi due sarà talmente veloce e precipitoso che quasi non me ne accorgerò e in un batter d'occhio mi ritroverò sdraiata su una meravigliosa spiaggia siciliana, con un martini al mio fianco, marlboro light all'altro fianco, ipod nelle orecchie e sorrisetto ebete di chi sa di essere quasi dottoressa, perfettamente nei tempi, moderatamente soddisfatta e pesantemente sfinita.

Detto ciò stavo trascurando l'evento principale: i due compleanni. Mia sorella è stata contenta dei suoi regali, la pasta che ho preparato per cena era buona e tutti l'hanno presa due volte. Son soddisfazioni. La vero invece oggi ha pianto con un biglietto che nelle mie intenzioni doveva far ridere. Evidentemente se cerco di far ridere, faccio piangere e non so se esserne orgogliosa o meno. Per lei ho addirittura dato fondo alle mie abilità culinarie e la torta l'ho preparata io..

Dettaglio positivo: mia sorella compiva 32 anni, la Vero 23 ----> ho risparmiato sulle candeline.. E' bastato invertire i due numeretti di plastica e ho colto due compleanni con una fava.

Muscina, la dea del risparmio, delle cazzate, delle decisioni estemporanee e...basta

Per l'album dei ricordi posto foto con protagoniste me e la vero e me e la mia sorellocchia

 

lunedì, maggio 05, 2008

Grazie Day

  • grazie per le espressioni di solidarietà trovate nel post precedente, purtroppo nella fretta di scendere dalla macchina e fiondarmi nel portone l'ultima cosa che mi è venuta in mente è stata guardare la targa o riguardare il codice taxi, avendolo prenotato telefonicamente da casa della vero credo eventualmente di poter risalire al tutto...ma..ne vale la pena? cosa dico: mi ha invitata a cena e mi ha messo a disagio? purtroppo, e dico purtroppo, queste cose finiscono sempre con la donna che ne esce come l'imparanoiata, isterica e che vuole rovinre la vita a un povero, tranquillo e placido lavoratore..Con questo non voglio dire che bisogna sempre lasciar perdere, anzi, ma in questo caso credo che si trattasse, come ho già detto, di un viscido in cerca di una sfigata che gli dicesse si per disperazione...Ha solo puntato troppo in alto il cocco..Se fosse stato davvero un maniaco, schizoide e violentatore a casa non ci sarei tornata, indipendentemente dal rispondere alla sue domande o chiudermi nel mutismo come ho fatto.
  • grazie per le 25000 visite..che ora sono già qualcuna di più..Questo blog negli ultimi mesi è tornato a brulicare di vita come un tempo e non posso fare altro che essere felice di questa ripresa improvvisa, di cui non posso prendermi il merito ma per cui posso solo ringraziare gli amici bloggers con cui il sentirsi e il commentarsi reciprocamente ogni giorno è diventato un punto fisso della giornata, oltre che un piacere, un divertimento, una fonte di idee, di ispirazioni, di risate..Ormai non posso più fare a meno di voi e la cosa è grave considerando che alcuni son dei veri e propri manigoldi ABBRACCIO COLLETTIVO!!
  • grazie ai miei amici reali, quei pochi che leggono il blog, perchè ultimamente state sopportando una Ale a cui sembra che ficchino il peperoncino nel caffèlatte la mattina, grazie per aver contribuito ad una "rinascita" in cui nemmeno io speravo più, grazie per esserci sempre e per sapere sempre come prendermi, ma soprattutto grazie a chi riesce davvero a essere felice per me..
  • grazie a chi mi ha fatto incazzare come una bestia negli ultimi mesi..Perchè anche le arrabbiature hanno contribuito alla mia rinascita, senza di esse non avrei mai reagito e cambiato strada
  • grazie a tutti coloro che negli ultimi tre mesi mi hanno periodicamente cercata su google con "Nome Cognome muscina splinder"....chi sarete mai? la mia fantasia ci lavora sopra da tempo e voglio credere che siate uno stuolo di vips e strafighi da combattimento e vi interessiate a me con sincerità e devozione, immaginando un giorno di convolare a nozze e vivere felici e contenti in una villa con piscina e campo da tenns. Purtroppo la realtà è ben diversa, e allora, se avete le palle palesatevi una buona volta! Non vi mangio, non vi picchio, non vi sevizio..se ormai mi avete trovata e in qualche modo sapete che lo so, che senso ha nascondervi dietro una chiave di ricerca di cui io posso essere a conoscenza in qualsiasi momento grazie a Shiny Stat?
  • grazie alla mia relatrice che ha creduto subito nel progetto che le ho proposto rendendomi una dei pochi studenti del terzo anno felice della propria tesi e pressochè entusiasta del materiale accumulato, letto e catalogato..
  • grazie a mio papà perchè non ha mollato un secondo, perchè è stanco ma non lo da a vedere, perchè tutti noi vorremmo che questa "agonia" della nonna finisse il prima possibile, perchè non posso tollerare di non vederlo sereno..
  • grazie ai miei musicisti..Per avere dato un senso in più alla mia passione, per essere spontanei e cazzeggiaotori come siete..Anche se mi fate arrabbiare perchè troppo spesso manca la concentrazione, sotto i baffi rido tantissimo, mi riscaldate fuori, dentro e tutt'attorno (niente doppi sensi, please!)
  • grazie ai compagni di università per questi tre anni di assoluta follia. Follia mentale, ma anche follia organizzativa, follia didattica, follia logistica.. Grazie per gli inerminabili viaggi in tram, per le sedute di ripasso (anche in videochiamata), per le piadine al bar dei cinesi, per le innumerevoli sigarette da prima, dopo e durante un esame, grazie per le risate, le prese in giro, per essere entrati con cautela nel mio mondo incasinato e per avere imparato a farne parte con una grazia e una delicatezza che rimarranno per sempre impresse nei miei ricordi, grazie per i chilometri di fotocopie, i libri prestati, i libri sottolineati, gli appunti dispersi, i cazziatoni in biblioteca, i tornei di "monti, mari, fiumi" in aula studio, i caffè plasticosi della macchinetta, le lezioni bigiate per prendere il sole in via Noto... Quasi nessuno di voi proseguirà con me e la Vero per i due anni di specialistica..La sostanza è che mi mancherete moltissimo e mi sento anche un po' invecchiata

