venerdì, ottobre 16, 2009

AAA mordente di muscina cercasi


Che ci dobbiamo fare ragazzi? L'ho perso, o forse è in letargo, in ferie alle Barbados. Non so.

Sta di fatto che ultimamente scrivo poco perché ogni volta che tra i miei preferiti clicco su splinder, una volta porto sicuro in cui far attraccare tutte le mie acidità giornaliere, mi vien spontaneo riversare nella pagine di editing una marea di cazzate sulla tristezza della gioventù che cede il passo all'età adulta, su quanto è difficile aprire e chiudere un capitolo sentimentale della propria vita con la stessa velocità e frequenza con cui ci si cambia le mutande, su quanto sia ingiusto che Amy Winehouse abbia un nuovo fidanzato e delle tette nuove mentre io continuo ad essere single e le mie tette son sempre le stesse.

Son pensieri che segnano, per questo alla fine il mouse si rifiutava di arrivare fino a "Pubblica il post" e il browser veniva chiuso lasciando L'altra metà della Mela nel silenzio, con una foto di ET e La Toya Jackson a far da copertina a quella che una volta era la leggera e caustica al contempo, ironia musciniana.

Scusate, sembra che io mi stia scrivendo un necrologio da sola. Tristezza.
Riproviamoci.

E' che vorrei ritrovare quella "penna" divertente che mi faceva scrivere interi post su Zac Efron e le sue ascelle poco lavate, senza apparire un'imbecille agli occhi della blogosfera. Probabilmente se ci provassi adesso otterrei il risultato opposto.

Non c'è niente da fare ho perso il mio mordente, e per mordente intendo, da dizionario della lingua italiana:

1 agg
che morde [anche in senso figurato]

2 agg
si dice di ruota che ingrana in un'altra

3 sm
sostanza che facilita l'adesione a una superficie di una tinta, di una vernice, ecc.; nell'industria tessile, la sostanza impiegata per fissare sulle fibre certi coloranti

4 sm
capacità di far presa, di persuadere; combattività, incisività

Perchè muscina un tempo:

1 agg
mordeva di brutto qualsiasi cosa le capitasse sotto tiro

2 agg
ingranava qualsiasi ruota verbale con un'altra ruota verbale e alla fin fine riusciva sempre a portare a casa un post decente

3 sm
riusciva a fissarsi immancabilmente nella mente dei suoi affiatati amici blogger(ok, questa non è necessariamente vera, me la sto tirando un po'..)

4sm
riusciva a far presa sugli argomenti ma anche sui blogger di sesso maschile che passano di qui (volete forse dimenticare il singolar tenzone tra Picchu e Godeliano?), persuadere i suoi lettori su molte cose importanti vedi l'esigenza di sopprimere Federico Moccia o regalare set di bagnoschiuma al povero e solito Zac Efron. Muscina era combattiva e incisiva, e per incisiva intendo che incideva a fondo la sua vita di tutti i giorni per trasformarla in qualcosa di buffo ma universalmente condivisibile da scrivere qui dentro.

Che mi succede secondo voi, è grave?
Se incontrate il mio mordente per strada gli intimate di tornare da me?
Mi manca tanto, sono disposta a lavare i piatti per un mese, rammendargli i calzini e pure fargli i grattini prima di andare a dormire. Ah, e di sopportare senza lamentele la tavoletta del cesso alzata.




@ale@
domenica, settembre 13, 2009

Muscina fantasma

Ultimamente sto scomparendo un po' troppo spesso per i miei gusti, ma cosa ci volete fare, attraverso una di quelle fasi esistenziali in cui aprire una pagina bianca da scrivere significa farsi venire l'ansia per le cose che si avrebbero da scrivere... Non so se mi spiego.

Sta per iniziare un anno pesante, l'ultimo anno di università in assoluto, una nuova tesi da iniziare, gli ultimi esami da sostenere, una media conquistata faticosamente da mantenere. E sono già stanca, perchè in fondo non ho fatto vacanze nel vero senso del termine, non mi sono riposata, non ho mai avuto occasione di spegnere il cervello. Maledetto senso di responsabilità.

E poi l'ultimo mese tra turbamenti di cuore e crisi allergiche al di là di ogni umana sopportazione, tra cortisone e occhi gonfi, insomma ne ho avute un po' per tutti di scortesie. Sono stata scortese anche con me stessa...

Ora però si ricomincia, basta pensieri funesti: devo essere una macchina da guerra per realizzare tutti i progetti che ho in testa, dovrei essere wonder woman per poter fare tutto ciò che voglio, o più probabilmente dovrebbero esistere giornate di 48 ore. Farebbero un sacco comodo..

Perdonate il poco brio, spero di tornare quella di sempre a breve e tornare qui sopra a ridere, scherzare, prendermi in giro e prendere in giro un po' quello che ci circonda, oggi però non ne ho voglia ancora!
@ale@







sabato, agosto 22, 2009

che razza di estate...

Appena tornata da dieci giorni di lago molto intensi e riflessivi, nonchè di caldo asfissiante ma questo pare ci sia ormai in tutta Italia, quindi amen, si sopporta in silenzio e possibilmente in costume da bagno. Mi sento un incrocio tra Ugly Betty e Carrie di Sex and the City (quest'ultima soprattutto ha ormai condizionato ossessivamente il mio stile, colpa delle repliche estive di tutte le stagioni su Fox), non ho fatto nessuna vacanza entusiasmante, niente incontri romantici su qualche spiaggia di sabbia bianca e finissima, niente sbronze moleste in discoteche tamarre con le hit dell'estate, niente giochi aperitivi, niente sigle e balli latini americani, niente barche e barchette, niente di un cacchio. Solo una prolungata permanenza milanese a studiare, e poco meno di 10 giorni di lago in compagnia dell'allegra famiglia e di una nipotina sgambettante di quasi sei mesi che si è scoperto amare l'anguria e il gelato.

Eppure...eppure...

Nonostante questa mia nullafacenza, nonostante la concreta mancanza di occasioni mondane/sociali..

Sono riuscita a incasinarmi sentimentalmente parlando in un modo tale che nemmeno impegnandomi ai tempi migliori quando attiravo uomini come api sui fiori (????)

E non ci sto con la testa. Zero. Mi sono bevuta il cervello e sto annegando in una assurda poltiglia di sensi di colpa, domande, dubbi, incertezze, ansia, imbarazzo e chi più ne ha più ne metta.

E' che mi chiedevo, secondo voi, se uno vive un momento, anzi, mettiamo una giornata, e per giornata intendo davvero 24 ore, insieme a una persona e in questo lasso di tempo il cervello è in stand-by e non ti sei mai sentita meglio in compagnia di un uomo, e non sei mai stata così serena, tranquilla, rilassata, assolutamente incurante di un capello fuori posto o la matita un po' sbavata dal caldo..Cosa vuol dire? Soprattutto quando a distanza di qualche giorno, abbandonate le allegre farfalline nella pancia, ti accorgerai che, anche impegnandoti per farlo reagire e uscire dal torpore, tu per lui rimarrai sempre la meravigliosa trasgressione da sostituire all'ormai obsoleta e infelice routine con la fidanzata?

Il problema non è aver vissuto questa cosa, potrei anche superarlo. Il problema è aver fatto ciò che ho sempre moralmente riprovato e per cui ho "sgridato" costantemente nel corso degli anni chissà quante amiche accorse a cercare conforto, a suon di "non la lascerà mai per te, non illuderti".
Ma la mia situazione è leggermente diversa, perchè primariamente io vorrei che lui la lasciasse per se stesso, per tornare in pianta stabile quello di un tempo. Poi, cosa posso offrire io non lo so.
Anzi, una cosa lo so: da un paio di settimane a questa parte mi sto decisamente sulle palle da sola :-))
@ale@
venerdì, luglio 24, 2009

Post di servizio

PRIMA INFORMAZIONE DI SERVIZIO: La nuova immagine di header che vedete è provvisoria, a breve verrà trasformata nel banner del blog.
Tutto ciò vi chiederete, perchè? Ebbene ho lanciato un contest, in un forum che frequento, per la realizzazione della nuova veste grafica de "L'altra metà della mela" e sto semplicemente sperimentando le dimensioni ottimali della futura immagine, quindi non sono impazzita e non mi è partito nessun trip artistico purtroppo. Anche se l'immagine che vedete a dirla tutta l'ho fatta io con l'ausilio di un fantastico sito (googlate graffiticreator) e paint, che in mancanza del sapere usare photoshop si rivela sempre un vecchio, caro e fido compagno.

SECONDA INFORMAZIONE DI SERVIZIO: Non so se qualcuno ha notato che l'archivio adesso figura solo dal 2007, questo perchè ho deciso io deliberatamente di cancellare da questo blog gli anni dal 2004 al 2006. Anche questa decisione non è frutto della pazzia, anzi. E' frutto di una rilettura iniziata per caso qualche tempo fa e del rendermi conto che quando ho iniziato questo blog ero troppo piccola, immatura e bisognosa di sfogo per rendermi conto che stavo mettendo alla mercè del web, fatti e avvenimenti davvero troppo personali. Niente è andato perso, ma tutto è stato sapientemente copincollato e archiviato altrove. Un taglio al passato, una sonora linguaccia a chi ancora cerca questo blog con chiavi di ricerca legate alla mia vita personale (ancora non avete capito che vi leggo tramite shinystat?), ma soprattutto una riconferma della linea più matura, ironica, fresca e frizzante che questo blog vuole prendere.




@ale@
martedì, luglio 21, 2009

Here I am

Sorry,
qualcuno già si preoccupava che fossi scomparsa di nuovo. Muscina e la vita incasinata, ormai dovreste saperlo... Il punto cruciale è che, per quanto sembri incredibile (e lo è, in effetti), ho ancora un esame da dare per concludere in gloria questo primo anno di specializzazione di una cippa, ed è il 27 luglio. Giusto per gradire, visto che fa poco caldo, c'è poca afa, non si suda e non si è stanchi...

Notare il leggero scarcasmo.

Comunque sono stata al mare cinque giorni. Le acque della Liguria mi hanno accolta a braccia aperte e io non ho fatto altro che andare avanti e indietro dal lettino al mare, dal mare al lettino, dal lettino al bar, dal bar all'albergo, dall'albergo a ristorante di pesce. Tutto ciò in modo alternato, sovrapponibile e ripetuto. E soprattutto DA SOLA! Quanto è bello stare da soli ogni tanto? con i due cellulari perennemente silenziosi a ricordare al mondo che è il caso anche per me di avere una settimana a discreta lontananza dai rompimenti di palle vari ed eventuali. Certo, nelle vicinanze c'erano pur sempre mia sorella con cognato e splendita e cicciottosa nipotina, però, ecco, vacanza da single! Niente uomini, niente orari, vita sana, occhiaia in rapido dissolvimento. Evviva!

Gli unici diversivi della settimana sono stati: - leggere riviste inutili tipo eva3000 e stupirmi delle notizie a tal punto di sentire il bisogno di condividerle con la vicina di ombrellone

- osservare le dinamiche dei gruppi di adolescenti in spiaggia, e cercare di ricordarmi se a 15/16 anni ero così cretina anch'io o nella distribuzione dei cervelli ero stata più fortunata.

- girare entusiasta per mercatini e bancarelle sentendo un bisogno irrefrenabile di cose altamente inutili, tipo formine per biscotti in silicone.

- tornare in albergo e scoprire una signora che cercava di entrare in camera mia perchè alla reception le avevano dato le chiavi della camera sbagliata.

- (unico diversivo serio)Pensare, pensare e ripensare. Mettere ordine in un anno che è stato così intenso, bello, brutto, divertente, deprimente, allegro, bastardo, dolce, simpatico, coinvolgente, malinconico, che, insomma, sono arrivata alla fine di questo luglio senza capirci più niente. Di sicuro so che le mie amicizie sono tutte allineate sullo stesso binario adesso, ho scoperto e conosciuto meglio gente davvero speciale, gente davvero in gamba.. E mi sono divertita, ahssì che mi sono divertita. Ho estirpato le erbacce e le ho lanciate lontano. Chissà adesso avranno attecchito in qualche altro orticello, ma non crescono più nel mio e questo mi basta. Adesso dovrei solo smettere di giocare a bowling con i pro e contro dei sentimenti che nutro per una persona e poi potrei ritenermi soddisfatta. Il problema primario è che se i birilli andassero giù tutti, strike, olè, ci metto una pietra sopra. E invece no, di strike neanche l'ombra, almeno un birillo che rimane in piedi c'è sempre. E io non riesco a cambiare gioco, preferisco fare un'altra partita.

- sono sempre pazza, ma un pelino più rilassata.




@ale@
lunedì, luglio 06, 2009

Tu chiamale se vuoi..emozioni

Giusto perchè ne abbiamo parlato poco tempo fa dopo il mio provino del fattore X... Per testimoniare che il mio discorso sul fatto che non me ne frega niente della fama, del successo, delle case discografiche ecc., non è aria fritta, vi vorrei mostrare dei video. Che per voi saranno solo dei video, belli o brutti, per me sono stati il ritorno a una dimensione musicale che sentivo di aver perso un po' per strada. Vado particolarmente orgogliosa di questa serata perchè, oltre a essere un goodby party musicale con i fiocchi per un amico e compagno di corso che se ne va in Erasmus, è stata anche occasione di liberare qualcosa che mi era rimasto incastrato nella trachea, per così dire, e certo non potevo scegliere metafora peggiore.
Tutto ciò è avvenuto sabato, e come al solito dopo i potenti cali di adrenalina ieri ero allegra come una balena spiaggiata. Calo di adrenalina per me è uguale a botta depressiva, spero di non essere l'unica. Sta di fatto che alla bellezza del momento vissuto, alla magia che quattro note sanno portare sempre e comunque, si è riappiccicato addosso un senso di inadeguadezza e di insoddisfazione.
Un paio di persone che avrei desiderato con il cuore non erano lì in prima fila, per esempio...Ma è l'unico esempio concreto che mi viene perchè per il resto si tratta solo di sensazioni fuggevoli, che non ti si fissano bene in mente e ti lasciano solo un po' l'amaro in bocca. Il buon Lucio Battisti ci disse: "..tu chiamale se vuoi..emozioni". Tutti questi video sono stati resi possibili dal mio nuovo progetto musicale acustico, che per ora è un duo, ma presto diventerà un trio con voce, chitarra acustica e percussioni






giovedì, luglio 02, 2009

Ansa secondo muscina

Tra le notizie che più mi perplimono in questi giorni ve ne cito tre in ordine sparso, premttendo che il basso contenuto culturale è dovuto ad intenso studio che non mi permette, nel pochissimo tempo libero, di andare oltre alla lettura affaticata di gossip blog et similia:

- Albano dichiara a Tv sorrisi e canzoni che Micheal Jackson avrebbe plagiato una sua canzone, precisamente "I cigni di Balaka". Certo, perchè sicuramente Jacko nella sua residenza fiabesca e milionaria la mattina faceva colazione con il cd "Il meglio di Albano" e gli è venuto in mente di plagiarlo. Ma il simpatico pallone gonfiato nostrano aggiunge anche: "I miei legali si sentirono con i suoi e mi fecero sapere che non aveva la minima intenzione di pagare. Allora ci accordammo perchè pagasse tutte le spese legali (cosa che fece regolarmente) e per fare insieme, all'Arena di Verona, un grande concerto benefico a favore dei bambini maltrattati. Non molto tempo dopo lui finì travolto da accuse e sospetti di pedofilia e, ovviamente, l'ipotesi di questo evento musicale tramontò: nè io nè lui avevamo più interesse a farlo". Lui, lui Micheal Jackson, l'interesse probabilmente non l'ha mai avuto perchè è tutta una panzana. Albano che allude alle accuse di pedofilia nel momento in cui gli si chiede una frase commemorativa per Jackson è ributtante. E poi, ovviamente, uno che ha sposato la Lecciso e ha fatto l'Isola dei Famosi non merita la benchè minima stima. Mai più nella vita.

- Moccia ha scritto un altro libro dall'inequivocabile titolo "Scusa ma ti sposo amore". Già firmato accordi per il film di cui sarà regista e che vedrà di nuovo protagonisti Bova e la Quattrociocche. Passato il pericolo per Raul di finire in carcere causa minore età di lei, i due convolano a giuste nozze. Pare sia già il libro cult di Noemi Letizia. Muscina dal canto suo abbozza invece il primo capitolo di quello che sarà sicuramente un bestseller "Scusa ma ci hai sfraccassato i maroni". Cerco un editore.

- Morgan e la Selvaggia Lucarelli stanno insieme. E io sono maledettamente gelosa. Morgan doveva essere mio. AAA cercasi un uomo assolutamente folle, colto, sregolato ma maledettamente spassoso come lui.

Non so se riuscirò a scrivere prima di sabato prossimo, per cui se mi vedete scomparire per una settimana da blog e facebook è solo causa esami e breve soggiorno marittimo in quel della Liguria con sorella, cognato e nipotina, per gli unici tre simpatici giorni di mare che mi farò quest'anno. Abbiate pietà di me e del mio ultimo neurone sopravvissuto al caldo asfissiante milanese delle ultime due settimane.



@ale@
sabato, giugno 20, 2009

Tra successi e fattori X

Pant..pant..

Non sono scomparsa di nuovo, ho solo avuto parecchio da studiare e parecchio da fare con la nipotina.

Inizio a sentirmi quasi intelligente dato che concluderò questo primo anno di specializzazione con la media del trenta, ma se qualcuno ci tiene a sapere come ho fatto la risposta è "non lo so". Forse quel briciolo di pelo sullo stomaco in più agli esami che mi ha permesso di affrontarli più serenamente. Considerando la mia indole isterica/nevrotica/ansiolitica uscire indenne da una discussione di tesi mi ha permesso di rendere tutto il resto assolutamente insignificante a livello di agitazione. Mah.

Aver studiato di più di quanto non avessi già fatto nei precedenti tre anni non mi sembra...Gli esami oltretutto sono ben più impegnativi e articolati a livello di carico di lavoro. Per cui è un controsenso. Ma si sa, sono bastian contraria.

Per il resto? Se ci fosse un resto ve ne parlerei.

Non ho programmi per l'estate, purtroppo quest'anno marca male, tra amici e amiche fidanzati/e che giustamente se ne vanno in villeggiatura per i fatti loro, non voglia di spendere troppi soldi, non voglia di partecipare a qualcosa che preveda più del tragitto letto-ombrellone-bar-ombrellone-mare-bar-letto e quindi esclusi campeggi avventurosi o scoperta di capitali europee.

Sono strana e mi sento strana. Ah, ho rifatto i provini di X-factor e ora sono in attesa di una telefonata che se arriva puntuale come l'altra volta vuol dire che non arriva. Non che mi dispiaccia per altro, ben più degli altri tentativi ho avuto la sensazione che fossimo tutti lì, un migliaio di giovani dalle belle speranze, a recitare una parte al servizio di un gruppo di manigoldi autori televisivi che in realtà hanno già deciso tutto da tempo e ci stanno solo prendendo per il chiulo. Mi dispiace, come al solito, per quei "colleghi" che vedo piangere in qualche angolo, delusi e frustrati. Non è la reazione giusta, e oltretutto è determinata da un atteggiamento sbagliato ancor prima di farlo il provino: tutti dicono che per arrivare da qualche parte bisogna crederci fortemente. Ecco, signori, per me questa è una delle più grandi stronzate del secolo. Uno di quei luoghi comuni appiccicosi e fuorvianti che hanno generato intere generazioni di sconfitti che, però, se ne sono accorti troppo tardi. Andare a fare questo tipo di provini significa dover partire con uno spirito del tipo: "ok, andiamo. Si conosce un sacco di gente, si canta e ride in allegria per qualche ora aspettando in coda sotto il sole". Punto. L'essere consapevoli di quanto si è bravi, di quanto ci si è impegnati, di quanto si ha studiato per arrivare a certi livelli è un altro discorso. Fa parte della costruzione della propria autostima, e della propria carriera, che, se si ama davvero questo lavoro e la musica e tutte le emozioni che ruotano attorno ad essa, non può essere solo il miraggio di un contratto discografico.

