Mentre il mal tempo continua a mietere vittime sul mio balcone ho deciso di rinunciare al ritorno del dio sole prima di scrivere un post sulle letture estive che mi accingo a fare, sto facendo o vi consiglio di fare (sempre che poi ve ne facciate qualcosa dei miei consigli
). E quindi scrivo anche se fuori piove, e, incredibile a dirsi, fa pure freddo.
Procedendo con ordine..
Sto leggendo:
Chicago, di 'Ala Al Aswani. Ho appena superato pagina 100..mi sto imponendo di non proseguire troppo spedita altrimenti non faccio nemmeno a tempo a partire per le vacanze che ho già esaurito la scorta di libri non letti rimasti ad impolverarsi tra gli scaffali in questi mesi di "studio e basta". 'Ala Al Aswani è uno scrittore egiziano, già autore di un romanzo che ho adorato: "Palazzo Yacoubian". Tratteggia con ironia, sapienza e disincanto una realtà che tutti noi ci preoccupiamo di giudicare senza realmente conoscere, ovvero la realtà legata al mondo arabo e all'Islam. Con il suo primo romanzo, ambientato al Cairo, ci offre un insolito spaccato di vita egiziana, lontana da qualsiasi stereotipo. Ogni personaggio, residente in uno degli appartamenti di Palazzo Yacoubian, rappresenta una sfaccettatura dell'Egitto contemporaneo funestato da corruzione politica, ipocrisia religiosa, arroganza dei potenti dalla dubbia ricchezza, idealismo giovanile che diventa ben presto estremismo, e così via. Con Chicago cambia l'ambientazione ma non i temi. Siamo in un'America fortemente segnata da forti pregiudizi post 11 settembre, siamo nella comunità egiziana di Chicago, controllata da personaggi dalla dubbia moralità. Ancora una volta Aswani utilizza i suoi variegati personaggi per tracciare i contorni di una realtà complessa e contraddittoria come quella di una comunità islamica insediata in uno stato fortemente anti-islamico. Di più non posso dire per ovvi motivi, ma soprattutto perchè non avendolo ancora finito inventerei di sana pianta.
Letti recentemente e consigliati:
Tutto per una ragazza, di Nick Hornby.
Una storia molto attuale, in grado di far riflettere e sorridere al contempo. Sam, sedici anni, appassionato di skateboard, vive con la madre giovane e single e con l'ombra di un padre assente e litigioso che si è costruito una vita altrove. Come tutti gli adolescenti è alla prese con problemi scolastici e sentimentali, finchè non si innamora, ricambiato, della bella Alicia. "Forse questo significa che per Sam è arrivato il momento di fare sesso, ma lui sa che <<fare sesso a quindici anni è una cosa grossa, se tua mamma ne ha trentuno>>. La sfida allora diventa sfuggire al destino beffardo che incombe sulla sua famiglia, in cui tutti <<inciampano sempre sul primo gradino>>, insomma sembrano destinati a fare una scemenza e a passare il resto della vita a cercare di rimediare" (cit. dalla quarta di copertina). Costruito con un'interessante tecnica di flashforward che anticipano in qualche modo il futuro di Sam senza farci capire se si tratta della realtà o della fantasia del ragazzo, il romanzo scorre veloce tra sorrisi e qualche lacrima, il tutto condito dal linguaggio inconfondibile di Hornby, che con il suo realismo serio e canzonatorio al contempo è riuscito quasi a costruire un romanzo di formazione post-moderno. Voto: 7,5
La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano. Ho appreso con gioia qualche giorno fa della vittoria di Paolo Giordano con questo romanzo del Premio Strega 2008 (nonchè del Premio Campiello, opera prima). Paolo Giordano, è nato nel 1982, laureato in Fisica Teorica e scrittore, a quanto pare non più dilettante, nel tempo libero. La sostanza del racconto è racchiusa nel felicissimo titolo. Alice e Mattia, due ragazzini, adolescenti, giovani e infine adulti, accomunati da due esistenze profondamente segnate da episodi dolorosi del passato, "incroceranno le loro vite scoprendosi profondamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi, separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero". (cit. dalla quarta di copertina). E' un romanzo duro a tratti, ma anche tenero. Leggendolo ti incazzi e ti commuovi a distanza di pochi secondi ed è raro trovare un libro capace di suscitare emozioni così contrastanti. Soprattutto è raro trovare un giovane scrittore così bravo. Voto: 8
Prossimamente leggerò:




E adesso attendo i vostri commenti: li avete letti? (si, no, forse, mi sono fermato a metà preso dall noia, li uso per evitare che il tavolo della sala da pranzo traballi); vi sono piaciuti? (si, no, forse, mi hanno fatto schifo, mi hanno fornito una nuove visione della vita meglio del dalailama); qualcuno di quelli che non ho ancora letto è sconsigliabile? (si, no, forse, non lo so, mi hanno fatto schifo tutti, sono bellissimi tutti e tu sei una ganza ad averli scelti..) insomma a voi la parola. Basta che non mi raccontiate la trama: potrei diventare una iena
@ale@