A volte dire Grazie fa bene e c'è chi se lo merita e, soprattutto dalla sottoscritta, se lo sente dire molto raramente..Per questoo ho deciso di istituire il Grazie Day, e se volete dire grazie a qualcuno o qualcosa usufruendo dei commenti, questo è il giorno giusto!

@ale@

lunedì, aprile 14, 2008

io e la tachipirina

io e la tachipirina a quanto pare siamo inseparabili da ieri

in questo momento dovevo trovarmi in un'aula universitaria a dare uno degli ultimi esami che mi separano dalla laurea, e invece sono a letto (magia dei portatili) Tutto è iniziato ieri pomeriggio, mentre io mezza rimbesuita vagavo per casa con gli appunti in mano, ripassando come una forsennata, ancora convinta di andare stamattina a fare il mio dovere universitario, l'amica febbre decide di salire fino a 39.2

L'aspetto surreale della vicenda è che non ho nulla..nessun sintomo..chessò un raffreddore, mal di gola, tosse, linfonodi ingrossati....NIENTE!! solo febbre e un gran mal di testa...Ora, dopo la quarta tachipirina da ieri pomeriggio sono stabile sui 37.5

Stanotte non ho chiuso occhio, sono riuscita ad addormentarmi un paio d'ore che era già mattino inoltrato e ho sognato che io mia sorella vivevamo in una specie di attico meraviglioso circondate da una marea di giocattoli... Sarà perchè verso le 7.30 ho acceso la tv e guardato.."L'albero azzurro"?

che tuffo nell'infanzia..non sapevo che lo facessero ancora.. Da piccola andavo matta per Dodò e il suo albero azzurro...Dai chi della mia generazione non guardava l'Albero azzurro??? Con un po' di nostalgia ho notato che hanno cambiato la sigla e anche gli "animatori" che propongono i giochi...ma lo spirito rimane lo stesso, lontano da quei cartoni demenziali e orrendi di cui i bimbi d'oggi sono drogati e soprattutto da cui sono instupiditi e privati di qualsivoglia fantasia... Giusto giusto perchè ero a letto e non stavo bene altrimenti mi sarei messa a cercare  forbici con la punta arrotondata, cartoncino azzurro, colla....... era carinissimo il vasetto che proponevano come lavoretto del giorno..