Mi ha fatto un po' specie leggere i commenti di amici e conoscenti quando, una volta tornata a casa dalla mia giornata formato X, ho scritto su facebook una delle mie solite frasi ironiche sulla giornata. Ci credono, loro. Credono in me, credono davvero che avrei delle possibilità. Credono che non ho niente di meno, anzi, di quelli che hanno ascoltato in televisione fino ad ora. E sono rimasta di stucco. Mi fa molto più piacere ricevere attestati di stima di questo tipo piuttosto che sentirmi dire da un autore sconosciuto "si ok". E continua a livello ideologico a farmi più piacere che queste persone siano quelle che mi seguono nei locali sgangherati dove mi ritrovo a cantare. Non so quanto mi ci vedrei in uno studio televisivo a cantare una canzone che qualcun'altro ha scelto per me, con una base e senza i miei musicisti, con un vestito che non è mio e con una riga perfetta di matita che non mi sono fatta da sola.

Insomma quella che vediamo in tv è musica? A che servono realmente questi programmi se non a intrattenere? Pensate davvero che Marco Carta o Giusy Ferreri con il prossimo cd avranno successo? Io non credo. Ai personaggi gonfiati come palloncini basta un solo piccolo spillo per ritrovarsi mucchietto di plastica a terra.

E io piuttosto che ritrovarmi così preferisco continuare nei miei locali sgangherati, con gli amici che ci credono più di me e hanno voglia di applaudire in modo autentico. Ma soprattutto voglio continuare a divertirmi, a far sì che quello che faccio sia emozione per me e per gli altri, per chi suona con me, per chi vorrebbe farlo, per chi si trova ad ascoltare una canzone che magari non aveva mai sentito prima. Voglio continuare a truccarmi e cambiarmi alla svelta in bagni mai troppo puliti, con i clienti che aspettano fuori scazzatissimi, voglio continuare a sorseggiare il mio mojito tra una canzone e l'altra e a fare le mie assurde presentazioni delle canzoni scherzando con i presenti in sala, voglio continuare a finire nei sottofondi dei video di qualche matrimonio, ad essere broccolata dal testimone ubriaco dello sposo quando viene a chiederti di dedicare ai suoi amici una canzone di Vasco (credetemi, è successo più o meno in qualunque matrimonio a cui abbia cantato), voglio continuare a sclerare per microfoni che non funzionano, cavi troppo corti, prese dimenticate a casa, pagamenti che non arrivano e proprietari di locali che ti prendono in giro.

Dite che sono pazza o che il mio cervello vira dalla parte giusta? Dite che sono troppo purista, che sto mentendo? Non lo so, dite la vostra.

@ale@

venerdì, giugno 05, 2009

Il fatal tacco

L'altro ieri avevo scritto un post, ma splinder ha deciso arbitrariamente che non andava pubblicato, chissà perchè. Comunque aveva un titolo avvincente:

...E un tacco le fu fatale...

Mah, niente di grave, solo che domenica scorsa ad un concerto, presa dall'impeto di applaudire, alzarmi in piedi e scavallare le gambe (tutto insieme tra l'altro) ho appoggiato male la gamba. Gamba che per altro doveva rimanere in bilico su un tacco 12. Fantastico (il tacco 12), non la mia capacità di portarlo evidentemente.

Pare che mi sia "pizzicata" il menisco, che non so cosa voglia dire ma la sensazione è più o meno quella di un esercito di omini che ballano la pizzica nel mio ginocchio. Non credo che il medico intendesse questo, ma rende l'idea. Adesso comunque va meglio, si è sgonfiato a poco a poco tra ghiaccio e ketoprofene, anche perchè ci ho dovuto per forza camminare sopra, sapete com'è, non hanno ancora inventato il teletrasporto e un servizio di air-taxi per andare in università non c'è ancora, Milano ne è sprovvista.

In ogni caso ho cercato di stare a riposo il più possibile con l'unico risultato che ho avuto più tempo per perdere anche l'ultimo sprazzo di lucidità, una lucidità che ormai sto salutando grazie al richiamo da sirena esercitato da facebook. Ma non è tanto facebook il problema, quanto un cacchio di giochino, una di quelle diaboliche applicazioni che prima mandi affancuore gli amici per avertela inviata e poi ti rubano il cervello. Nel mio caso l'incontro fatale è avvenuto con Pet Society, ormai è da mesi che ci gioco, ma il fatto di avere del tempo libero da passare obbligatoriamente seduta mi ha fatto rendere conto che non solo ci gioco, ma mi piace proprio, sono un'appassionata.

Per chi non sapesse di che si tratta riassumo in breve: crei un animaletto, una specie di tamagotchi evolutissimo, questo animaletto vive in una casa che pian piano che aumenti di livello ha sempre più stanze. Il tuo compito, oltre a nutrire il pet, lavarlo e coccolarlo è quello di arredargli la casa. Esiste un villaggio virtuale con tanti negozietti in cui comprare cibo, oggetti e mobili. Comprare ovviamente con monetine virtuali (anche se, come tutti i giochi ha il pro a pagamento), monetine virtuali che puoi guadagnare andando a trovare altri animaletti (quelli dei tuoi amici di facebook), facendo gare di corse agli ostacoli, vincendo alla lotteria quotidiana...Oppure, facendo affari nel forum. Ecco, sì, mi sono pure iscritta al forum e ho scoperto un mondo di persone disposte a "pagarti" con oggetti del valore di 999 monetine per quegli oggetti denominati "this week special" che rimangano in vendita una sola settimana e poi spariscono dal gioco. Beh io non lo sapevo di avere tutte queste rarità tra i miei oggetti e quindi rivendendole sono diventata una pet ricca, ora vivo più o meno di rendita. Posso permettermi tutti i deliri di pixel che voglio. Ma vi consiglio comunque di non avvicinarvi a questo dannato giochino, perchè il risultato potrebbe essere questo:

 

venerdì, maggio 22, 2009

Un minuto di silenzio

Poco fa mi sono accorta che nella presentazione del profilo c'era ancora scritto "Vendidueenne milanese", ahimè orami sono 23 da un bel po', per cui sono stata costretta a modificare...

E il tempo scorre. Un minuto di silenzio per muscina che invecchia.

Muscina invecchia e non usa più Internet Explorer ma Google Chrome, ma a quanto pare Splinder e Google Chrome (che è in tutto e per tutto una figata fantasmagorica -- perchè io parlo gggiovane --) non vanno molto d'accordo: tanto per cominciare nella schermata di scrittura del post, ovvero quella che ho sotto gli occhi in questo momento, non compaiono più tutte le normali, care, vecchie e rassicuranti funzioni di editing. E' come se scrivessi direttamente nel campo html e credetemi è una bella seccatura. Perchè se per esempio io adesso volessi scrivere "W i surfisti californiani" in grassetto non lo potrei fare senza ricorrere a un noiosissimo codice html. Allora, la domanda che pongo agli esperti é: dove diamine sono andate a finire le mie funzioni di editing? E' colpa di Google Chrome o della mia incapacità informatica?
E non ditemi di controllare sulle impostazioni di "Opzioni dell'editor per postare" perchè ho già controllato e alla voce "utlizzare editor" ho messo sì.

Mi rendo conto che di questo problema non ve ne frega una mazzafionda, ma se aveste voglia di darmi una mano lo apprezzerei veramente moltissimo.
:-) vedete, non funzionano nemmeno le emoticons :-(

Già che siam qui tutti riuniti forse è il caso che facciamo un minuto di silenzio anche per altri motivi, primo fra tutti il mio ultimo neurone che si è suicidato una mezzoretta fa.
E' un racconto avvincente:

"Erano le quattro meno cinque quando muscina decise di prendersi una pausa da avvincenti studi sulla sociologia comtiana e fumare una sigaretta sorseggiando the verde freddo - Lo so, sono una maledetta viziosa snob -. Fu così che accese la televisione su canale5 e si trovò di fronte a una di quelle puntate celebrative-commemorative di Uomini&Donne con il tronista di turno e la sgallettata di turno in vacanza al mare da qualche parte, un posto da sogno, fuochi d'artificio, suonatrice d'arpa... E dal fondo della spiaggia si illumina la scritta "Ti amo", lei gli dice "anch'io" e tutti vissero felici e contenti. Ma è stato qui che è accaduto il fattaccio: dall'occhio destro di muscina è spuntata una lacrimuccia e poi una anche dall'occhio sinistro, e, insomma si è commossa. Ma un commuoversi sincero, di quelli da vecchia casalinga frustrata che pensa "ma va che bei tusiii, che bello l'amore, viva la gioventù". Profondamente scossa per l'accaduto muscina ha provato a rimettersi a studiare Comte, non fosse altro per rivendicare e autoconvincersi della sua superiorità intellettuale, ma come vedete sta scrivendo un post su questo blog, per cui la crisi è ben lungi dall'essere superata."

In questa storiella manca il finale "e vissero tutti felici e contenti", intanto perchè, appunto, il mio neurone non è sopravvissuto e poi perchè non vedo come io possa vivere felice e contenta dopo essermi commossa per il finale di una puntata di Uomini&Donne. Tanto più che se un ipotetico fidanzato mi facesse una sorpresa del genere scapperei a gambe levate o lo butterei nel fuoco della O di Ti Amo sulla spiaggia. Detesto queste smancerie nella vita normale. E allora perchè mi sono commossa?

Per il perchè forse è il caso che andiamo a rilggerci tutti insieme il post che ha preceduto questo, sono sicura che troveremo delle grandi risposte. Nel frattempo, sotto consiglio di ApostoloZeno, sto cercando un Rehab in cui farmi ricoverare, sperando di incontrare Amy e poter cantare insieme a lei I heard it through the grapevine strafatte di birra a bordo piscina. Se non sono aspirazioni queste.



martedì, maggio 19, 2009

è proprio vero...

è proprio vero che alla fin fine l'affetto vero, autentico e indondizionato lo ritrovi solo in famiglia...
è proprio vero che è inutile rodersi il fegato per chi tanto non capirà mai, perchè non ha un assetto mentale sufficientemente simile al tuo per capire...
è proprio vero che sono strana
è proprio vero che il mio essere strana è ciò che mi ha fatto "conquistare" le persone più importanti della mia vita
è proprio vero che non esterno, mi tengo tutto dentro e poi esplodo
è proprio vero che a volte faccio la stronza anche quando potrei evitarlo
è proprio vero che se decido di fare qualcosa mi ci butto al 100% e se le cose diventano due, tre, quattro, cinque, mille continuerò a volerle fare tutte al 100%
è proprio vero che mi sento sola e che combatto con almeno con un nodo in gola al giorno
è proprio vero che non mi risparmierò mai nell'ascoltare e dare una mano anche a chi mi ha spesso trattata di merda, se questa persona continua per qualche strano e arcano motivo a contare qualcosa per me...
è proprio vero che sto attenta ai dettagli e che detesto i gesti eclatanti
è proprio vero che mi faccio un milione di seghe mentali al giorno e, guarda un po', senza nessuno godimento...
è proprio vero che cerco di essere me stessa anche quando so che potrebbe non andare a mio vantaggio...

E siccome sono vere tutte queste cose, ho deciso, per conseguenza che il mondo deve smetterla SUBITO di rompermi i coglioni. Scusate la volgarità ma quando ce vò, ce vò.

Sono stufa, stressata e stanca. Ogni giorno cerco di completare il puzzle, ma c'è sempre un dannato pezzetto che non si trova. E un puzzle senza ultimo tassello non è un puzzle, è un "puzzle senza ultimo tassello".
E questo mi irrita, mi rende intollerante, mi rende isterica, mi rende metereopatica, mi rende volubile, mi rende velenosa, mi rende troppo mielosa, mi rende tante cose che non vorrei essere.

Voi penserete: brutta cosa la sindrome premestruale. Ma no, non è nemmeno questo, fossero solo gli ormoni, vivaddio, ci riderei davvero sopra.

E' che non trovo pace, è come se passassi le mie giornate a rigirarmi nelle letto, come in una di quelle nottate d'agosto in cui ti si appicciano le lenzuola addosso. E ti da fastidio, fastidio, fastidio. E poi ti riaddormenti beata. E poi ti risvegli e di nuovo fastidio, fastidio, fastidio.


BIP- BIP - BIP
- Si pronto?-
- Si, buongiorno, nel pieno delle facoltà mentali vorrei farmi ricoverare nel reparto psichiatria della vostra struttura-
-signorina, ma se dice di essere nel pieno delle sue facoltà mentali..-
-sì, ma non so ancora per quanto, così in via preventiva ho pensato di chiamarvi -

....


tututututututututu



@ale@
venerdì, maggio 08, 2009

tra il serio e il faceto..

Che poi mi sa tanto che non mi sono fatta capire del tutto con il mio "post del ritorno"... E' stato bello ricevere attestati di felicità per la mia felicità, il problema è che attualmente sono tutto fuorchè felice. Il fatto che sia innamorata è ormai innegabile, ma non sono felice, perchè il lui in questione è una presenza non presente, perchè in realtà non so bene come gestire la situazione, perchè non so cosa mi attende dall'altra parte e le probabilità che sia solo io ad essere innamorata sono altissime, se non alterrime, se non che ormai ne ho la quasi certezza.
Resta il fatto, e questo lo ammetto, che questa strana "situazione" per così definirla, mi ha fatto scoprire un lato dell'amore che proprio non conoscevo. Con il senno di poi forse avrei preferito continuare a non conoscerlo, ma, chissà, forse invece è meglio così. E fa tutto parte di un disegno più grande...

Ma adesso basta essere seri, che di questi tempi ci sarebbe proprio bisogno di farsi due risate in più. Ad averne il tempo.

Forse non sapete che negli ultimi mesi sono mancata anche perchè ho vissuto in università, roba che se mi lasciavano mettere già una tenda nel chiostro centrale ero pure contenta. Mi risparmiavo quattro fermate di metropolitana, la mattina presto, con la gente puzzolente e quegli sgarbatissimi uomini con ventiquattrore che al posto di appoggiarla per terra te la tirano in continuazione negli stinchi.. "oops, mi scusi" --- "ooops, mi scusi" ---- "oooops mi scusi, è che non so come tenerla!" --- MA IMPICCATI IDIOTA, APPOGGIALA PER TERRA E TIENILA IN MEZZO AI TUOI PIEDI! Scusate la divagazione.
E' che sono diventata il tipico soggetto milanese isterico. Non che prima non lo fossi, ma attualmente sono davvero patologica e insofferente. Verso tutto e verso tutti.
Stavo dicendo, comunque, che vivo in università, o meglio ho vissuto, perchè, a dio piacendo, di giorno in giorno i corsi stanno finendo e sto tornano a respirare (e per respirare intendo stare a casa incollata alla sedia, a studiare..) A chi mi diceva che valeva davvero la pena che io proseguissi e prendessi anche questa benedetta laurea specialistica ora come ora sputerei in un occhio, anche se so che è vero. E' solo la stanchezza che mi fa pentire, è solo l'ansia di non sapere come diamine uno farà ad arrivare a luglio con ancora qualche neurone sano.

Ognuno prende l'università in modo diverso, io ahimè ho il brutto vizio di prenderla seriamente :P Ne conseguono una serie di stress non indifferenti, soprattutto ora che ho scoperto quale è la vera differenza tra i famosi tre + 2 della fu ministra dell'istruzione.
Nei + 2 all'inizio ti sembra tutto uguale, poi scopri che gli esami da 6 crediti hanno la mole di lavoro che in triennale dedicavi, forse, a un esame da 12. E ti esaurisci, perchè devi accumulare 72 crediti in 12 esami eppure ti sembra di dover studiare ancora per 5 anni.
L'unica fortuna, e questo lo ammetto, è che in questo semestre ho incrociato per la mia strada due professori davvero illuminati e illuminanti, uno dei quali, in particolare, mi ha ispirata per la tesi (si, devo trovarmi un relatore già ora, e sì, non vi sbagliate se vi sembra prematuro e se vi sembra che una tesi io l'abbia "appena" finita).
La sfortuna e averne incrociata una con una capacità comunicativa a lezione pari a quella di non so cosa, non mi viene nemmeno un esempio sufficientemente negativo, e che, giusto per gradire, assegna relazioni sul rapporto tra le tesi durkheimiane sul suicidio e i kamikaze senza aver dato a nessuno le basi su cui poter scrivere almeno due righe.
E l'altra che pretende che creiamo una campagna di lancio per un'azienda che produce frutta e verdura biologica, così, dal nulla. Come se io fossi nata specialista di marketing e avessi il tempo di intervistare mezza milano su "come le compra le carote, signora?" Che cazzo.
Mi perplime il fatto che gli esempi negativi siano due donne, e quelli positivi due uomini..


Vabè, ora la smetto e vado a farmi una birretta, che forse è meglio, o forse no.

@ale@




venerdì, maggio 01, 2009

non ci posso credere..

è già passato più di un mese dal mio ultimo post..
sono assolutamente e incontrovertibilmente imperdonabile!

Vorrei poter raccontare il perchè, tutto quello che mi è successo e continua a succedermi, ma:
- violerei la tacita regola di questo blog che recita "non entrare troppo nel tuo personale, che, come il passato insegna, poi passa qualcuno, legge e te la mette in quel posto.
- Scrivere in questo caso al posto di essere terapeutico potrebbe rivelarsi enormemente doloroso.
- collegato al punto precedente c'è anche il fatto che probabilmente non sono pronta a raccontare un bel niente perchè non è un racconto con un inzio e una fine.
- non voglio rompervi le cosiddette con i miei problemi e i miei pipponi mentali.

Posto ciò qualcosa di sensato dovrò pur scriverlo e allora posso parlare di amore, che poi è la ruota motrice di tutte le considerazioni di cui sopra, e posso dirvi che in quest'ultimo periodo ho imparato qualcosa di nuovo sull'amore e soprattutto sulla musci-visione dell'amore.
Pensavo di essere una persona estremamente indipendente, legatissima alla famiglia, alle radici, al "focolare". Pensavo di essere la donna che non deve chiedere mai, ma che deve solo aspettare e aspettarsi che i propri desideri si concretizzassero in una persona. Insomma una visione ancora "alla principe azzurro". Un po' infantile, lo ammetto.
Cosa è cambiato? E' cambiato che ho scoperto di essere tutt'altro, di essere cioè una persona che pretende ma che ha anche bisogno di dare, di dimostrare e per farlo sarebbe disposta a fare fagotto e dire "vaffanculo a tutto, la vita è mia e questa cosa voglio viverla anche in capo al mondo". Ho scoperto che la mia voglia di scappare alle altre attenzioni maschili è direttamente proporzionale all'attenzione che io ho per una persona particolare. Non c'è posto per nessun'altro uomo se mi innamoro, prima non era così, quindi suppongo che tutto ciò che ho considerato amore prima di adesso non lo era.

Ho scoperto che dei grandi gesti non me ne faccio nulla, anzi, mi mettono molto in imbarazzo. Ho scoperto che le cose che mi riscaldano sono due parole scritte o dette per caso, un minuscolo segnale, una foto, una canzone con cui ricordare.

Muscina innamorata è a metà tra una chiavica e una persona nuova e migliore, certo è che con tutti questi cambiamenti ci vorrà ancora un po' prima che riesca a stabilizzarmi.

Muscina zia è del tutto rimbambita dalla sua meravigliosa frugoletta nipotosa, sempre più bella, sana e cicciotta. Stare con lei anche solo dieci minuti vuol dire avere una giornata che ti sorride e auguro a tutti di provare qualcosa di simile una volta nella vita!

Muscina cantante è un po' bloccata

Muscina studentessa è diligente come al solito :-) Sei esami in arrivo nei prossimi mesi, una tesi specialistica da procurarsi. Stress, stress e vacanze viste come un miraggio, ma è ciò che ho scelto e tutto sommato continua a piacermi..

E voi come state cari amici di splinder? Piano piano verrò nuovamente a trovarvi tutti, le vostre vite intrecciate alla mia in questa assurda piattaforma virtuale mi sono mancate molto!


@ale@
postato da muscina alle ore 19:38 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: uomini, panico, me medesima, amore e derivati, paranoie personali, vita in rosa


sabato, marzo 07, 2009

Domande esistenziali..

Oggi, cari lettori maschi/masculi/ommini di questo blog devo porvi una domanda:

Come ci si sente davvero quando è la donna a prendere l'iniziativa? a invitarvi fuori per un caffè/aperitivo dimostrando apertamente un certo interesse perchè non c'è nulla che possa far pensare a un'uscita in amicizia? chessò, non c'è affatto una lunga conoscenza pregressa anzi, ci sono stati dei precedenti scherzosi ma un po' maliziosi..

Non raccontatemi le stronzate sulla parità dei sessi, che è bello sentirsi desiderati e via discorrendo, io voglio sapere, in verità, come la prendete!?

 

Sto bene, sto bene, sono solo un po' esaurita e come al solito in tutte le mie vicende sentimentali o pseudotali si consuma una spasmodica battaglia al tiro alla fune tra trazionalità e istinto  Alllllegria amici ascoltatori!

 

@ale@

lunedì, marzo 02, 2009

Zia Muscina

Di nuovo qui a giustificare un'assenza... Questa volta però il motivo è supervalido, no, non sono fuggita alle maldive con uno stragnocco color del cioccolato e no, non sono alle porte di Cagliari ad aspettare al varco il ritorno in patria di Marco Carta post-vittoriasanremese (ovviamente con un macete).

Però, però, è nata la mia nipotina. La mia meraviglia angiolettosa è nata martedì scorso e da allora sono visibilmente e incipientemente rincoglionita. Da perfetta zia passo le giornate a costruire collage di sue foto con Picasa2 (perchè fotoshop non lo so usare) e metterle come sfondo del desktop, oppure a farmi dire da tutti quanto è bella, quanto è tenera e via discorrendo giusto per poter annuire con un tronfio sorriso stampato in faccia. E' LA MIA NIPOTINA! Mia sorella e mio cognato hanno prodotto una piccola meraviglia della natura, che scioglierebbe anche il cuore di Pippo Baudo inviperito perchè oltre ad avergli sottratto il Festival gli hanno anche dimostrato che le canzoni non c'entrano con il successo dell'auditel, è proprio questione di conduttore e lui ormai è in età pensionabile.

Perdonatemi il mistone tra emozioni ziesche e festival di Sanremo, ma l'ultima volta ci siamo lasciati che la kermesse non era ancora iniziata e avevo promesso le mie considerazioni in merito e devo in qualche modo recuperare!

Applichiamo dunque la mia ziitudine al festival: se Camilla dovesse mai farmi arrabbiare al posto di una sculacciata che lascia il tempo che trova le regalerò una fornitura a vita del singolo di Albano che come previsto, è urticante più del suo solito (confesso di aver avuto pena di lui solo l'anno in cui è tornato al festival con la canzone sulla figlia scomparsa e arrivato in finale ha steccato giocandosi la vittoria); se Camilla volesse sentire una favola le metterei su Alexia e Mario Lavezzi, che hanno cantato Biancaneve...anche se in realtà mi sono spesso chiesta: se Alexia fa Biancaneve Lavezzi che fa? La strega cattiva? Come principe azzurro è un attimino fuori target; se Camilla mi chiedesse cosa proprio non mi piace, aborro, detesto della musica italiana le farei ascoltare Sal da Vinci (che è arrivato a un passo dalla vittoria, dopo Gio di Tonno lo scorso anno, Sal da Vinci... e l'anno prossimo Paperino e Pluto in duetto); se Camilla mi chiedesse cosa penso di Povia, quello che ha scritto la canzone per i bambini come lei che fanno "ohh" le direi che dopo aver ascoltato per anni i versi dei bimbi e per qualche tempo anche quelli dei piccioni si è definitivamente rincretinito finendo a scrivere una canzone delirante sui gusti sessuali di un certo Luca, che poi, come ha giustamente osservato la Litizzetto se intitolava la canzone "Luca è bisessuale" tutto questo casino non sarebbe venuto fuori; se Camilla mi chiedesse quale è la mia figura di nonna ideale di certo le risponderei che non si tratta di Iva Zanicchi che a 70 anni suonati è più arzilla di me e zompetta da un letto all'altro pretendendo, ehm, diciamo..pretendendo e basta; se Camilla mi chiedesse chi avrei fatto vincere le risponderei Dolcenera, perchè, anche se la conosco abbastanza  e so quindi che ha scritto sicuramente canzoni più belle, era l'unica artista da definire tale là in mezzo, insieme a Renga che però mi sembrava invecchiato di cent'anni; se Camilla mi chiedesse di canticchiarle qualcosa di allegro e spensierato, adatto a chi non ha pensieri a chi non vuole averne, a chi vive la musica non solo come una passione/lavoro, ma anche come un puro e semplice divertimento/intrattenimento, come per altro dovrebbe essere nello spirito del Festival, le canticchierei a ripetizione la Sincerità di Arisa..."adesso è tutto così semplice, a te che se l'unico complice di questa storia magica". Oh vivaddio un po' di leggerezza, vera rivelazione di tutto l'ambaradam di quest'anno è questa ragazza fusa come un gelato in agosto, che canta con le mani dietro la schiena tipo coro dell'antoniano, vestita anni '50, con gli occhiali da Steve Urkel di Otto sotto un tetto. In una parola: adorabile!

Poi siamo tutti d'accordo (spero) che la musica è un'altra cosa, anzi la musica è tutto questo più molto molto altro non giudicabile e difficilmente esprimibile a parole, che ognuno porta, a proprio modo, dentro il bagaglio di emozioni che ogni mattina ci si mette in spalla, portandolo in giro a mò di zainetto e chiamandolo vita. Difficilmente si trova qualcosa in natura che attenga più della musica al gusto personale, e credo proprio che sia questo il suo bello...o mi sbaglio?

Spero capirete, ormai sapete come son fatta, il perchè di questa scelta di non fare un post serioso e da occhi umidi sulla nascita di mia nipote...Al di là del fatto che è troppo un lieto evento per perdersi in inutili rimestamenti sulla mia famiglia e sul destino fino a questo momento avverso che l'ha caratterizzata, aggiungerei che sarebbe proprio difficile riuscire a spiegarvi cosa si prova senza risultare banali. E' una forma di amore mai sentita prima, almeno dalla sottoscritta. Se dovessi mai provare anche solo la metà di tutto ciò per un uomo, un compagno/fidanzato/marito, potrei ritenermi estremamente estremamente fortunata!!

 

@ale@

mercoledì, febbraio 04, 2009

"E mentre fuma lenta questa sigaretta..Io sto seduta qui che non ho fretta"*

Ok. Scusatemi, ci sono. Sono viva, con qualche tesserina del puzzle fuori posto, ma ci sono. Lotto tra voi ridente popolo splinderiano. Patetico il mio tentativo di settimana scorsa di fare la brillante con uno dei vecchi post su X-factor, ho perso un po' di mordente e mi sono un po' immelansita negli ultimi giorni.

Da quando sono tornata da Londra sembra che io abbia perso la vena creativa, in realtà non è propriamente così, è che ormai da tempo avevo deciso di lasciare lontane dal blog le vicende troppo personali, le paranoie troppo pressanti, quelle che mi fanno un po' piangere e sembrare un po' umana, sembrare un po' una donna con meno attributi. Ecco. Per cui visto che di solito cerco di mantenere le decisioni che prendo ho pensato che fosse meglio non scrivere, perchè se avessi dovuto seguire l'istinto scrittorio sarei tornata ad usare il blog come ai vecchi tempi, sotto forma di un patetico "Caro Diario..", per cosa poi? Sentirmi meglio? Non credo. Non credo che in questo caso possa funzionare. Credo che non ci sia nessuna "terapia alternativa" che possa farmi uscire dal vortice in cui mi trovo ora.

Non pensiate che sia necessariamente tutto negativo, anzi. Al ritorno da Londra ho riabbracciato Gio, dopo sei mesi, e già questo è meraviglioso di per sè. Poi abbiamo fatto un concerto con i Cool Cats, l'ultimo grande concerto in formazione originale, una serata di cui porterò per sempre dentro ogni singolo minuto ancor più della tanto sospirata festa di laurea di un mese fa. Perchè questa volta c'era un altro saluto doloroso di mezzo, un'altra partenza faticosamentissimamente digeribile, da celebrare in musica. Perchè in musica è nato tutto e in musica era giusto che venissero messi i puntini di sospensione. Adesso i Cool Cats non esistono più, perchè il nostro bassista è in partenza a sua volta per la Cina (si anche lui, si come Gio, si frequentano la stessa università, si che coincidenza assurda, si cazzo si  ) e qualsiasi cosa decideremo di fare nel mezzo non sarà comunque uguale a prima. E' un anno della mia vita che se ne va, un anno in cui sono cambiata non MOLTO, di più. Un anno in cui ho riscoperto la facilità nell'avere dei sentimenti e soprattutto la sconvolgente chiarezza che ti assale quando non sono sentimenti fittizi ma reali, e quando inizi a provarli non da un giorno all'altro ma si sviluppano in un crescendo che nemmeno avevi previsto, e non ti piombano addosso, ma è una lenta realizzazione, e ti risenti come quando avevi sedici anni e non capivi un cazzo dell'amore ma pretendevi di saperlo, e non te ne frega niente nemmeno di sapere cosa c'è dall'altra parte perchè ti basta sapere di essere ancora in grado di aprire te stessa alla possibilità di PROVARE qualcosa per qualcuno.

E non aggiungo altro perchè ho già sfiorato l'essere patetica fin troppe volte nelle ultime due settimane, e inizia a darmi fastidio. Checavolo.

Poi mi sono immatricolata alla laurea magistrale. Per cui ufficialmente mi si presentano davanti altri due anni di simpatico sudore sui libri. Premettendo che non sono particolarmente convinta della scelta fatta (ma non avevo altre possibilità in questo momento senza dover perdere un anno), premettendo che il vedere tutte queste persone che partono e affrontano la vita con coraggio, spirito di avventura e adattamento e quella curiosità di vedere il mondo che io sento dentro di me anche se un po' spinta e ricacciata indietro, beh premettendo queste due cose (che non sono poco), la crisi c'è. E sto cercando di affrontarla preprando il primo esame. Con la speranza che una nuova "sfida" mi restituisca un po' di quell'entusiasmo che avevo tre anni fa con l'inizio del mio percorso universitario. Le domande sono tante ma sto cercando di non pormele, di non chiedermi che sto andando a fare, se servirà davvero al mio futuro, che diamine di prospettive lavorative ci sono....Shhhhh. Non diciamo niente.

Insomma si boccheggia un po' da queste parti. Ogni tanto respiro ossigeno, ogni tanto no. Ogni tanto mi domando se sia normale dopo un periodo di così intensa serenità ed equilibrio, avere qualche svarione. Ogni tanto mi domando perchè non si potesse semplicemente andare avanti con QUELLA serenità e QUELL'equilibrio, ma Amen. Seguirà qualcos'altro suppongo, d'altra parte ora come ora sono malleabile come pongo. Spero che la vita continui a darmi una forma sempre migliore.

E per me stessa sto solo cercando di trovare delle occasioni, per fare quelle che ho sempre voluto fare e per troppi condizionamenti esterni non ho mai cercato di fare fino in fondo. E poi, non dimentichiamocelo, fra una ventina di giorni diventerò zia. E non so perchè, ma sento che tenere in braccio una frugoletta tanto desiderata e attesa da tutti mi restituirà tante delle prospettive e delle risposte che in questi giorni si sono staccate da me e svolazzano tutt'intorno in attesa di un buon motivo per tornare al loro posto...

Love you all

@ale@

(*Portati Via, Mina)

giovedì, gennaio 22, 2009

London

Scusate. Scusate se ho aspettato un'intera settimana a scrivere di questa vacanza meravigliosa. Scusate se non sono riuscita subito a riversare in parole l'insieme di voci, ricordi, colori, profumi e sensazioni che ancora mi vorticano in testa e sono andati a mischiarsi con un altro miliardo di piccole cose della vita di tutti i giorni, quella di Milano, dei miei affetti.
Il mio cervello visto da fuori in questo momento potrebbe sembrare come un viaggio in un caleidoscopio. Io per prima mi sento prigioniera di un caleidoscopio, in mano a qualcuno che si diverte a girarlo e rigirarlo burlandosi delle immagini sempre nuove che riesce a creare...
Ma andando con ordine...Londra.
Londra è una citta impressionante. Non in senso negativo ovviamente, ma in un senso tutto suo. La prima sensazione che ho avuto è stata quella di essere a casa, non mi sembrava nemmeno di aver preso l'aereo, se non avessi avuto da trascinarmi una valigia fino in albergo avrei potuto benissimo non essere una turista qualsiasi e non sentirmi tale.
Sarebbe sterile mettermi qui a fare una mera descrizione delle cose viste e dei posti visitati, perchè Londra è una città da scoprire girando a piedi per le strade, perdendosi in lentissime passeggiate o in marce forzate quasi con l'ansia di non fare in tempo, preoccupati che venga buio e di perdersi qualche scorcio, qualche vicolo che ti si apre all'improvviso ai lati lasciandoti con un senso di curiosità e mistero addosso.
E' una città che trasuda storia, mistero, curiosità, multiculturalità e integrazione. Un'integrazione che mi ha reso imbarazzata fin dal primo istante pensando al livello in cui, invece, versa l'Italia. Quando avevo tempo e voglia la sera, in albergo, scarabocchiavo qualche pensiero sulla mia moleskine e questo è quello che ho scritto la seconda sera, con gli occhi ancora pieni di meraviglia e un'eccitazione quasi fanciullesca:
"Mi piacerebbe vivere qui per un po'. Sentirmi libera e indipendente. Di una libertà e indipendenza particolari, date da questa città così grande eppure così piccola, così eccentrica eppure così normale, così educata eppure così sfacciata, così semplice eppure così accattivante".
Mai pensata una cosa del genere di un posto in cui stavo da un solo giorno. Penso che non lo direi mai nemmeno, chessò, delle Maldive
Tappe obbligate che posso consigliare secondo i miei umili gusti (perchè Londra ha anche la particolarità di poter offrire qualsiasi cosa adatta ad ogni palato) sono: la National Gallery, perchè là dentro sono chiusi secoli di storia dell'arte e il genio italiano regna piuttosto sovrano (anche se in effetti vagando per le sale ti domandi perchè sia tutto lì e non qui). Qui ho potuto vedere da vicino uno dei miei quadri preferiti in assoluto, e se non fossi stata spinta da tutto quello che mi aspettava nel resto della giornata sarei rimasta volentieri lì in contemplazione (si tratta di An experiment on a Bird in the Air Pump di Joseph Wright of Derby). Restando in ambito artistico-museale vale una pena fare una capatina al British Museum e alla Tate Modern, nel primo soprattutto per chi ama l'arte greca e egizia (ci sono delle mummie in perfetto stato davvero affascinanti) e nella seconda per chi ama invece l'arte moderna e contemporanea, magari anche nelle sue forme più estreme e recenti (diciamo che io come gradimento mi fermo a De Chirico e suoi contemporanei). La Tate Britain invece la si può tranquillamente evitare, non è rimasto molto e la maggior parte degli spazi sono dedicati a mostre temporanee a pagamento. Tutti gli altri musei invece sono ad ingresso libero, che se facciamo un paragone sui 27 euro di Milano per entrare mezzora a vedere il Cenacolo è davvero sorprendente. Altri punti guadagnati da Londra.
Westminster ti sorprende perchè non finisce mai, ti sembra ricoprire un'area infinita e il Big Ben che fa capolino è un simbolo della città che merita di essere osservato (e fotografato). Temple Church che per trovarla abbiamo dato inizio a una caccia al tesoro e quando siamo arrivate finalmente avevano appena chiuso le visite (storica la frase di una Vero esasperata che dice alla Carlotta: "Carlotta APRIMI TEMPLE CHURCH!" - e qui cito per la prima volta le mie compagne di viaggio, ma tornerò a parlarne più avanti). St Paul Cathedral che, anche se in ristrutturazione non perde di fascino e per racchiuderne l'intera faccia in fotografia bisogna allontanarsi di non so quanto, perchè altrimenti non ci sta nemmeno impegnandosi. Buckingam Palace, senza regina, visto in una mattinata un po' grigiastra mi ha messo più ansia che altro. Somerset House con i suoi spazi polivalenti e un cortile che definirlo di una bellezza mozzafiato è riduttivo merita una capatina, soprattutto, se, come noi, avrete la fortuna di capitarci in inverno quando nel suddetto cortile è allestita una grande pista di pattinaggio, non come essere a Central Park a New York ma ci si può accontentare. Il Tower Bridge, davvero emozionante, un freddo impietoso ma ne è valsa la pena. Il London eye, la ruota panoramica dall'altezza vertiginosa. E come dimenticare la mostra di Warhol al Southbank Centre, davvero particolare, peccato sia solo momentanea.
Passeggiare (perdendosi anche) a South Kensington con queste case e questi palazzi che sembrano usciti davvero da un dipinto, cercare la Notting Hill dell'omonimo film e non trovarne pressochè tracce e poi finire a Portobello, un micromondo gioioso, perfetto, d'altri tempi, con i suoi negozietti vintage a volte pieni di merci incomprensibili e che a volte invece ti offrono lì in vetrina la chicca imperdibile. E poi la meraviglia di riemergere dalla metropolitana e trovarsi in Piccadilly Circus e con soli pochi passi nella leggendaria Carnaby Street ancora addobbata per le feste…
Ecco, passando alle frivolezze, per chi ama lo shopping Londra è un paradiso. Oxford Street, una shopaolic può anche morire lì ed essere felice. Esistono delle foto che testimoniano il grado di smania acquistifera che ci ha prese. Una cosa da reclusione forzata, ma così maledettamente divertente. Io prima di tornare a Milano ho dovuto comprare una valigia nuova, e ho detto tutto. Cito solo qualche tappa obbligata: Primark, Topshop, Harrods, River Island, Doroty Perkins, Gap...Altra frivolezza che volendo si può evitare (costa 25 sterline) ma una volta che l'hai fatto non te ne penti è una visita al museo delle cere di Madame Tussauds. Un'esperienza da luna park davvero, per tornare un po' bambini e poter finalmente dire di avere una foto con Tom Cruise. O di aver fotografato Zac Efron in cera dal vivo, che per questo blog è ben più significativo data la quantità di volte che è apparso nella rubrica L'altra Metà del Gossip.
E poi i musical, ne abbiamo visti due e potrei parlarvene per ore analizzando ogni singola analogia e differenza rispetto al concetto di musical che abbiamo in Italia. E comunque giungerei sempre alla medesima conclusione. In Italia non abbiamo musical. Grease al Piccadilly Theatre, che, e questo l'ho sempre detto, in lingua originale è tutta un'altra cosa, con una colonna sonora talmente famosa che è impossibile non saperla a memoria (non che per questo sia necessario non darsi tregua e ballare per due ore come ha fatto la tizia seduta di fianco a me, gentilmente detta "LA TARANTOLATA", che avrei volentieri buttato giù dal grand circle direttamente sul palco), colonna sonora INTERAMENTE SUONATA DAL VIVO E INTERPRETATA DA ATTORI/CANTANTI VERAMENTE ECCEZIONALI. Roba che in Italia ci sogniamo perchè il modello imperante è quello di Amici della Defi. E poi c’è stato We Will Rock you al Dominion Theatre in pieno Oxford Circus che già dall’insegna (un enorme statua dorata di Freddy Mercury) non potevi che aspettarti qualcosa di pazzesco, indubbiamente il più bel musical che io abbia mai visto, per scenografie, costumi, regia, arrangiamenti, anche in questo caso una band dal vivo talmente esaltante da farmi pensare per qualche istante che si trattasse delle basi originali dei Queen. E poi che voci, che emozione. E io che ero preoccupata che ai Queen non fosse resa giustizia, invece ho capito perché hanno autorizzato la realizzazione di questo musical…
Ma avevo promesso che avrei parlato delle mie compagne di viaggio. Ebbene che dire? Non avrei potuto scegliere persone migliori con cui condividere tutto questo. La quantità di risate che abbiamo accumulato credo che basti per un pieno annuale di serotonina. Migliaia di piccoli episodi che probabilmente raccontati non hanno lo stesso effetto divertente (anzi, sguaiatamente divertente) che hanno avuto su di noi, ma questo è normale. Però con qual cosina ci provo:
-          La mia testata micidiale salendo sul taxi. Per fortuna indossavo sia cappello che cappuccio altrimenti mi si spaccava a metà come un cocomero. Per le tre ore successive sono rimasta convinta di avere un trauma cranico e mi preoccupavo di non essere ancora svenuta.
-          La Carlotta in una steak house osserva la lista dei dolci e si domanda con tono innocente “Chissà cos’è questa crema fredda che sta un po’ dappertutto!” ovviamente crema fredda è il ben noto ice-cream: il gelato.
-          Io fino all’ultimo sono stata convinta di dover prendere il Warwick Express per tornare all’aeroporto di Gatwick. Ovviamente si trattava del Gatwick Express e Warwick Way era invece la via del nostro albergo.
-          Carlotta e relativa crisi isterica dentro il tunnel degli orrori di Madame Tussauds (una specie di percorso stile luna park con attori dal vivo, oggetti e statue terrificanti et similia). Io e la Vero, invece, in preda all’ilarità. – Carlotta guarda che dietro l’angolo c’è una persona, non ti spaventare! - Si, si, ok – 20 secondi dopo – Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!! –
-          Io alla Vero: “No Vero non fermare quel taxi è occupato, non vedi che c’è un passeggero?” Carlotta: “Ale, peccato quello sia l’autista, siamo in Inghilterra”. E comunque continuo a non spiegarmi perché debbano guidare dall’altro lato, è assurdo.
 