Tornando a cose più serie.. Per fortuna la professoressa famigerata dell'esame di stamattina è stata clemente, ho mandato in avanscoperta una compagna a chiederle se, per caso, potevo essere messa in fondo alla lista degli iscritti, con la speranza di finire in uno dei prossimi giorni.. Mi aspettavo un NO secco..e invece mi interroga venerdì mattina.. Forse perchè non si ricorda chi sono e i precedenti che sono intercorsi tra noi di cui avevo già raccontato nel blog qualche mese fa..Ecco speriamo che una volta collegata la mia faccia al mio nome non mi bocci a prescindere..

muscina malatina vi saluta

@ale@

postato da muscina alle ore 11:57 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: annunci, esami, grrrrr, università, sto male, paranoie personali


sabato, febbraio 16, 2008

I'm alive..

ebbene si..sono sopravvissuta ad una settimana a dir poco terribile..con somma gioia vostra e mia sono di nuovo qui pronta a sfrangere pelotas con i miei scritti blogghiferi...

mie condizioni settimanali:

  • conciata peggio della sciura pina con pigiama e/o tuta, capelli raccolti, struccata
  • umore altalenante..da crisi depressive a crisi isteriche minacciose..penso di aver trattato male chiunque brandendo minacciosa un evidenziatore Stabilo giallo
  • sveglia fino ad orari improponibili vagando per casa e cercando di rimanere sveglia appresso agli appunti con la diretta del grande fratello accesa..per non addormentarmi..
  • sveglia alle prime luci e pellegrinaggio zombifero verso la macchinetta del caffè

mie condizioni ieri alle ore 8.15 prima del primo esame della giornata:

  • battibecco in metropolitana con uno di quei tizi che ti si appoggiano addosso anche se, pur nella ressa, c'è spazio per non incombere sugli altri..
  • palpitazioni convulse, pacchetto di marlboro light a metà già alle 9 meno qualcosa

primo esame:

  • grasse risate con il professore, interrogazione che scorre piuttosto tranquilla...a parte una notevole defaillance su Gadda...ma io Gadda non l'ho mai digerito...alla fine porto a casa un discretissimo 25...considerando la  mole di lavoro necessaria per quest'esame e considerando che avevo preso in mano il tutto per la prima volta circa 9 giorni fa mi ritengo soddisfatta...

intermezzo tra primo e secondo esame:

  • iniziale rilassamento e improvvisa realizzazione che NON ERA ANCORA FINITA...mezza ulcera che se ne va e mezza altra che non mi lascia quasi respirare....Pranzo con la Vero, senza la quale ieri mi sarei probabilmente buttata dalla madonnina dritta dritta sul tappeto di piccioni di piazza Duomo..

secondo esame:

  • interrogazione secondo me decisamente buona....esaminatrice stitica che mi da 24....non ho avuto, in fede, coraggio di rifiutare il voto...anche se sono straconvinta del fatto che mi meritavo almeno un 27...amen....è finitaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa....

conclusioni a posteriori:

  • affrontare due esami orali nello stesso giorno è fisicamente e mentalmente distruttivo..soprattutto se si tratta di due esami complessi....Non lo consiglio a nessuno a meno che, come nel mio caso, gli eventi non vi costringano a farlo...
  • la sensazione che ho provato quando ho apposto la firma sul registro del secondo esame non è descrivibile a parole
  • la sensazione che ho provato uscendo da quell'aula, quando ho realizzato che mi mancano 4 esami alla laurea, non è descrivibile a parole...
  • le sensazioni che provo oggi dopo aver dormito innumerevoli ore, dopo essermi fatta un bagno, una maschera ai capelli, dopo essermi cosparsa di crema, aver pranzato a tavola, seduta, chiacchierando, scherzando..NON HANNO PREZZO...

per tutto il resto c'è mastercard.....