In sostanza mi tocca dire, grazie a Londra, per avermi accolta così, tornerò presto, è una promessa…
Grazie alla Vero, la mia orsetta lavatrice che mi faceva dormire tutta rannicchiata per stare in diagonale nel lettone della nostra stanza mignon nel nostro albergo mignon, grazie perché le saghe più divertenti (vedi Eugene diventato bacon) te le sei inventate tu che sei un po’ matta!
Grazie alla Carlotta, la “mia” scoperta degli ultimi mesi, di cui sono tanto tanto felice, grazie di esserci sempre con l’ironia, con le faccine contagiose, con le ginocchiate contro il letto, con il bagnoschiuma alla fragolina di bosco…e con “i commenti del giorno”!
 
(Vi voglio bene ragazze!!!)
 
Ai blogger cari dico grazie per essere arrivati fino alla fine di questo chilometrico post, forse uno dei più lunghi della storia di questo blog, ma, vista l’occasione ne valeva la pena no? E prometto che da domani mi rimetto in sesto e torno a preparare le mie rubriche dissacranti su gossip, x-factor e compagnia  trash correlata.
 
Ultima notazione di servizio, questo sabato 24 Gennaio 2009 sarò nuovamente in concerto con il mio gruppo i Cool Cats, per cui se ci fosse qualche milanese o pocofuorimilanese che volesse presenziare ne sarei molto felice! Contattatemi in pvt per dettaglio serata!
 
 
@ale@

 

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mercoledì, gennaio 07, 2009

London calling

Dunque la situazione è questa:

  • domani parto per Londra
  • forse
  • forse perchè Milano da ieri sta vivendo un revival della grande nevicata dell'82 e siccome siamo una grande città pluriindustrializzata e ipermoderna sembra di stare in un piccolo paese sperduto sulle Ande. Con la gente che si guarda in giro e dice "oh la neve". "Oh la neve si cazzo". Di tutti sti spalatori, spazzaneve e spargisale di cui parlano nemmeno l'ombra. E io abito in centro non in periferia. Sui marciapiedi non si cammina e in mezzo alla strada neanche. Vi giuro, non sto esagerando, la situazione è apocalittica. E ti fa ancora più incazzare il pensiero che non siamo attrezzati per una grande nevicata..E vogliamo accogliere l'expo?
  • ovviamente gli aeroporti sono aperti e chiusi a singhiozzi. L'elenco dei voli cancellati è ormai lunghissimo e con la sfiga che abbiamo come minimo il nostro verrà dirottato da un terrorista afghano. Sempre che decolli.
  • i taxi per raggiungere l'aeroporto non sono prenotabili. "ehnnò, signorina, sa, con queste condizioni atmosferiche non prendiamo prenotazioni"
  • gli autobus con cui raggiungere i suddetti aeroporti secondo voi circolano attualmente?
  • e i treni?
  • solo quando le nostre maledette chiappe saranno appoggiate sui letti dell'Enrico Hotel a Londra mi convincerò che la sfiga non mi insegue.
  • "Buona vacanza di laurea Ale" - "Grazie" - "Se sopravvivo avrete mie notizie tramite facebook"

IN conclusione:

porcocazzo

quando ce vò ce vò

@ale@

martedì, dicembre 30, 2008

Aspettando il 2009

Mancano oramai poche ore allo scoccar del 2009 e, proprio come fanno i tiggì, che da stamattina mandano in onda servizi che ricapitolano gli avvenimenti più significativi del 2008, lo faccio anch'io...

<<ma a noi che ce frega di te?>>

Il 2008 si aprì abbastanza malamente per la sottoscritta, anzi, toglierei l'abbastanza e lascerei il malamente. Che è comunque riduttivo. Se, come si dice, anno bisesto anno funesto, possiamo tranquillamente dire che non mi sono lasciata mancare niente in ordine di sfighe.

Comunque, è cominciato malamente, dicevo, e proseguito anche peggio. Tra litigi e stravolgimenti amicali sono arrivata a metà gennaio che già ne avevo abbastanza di me stessa e del mio prossimo, ero mediamente depressa, mediamente priva di voglia di fare e di studiare, mediamente combattuta tra il mandare tutto e tutti affanculo e sotterrarmi sotto il piumone per riemergerne in primavera, piuttosto che trasformarmi in una trucida stronza giustiziera della notte e delle sue infelicità sentimentali.

Che poi generalmente gli stati d'animo non rispecchiano i risultati e alla fine dei miei esami universitari ci sono arrivata lo stesso, ho scritto una tesi apprezzabile e mi sono pure laureata. Tiè. Ma questa è storia abbastanza recente, e, me lo sento, entra a far parte degli effluvi positivi del 2009.

Eppure non mi piace essere così del tutto catastrofica, certo, nell'anno che sta per andarsene ho perso mia nonna, ho visto andarsene altre persone care ad amici a cui tengo. Ho perso per strada anche un'amica storica, ma su questo punto molti pensano, e io per prima, che sia stato meglio così. E poi sono entrati i Cool Cats nella mia vita. Persone che mi hanno letteralmente restituito il sorriso, lo stimolo, la gioia musicale, ma anche quello di amicizie costruite giorno per giorno senza fronzoli. Ho anche sentito u sentimento nascere a poco a poco dentro di me. E non mi succedeva da talmente tanto tempo, di provare tutto questo per un ragazzo dico, che, insomma è bello così. Anche se dio solo sa come andrà a finire, se finirò per starci male come al solito. Chissà. Oppure se tutte queste sensazioni riaffiorate mi aiuteranno semplicemente in quel processo di "sbloccamento" invocato per  tanto, tantissimo, tempo. Forse il risultato sarà solo che adesso ho voglia di innamorarmi, sono pronta per innamorarmi.

Domani si festeggerà con una sana mangiata in compagnia di amici appartenenti al giro universitario, ho trascorso buona parte del pomeriggio a preparare cotechino e lenticchie, ovvero la pietanza che mi è toccata in sorte nel giro dei preparativi. Nuova esperienza culinaria, devo dire che le lenticchie sono venute ottimamente, le ho assaggiate. Per il cotechino non garantisco, ovviamente non l'ho assaggiato. Che faccio porto un cotechino mezzo smangiucchiato domani sera?

In ogni caso vista la quantità di cose da bere che ci saranno dubito che qualcuno dopo mezzanotte si preoccuperà ancora del mio cotechino. E via con un maxi torneo di "monti, mari e fiumi" che giocare da imbriachi è molto divertente.

Ovviamente BUON ANNO A TUTTI VOI, BUON ANNNO A "L'ALTRA META' DELLA MELA" la mia creatura blogghifera per cui il 2008 è stato anche l'anno della rinascita dalla polvere.

Un sonoro vaffanbrodo al 2008 e un ben arrivato al 2009, che non si dice sarà un anno migliore perchè è banale e usurato... Eppure io mi sento che sarà L'ANNO. Così senza definizioni: semplicemente L'ANNO. Che è già un accrescitivo di per sè.

Vi abbraccio tutti, sonori baci sotto il vischio, divertitevi e fate tutti i trenini di Buona domenica possibili!

zarzueeeeela...zarzuelaaaaa....A E I O U Y....A E I O U Y....Brazil..lalalalalalalaal...lalalalalaalal.....Charlie Broooownnnn

 

@ale@

 

venerdì, dicembre 19, 2008

superlavoro

scusate, non sono stata rapita dagli alieni, anche se mie condizioni mentali potrebbero farlo pensare, è che il lavoro mi assorbe anche 10/11 ore al giorno, la sera ce n'è sempre una tra cene e aperitivi pre-natalizi e non ho un momento per fermarmi a riflettere, tantomeno a scrivere...

Ormai mancano solo 4 giorni di tour de force e poi finalmente sarà natale, sarà vacanza...sarà londra..E allora forse avrò tempo di fermarmi a metabolizzare tutte le cose che mi sono accadute nelle ultime due settimane, sono solo due settimane e mi sembra una vita..

Giusto per soddisfare la vostra curiosità posso dirvi che:

  • nutro degli istinti omicidi nei confronti della mia capa, che sarebbe veramente da sopprimere e mandare in un centro rieducativo
  • continuo ad imbattermi in vipsss o sedicenti tali, vedi oggi il pacchetto natalizio fatto alla velina bionda di Striscia che ha comprato il libro dei Segreti, carina, faccina davvero a maialino, me l'aspettavo più alta. Qualche giorno fa è stata la volta del Cummenda del Gf Roberto Mercandalli, passando per la ex amica della de Filippi Marta Rossi, che ha fatto di tutto per farsi riconoscere improvvisando una sceneggiata davanti alla cassa.
  • nutro degli istinti omicidi nei confronti della mia capa che alla mia richiesta oggi di poter andare via domani sera alle 19.30 al posto delle 20.00 mi ha risposto "spero di no, perchè se non te ne puoi andare vuol dire che c'è gente in negozio"
  • sono sempre più convinta nell'ultimo anno di aver trovato degli amici nuovi, veri, speciali, a cui voglio talmente bene da non sapere più come dirlo e dimostrarlo!
  • nutro degli istinti omicidi nei confronti della mia capa che non riesce mai e dico mai ad essere gentile e se ci prova risulta mellifua e quindi viscida.
  • quest'anno per Natale ho comprato libri per tutti

al termine di questo post inutile forse non serve specificare che sono un po' esaurita-stanca-stressata, ma fondamentalmente felice e di ottimo umore...

c'est la vie

 

@ale@

martedì, dicembre 09, 2008

Doc per gli amici

CAPITOLO 1: LA LAUREA E CONSEGUENZE DIRETTE.
E’ giunta l’ora di raccontare. Perché certi momenti vale la pena raccontarli. Anche a chi si annoierà, a chi non gliene potrebbe fregare di meno, a chi ha altro a cui pensare, a chi odia i racconti, a chi odia i racconti melensi, comici, ironici, strappalacrime e che, magari senza riucirci, tentano di emozionare almeno quanto è ancora emozionato chi scrive.
Che poi sarei io.
Giovedì 4 dicembre 2008, alle ore 16.30 circa mi sono laureata presso l’Università degli Studi di Milano. E fin qui… Lo sapevamo tutti no? La discussione non è durata moltissimo, giusto il tempo per un’esposizione generica del mio lavoro e spazio per varie domande, alcune intelligenti, altre meno. Quando esci la prima volta dall’aula per aspettare che ti richiamino per la proclamazione non senti niente. Come in quelle scene dei film in cui all’improvviso l’audio diventa sfocato, un timido sottofondo con l’immagine concentrata sul protagonista e il resto a far da sfondo in bianco e nero. Poi suona una campanella e tu rientri seguito da una frotta di parenti e amici, più o meno emozionati. E poi ti senti dire “la dichiaro dottoressa in Scienze Umanistiche per la Comunicazione”, e poi stringi le mani a tutta i commissari e vedi la tua relatrice che sorridi e pensi “cazzo grazie, lei è stata davvero gentile e presente con me in questi mesi”. E ti giri e tutti sono già usciti e stanno aspettando che tu esca a tua volta. Poi esci e ci sono degli applausi, c’è chi inizia a intonare “Dottore, dottore…” e c’è tuo papà che ti porge un mazzo di fiori e tua sorella che si stringe il pancione ed è tutta emozionata. E poi c’è il tocco che ti viene messo in testa, e poi ci sono le foto, tantissime foto, persino con il fotografo ufficiale che dirige i gruppi di parenti stile album da matrimonio. E poi nell’arco di quaranta minuti ti ritrovi di fianco ad altre tre splendide persone, le tue amiche, laureate a loro volta, e tutti possono godere lo spettacolo di quattro tocchi, tre paia di tacchi che corricchiano e sprofondano nel prato del chiostro centrale e parafrasando l’Alice pensano, e forse anche dicono “Si, cazzo, si!”
Di questi tre anni ho già parlato a sufficienza in altri post, in altre sedi, nel bel mezzo di altri discorsi, così come ho già parlato di molte delle persone che sono passate per la mia strada, alcune per rimanerci altre per tirare dritto, ma spesso non prima di aver lasciato un segno del loro passaggio. In questi tre anni mi sono divertita, mi sono incazzata, mi sono esaurita, stancata, preoccupata, ho pianto, sono morta dal ridere, ho imparato la bellezza del confronto, dell’apertura, del lasciarsi andare, dell’uscire dai ranghi: sono cresciuta. E’ mancato solo l’amore, ma forse adesso è arrivato anche quello. Non che sia ricambiato, è altamente probabile il contrario, però almeno posso dire di essermi innamorata almeno una volta negli ultimi tre anni…
CAPITOLO 2: I FESTEGGIAMENTI.
Giovedì sera, dopo una ricca cena a ristorante con l’allegro parentado, ormai decimato ma sempre sorridente, ho recuperato qualcuno dei miei numerosi boys (si perché, mancherà l’ammmmore ma gli amici di sesso maschile non mancano mai…) e mi sono diretta in birreria. Non so perché ma avevo voglia di affogare la giornata in due buone medie chiare. E così fu. Il tutto coadiuvato da contorno di sonore risate e discorsi non-sense e soprattutto dai sorrisi di due persone che, per motivi diversissimi, sono diventate estremamente importanti nella mia vita.
Venerdì mattina, dopo la nottata di sonno più riposante dei miei ultimi 10 anni di vita, ho sbrigato un po’ di faccende e poi ho preso un treno per Varese. Destinazione: casa dell’Alice, una delle mie comuni laureate, ma soprattutto destinazione la sua festa-concerto (noi se non organizziamo cose simili e complicate non siamo contente). Prima serata all’insegna del delirio, della musica, delle emozioni, dei primi segni di cedimento fisico e psicologico. Primo sentore che, accidenti, dobbiamo goderci queste giornate perché non si ripeteranno tanto facilmente. Anzi probabilmente non torneranno più.
Sabato mattina sveglia presterrimo (rispetto all’ora in cui ho toccato il cuscino), partenza per Milano con treno OVVIAMENTE IN RITARDO, arrivo al primo giorno di lavoro con 5 minuti DI RITARDO, chiamando in causa non solo tutti i santi del calendario cristiano ma anche di quello ebreo, visnù, buddista e chi più ne ha più ne metta.  Lavoro dalle 10 alle 15, con modalità zombie attivata. Mortorio pazzesco in libreria, tutti a Milano sono via per il ponte di Sant’Ambrous. A lavoro finito, passaggio ultra rapido da casa, doccia, vestizione scazzo per sound check, appuntamento con parrucchiere e truccatrice, ritorno a casa, raccoglimento di una marea di roba, corsa verso il locale per il sound check. Ovviamente ero in ritardo e tutti mi aspettavano con ansia.
Tutto quello che è succeso nelle ore successive, è una storia fatta di immagini, di flash, di abbracci, di sorrisi, di sguardi significativi, ma soprattutto quello che è successo nelle ore successiva è stata MUSICA, di quella che ti entra dentro, ti scava e non ti fa capire più chi cazzo sei, cosa stai facendo, eppure sai perché lo fai e sai che non vorresti fare altro dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Tutto quello che è venuto dopo è stato amore per me, amore per chi c’era, per chi non è potuto venire, per chi si è trovato lì per caso a cantare con noi, a ballare, a battere le mani.
Per noi come gruppo è stato un successo, non solo a livello puramente musicale ma anche a livello umano. Perché io che ormai da anni faccio serate avevo perso un po’ il senso primario di questo “lavoro”, particolare proprio perché la maggior parte delle persone che lo fa non lo considera un lavoro ma un piacere che diventa lavoro. Sabato sera ho riscoperto tutta l’emozione, i brividi, la gioia, il piacere anche fisico intenso che può dare la musica, quando la stai facendo con persone a cui tieni così tanto da non capire più il confine tra dire “sto cantando con il mio gruppo” o “NOI stiamo facendo qualcosa di speciale”. E’ questo NOI che non so come andrà a finire che oggi, a distanza di tre giorni mi rende felice e malinconica al contempo, mi fa sorridere come un’ebete e  mi fa venire da piangere. A breve le cose, volenti o nolenti, cambieranno. E io non posso fare altro che essere triste per questo, pur con la consapevolezza che almeno questa serata, insieme a un anno fortemente vissuto in funzione di questo gruppo, ce la porteremo dentro. Insieme a QUALCHE mojito di troppo , a qualche sigaretta di troppo. Ma il troppo sarebbe stato comunque poco per far da contorno a tutto questo.
Grazie Cool Cats.
 