chi oserà turbare la mia quiete di oggi, domani, dopodomani e dopodopodomani verrà severamente punito ai sensi della legge 672CiccioCiccio comma 20000 che recita "non rompete i marones a uno studente/essa universitario/a che ha appena concluso una sessione di esami piuttosto lunga, stressante e difficile"

@ale@

postato da muscina alle ore 18:33 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: esami, università, panico


mercoledì, febbraio 13, 2008

..per chi fosse preoccupato..

se mai appunto ci fosse qualcuno nell'etere preoccupato della mia fine..passo di corsa per informarvi che sto solo studiando..(solo???)

venerdì ho due esami, uno la mattina alle 9.00 e uno al pomeriggio alle 14.30

ho già prenotato l'ambulanza per un ricovero coatto reparto psichiatria

portatemi le arance della salute (o sono solo per il carcere?)

a risentirci appena quest'incubo sarà finito e soprattutto appena il mio fegato avrà recuperato dimensioni normali, appena avrò dormito almeno 8 ore di fila, appena non avrò più la gastrite nervosa

@ale@

postato da muscina alle ore 17:30 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: esami, panico


sabato, febbraio 09, 2008

ieri...

nell'ordine:

  • mi sono girate le palle a elica per più e più volte nel corso della giornata
  • mi sono del tutto rimbambita studiando un saggio sulle novità apportate da Camilleri nella tradizione dell'uso del dialetto siciliano nel romanzo..
  • ho riflettutto sui valori dell'amicizia e del rispetto e come questi vengano spesso e volentieri sostituiti dall'pocrisia..
  • ho pensato a una persona che ha fatto breccia nel mio cuore ma che non so assolutamente come prendere e mi destabilizza e mi fa sentire bambina.. (il che non so se sia un bene o un male..)
  • ho litigto FURIOSAMENTE con un'operatrice della telecom allorchè la mia connessione è magicamente sparita per motivi non ben identificati...quello di cui non mi capacito francamente è se la selezione di questi operatori la facciano in base all'antipatia, all'indisponenza e alla cafonaggine degli stessi...Oltre ad aver blaterato cazzate facendo finta di saperne di computer più di bill gates, ci ha tenuto a specificare che mi stava aiutando senza permesso "perchè per le connesioni wireless 20 mega l'assistenza è a pagamento"..io le ho chiesto da quando e lei mi ha risposto che non sapeva da quando ma che era sempre stato così...io le ho detto che mi sembrava strano e che allora avrei già dovuto sborsare triliardi per tutte le volte che mi son trovata costretta a lamentarmi con qualcuno dell'assenza di linea...poi..da stronza quale divento le dico "va bene allora chiudiamo qui la telefonata, non vorrei dover pagare i suoi preziosi  e soprattutto risolutivi consigli"...morale della favola la tipa ha cambiato atteggiamento e dopo due ore magicamente la linea funzionava di nuovo....
  • ho avuto la mia consueta conversazione serale con gian (amico, nonchè chitarrista del mio gruppo) che come al solito mi fa andare a nanna serena e con qualcosa a cui pensare..
  • mi ha dato talmente tanti spunti quest'ultima conversazione che non riuscivo a dormire..e allora mi son messa lì con la mia moleskine e la matita e dal nulla è nata una canzone che ho cercato di scrivere per anni e non c'ero mai riuscita..è nata una canzone per mia mamma...debitamente curata e arrangiata sarà la prima hit dei...dei...cacchio non abbiamo ancora un nome..possibile? 

@ale@

 

postato da muscina alle ore 12:40 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: musica, canzoni, amici, uomini, esami, domande esistenziali, paranoie personali


mercoledì, gennaio 30, 2008

le menzogne tra gli animali..

originale come titolo per un post....è solo che ho appena staccato gli occhi dal simpatico libro di sociologia della comunicazione che sto studiando e il capoverso a cui sono arrivata si intitola proprio così "le menzogne tra gli animali"...devo dire che queste ultime pagine sulla comunicazione relazionale tra scimpanzè sono state davvero interessanti così interessanti che avrei volentieri preferito che i muratori che stanno trapanando al primo piano dalle 8 di stamattina andassero avanti ancora...almeno avrei avuto una buona scusa per mollare i libri e rimettermi a smadonnare un po' sul pianerottolo...

già ho problemi di concentrazione di mio..figuriamoci con trapani, martelli e macerie "gentilemente posate" a destra e a manca...

scherzi a parte...questa faccenda degli animali menzogneri è parecchio interessante..sapevate ad esempio che il piviere..(che cazzo è il piviere???) è famoso per una tecnica adottata per allontanare i predatori dal nido? il furbacchione infatti finge di avere un'ala spezzata e si lascia insguire dal predatore fino a una distanza opportuna dal nido, dopodichè sagace come una scimmia innesta il turbo e si invola a tutta velocità lasciando il predatore di stucco e...ovviamente..lontano dal nido...

una ola per il piviere...

chissà perchè questa faccenda etologica mi riporta in mente il pensiero che anche nella vita di tutti i giorni ci sono persone umane (??) che si comportano allo stesso modo....ti inebetiscono con qualche scusa o con falsi pietismi e poi appena possono te la mettono in quel posto..la differenza è che il pivere lo fa per sopravvivere, l'uomo lo fa perchè è stronzo...

sono sicura che se durante l'esame mi dovesse mai chiedere del piviere questa deduzione logico- comparativa non sarà gradita...voi che dite?

 

 @ale@

postato da muscina alle ore 17:55 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: animali, uomini, esami, università


venerdì, gennaio 25, 2008

mi son portata sfiga da sola..

con il post su come ci si sente prima di un esame mi son portata sfiga da sola..e avete fatto bene a non commentare perchè magari avreste raddoppiato la mia dose quotidiana di sfiga..

si intuisce che non è andata molto bene?

dunque..ieri mi presento in aula alle 8.20, appello previsto ore 9.00, ripasso furioso, caffè della macchinetta disgustoso come al solito. Ore 8.45 serpeggia l'ansia nell'aula..pare che abbiano unificato due appelli: storia della radio e della tv (il mio) e storia contemporanea per i ragazzi di lettere (io lo diedi al primo anno).. Ore 9.00 il docente di storia contemporanea fa l'appello solo per la sua materia..Della nostra insegnante nemmeno l'ombra..

Ore 9.30 questa si presenta fresca come una rosa.

Ore 9.50 la prima persona viene interrogata. Ne seguiranno altre 4. Io sono la sesta.

Finisce la quinta persona e dice "mi assento per mezzora, al mio ritorno si preparano, X(io), Y e Z, gli altri possono andare a pranzo" (erano le 11.20)

Nel frattempo la sottoscritta ripassava compulsivamente e si strozzava  con la sigaretta nel tentativo di rimanere calma...Mi aveva preso male e i cattivi presentimenti si sommavano l'uno all'altro..

Trascorre mezzora e dell'insegnante nemmeno l'ombra (ah..ma allora è un vizio), 40 minuti: niente. 50 minuti: niente. Un'ora: niente. Un'ora e un quarto: niente. Un'ora e mezza: niente.

Nel frattempo il docente di storia contemporanea coadiuvato da due assistenti aveva finito di interrogare TUTTI gli iscritti all'appello e iniziava a chiedersi anche lui dove fosse finita la sua collega, alias la nostra insegnante, alias UNA CAFONA senza precedenti.

Finalmente, dopo un'ora e tre quarti la tizia arriva scazzatissima e senza chiedere scusa a nessuno si rimette a interrogare.

Tocca a me..ormai prostrata da ore di attesa..affamata..assetata..incazzata come una bestia e con un mal di testa a trapano nel cervello.. Mi siedo, le stringo la mano, appoggio il libretto sulla cattedra..

Mi chiede così a bruciapelo "mi parli della situazione della radio in Italia negli anni '30 con particolare riferimento a Ente Radio Rurale"... in quei 10 secondi in cui organizzavo mentalmente la risposta ho pensato "certo che sei proprio stronza se mi chiedi una cosa che sta all'inizio del libro di 640 pagine che c'era da studiare per questo merdosissimo esame, quando a tutte le persone prima di me hai chiesto dagli anni '60 in poi" ...comunque..inizio a parlare e non sapendo bene che tipo di risposta volesse faccio un'introduzione partendo dal presupposto che negli anni '30 la radio era ancora un bene per pochi, si rivolgeva a un élite visti anche i tipi di programmi proposti, ma che si iniziava a comprendere l'importanza del mezzo anche come strumento educativo per le zone povere e non scolarizzate...Stavo per dire che è proprio in quest'ottica che nasce l'ente radio rur...che..."LEI è LENTA, A CHE SERVE TUTTA QUESTA INTRODUZIONE? LE HO FATTO UNA DOMANDA E IN 5 MINUTI MI HA DETTO SOLO DUE COSE..LA SA O NON LA SA? IO NON HO TEMPO DA PERDERE..."