 Cool Cats live @ Batik Milano 6/12/2008  "Il tempo di morire"

Cool Cats live @ Batik Milano 6/12/2008, "Wish you were here"  (questo è stato realizzato apposta per ventiseitre)

 

@ale@

venerdì, novembre 28, 2008

Muscina tra il serio e il faceto

Difficile riassumere come mi sento in questi ultimi giorni di attesa.

Alla fine non è la laurea in sè. E' un percorso di istruzione normale per molti: si nasce, si va all'asilo, alle elementari (io con la maestra unica e l'esame di quinta, che adesso invece non c'è più), alle medie, al liceo e poi, se si vuole, si approda in università. Un'università divisa a metà, sottomessa alla logica del 3+2 che più che danni a mio parere non ha fatto. Certo, adesso molte meno persone rischiano il fuori corso, anche chi non ha voglia di studiare per 5 anni interi dopo il liceo, può scendere al compromesso dei 3 e avere comunque in mano un foglio con su scritto DOTTORE o DOTTORESSA. Perchè alla fine è così che vieni appellato. Eppure i miei ragionamenti etimologici mi portano a considerare dottori tutt'altre persone. Non so a voi.

Mio papà, la cui ironia si sa ho ereditato appieno, ci scherza su e dice "massù, giovedì di dichiareranno dottoressa, eppure mi sa che sarai a malapena una paramedica". Ovviamente, la battuta va presa con il pieno rispetto per chi questo mestiere lo fa davvero, quello che mio papà cerca di sottolineare, e alla fine la penso anch'io così, è che dopo 3 anni di università, in cui comunque ho seguito corsi, laboratori, ho dato esami scritti e orali, mi sono scontrata con la burocrazia lenta e inutile che spesso caratterizza un'università statale per quanto riconosciuta e stimata, ho fatto uno stage tramite i loro uffici stage e ho dovuto lavorare un mese e mezzo senza assicurazione "per loro problemi di stipulazione contratto", ho litigato con insegnanti spocchiosi e di una chiusura mentale spaventosa per essere nel 2008, mi sono resa conto che fondamentalmente non sono nulla. Non credo di avere nulla in più, se non forse, ma questo è ovvio, un po' di cultura generale, rispetto a una persona che finito il liceo decide di andare a lavorare. Ho iniziato da pochi mesi una laurea specialistica, anzi magistrale come la chiamano loro, che non so dove mi porterà, ma so che ancora una volta mi piace. Ma sarà forse perchè a me piace studiare, cercare, scrivere, leggere? Questo non lo so. Il piacere di studiare, il desiderio di studiare, il diritto di studiare, son tutte belle cose, ma come direbbero i pià pragamatici, il pane in tavola non te lo mettono.

Il lavoro, qualsiasi lavoro, lo si impara sul campo. L'Università non insegna un mestiere, soprattutto nel caso delle discipline umanistiche, ma promette di regalarti degli strumenti utili a saper affrontare al meglio determinati mestieri. E' come quando ti dicono (e l'hanno detto anche a me a suo tempo) "fai il liceo classico che il greco ti apre la mente". Che poi è anche vero, ma quanti smadonnamenti sulle versioni interminabili e sul Rocci che ti dava pochissimo una mano con "le frasi fatte". E' come quando ti dicono che sapersela cavare in più campi è utile perchè rende il tuo sapere etrogeneo. Sarà vero? Per dire, con le mie conoscenze attuali di arte non credo mi prenderebbero a fare la guida in un museo, anche se interrogata sull'evoluzione dell'arte nei secoli potrei dare una risposta esauriente, ma quante altre persone che non siano guide nei musei potrebbero dare la mia stessa risposta? Tante. Anche il fornaio che vive a Cantù che, appassionato d'arte fin da piccolo, ha letto e studiato tutto il materiale possibile e inimmaginabili e in conclusione ne sa  molto di più di un qualsiasi laureato/a in Beni Culturali, o in Storia dell'Arte all'Accademia di Brera.

Ammappate, che bel pippotto mentale che mi sto facendo ad una settimana dalla laurea. E' strano, è strano perchè ieri, che si è laureata una mia cara amica nonchè compagna di studi, partecipavo ai festeggiamenti, mi sono commossa, cantavo le canzoncine goliardiche  e quando ho sentito dire "...la dichiaro dottoressa in Scienze Umanistiche per la Comunicazione", ho detto "cazzo" anzi "acciderbolina", fra una settimana qui ci sarò anch'io e per lo Stato, per la società sarò una persona a tutti gli effetti pronta e qualificata per entrare nel mondo del lavoro. Per costruire il futuro di un Italia che assomiglia sempre di più al suo diminutivo (o dispregiativo?) Italietta.

E in tutto ciò pensavo - boh. Io francamente mi sento solo me stessa. Una persona che, purtroppo o per fortuna, si butta a capofitto in qualsiasi cosa le susciti passione e risvegli il suo istinto e la sua voglia di fare. Ed è così in qualsiasi campo per me, dalle realzioni personali allo studio. Dalla musica al, che ne so, al cucinare una torta.

Io questi tre anni li ho vissuti con una velocità quasi frenetica, inghiottendo voracemente tutto quanto, assaporando quella libertà e quel senso di condivisione che in 13 anni di scuola privata non avevo mai assaporato. Ho scoperto un mondo diverso, molto più difficile, molto meno protetto, mi sono confrontata con persone cresciute in modo antitetico rispetto a me. Sono diventata in alcuni casi loro amica e adesso non potrei fare a meno della loro presenza nella mia vita, delle loro risate, del loro avermi conosciuta per come sono e sapermi di conseguenza prendere, del loro apprezzarmi senza bisogno di ricorrere a sovrastrutture.

Ecco, se ripenso a questi primi tre anni di università, cerco di pensarci in modo sociologico, più che culturale. Studiare è importante, per carità, ma penso, e spero, che a chiunque di questi anni rimanga il ricordo dell'aggregazione, della condivisione, del divertimento, dei discorsi "criptati" tra chi condivide la medesima antipatia per un professore. I riti, i soliti bar da frequentare, il vucumprà che tutte le mattine ti ferma, ormai ti riconosce e ti chiede di battergli il cinque. I viaggi in metropolitana, i viaggi in tram. Le mille strette di mano al giorno perchè in università riesci a conocere anche 100 persone in due ore, soprattutto quando aspetti il tuo turno per un esame e non trovi altro di meglio da fare che raccontare tutta la tua vita a un perfetto sconosciuto, condividendo il ripasso e gli appunti come condividevi la merenda con la tua migliore amica delle elementari.

Chi vuole considerarmi superficiale che lo faccia pure (anche se non credo di esserlo, e credo di averlo in qualche modo dimostrato anche con questo post), ma quando penso alle leggi attuali, anzi attualissime, che l'università la mettono in pericolo. Penso a chi non potrà godere di tutte queste cose che ho elencato per ultime, più che allo studio e alla cultura.

@ale@

p.s

non ho riletto ciò che ho scritto, per una semplice ragione: è stato un flusso, ero partita con l'intenzione di scrivere tutt'altro e sono finita a scrivere quello che avete appena letto (ammesso e non concesso che siate arrivati fino in fondo) e se mi mettessi a correggere perderebbe di spontaneità. Lo specifico per sgravarmi di eventuali responsabilità di errori ortografici, grammaticali, lessicali. Non si sa mai che qualcuno ci ridacchi sopra visto che sto per laureami con una tesi dipendente dalla cattedra di linguistica avanzata.

Pace a bene a tutti

 

domenica, novembre 23, 2008

Preparativi e cambiamenti...

Scusate le prolungate assenze dell'ultimo periodo anche dai vostri blog, ma ho quel triliardo di cose da fare che, come dire, mi riempiono le giornate...

Nello specifico gli ultimi giorni sono stati tutti dedicati all'organizzazione della festa, che ormai più che di una festa si tratta di un vero e proprio concerto. Ora come ora sto cercando di far quadrare il numero degli invitati, da distinguere tra quelli a mie spese e quelli non a mie spese. So che è brutto dirlo, ma c'è chi se ne approfitta a volte....

Eravate rimasti che non trovavo il locale, invece nell'arco di una settimana e poco più ho risolto tutto grazie a un colpo di genio della mia sorella putativa che non finirò mai di ringraziare. Così il famigerato debutto dei COOL CATS (si, ci chiamiamo così, e vorrei evitare di spiegare il perchè...) avverrà il 6 dicembre dopo un anno di sala prove, dopo un mese dall'arrivo del nuovo chitarrista. Ma siamo gasatissimi, siamo prontissimi, non vediamo l'ora, io sono a mille, loro sono a mille. Io, in verità, sembro proprio fulminata ultimamente. Ma questo non è solo stress, stanchezza, emozione pre laurea è anche dovuto alla cura per la tiroide che ho iniziato (finalmente) a poter fare e che sta risolvendo tra le varie cose anche tutti i miei problemi di sbalzi d'umore e tristezze. Forse se ai medici fosse venuto in mente prima che il problema potesse stare tutto in quel minuscolissimo organo che eppure sembra essere fondamentale per il funzionamento di tutto il nostro corpo avrei evitato un'adolescenza di pianti e peso yo-yo, ma sempre meglio tardi che mai. Sta di fatto che da quando ho iniziato mi sento veramente rinata sotto ogni punto di vista, sono tornata l'ale sorniona e casinara che non mi ricordavo di essere nemmeno più. Mi sveglio con il sorriso e vado a dormire con una strana sensazione addosso di quando ti rendi conto che nelle vene non ti scorrono altro che motivi per essere, non dico felice, ma almeno serena. Faccio mille cose al giorno e avrei energia per farne altre duemila. E' stranissimo, non so nemmeno spiegarlo. Alemeno questa volta ho la certezza che non sto diventando pazza.

Tornando al concerto-festa, suoneranno per primi i Mayfever, gruppo di amici di cui mi sembra di avervi già parlato (www.myspace.com/mayfeverband) finalisti lo scorso anno a Rock Targato Italia, quindi mica pizza e fichi come si suol dire. E poi arriviamo noi, belli e splendenti con una scaletta che copre circa un'ora di musica dal vivo passando dai Pink Floyd a Elvis, in un miscuglio di vecchi e nuovi successi del rock-blues internazionale.

Il mio momento esaltazione? Proud Mary.

Sarà lì che i miei amici storici probabilmente si domanderanno se ho subito un trapianto di cervello.

 

@ale@

mercoledì, novembre 19, 2008

Sono una donna di poca fede...

Donna di pochissima fede in se stessa...

Ieri ha avuto luogo la famigerata lezione: un trionfo. Ero convinta della mia totale incapacità oratoria, invece ho scoperto che sono portata per l'improvvisazione e mi piace anche. Alla fine ci ho preso gusto, mi dispiaceva fossero finite le due ore.

La gente sembrava interessata, e questo tra l'altro è anche un buon segno...Che si sdegnino un po' anche loro per come scrivono le giovani generazioni... Grandi complimenti da parte di relatrice e assistente relatrice, e adesso se il giorno della discussione non ricevo tutti i sei punti aggiuntivi subisco una trasfigurazione e mi trasformo in giustiziera della notte

 

 

@ale@

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categoria: università, panico, me medesima, to be or not to be, vita in rosa


sabato, novembre 15, 2008

Cambi di programma e aggiornamenti

Come ormai ben sapevate a gennaio sarei dovuta andare a New York, per un insieme di circostanze che non sto qui a spiegarvi il viaggio è saltato e sostituito con una provvidenziale e low-costissima settimana a Londra.

Ho tutta la vita davanti per andare a NY e trovo fantastica l'idea di perdermi per Londra come viaggio post lauream in compagnia di due amiche speciali, sto già ridendo adesso, perchè so che sarà una settimana di risate, cazzate, foto, occhi spalancati...Ho 22 anni e non sono mai stata a Londra. Non vedo l'ora. Per fortuna che ultimamente il tempo passa in frettissima, le giornate trascorrono ad un ritmo incalzante, ogni giorno ne salta fuori una..L'aspetto positivo? Arriverò al 4 dicembre senza nemmeno accorgermene e poi sarà tutto finito, potrò respirare e lasciare che l'adrenalina defluisca pian piano...

Per i festeggiamenti elisabettiani che vorrei organizzare è invece ancora tutto in alto mare, è da settimane che sono in contatto con locali, pr, agenzie di affitto location, eppure non riesco a trovare la soluzione adatta a me. Eppure la mia idea non mi sembrava così assurda, seguite il mio ragionamento: sono la cantante di un gruppo da ormai un anno, recentemente abbiamo leggermente cambiato formazione --> vorremmo debuttare con il nostro bravissimo nuovo chitarrista --> ho pensato: suoniamo alla mia festa di laurea, facciamo suonare un altro gruppo di amici (finalisti lo scorso anno a Rock Targato Italia) e così ci passiamo la serata con della buona musica dal vivo al posto del solito stantio dj --> ho iniziato a contattare TUTTI i locali di musica dal vivo di Milano proponendo il seguente programma: inseriteci all'interno di una serata, noi non paghiamo voi per suonare, voi non pagate noi per suonare, IO pago da bere a tutti i miei invitati, in più avete i normali ingressi nel locale con la sicurezza in più che io in più posso pubblicizzare l'evento tramite myspace e facebook dove, grazie a dio, ho un buon seguito --> mi risponde UN SOLO locale, proponendomi un martedì sera, io dico "si volentieri sentiamoci" questi spariscono --> passa qualche giorno mi risponde un altro che dice "io ti posso dare un venerdì ma solo con sala privata a 3000 euro --> inveisco al telefono e lo mando allegramente nel paese in cui tutte le facce sono come il didietro.

A questo punto contatto un'agenzia di organizzazione eventi che si occupa anche dell'affitto di piccole location per feste private chiedendo esplicitamente UNO SPAZIO ECONOMICO EVENTUALMENTE GIA' DOTATO DI IMPIANTO AUDIO, di modo che il service (che verrebbe fatto dal proprietario della nostra sala prove) non mi costi un rene. Prima risposta:

"Gentile Alessandra, bla, bla, bla, abbiamo giusto giusto da proporle un esclusivo capannone in zona rho-fiera al costo di 1200 euro per tutta la serata, il capannone è di 300 mq ed è dotato di riscaldamento e impianto elettrico. Essendo distante da zone abitate è l'ideale per non avere limitazioni d'orario per la musica. Se desidera aggiungere un servizio bar, il preventivo salirebbe intorno ai 1500 euro".

Perplessa ricontrollo la mia mail...nono cacchio avevo proprio scritto "cerco location economica per festa di laurea privata con impianto audio predisposto per la musica dal vivo e zona bar, previsto un drink a testa per un totale di circa 70mq"

Ora, ditemi voi che cazzo me ne faccio di un capannone grezzo che sembra il circo della Orfei, in zona fiera, senza impianto audio e soprattutto di 300 mq...che in trecentometriquadri 70 invitati personali mi ci possono giocare a nascondino, mi ci possono. E se l'evento è privato non posso giocare nemmeno la carta esterni invitati tramite mezzi informatici o anche tramite l'antico ma efficace volantinaggio fuori dall'università.

Training autogeno --> clicco "Rispondi"

"Gentile E., ti ringrazio per la proposta esclusiva che mi hai rivolto, ma credo che lo spazio sia veramente troppo grande per la quantità di invitati e francamente non vedo il rapporto qualità prezzo, vista la scarsità di otional compresi. Preferirei inoltre che la location fosse più vicina al centro città, non mi interessa che sia privata giacchè ho notato sul vostro sito che vi occupate anche di alcuni locali. Ti ripeto le mie esigenze: un drink a persona, predisposizione per musica dal vivo. Ringraziandoti anticipatamente resto in attesa di una cortese risposta".

Fiduciosa delle mie doti comunicative attendo la cortese risposta, che arriva dopo qualche ora con una lista di proposte con relativi preventivi parziali. E. si è svegliato!! Halleluja! Valuto la situazione e ne scelgo uno, rispondendogli di prepararmi preventivo dettagliato. Lo sto ancora aspettando.

Mi domando qualche parte della mia frase possa non essergli risultata chiara. Ho usato termini abbastanza inflazionati nella lingua italiana, sarà forse l'aggettivo dettagliato a mandare in crisi le persone? Forse si, visto che la parola d'ordine generale sembra essere APPROSSIMAZIONE.

Io l'ho già detto ai miei ragazzi del gruppo, che ormai a questa faccenda ci tengono quanto me, che qui rischio di stressarmi di più per quello che dovrebbe essere il coronamento di tutto l'ambaradam di sta laurea, ovvero la festa, momento di ubriacatura molesta e canzoncine volgari e goliardiche in merito al diventare dottori, più di quanto io non sia già stressata per la discussione e la proclamazione. Se l'angelo buono non guarda giù finisce che raccattiamo su un po' di persone e andiamo a ballare ai Magazzini Generali in jeans e all star. Echeccacchio.

In tutto ciò giovedì vado dalla mia relatrice per consegnarle una copia rilegata della tesi.

Rel: "Venga alessandra, venga, si sieda un attimo".

Io penso (con il solito ottimismo che mi contraddistingue): "oddio cazzo ho combinato?"

Rel: "Pensavo che, se lei è d'accordo, martedì potrebbe fare lezione all'interno del corso di linguistica dei media. Era già prevista una lezione sul linguaggio dei blog, e, vista la sua tesi, sarebbe bello se la facesse lei portando di fronte ai suoi compagni la sua esperienza di ricerca".

Io arrossisco violentemente, fugaci immagini di miei compagni della specialistica armati di patate e pomodori marci mi passano per la mente, ma alla fine colta da entusiasmo fanciullesco, accetto.

Ho quasi finito di preparare il power point che mi servirà da supporto martedì quando mi imbarcherò in questa simpatica avventura, lo faccio per 4 motivi:

  • ottima occasione per superare l'ansia/blocco di far qualcosa in pubblico che non sia cantare.
  • ottima occasione per sperimentare l'impatto della mia tesi prima della discussione ufficiale con commissione competente.
  • vedere come si sta "dall'altra parte", seduta dietro quella cattedra gigante e sopraelevata, con un megaschermo alla spalle che proietta un lavoro sul quale ho sputato davvero sangue.
  • in ultimo, appunto, rendere giustizia a una ricerca che ho fatto con passione e dedizione, un lavoro a cui mi sono affezionata, che mi ha aperto una luce in testa, e a cui, sicuramente, un quarto d'ora di discussione in sede di laurea, non avrebbe reso giustizia

Questo è tutto, per fortuna direi, dovesse succedere altro sarete i primi a saperlo.