è sul "non ho tempo da perdere" che il diavoletto che è in me non si è più tenuto..per cui contro il mio volere e contro il comune senso della ragionevolezza universitaria, mi sono lasciata scappare un "ah si? veramente sono 5 ore che sono qui ad aspettare.."

da qui APRITI CIELO..

direi che la fase cult della discussione che ne è nata è stata..

io: "lei deve anche capire come ci si sente...Se mi viene detto fai l'esame tra mezzora e poi mi trovo a farlo due ore dopo ho accumulato un carico di nervoso tale che..." lei mi interrompe (aridaje..) "essì adesso non mi parli di emotività..non son mica qui per analizzare la vostra emotività io, non insegno psicologia"

a questo punto decido di ritirarmi dall'esame...

Al di là del fatto che sono una che ogni tanto dovrebbe imparare a tenersi un cecio in bocca in occasioni simili a questa se non peggiori...e su questo non ci piove....c'è una cosa che proprio non sopporto: la mancanza di rispetto...E mi irrito ancora di più quando questa mancanza di rispetto avviene da parte di persone più grandi di me e per di più con un ruolo, si presume, educativo come quello di insegnante!!

Forse era destino che io questo esame le dessi ad aprile insieme alla vero, a mauro e a tutti gli altri fedeli compagni di merende di questi anni di università...

ho due mesi per imparare a memoria il libro e sperare che quel giorno ci sia un'assistente da cui farmi interrogare

 

 

ripensandoci...la tizia deve ritenersi fortunata che non ho reagito urlandole qualcosa del tipo "lei non ha tempo da perdere? lei?? leiiiii??? lei?????? ma vaffanculooooo"

 

ecco..che ci volete fare sono una caso patologico...perchè non riesco a stare zitta? perchè?

 

@ale@

postato da muscina alle ore 18:16 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: esami, università


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ventitreenne milanese, laureata e specializzanda nonchè cantante ancora in cerca di un posto al sole.. una compulsiva e fanatica scrutatrice di se stessa..sempre in attesa di qualcosa, di qualcuno..dell'altra metà della mela, o forse dell'altra metà di sè..tenace e determinata, ironica e un po' cinica, dolce e un po' sgarbata, sensibile e impenetrabile..


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    Ipse Dixit

    Uno dei rischi di scrivere delle massime è che ci si mette nella condizione di essere citati (J.Rostand,biologo francese, 1894-1977)

    Chi è un amico? "Un altro Io" (Zenone di Elea, filosofo greco, V sec. a. C.)

    Se vuoi offendere un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano (U. Ojetti, scrittore italiano, 1871-1946)

    Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti (B. Russel, filosofo inglese, 1872-1970)

    Le avventure amorose cominciano nello champagne e finiscono nella camomilla (V. Larbaud, scrittore francese, 1881-1957)

    Ogni musica che non dipinge nulla è un rumore (J. D'Alembert, filosofo francese, 1717-1783)

    Non c'è bellezza perfetta che non abbia qualcosa di sproporzionato (F. Bacon, filosofo inglese, 1561-1626)

    Si può fare a meno di tutto. Purchè non si debba (R.Gervaso, scrittore italiano, n.1937)

    Il destino mescola le carte e noi giochiamo (A. Schopenhauer, filosofo tedesco, 1788-1860)

    Infelici sono quelli che hanno tanto cervello da vedere la loro stupidità (Fligende Blatter, settimanale umoristico tedesco)

    Chi conosce gli altri è saggio; Chi conosce se stesso è illuminato (Lao-Tzu, filosofo cinese, VI-V sec. a. C.)

    La vita non è nè brutta nè bella, ma è originale! (I. Svevo, scrittore italiano, 1861-1928, La coscienza di Zeno)

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