@ale@

sabato, novembre 08, 2008

Muscina ti vede...

Dunque, sto meglio. L'influenza-tracheite che mi ha colpita sembra essere passata, tossicchio ancora un po' e la voce è ancora da travestito di viale abruzzi, però tutto sommato il peggio è passato

Dopo una settimana bigia e grigia trascorsa a casa a guardare film su sky uno via l'altro, in cui mia sorella ha sentenziato "ti eri lasciata andare come un barbone", sono di nuovo bella e splendente come mio solito e mi appresto ad affrontare questi restanti 26 giorni che mi separano dalla laurea.

L'ansia cresce e con essa anche della manifestazioni alluginogene legate allo stress: qualche giorno fa, per esempio, ho giurato per un'ora, chiamando a raccolta chiunque, di vedere il miglior amico di mio padre seduto tra il pubblico di Chi Vuol essere Milionario dietro le spalle del buon Gerry, pregando mio padre di telefonargli e chiedergli come era finito a schiacciare il bottone del suggerimento del pubblico nel contenitore preserale più amato dalle casalinghe, ieri sera invece mi sono divertita con lo zoom della tv a ingrandire le immagini, in quanto convinta che dietro le spalle di Mentana a Matrix ci fosse tra il pubblico MacccoCCarta vincitore ahinoi dello scorso Amici. Ovviamente in nessuno dei due casi si trattava delle persone da me riconosciute con tanto ardore e convinzione.

Eppure a me capita spesso di andare in giro e osservare volti che mi sembra di conoscere da sempre. Per questo esistono molteplici interpretazioni:

  • sono psicopatica.
  • assumo funghetti allucinogeni.
  • sono in realtà la reincarnazione di qualcuno che aveva un'intenssssa vita sociale e per questo mi sembra di riconoscere persone di continuo.
  • il mondo è pieno di sosia.

@ale@

martedì, novembre 04, 2008

Muscina quattrocchi

Sabato dopo aver saputo la data di laurea ero incazzata come un'ape in realtà, doveva essere a novembre..e siamo finiti al 4 dicembre, vabbè, passi.. Poi mi sono calmata e ho realizzato che l'importante è laurearsi alla fin fine..

Domenica mattina mi sveglio con un vago presentimento: raffreddore.

Domenica pomeriggio il presentimento diventa certezza.

Domenica sera la certezza diventa assoluta certezza e io sto di merdina.

Domenica notte non dormo una mazzafionda svegliandomi mediamente ogni ora.

Lunedì mattina mi trascino giù dal letto perchè devo andare a ritirare un'ecografia. Mi vesto in puro stile inverno siberiano. Piove, c'è vento.  La gente ha ancora giacche abbastanza leggere io con sciarpa, piumino e cappello, sembro una che cerca di camuffarsi. Compro confezione double di tachifluidec al limone. Lo volevo all'arancia, ma la farmacista ha pensato bene di comunicarmi che "il tachifluidec all'arancia non è mai esistito ah-ah-ah" trattandomi come una deficiente. Torno a casa e prendo la prima bustina. Ne seguiranno altre tre.

Lunedì pomeriggio agonizzo in poltrona.

Lunedì prima di cena mi telefona un Pr che ho contattato per l'organizzazione della festa di laurea. Con voce da viados del burundi lo mando gentilmente a quel paese: voleva 3000 euro per la sala, 20 euro per fare bere ogni invitato e in più la sala non è attrezzata quindi mi sarei dovuta pagare pure il fonico. Eccerto. Ma della complicatissima organizzazione della mia festa di laurea parleremo un'altra volta.

Lunedì sera agonizzo nel letto guardando le ultime tre puntate di Grey's Anatomy. Inizia a pizzicarmi la gola. Cazzo. Quando il mio fisico stabilisce il percorso: raffreddore, gola, febricciattola il passo successivo è la bronchite. Aricazzo.

Notte tra lunedì e martedì: sto male. Non riesco a dormire. Mi assopisco. Mi sveglio. Tossisco. Alle 2.12 decido di alzarmi per andare in bagno e bere un bicchiere di acqua fresca. Accendo l'abatjour. Spirzzzzz.. Si fulmina la lampadina. Chiamata in causa di tutti i santi del calendario. Mi alzo lo stesso facendomi luce con il cellulare. Torno a letto e dormo malissimo fino al mattino.

Martedì mattina. Sveglia ore 8.15: DEVO  fare una doccia e andare in università. ho lezione e poi appuntamento con la relatrice. Dio il raffreddore, dio il maldigola. Ho la tosse.

Martedì mattina, ore 8.35 torno a letto e non mi muovo in stato semicatatonico fino alle 11.00

Martedì mattina, ore 11.05 mi alzo e mi lavo. Ore 11.15 prendo il quarto tachifluidec, non mi fa niente. Ore 11.30 prendo anche lo sciroppo che non si sa mai, non mi fa niente. Ore 12.00 agonizzo in poltrona.

Martedì pomeriggio: ho agonizzato in poltrona fino a poco fa e ora, giacchè dovevo controllare se la mia relatrice mi aveva risposto alla mail di scuse per averle simpaticamente dato buca oggi, ho pensato bene di aggiornare il blog.

Detesto non stare bene. Poi proprio adesso.

Io odiooo il raffreddore. Io odiooo la tosse. Io odiooo il mal di gola. Io odiooo l'influenza.

@ale@

 

postato da muscina alle ore 17:35 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: deliri, di tutto un po, domande esistenziali, me medesima, sto male, to be or not to be, vita in rosa


sabato, novembre 01, 2008

FERMI TUTTI...

questa non è una rapina

ma è lo stesso un momento importantissimo che merita un minuto di silenzio:

MUSCINA SI LAUREA IL 4 DICEMBRE 2008 ALLE ORE 14.30

E partano i festeggiamenti, le agitazioni scolastiche/universitarie di questi giorni alla fine non hanno impedito, come si era purtroppo arrivati a temere, che io mi laureassi.

E adesso manca da preparare il discorso, ci sto lavorando, ma non è facile condensare in dieci minuti tutto quello che vorrei dire. Soprattutto non è facile condensare in dieci minuti un lavoro di mesi su cui ho sputato veramente sangue.

Un mese, un mese per tranquillizarmi e rilassarmi un attimo che qui sennò ci arrivo con una coronaria partita davanti alla commissione. Un mese per organizzare la festa del secolo, un mese ancora per essere capita nei miei momenti di sclero patetico, dopo di che non avrò più scuse

Un mese

Meno un mese...

giovedì, ottobre 30, 2008

Muscina VS ...?

Non vi è mai capitato che vi sia stata detta una cosa, in confidenza, da una grande amica/o che non avreste mai e dico mai voluto sapere, perchè vi condiziona la vita e il modo di comportarvi con una persona a cui tenete?

Tanto più se vivevete nella convinzione che questa cosa sia una colossale PALLA, ma si tratta altresì di cosa troppo delicata per parlarne all'interessato, per cercare di smentirla senza richiare uno tsunami se poi vi foste sbagliati e fosse tutto vero?

Ecco io è da circa due mesi che vivo così, e il mio fegato urla BASTA. Si perchè se aggiungiamo anche gli altri motivi di stress di questo periodo, non sono più davvero in grado di reggere pesi emotivi di questo o qualsivoglia tipo.

L'aspetto più sconcertante è che, dato che come sempre cerco conforto della musica, l'unica canzone che mi viene in mente è "Destinazione Paradiso" di Grignani, recentemente cantata anche da quel mostro di simpatia e allegria della Pausini (dalla regia mi dicono che il suo ultimo singolo parla di una persona che non c'è più, 'nnamo bene: siamo passati da marco che se n'è andato a fanculo perchè non la reggeva più anche se a lei ha detto "amò è mio padre che non vuole che stiamo insieme", agli strani amori fragili che mettono nei guai, all'emergenza d'amore-il-mio-bisogno-di-te, che se le chiamavamo tutti un'ambulanza era meglio, e ora sta canzone per una persona che è passata a miglior vita. Echeccacchio, anche a me che non ce li ho viene da toccarmeli). Chiudendo parentesi... A un certo punto Grignani canta: "e dimmi, perchè, in questo girotondo d'anime non c'è, un posto per scrollarsi via di dosso, quello che c'è stato detto e quello che oramai si sa".

Sarebbe fantastico. Un diamine di posto, una specie di discarica emotiva, in cui andare a buttare via quelle cose che ormai si sanno ma che avresti preferito non sapere, oppure quelle cose che ormai sai e che altresì non sai più come scrollarti di dosso. Perchè sei totalmente incapace di non pensarci, di non dar peso all'ingiustizia che rappresentano se fossero davvero delle calunnie come tu pensi. E per altro dette non per ferire l'altro in questione, ma te. Per dirti una cosa del tipo "io ho perso la mia partita, ma tranquilla l'avresti persa anche tu". O qualcosa del genere.

Non so se essere più preoccupata per questa condizione mentale o per il fatto che mi sia venuta in mente solo una canzone di Grignani. Non è da me. E' un insulto al mio amore e alla mia stima per la musica.

Bah.

E pensare che per una volta volevo essere conformista e scrivere un post sulla Gelmini e sui manifestanti milanesi.

@ale@

domenica, ottobre 26, 2008

Interpretazione di sogni

Stanotte ho sognato che mi invitavano a C'è Posta per Te, aprivo la busta e trovavo le due figlie segrete di mio nonno (non ridete che esistono davvero, e, lo dico sempre ma poi non lo farò, io dovrei scrivere un libro sulla mia famiglia, è che ai più risulterebbe un libro comico) insieme ad un altra parente di mio nonno residente a Genova, che chiedevano perdono per una cosuccia che hanno fatto anni fa e di essere accettate da noi, perchè in fondo siamo l'unico legame che rimane e bla, bla, bla...

Io mi incazzavo come un'ape con la De Filippi e le dicevo (come per altro fanno tutti nel programma) "Maria cosa ti hanno raccontato?" e la Maria mi diceva che insomma loro erano venute al funerale del nonno, ma noi non ne avevamo voluto sapere e non sapevano perchè..A quel punto io, sempre più incazzata, dicevo alla Defi "Ehnno Maria, le cose sono andate MOLTO diversamente e io queste persone non le voglio vedere nè attraverso una busta, nè dipinte, nè in cartolina, per cui chiudi la busta e vaffanculo". Maria cercava di convincermi dell'immensità del concetto di perdono e io concludevo dicendo che il perdono, per quanto mi riguarda, non è universale, ma va dato a chi lo merita.

Poi mi sono svegliata.

Ora, considerando che ieri sera prima di fare la nanna ho visto il quarto d'ora finale di C'è Posta per te, mi spiego, anche senza avere congnizioni spechifiche di psicologia, il perchè nel mio sogno io mi sia ritrovata proprio in quel programma. Quello che francamente non mi spiego è perchè le figlie segrete e la "parente" di Genova. Questo proprio non me lo spiego, perchè non ci penso mai, e quando ci penso scaccio il pensiero perchè divento un muflone in calore anche solo nell'evocare la loro presenza a questo mondo.

Non potevo chessò sognare che la De Filippi mi facesse trovare dietro la busta la persona per cui ultimamente spasimo come una quindicenne e che, a quanto pare, non mi si fila di pezza, se non come buona amica?

Dico, almeno sarebbe stato un bel sogno, prescindendo dalla De Filippi, ovvio.

sabato, ottobre 25, 2008

Stamattina in palestra..

Lezione di aero-boxe...

Ci viene detto di visualizzare un finto avversario davanti a noi per mantenere meglio il ritmo dei colpi...

Ho già detto tutto...

Potete, e tra l'altro senza un grande sforzo di fantasia, immaginare quanto io mi sia divertita!

E' evidente che sono una boxeur mancata, e nella mia mente disturbata stamattina ho fatto tornare a casa con occhi neri e labbra sanguinanti almeno una ventina di persone..Mortacci loro, che soddisfazione

 

@ale@

mercoledì, ottobre 22, 2008

Ultimi sforzi..

Sto cercando di tener duro, il 3 novembre dovrebbero pubblicare online il calendario delle discussioni tesi. Dio volesse. Questo non sapere mi sta logorando. Nel frattempo leggo e rileggo il mio lavoro e a giorni sono orgogliosissima e mi faccio pat pat sulle spalle da sola, altri giorni invece mi pare una cagata pazzesca senza un briciolo di valore accademico.

Ma si sa che sono una persona volubile, quindi non diamoci peso.

Potrei raccontarvi che qualche giorno fa, dopo una giornata passata a provare vestiti e giacche (50 signori, ho provato 50 giacche!!) ho trovato finalmente la mise perfetta per sta benedetta laurea. Ormai in casa mia non si parla d'altro. Gente che telefona, mi manda mail, mi scrive su facebook chiedendomi il giorno preciso richiesta a cui segue un sempre più inquietante "dai che ti vengo a sentire..."

Nooooo. Vade retro!!!!! QUEL giorno arriverò in università armata di aglio e crocifisso pronta a respingere chiunque voglia a tutti i costi assistere alla mia disfatta pubblica. Perchè lo so, lo so che mi impappinerò terribilmente, che inizierò a blaterare concetti inesistenti. Lo so che tra tutte le belle teorie che potrei esporre finirò per parlare del cazzeggio comunicativo di Sobrero*, su, avanti, non si può dire "cazzeggio" durante la discussione di una tesi. In realtà la paura più grande è: se mi fanno una domanda di quelle stronze, a cui io non so rispondere?

Che faccio? Il mio sogno: 

zittirmi, aspettare qualche secondo con parenti e amici alle mie spalle che iniziano a mostrare chiari segni di nervosismo, mio papà che si tormenta le unghie, la mia relatrice che mi guarda fissa perforandomi da parte a parte, e poi, così, improvvisamente, quando la tensione è alle stelle far partire le prime note di... "the moment I wake up, before I put on my make-up, I say a little prayer for you, and while combing my hair now and wondering what dress to wear now, I say a little prayer for you"..

A questo punto qualche amico di quelli giusti e reattivi coinvolgerebbe tutto il pubblico in un gioioso "forever and never you'll stay in my heart and I will love you, forever forever we never will part Oh, how I love you, together together that's how it must be to live without you, would only be hearthbreak for meeeee" con tutta la commissione che balla e lancia tonache a destra e a manca e io che, superata la tensione, lancio il tocco in aria ballando la tarantella con il presidente del mio corso di laurea.

Nella realtà:

suderò talmente tanto che sto sforzo di aver cercato l'abito adatto si rivelerà vano: dovrò buttare via tutto, per quanto sarà corroso. Dopo un minuto di esitazione in cui mi sentirò colpita come da uno schiaffone in pieno viso e a mano aperta, stringerò i denti e mi inventerò quattro cazzate. Per sommo sollievo altrui e torturamento di balle mio che non me lo perdonerò mai a vita.

Sono una persona stressata.

 

@ale@

 

 

*esimio linguista

mercoledì, ottobre 15, 2008

Camilla

E così alla fine si è saputo: mia nipote è una bimba, una splendida bimba che si chiamerà Camilla.

La tradizione familiare che vede una prevalenza schiacciante di donne continua, e poi, perdonatemi, ma non donne qualsiasi, donne che per definizione hanno due attributi grossi così

L'idea di diventare zia riempie il mio cuoricino di pietra di una tenerezza incredibile. Il compito delle zie quale è? Io so solo di avere avuto (anzi di avere ancora) una zia meravigliosa, che in realtà è una pro-zia (adesso non mi metto a spiegarvi tutto il complicatissimo albero genalogico della mia altrettanto complicatissima e composita famiglia) ma lontanissima dall'immagine di vecchia pro-zia con i baffi che ti stroppiccia la faccia quando vai a trovarla e ha le pareti della casa che sanno di minestrone.

Per me è stata una seconda madre, per me è stata tutto. Non riesco a immaginare la mia vita senza di lei, e vederla invecchiare mi terrorizza nel vero senso della parola.

Ecco perchè per Camilla vorrò essere così, e molto molto di più. Ho il vantaggio della gioventù, di poterla veder crescere senza aver problemi a buttarmi per terra in un prato a rotolare.

E allora mi sono trovata a riflettere sulle cose che un giorno vorrei dire a questa frugoletta. Vorrei dirle che le bugie non servono a niente e che la verità anche se fa male paga sempre. Le dirò che ogni esperienza vale la pena di essere vissuta con completezza, anche quando ti sembra che non porterà da nessuna parte, anche quando sei stanca, sfiduciata, incazzata, triste e disillusa. Le dirò che senza l'ironia, senza le risate, l'umorismo e un pizzico di leggerezza è inutile svegliarsi la mattina e iniziare una nuova giornata. Le dirò che il coraggio anche se pensi di non averlo, da qualche parte c'è e che nel suo dna ce ne sarà moltissimo. Le dirò che i momenti brutti non devono esser fatti di musi ma di tentativi di sdrammatizzare, di motivi per cui sorridere lo stesso. Le dirò che le passioni, ah si, quelle si che sono importanti, perchè le nostre passioni siamo noi e noi siamo le nostre passioni, che vanno coltivate, assecondate, rispettate. Le dirò che è stupido avere rimpianti. Le dirò che dare fiducia agli altri è meraviglioso ma che bisogna sempre farlo con intelligenza e cuore, e se qualche volta si sbaglia, fa niente, lo si supererà senza perdere la voglia di dare fiducia a qualcun'altro. Le racconterò che ha una mamma meravigliosa, divertente, buffa, con un cuore enorme e che si è presa cura di me in ogni modo. Le dirò che avrebbe avuto una nonna speciale, specialissima, che se la sarebbe coccolata tutta e le avrebbe cantato un sacco di bellissime ninnenanne. Ma questo non è un problema perchè posso sempre farlo io. Le dirò che studiare è importante, perchè ti apre la mente e ti rende curiosa, attenta, partecipativa. Le dirò che le amicizie sono come tanti piccoli mattoncini, che sta a te curare e controllare, metterli nella posizione giusta, cosicchè ti si crei attorno un muro solido, incrollabile e bello. Le dirò che ha dei nonni che vincerebbero senza dire "bah" il campionato dei nonni. Le dirò che a volte serve sfogarsi, che tenersi tutto dentro non serve a niente se non a logararsi. Le dirò anche, quando sarà più grande, che gli uomini, anche se a volte un po' stronzi, sono delle creature meravigliose, affascinanti e che qualcuno c'è che, a modo suo, riesce a renderti felice, a completarti, a emozionarti. Le dirò che la sua zia ha tantissimo amore dentro che non sa bene come destinare e allora ecco la soluzione, una bimba. Una bimba da veder crescere, da prendere per mano quando vorrà. Da guardare addormentarsi quando potrà.

Una bimba a ricordarti ogni giorno che esistono davvero quei momenti nella vita in cui capisci che è finito il periodo dell'egoismo, del pensare a te, ai tuoi problemi, a chi ti ruota attorno. Perchè, diavolo, adesso c'è una creaturina minuscola e perfetta che ha bisogno dell'aiuto di tutti per affacciarsi alla vita con un sorriso.

Non pensavo che mi sarei sentita così, forse non avevo ben realizzato, eppure vedendo le foto dell'ecografia, il primo book di Camilla, mi sono sentita piena di una sensazione nuova e bellissima.

Io, zia. Fa un po' impressione ma francamente non vedo l'ora di tenerla in braccio e lasciarmi stringere le dita tra le sue minuscole manine.

@ale@

 

mercoledì, ottobre 08, 2008

Muscina dormiente

Rivoglio la mia vita fancazzista di qualche mese fa.

Sono stanca, stanca, stanca, STANCAAAA!!

Ok, queste erano le premesse. Il fatto è che come avete potuto leggere nello scorso post sono un po' atterrata psicologicamente e così in automatico nel fare tutto il resto più che da entusiasmo vengo presa da stanchezza cronico-compulsiva.

O forse sarà perchè vado quattro volte alla settimana in palestra...Però i risultati si vedono, per cui stringo i denti e proseguo con questo stile di vita da donna bionica. In casa ormai sono una chimera, dovrei esserci per cena, ma arrivo tardi e finisco sempre per cenare dopo tutti. In università ogni tanto crollo sul banco. La tv non la guardo più perchè mi addormento. Il pc lo accendo poco, mi si stancano gli occhi e l'unica cosa che ho voglia di fare prima di cadere in uno stato semicatatonico fino alla mattina successiva è leggere un pochettino.

Della mia data di laurea non si sa ancora niente, e presumibilmente non se ne saprà nulla fino a fine ottobre e questo è un altro notevolo motivo d'ansia. Che io debba parlare dieci minuti, un quarto d'ora, mezzora, non cambia nulla, rimane il fatto che devo parlare, e non cantare, in PUBBLICO.

Mio/a nipote continua a stare a gambe incrociate durante le ecografie e quindi continuiamo a non sapere se è maschio o femmina. In compenso mia sorella che ormai ha superato il quinto mese continua a svomitazzare che è una bellezza e io sono sempre più convinta che mi farò portare un pargolo dalla cicogna piuttosto che dare fondo alla stronzaggine genetica della mia famiglia che fa sì che tutte le donne del casato debbano avere 9 mesi di svomitazzate e non i normali tre di tutte le cristiane del mondo.

Domani devo sostenere un test di creatività nel corso di pubblicità che sto seguendo. Penso che il massimo della mia creatività in questo momento possa essere il trovare nuove posizioni in cui dormire, anche le più apparentemente scomode.

In chiusura ringrazio sentitamente Yaris per il regalo/premio che mi ha assegnato e che vado ivi a mostrarvi

REGOLAMENTO: al ricevimento del riconoscimento, citare il nome di chi vi ha ritenuto suo amica/o mostrando il nome del suo blog o profilo. (già fatto) Scegliere un minimo di 7 profili o blog che sono i tuoi amici o che ritieni siano meritevoli della tua simpatica attenzione.
Mostra il loro nome e avvisali che hanno ricevuto il segno della tua"AMICIZIA".

Ovviamente non posso fare sette nomi, siete tutti meritevoli della mia attenzione e della mia amicizia, TUTTI!! colgo la commovente occasione di ringraziarvi per i commenti al post precedente, al posto di spararvi un colpo in testa come avrei fatto io per prima dopo essermi letta, avete commentato e mi avete consolata e coccolata. Cosa c'è di meglio?

@ale@

sabato, ottobre 04, 2008

Scelte di marketing...

Uff..come è difficile..Avrei voglia di parlare di una sola cosa, perchè è praticamente l'unica che occupa i miei pensieri ultimamente quando non ho il cervello impegnato in faccende universitarie, solo che non posso farlo...O meglio non posso farlo liberamente.. D'altra parte la scelta di fare outing in merito a  questo blog con le persone che appartengono alla mia vita di tutti i giorni è stata mia, sono contenta di averlo fatto perchè ormai vedermi cercare su google a destra e a manca stava diventando fastidioso. Il risultato non sarebbe cambiato. Un gruppo di persone a cui non avevo esplicitamente detto dell'esistenza di questo blog, ma che comunque l'avevano trovato, si facevano un paiolo di cavolini miei. Non che ci sia niente di male, non ho niente da nascondere, non ho scheletri nell'armadio, non ho commesso peccati capitali, non ho ossa sepolte in cantina. Sono una come tante, forse con un pelino di lingua biforcuta in più, che usava questo blog per sfogarsi di tante cose che, nella vita reale, ha difficoltà a tirar fuori. Forse perchè ha un'immagine di persona strong e inscalfibile. Forse perchè del suo carattere fanno parte anche una certa riservatezza e sofferenza di fondo che impediscono di parlare apertamente di sentimenti e affini.

In fondo non è da molto che questo blog si è aperto al mondo, prima era muscinaeisuoiproblemi-centrico, e, volendo analizzare il tutto con un pizzico di marketing spicciolo, da quando ho iniziato a parlare di altro, vedi cazzate, tv, cinema, libri ecc (pur lasciando delle venature di everyday life) le visite sono salite, gli amici di blog si sono moltiplicati.. Questo mi ha insegnato che tutti vogliono evasione, ed è uno dei principali motivi per cui scrivono un blog o ne leggono uno altrui.. Tutti hanno già abbastanza problemi di loro per non voler leggere anche quelli altrui, soprattutto se di una diciassettenne allora, e ventidueenne adesso, che delle paronoie fa la sua bandiera ogni giorno.

Io questo lo capisco, e siccome non voglio annoiare nessuno, tantomeno me stessa, e siccome una manciata di sorrisi al giorno fa bene e riduce l'insorgere delle rughe, continuerò su questa linea. Continuerò a essere cinica e spietata, continuerò a scrivere le mie recensioni surreali. Continuerò a sfottere i vip e a parlare di gossip, della de filippi e della sua corte, della settimana della moda e dell'isola dei famosi.

Però, ecco, così, per la cronaca l'unica cosa che avevo voglia di scrivere e l'unica cosa che ho le energie di scrivere alla fine di questa interminabile e pesantissima settimana è che non sto passando un periodo Bello. Eppure dovrei, che diamine, tra un mese mi laureo, giusto per dirne una.

Ma essere sempre scontenta e mai soddisfatta è nella mia patetica natura. Quindi non facciamoci troppo caso. E' che, anche se in pochi ci credono, sono sensibile. Di quella sensibilità che non si vede ma a causa della quale tanti gesti fatti dagli altri e tante parole dette per caso, su di me hanno l'effetto di tanti piccoli tagli. Che poi ogni tanto si mettono anche a sanguinare.

Detto ciò, in questo bel clima funereo che sono riuscita a creare con questo post, ci tenevo a rassicurarvi dicendo che oggi, in mezzo a tutto sto casino, è anche moderatamente una buona giornata. Immaginatevi le altre.

@ale@

mercoledì, ottobre 01, 2008

Telegramma

Sono viva stop

spero per questo weekend di riuscire a scrivere un vero post stop

tra università, cazzi e mazzi burocratici, organizzazione viaggi, ricerca di un lavoro e palestra non ho un minuto libero stop

vi penso comunque sempre stop

a presto stop

@ale@

p.s

sono stata così concisa per risparmiare tempo e venire a fare un giretto nei vostri blog

venerdì, settembre 26, 2008

Ricchi premi e cottilons...

Miiiii...non ci pozzzo credereeeee...a distanza di qualche mese nuovamente insignita del premio brillante weblog..

Inizio a credere che tutto ciò sia un segno, un segno della mia vocazione a trascorrere l'ottanta per cento del mio tempo libero tra blog a cazzeggiare, amo così tanto questo conversational media da averci scritto su una tesi..E amo tutti voi, per come scrivete, per come siete capaci di farmi ridere, sorridere, riflettere...

[Premessa essenziale: oggi sono particolarmente emotiva e mi commuovo per un nonnulla, non dovrebbe trattarsi di sindrome premestruale, è più probabile che io abbia la luna in transito nel segno, o che mi sia bevuta il cervello...O forse la seconda è conseguente alla prima, non lo so].

[MODALITA' VINCITRICE DI VELINE ON] Volevo dire grazie a me stessa per essere come sono, perchè se sono come sono lo devo solo a me stessa e me stessa è una bella persona. Poi volevo anche dire che credo nella pace e nella fratellanza e mi impegno per un mondo più pulito. Infine grazie per tutti quelli che sono dovuti transitare nel mio letto prima che io arrivassi ad avere un ruolo definitivo in tivvù e uno stipendio a sei zeri. Grazie [MODALITA' VINCITRICE DI VELINE OFF]

No dai, seriamente. E' un discorso che si è già fatto più volte qui dentro. A me non frega più di tanto del numero delle visite, del numero dei commenti cada post. Non sono quel tipo di blogger. E detesto, per esempio, chi ha quella brutta abitudine di concludere con frasi del tipo "mi raccomando commentate", quasi a far sentire in colpa l'avventore occasionale per non aver nulla da dire, per non sapere come infilarsi in un discorso, per non essere, magari, abituato alle "relazioni pubbliche" online. Chi si mette a scrivere un blog dovrebbe farlo, e la maggior parte di noi lo fa, per il piacere di farlo. Per il piacere di comunicare per iscritto in una forma di italiano comprensibile e, a volte, piacevole. Priva dell'orrido kappese e delle abbreviazioni da sms. Chi scrive un blog, secondo il mio modesto punto di vista, è una persona che ama condividere, ironizzare, magari che avrebbe amato far della scrittura un mestiere ma poi ha scelto un'altra strada, meno ardua e, diciamocelo, più remunerativa.. Perchè qui, di Moccia de 'norartri non ce ne sono. Io per esempio vorrei fare la cantante eppure sto qui ad ammorbarvi, vedete un po'.

Detto tutto ciò è però vero che quando intorno al tuo blog si crea una bella comunità di persone che si "conoscono" e leggono tra loro, perchè di link in link alla fine si finisce per essersi frequentati tutti almeno una volta, fa piacere sapere che qualcuno considera il tuo blog brillante e te lo dimostra regalandoti un piccolo award! Quindi grazie mille ad eklica per la stima e la simpatia che mi hai sempre dimostrato e che, te lo assicuro, sono pienamente ricambiate.

Il triccheballacchè delle regole del premio ormai lo sapete tutti quindi non le riporto che sta forma troppo ufficiale mi provoca prurito. Resta il fatto che devo premiare sette o più persone a mia scelta. E visto il discorso fatto qui sopra io credo che siate tutti brillanti, sberluccicanti e illuminevoli (va te che neologismo..) Per questo motivo scelgo di indirizzare il premio a tre blogger che vivono fuori dalla comunità splinderiana e blogspottiana di cui fanno parte il maggior numero di avventori dell'Altra metà della mela, nello specifico indirizzo il premio a tre persone che conosco personalmente e che hanno dei bei blog, sticazzi, nella comunità di live space (i blog di emmeesseenne per intenderci).

Nello specifico si tratta di:

Augurandomi che la vita riservi effluvi d'amore per tutti, concludo questo post di ringraziamenti dovuti a coloro che hanno permesso che questo spazio, questo sassolino inerme nel grande vialone di ghiaia di internet, prendesse, anzi, ri-prendesse vita. E permettesse a questa sclerata della sottoscritta, di sfogarsi un po', di farsi due risate ogni giorno, ma soprattutto di avere due corteggiatori D.O.C come Picchu e Godeliano (ho voluto scriverlo perchè non è che mi capiti poi così spesso di avere dei corteggiatori, neh..)

@ale@

p.s

spiegazione per i vincitori del premio: in pratica se accettate l'award dovete pigliare il logo del premio che trovate nel blog (se non riuscite a copiarlo perchè ho messo il blocco del copia-incolla chiedetemelo che ve lo consegno direttamente via mail), scrivere un breve post nel vostro blog con le emosssioni del momento e candidare altri sette o più vincitori blogger, sono stata spiegata? Bene.

martedì, settembre 23, 2008

Muscina laureanda

Dunque, in questi giorni non ho avuto molto tempo da dedicare al blog e a tutti voi, mi tocca riassumere velocemente una serie di cose di fondamentale importanza:

  • Ho consegnato la domanda di laurea (ieri, un'ora e mezza di coda in segreteria..perchè mi sembra ovvio che a settembre, momento clou per le segreterie universitarie, tengano aperti due sportelli su sei). La data della discussione me la comunicheranno una ventina di giorni prima al massimo. E' questo "al massimo" che, knowing my chickens, mi inquieta parecchio. Al di là dell'ansia da prestazione che mi viene al sol pensiero di dover parlare in pubblico e magari anche rispondere a delle domande (fatemi cantare, ma non parlare, non sono capace), la mia maggior preoccupazione, tipicamente femminile come è ovvio che sia, è il dover trovare un tailleur o qualcosa che non siano jeans maglietta/camicia che è stata la mia divisa ufficiale per tre anni di universita. E presumibilmente lo sarà anche per i prossimi due. (aprendo l'ennesima parentesi, mi sono sempre chiesta come fanno quelle ragazze che vengono in università con gonna, tacchi, vestiti e orpelli di ogni genere. Io che l'80% delle volte sono in ritardo a lezione, io che solitamente mi trascino dietro una borsa che pesa più di me, io che son già sudata anche in pieno inverno per essermi scapicollata su sampietrini e rotaie del tram, non potrei mai pensare di affrontare tutto ciò con una gonna e men che meno con i tacchi. L'unica carineria che mi sono permessa in tre anni son state le scollature in sede d'esame, quando sapevo che avrebbero in qualche modo contribuito alla mia promozione  Ammiro dunque chi riesce a presentarsi in università con abiti che io relego alla sera e al weekend, quando c'ho proprio voglia di sentirmi gnocca e la semplicità, per una volta, la metto in un angolo)
  • Ho finito la tesi che è attualmente in fase di correzione, aggiunta/taglio. Devo scrivere una mezza paginetta di ringraziamenti, ma appena vado oltre i sinceri "grazie" alla mia relatrice, mi viene il blocco dello scrittore, la commozione e vorrei ringraziare tutto il mondo in un moto incontenibile di peace&love.
  • Domenica sera, ho acceso la tv per avere un po' di compagnia mentre fumavo l'ultima sigaretta prima delle ninne. E quindi, dato che la mia televisione si sintonizza automaticamente su canale5 (tu guarda che masochismo) mi sono scontrata di nuovo con il muro di banalità e assurdità de Il Ballo delle Debuttanti. Ho osservato costernata la scena dell'incarnazione del male posseduta dallo spirito del bon ton che chiedeva a due delle sfigatelle di turno di mostrare al gentil pubblico come si mangia un gelato e un piatto di spaghetti. Dopo essermi assicurata che nessuno avesse alterato il contenuto delle mie marlboro light, sono giunta alla conclusione che non c'è mai limite al peggio. E che se la prima puntata è stata un cagata, nella loro idiota mentalità televisiva, non c'è nessun motivo per rendere la successiva una cagata più piccola, ma, anzi,  è necessario renderla uan cagata ancora più grossa. Non so voi, ma, pur conoscendo perfettamente le regole della buona educazione ed applicandole in contesti come cene/pranzi a casa altrui o al ristorante, a casa mia se ho voglia di mangiare in poltrona e senza tovagliolo sulle ginocchia, lo faccio eccome. E tuttavia continuo a sentirmi più pronta a "debuttare alla vita" (rita dalla chiesa copyright) di qualunque delle concorrenti.
  • Gio mi manca terribilmente. Ho degli attacchi di malinconia che non so nemmeno come affrontare. Ogni tanto con il cellulare in mano aspetto il suo nome che non lampeggierà sul display o mi viene l'istinto di chiamarlo, ma è inutile, bisogna usare skype, aspettare di essere di fronte al computer. Forse la cosa che mi manca di più è proprio l'immediatezza del nostro rapporto. Ormai sono 7 anni buoni che ho l'abitudine di chiamarlo o vederlo appena mi succede qualcosa, qualsiasi cosa, per condividerla con lui. E viceversa, credo. Insomma, mezzo mondo in mezzo a noi non mi va proprio giù.
  • Domani inziano le prime lezioni della laurea specialistica che mi appresto a frequentare. Ieri c'è stata la presentazione e, sarà perchè sono un po' svogliata, sarà perchè questa specialistica non è un vero e proprio desiderio mio, ma una sorta di cammino obbligato, mi sono sentita un pesce fuor d'acqua. Lontana da quei visi conosciuti, visti e rivisti per tre anni in ogni dove. Dei nuovi compagni non posso dir molto, siamo in circa 110, quei pochi che hanno parlato hanno fatto domande inutili. Bah.

 

@ale@

 

sabato, settembre 20, 2008

muscina monomaniaca

Qualcuno sa darmi una spiegazione plausibile al fatto che io abbia passato l'intera serata ad ascoltare alternativamente Sweet Home Alabama e Proud Mary in tutte le versioni possibili e cantate da chiunque?

Mi manca solo la "papa sotto la doccia" edition e poi ho completato il quadro.

E il bello è che non mi sono mica annoiata eh, è ho canticchiato tutta divertita almeno una volta per ogni riascolto..

In sostanza: trovatemi un uomo! così almeno il venerdì sera esco e la smetto di rimbecillirmi con monomanie, no perchè...Finchè son musicali va anche bene, ma fra una settimana, un mese, un anno, come potrei ridurmi?

 

@ale@

giovedì, settembre 18, 2008

Arretrati..

In questi giorni ho avuto disperatamente da fare con la tesi (è finita!! è finita!! ma di questo parleremo più avanti) e ,mi è mancato il tempo di condividere con voi l'obbbbrobrio (e la quadrupla b non è casuale) di cui sono stata, ahimè, spettatrice domenica sera. Siccome appartengo alla specie di quelle persone curiose come scimmie urlatrici non mi sono potuta perdere l'appuntamente serale con la prima puntata di quello che, ancora prima di cominciare, si candidava ad essere l'evento TRASH della stagione televisiva appena iniziata.

Il ballo delle debuttanti.

Ora, già qualcuno mi dovrebbe spiegare come si fa a trovare un titolo meno accattivante di questo. No perchè io personalmente (e qui è probabile che in effetti sia un problema mio) associo il ballo delle debuttanti ad una ventina di figlie di papà, simpatiche come un brufolo sul mento il giorno del matrimonio, che ballano valzer con cadetti allupati che non vedono una donna da mesi e troverebbero attraente anche la figlia di fantozzi (non me ne abbiano i cadetti, per carità, che se sta a scherzà).

Dopo avermi illuminato sull'infelice scelta del titolo, che di per sè, allontana una sostanziosa fetta di pubblico (ragazzo medio: che palle ste cose di ballo..ah è un programma della de filippi? ah beh allora..) qualcuno dovrebbe poi spiegarmi il perchè siano state create due squadre, chic e pop, alias le menose e le caciottare. Come se al vero ballo delle debuttanti di Vienna le damigelle si sfidassero al lancio del caviale o a chi sputa champagne più lontano.

Comunque, per farla breve, ci sono dodice sgallettate più o meno ventenni. Sei nella squadra chic capitanata da quel mostro di simpatia di Iancu, esimio coreografo ed etoile che da quando è andato in pensione si è bruciato anche gli ultimi neuroni superstiti con i lifting al viso, vendendosi agli squallidi giochetti di intrattenimento popolare di Maria la sanguinaria. E così, da ospite fesso e indefesso nella giuria di Amici dello scorso anno, ruolo che ricopriva con un sadismo e un'acidità che al confronto il mago Solange è quasi virile, si ritrova capitano della squadra chic. Per lui la vita è un valzer tradizionale e un tango passionale. Se non sono dichiarazioni da brividi e pelle d'oca queste... Le componenti della sua squdra sono caciottare travestite (malamente) da ragazze di classe, il cocuzzaro degli autori defilippiani ha posto loro tanti piccoli sacchetti di merda sotto il naso, e loro, da brave bambine, recitano la parte delle giovani donne, piene di amibizioni, studiose, con gusto nel parlare, nel vestire e nel comportarsi. Ovvero una razza che non è mai esistita. Perchè anche la signorina Rottermaier in camera sua si metteva le dita nel naso e faceva, ohinò ohibò, la pupù. Sono di un artefatto che rasenta il ridicolo. Parlano come se avessero ingoiato due minuti prima uno Zingarelli edizione speciale, ma è evidente che non sanno nemmeno cosa dicono, è evidente che hanno imparato un copione a memoria, è evidente che devono veicolare il messaggio "anvedi come parlo bbuono" per impressionare la casalinga di PoggioPineto che prenderà il cellulare e voterà per lei, "perchè mi sarebbe tanto tanto piaciuto anche a mme vestirmi da principessa e andà a ballà a Vienna con i ricconi".

Le altre sei fanno parte della squadra Pop, capitanata da Bill Goodson, noto coreografo dallo stile alquanto eccentrico, che rappresenta la modernità e la dinamicità delle ragazze moderne. Queste le han tirate su direttamente dal mercato ortofrutticolo, appiccicato addosso l'etichetta di brave ragazze, un po' ingenue, che non hanno avuto tante possibilità nella vita, ma sono uptodate e pronte ad abbracciare tutto ciò che di nuovo il mondo ha da offrire. Per Goodson la vita è una samba sauvagi.

Io la Samba Sauvagi l'ho ballata furiosamente quando a mezzanotte e oltre sto gallinaio è finito e ho potuto riaccendere la televisione e guardarmi il telegiornale.

Si perchè alla fine non ce l'ho fatta. Anche io, amante del trash e sempre in cerca di materiale succoso per le mie "srecensioni" splinderiane, ho deciso che NO, non ce la potevo fare, e il mio pollice si è arreso al tasto audio off  del telecomando. Dopo mezzora di programma e di discussione sul nulla mi ero così innervosita da provare forti istinti di distruzione. Io dico che non si può. Ma veramente. Non è possibile che nel 2008 siamo ridotti che un programma che non fa altro che marcare ancora di più quegli stereotipi che noi donne abbiamo combattuto per eliminare, faccia il 15% di share e anche di più in. Un secolo di femminismo buttato nel cesso.

Si parlava di eleganza (ma cosa è elegante? il vestito d'alta moda? nossignori, l'eleganza è un'altra cosa e conosco fior fior di persone eleganti e con vestiti del mercato), si parlava di come tenere la tazzina del caffè, si parlava di verginità prima del matrimonio (si, BUM, e magari i bambini li si va a prendere sotto un cavolo dove li ha depositati la cicogna), di raffinatezza, di educazione, di bon ton, di debutto alla vita. Brrr..brividi in ogni dove.

Io dico no alla banalità. Io dico che questi programmi vengono fatti perchè chi li fa sa che c'è qualcuno che li guarda, e si appassiona e pensa che sia tutto vero. E la parte, invece, tra cui io mi includo, di chi li critica aspramente e con ogni mezzo, denunciandoli come causa di impoverimento culturale e sociale, annoverandoli tra le 7 piaghe capitali prima dell'invasione delle cavallette. Ma a loro non fregherà un tubo perchè la casalinga di Vogherà continuera a votare e noi blogger/giornalisti/cittadini indignati ecc., parleremo e parleremo, scriveremo e scriveremo con l'unico effetto di far loro pubblicità.

Il fatto che io ora stia facendo pubblicità a quell'obbbbrobrio mi disgusta profondamente, ma sono testarda e convinta che prima o poi i commenti disgustati di chi Informazione non la fa per professione ma per diletto e spirito di condivisione, serviranno a qualcosa.

Ho tanti pregi ma sono ancora piuttosto idealista

Per altro se proprio devo trovare un lato positivo in questa grande baracconata..: ho scoperto che volto ha il male, ha anche un nome si chiama Ida Pezzotto. Donne così non dovrebbero stare al mondo, anzi, a pelar cipolle e teste d'aglio.

In sostanza un gran coacervo di braccia rubate all'agricoltura, di ballerini del ben più fortunato porgramma-fratello "Amici" (con una prevalenza di quelli sbarcati in canotto anni fa), di autori anch'essi rubati ad "Amici" che ormai quello hanno nella testa e al di là di polemiche sterili e danze che saprebbe far meglio mio prozio con l'artrite, non sanno inventarsi...

E poi Maria, che io alla fin fine ho sempre reputato una donna furba, una che dal niente ha creato un impero e l'ha fatto per via di intuizioni, per aver saputo sfruttare le debolezze del popolo di spettatori televisivi italiani (Maria che te possino, tu hai inventato la finta di tv "fuori dalle telecamere" e adesso tutti ti copiano nell'ansia di portare il real, il reality anche dento gli scarichi dei water), questa volta mi ha DELUSA. Perchè, consapevole di aver messo in piedi una colossale, diciamocelo, cagata,ha mandato allo sbaraglio una Rita Dalla Chiesa del tutto inadatta a sostenere un programma in prime time la domenica sulla rete ammiraglia di mediaset. Dopo anni di imbalsamazione nello studio di forum si guardava in giro spaesata alla ricerca di santilicheri che però non c'era e al posto suo c'era Garrison come co-conduttore. In pratica hai mandato avanti due tuoi amici per pararti il sederino in caso di flop colossale. E l'assurdità è che ti è pure andata bene. Perchè questa volta, se fosse finita come con il tuo Unanymous di qualche anno fa, cara Maria, io sarei stata contenta.

Dalla fiera delle acidità è tutto, e, grazie a dio, non ci risentiremo per la prossima puntata. (non perchè non ci sia una 'prossima puntata', ma semplicemente perchè io piuttosto che vederla andrei a giocare a bingo a villa arzilla)

@ale@

lunedì, settembre 15, 2008

Una strana dipendenza..

Forse ne avevo già accennato tempo fa, non mi ricordo (e non ho nemmeno voglia di andare a controllare.. pensate un po' che scansafatiche..), sta di fatto che sono ormai un bel po' di mesi che soffro di una singolare forma di dipendenza per una platform geniale, anzi, ormai lo definirei proprio uno nuovo Conversational media, ovvero Facebook, affettuosamente detto faccialibro all'italiana.

In effetti si tratta di un repertorio quasi infinito di volti provenienti da qualsiasi parte del globo terrestre, ad ogni volto corrisponde una persona e ogni persona ha un tot di amici trovati (e più spesso ri-trovati), tramite un efficacissimo strumento di ricerca. Non so molto dell'idea di partenza ma le leggende dicono che si trattasse di un sistema di comunicazione ideato da due studenti di non so qualche college americano, che cercavano un modo di collegare tra loro tutti i compagni di corso e di ateneo di modo che si potessero creare nuove amicizie, combinare incontri e gruppi di studio e così via. Ignoro la leva che ha fatto scattare la diffusione a macchia d'olio del progetto, rimane il fatto che, quando mi sono accorta che avere un account su facebook era il must dei must mi sono messa di impegno e 'ho creato anch'io. Fino a qualche mese fa non era impresa facilissima, le istruzioni, spesso incomprensibili, esistevano solo in inglese, bisognava andare un po' ad intuito ma finiva sempre che non ti prendeva il trip di metterti a cercare il cugino dell'amante del portinaio che gestiva vent'anni fa il palazzo di tuo nonno. Poi, all'improvviso, la traduzione in italiano, e lì, basta, per me è finita, è venuta fuori tutta l'indole da zia Pina che è in me e mi sono messa a cercare indefessa compagni dell'asilo, gente conosciuta in vacanza lustri fa e così via, più ovviamente i compagni di università e gli amici di tutti i giorni che, sempre nella logica di essere al passo coi tempi, possiedono un account. Per un totale mio attuale di 145 amici se non sbaglio.

Tutto ciò, oltre a darti una percezione netta di "quante persone conosci o hai conosciuto" ti permette sia di recuperare rapporti magari persi senza un motivo specifico, sia di scambiarti messaggi con gli amici di tutti i giorni in un modo più originale rispetto alla solita telefonata o chattata in msn, inoltre si dispone di uno spazio illimitato (60 foto per album) per caricare fotografie e immagini, con la possibilità di "taggare" i tuoi amici nella foto, ovvero di riconoscerli di modo che nel passare con il mouse sulla loro faccia compaia un rettangolino con il nome e il link al loro profilo.

Ed è così che vien fuori che Cicciriello ha ancora tutte le foto di classe del liceo, per esempio, e ti tagga, e tu vai a guardartele e ridi per ore pensando a che diamine di taglio di capelli portavi..

E poi, dato da non sottovalutare, facebook permette di aggiungere un grandissimo numero di applicazioni/giochi che dovrebbero in qualche modo delineare ancor meglio la tua personalità dando modo ai tuoi amici di conoscerti ancor più, si va dai classici test "che amante sei" ai più insoliti "che puffo sei", passando per battaglie a word challenge o a movie's test.

Si possono creare eventi a cui invitare gli amici, si possono creare gruppi e invitare tutte le persone che pensi potrebbero condividere con te una determinata passione piuttosto che un modo di fare, di essere, di pensare (gruppi cult per la sottoscritta: no al bimbominkia su facebook, salviamo il mondo dalla deriva del congiuntivo, perchè mi aggiungi su facebook se poi per strada non mi saluti...)

Io ormai ci passo la maggior parte del tempo dedicato al pc, diciamo un cinquanta  e cinquanta con il blog dai, e consiglio a tutti voi di provarci, non tanto per diventarne dipendenti in modo malato come la sottoscritta, quanto per riflettere sulla potenza di un nuovo mezzo di comunicazione che, idealmente, unisce per trattini tutti quanti noi, a ricomporre un puzzle, come nel giochino delle figure sulla settimana enigmistica...

Se poi qualcuno avesse già l'account e gli facesse piacere uno scambio di amicizia ci possiamo sentire in pvt e comunicarci i cognomi, ah si, mi stavo giust dimenticando di questo dato importante: ci si iscrive con nome e cognome che compariranno come identificativi del proprio profilo, questo, in teoria, dovrebbe permettere un rischio minore di scambi di persone o citrulli che fanno i furbetti ed, inoltre, è l'unico modo grazie a cui il sistema di ricerca di cui parlavo prima può funzionare. Il profilo si può comunque rendere privato, ovvero visibile ai soli amici, quindi è ottimo anche per chi, per varie ragioni, non potesse comparire liberamente online.

Manifesto pubblicitario di una facebook dipendente concluso.

 

@ale@

venerdì, settembre 12, 2008

Riflessioni di un'universitaria al capolinea

Stamattina mentre correvo sul tapisroulant convinta che da un momento all'altro il cuore mi balzasse dal petto per venire a farmi una pernacchia, ho cercato di riflettere chiaramente sul mio futuro.

Fra un mesetto inizieranno i corsi della laurea specialistica a cui mi sono iscritta senza particolare entusiasmo. Mi piace studiare, e non ne ho mai fatto mistero, quel che è certo, però, è che non sono convinta che fare questi due anni in più serva realmente a qualcosa. Ok, a scriverlo sul curriculm. Grazie. Ma una volta che ce l'ho scritto le mie capacità saranno realmente incrementate?

Ho voglia di lavorare. L'esperienza di stage in un'agenzia di comunicazione e marketing che ho fatto lo scorso anno accademico mi ha entusiasmata, in tre mesi ho imparato più che in tre anni sui libri, a livello pratico certo, ma se il vantaggio dell'università, come tutti ultimamente si affannano a dirmi, è quello di un arricchimento della propria cultura personale, non è altrettanto vero che per leggere e imparare cosa c'è scritto sui libri non ci sia bisogno di professori svogliati e demotivati che quando sono in aula è come se non ci fossero?  Posso (possiamo) arrangiarmi (arrangiarci) anche da sola (soli), vado si va) in libreria e divoro (si divora) il divorabile. Io per altro l'ho sempre fatto e presumibilmente sempre lo farò.

Quello che manca in università sono insegnanti capaci di infondere entusiasmo negli studenti. In tre anni ne avrò incontrati quanti così entusiasti del loro lavoro da avercelo scritto in fronte e conseguentemente attirare l'attenzione di una platea di persone convinte che studiare scienze della comunicazione, porterà tutti loro in un programma di antonio ricci? due, tre? Considerando che uno arriva a dare una trentina di esami direi che il quadro è sconfortante.

Adesso non è voglio mettermi a fare l'apologia degli studi relativi all'ambito della comunicazione, tanto più che io stessa mi affretto sempre a specificare che quell'aggettivo umanistiche messo dopo scienze nella denominazione della laurea triennale che mi accingo a concludere, non è messo a caso, ma ha un senso ben preciso. E la differenza con gli altri corsi di scienze della comunicazione è notevole, provare per credere. Ho letto con i miei occhi piani di studi che prevedevano esami da 8 crediti o giù di lì dai titoli bizzarri tipo "moda e lusso" ,  "sceneggiature per la televisione". Perchè non un bel corso di ricamo allora? Così poi al telefono con il direttore marketing aziendale gli posso spiegare la differenza tra il punto corto e il doppio punto. Son cose utili.

Mi affanno nel voler informare tutti che io in questi tre anni mi sono spaccata il culo esattamente sugli stessi esami di chi, con un'aurea di miticità ed eroicismo, studia o ha studiato lettere moderne. Mi affanno anche nel voler informare tutti che oltre ad aver fatto questi esami ne ho fatti alcuni in più inerenti al settore comunicazione. Ma il termine comunicazione non significa tv, radio e triccheballacche, comunicazione implica molto di più e, per esempio, se non sai cos'è la semiotica di scambi comunicativi non ci capirai mai una ciuspa. O magari ci capirai ma non saprai comunque cosa stai capendo di uno scambio comunicativo. (questa frase è un po' macchinosa, ma per chi ha studiato semiotica dovrebbe esser chiaro..Qualche tempo fa mi capitò di scambiare due chiacchiere con uno studente di scienze della comunicazione di un'altra città, provando a confrontare gli esami ne risultò un quadro bizzarro: quelli che per me erano esamini secondari (es. teorie e tecniche della comunicazione giornalistica, sostenuto dalla sottoscritta per 3 crediti) per lui erano esami da 10 e più, mentre gli esamoni sui quali ho sudato davvero tipo linguistica generale, linguistica avanzata, semiotica, stilistica ecc.. erano per loro opzionali oppure da pochi crediti. Surreale che non si riesca a prendere seriamente la comunicazione, eppure fior fior di studiosi se ne sono occupati. E' che ormai vige il pregiudizio, comunicazione=ahSistudianoCazzateSullaTelevisione. Dio Santissimo, non è così.

Ogni settore ha i suoi spocchiosi e io mi rendo conto di essere diventata uno spocchiosa delle scienze della comunicazione. Perchè poi se stai fumando una sigaretta in salotto prima di uscire di casa e capiti davanti a due fotogrammi di "Veline" in cui almeno due ragazze in tre minuti sentenziano con orgoglio di studiare Scienze della Comunicazione ti girano ampiamente i coglioni.

Tutta questa riflessione (che a molti potrà dare sui nervi, me ne rendo conto,ma l'ho scritta apposta per aprire un "dibattito"), nasce da una domanda che mi sono posta: ma in futuro a un colloquio di lavoro conterà la mia preparazione culturale ampia e curiosa, o mi chiederanno subito se ho sostenuto esami di teorie e tecniche per l'abbindolaggio telefonico dei clienti?

No perchè io me lo inizio a chiedere seriamente, giacchè continuo a vedere gente brava e preparata che non riesce a trovar lavoro, o se lo trova è sfruttata e sottopagata e gente incapace in posizioni di prestigio.

Vabè basta, è la crisi da un mese prima della discussione della tesi immagino.

Amen

@ale@

mercoledì, settembre 10, 2008

Et muscina..telefono caaasa :-S

Perchè nel genere umano esistono persone, alle quali in teoria vorresti anche bene, che hanno la singolare capacità di trasformare in casino ogni cosa che toccano perchè quella dannata cosa non hanno ancora imparato a non toccarla?

Ok. Detta così è fraintendibilissima.

Ci riprovo.

Il punto è: perchè, o buon dio, a 22 anni non tutti hanno il buon senso di capire quando è il caso e quando non lo è?

A volte mi sento un aliena e vorrei costruirmi un pianeta tutto mio, popolato da persone intelligenti, intuitive, altruiste, sensibili, ironiche, oneste e sincere. E poi ci porterei anche tutte quelle persone che in fondo in fondo mi hanno deluso ma non lo ammetterò mai, o forse non lo ammetterò tanto facilmente. Così, giusto per dar loro la possibilità di riscattarsi. Perchè io sono una che con gli altri va ad intuito, a sensazioni. Se di primo colpo mi piaci, mi piacerai per sempre e potremo anche litigare furiosamente e poi fare pace e poi rilitigare che le cose non cambierebbero. Se invece al primo impatto mi stai sul culo, mi starai sul culo a prescindere.

Che poi questa riflessione scaturisce da una situazione che è del tutto sfuggita al mio controllo e alle mie previsioni e siccome ogni tanto la mia indole di bambina viziata viene fuori, me la prendo. Anzi no, il problema è sempre quello che mi ripetono dalla culla: io mi aspetto dalle persone determinate cose, che non arrivano mai, perchè non posso misurare gli altri con le mie aspettative. Devo vivere, viverle e agire di conseguenza. Fosse facile. Poi con gli individui di sesso maschile non parliamone. E' sempre così. Io tutta fiduciosa, sempre. Sento che si è lì, lì' <<dai accidenti fallo quel passettino, sento che lo pensi...edddaiii>> e poi zacchete <<ale hai due minuti che vorrei un consiglio su una che ho conosciuto ieri sera?>> (non è accaduto ciò adesso, è solo un esempio, però situazioni del genere mi capitano almeno una volta all'anno, ovvero il quantitativo di volte in cui solitamente riesco a interessarmi a una persona dal remoto tempo in cui sono single e a caccia di un purosangue da impalmare) Muscina è un'amica perfetta per il giovine individuo masculo. Muscina domanda e si ricorda sempre se hai un problema, un'incombenza, un compleanno, un onomastico, persino se è l'onomastico della zia Pina di Canicattì. Muscina ascolta, consiglia, si reprime e caccia via un altrimenti assicurato vomito di parolacce. Muscina diventa cameratesca e involontariamente fa dimenticare delle sue labbra a cuoricino e della quarta di reggiseno. A muscina poi vengono ottomila paranoie sul suo aspetto: non sarò più attraente per nessuno? Non sarò più seduttiva? O sarà forse perchè muscina non l'ha mai messa sul piatto d'argento a nessuno? Perchè muscina non la si capisce senza conoscerla BENE, senza parlarci, senza conoscere il suo passato e la sua vita.

Per chi non ci ha capito niente: sto parlando, in linea pratico-teorica delle ricorrenze della mia vita sentimentale. Ovvero uno FINALMENTE mi piace ma nel suo letto ci finisce qualchedun'altra. E la riflessione è generica, cioè non legata specificamente a qualcosa di successo oggi, ieri o recentemente. E' solo che stasera mi è capitato di pensarci per associazioni mentali con un altro problema simile di cui non voglio, ma più che altro non posso, parlare.

Sic est.

ET, già che telefoni a casa, fai preparare la stanza degli ospiti che vengo con te, va..

@ale@

lunedì, settembre 08, 2008

Muscina va in palestra