Pant..pant..
Non sono scomparsa di nuovo, ho solo avuto parecchio da studiare e parecchio da fare con la nipotina.
Inizio a sentirmi quasi intelligente dato che concluderò questo primo anno di specializzazione con la media del trenta, ma se qualcuno ci tiene a sapere come ho fatto la risposta è "non lo so". Forse quel briciolo di pelo sullo stomaco in più agli esami che mi ha permesso di affrontarli più serenamente. Considerando la mia indole isterica/nevrotica/ansiolitica uscire indenne da una discussione di tesi mi ha permesso di rendere tutto il resto assolutamente insignificante a livello di agitazione. Mah.
Aver studiato di più di quanto non avessi già fatto nei precedenti tre anni non mi sembra...Gli esami oltretutto sono ben più impegnativi e articolati a livello di carico di lavoro. Per cui è un controsenso. Ma si sa, sono bastian contraria.
Per il resto? Se ci fosse un resto ve ne parlerei.
Non ho programmi per l'estate, purtroppo quest'anno marca male, tra amici e amiche fidanzati/e che giustamente se ne vanno in villeggiatura per i fatti loro, non voglia di spendere troppi soldi, non voglia di partecipare a qualcosa che preveda più del tragitto letto-ombrellone-bar-ombrellone-mare-bar-letto e quindi esclusi campeggi avventurosi o scoperta di capitali europee.
Sono strana e mi sento strana. Ah, ho rifatto i provini di X-factor e ora sono in attesa di una telefonata che se arriva puntuale come l'altra volta vuol dire che non arriva. Non che mi dispiaccia per altro, ben più degli altri tentativi ho avuto la sensazione che fossimo tutti lì, un migliaio di giovani dalle belle speranze, a recitare una parte al servizio di un gruppo di manigoldi autori televisivi che in realtà hanno già deciso tutto da tempo e ci stanno solo prendendo per il chiulo. Mi dispiace, come al solito, per quei "colleghi" che vedo piangere in qualche angolo, delusi e frustrati. Non è la reazione giusta, e oltretutto è determinata da un atteggiamento sbagliato ancor prima di farlo il provino: tutti dicono che per arrivare da qualche parte bisogna crederci fortemente. Ecco, signori, per me questa è una delle più grandi stronzate del secolo. Uno di quei luoghi comuni appiccicosi e fuorvianti che hanno generato intere generazioni di sconfitti che, però, se ne sono accorti troppo tardi. Andare a fare questo tipo di provini significa dover partire con uno spirito del tipo: "ok, andiamo. Si conosce un sacco di gente, si canta e ride in allegria per qualche ora aspettando in coda sotto il sole". Punto. L'essere consapevoli di quanto si è bravi, di quanto ci si è impegnati, di quanto si ha studiato per arrivare a certi livelli è un altro discorso. Fa parte della costruzione della propria autostima, e della propria carriera, che, se si ama davvero questo lavoro e la musica e tutte le emozioni che ruotano attorno ad essa, non può essere solo il miraggio di un contratto discografico.
Mi ha fatto un po' specie leggere i commenti di amici e conoscenti quando, una volta tornata a casa dalla mia giornata formato X, ho scritto su facebook una delle mie solite frasi ironiche sulla giornata. Ci credono, loro. Credono in me, credono davvero che avrei delle possibilità. Credono che non ho niente di meno, anzi, di quelli che hanno ascoltato in televisione fino ad ora. E sono rimasta di stucco. Mi fa molto più piacere ricevere attestati di stima di questo tipo piuttosto che sentirmi dire da un autore sconosciuto "si ok". E continua a livello ideologico a farmi più piacere che queste persone siano quelle che mi seguono nei locali sgangherati dove mi ritrovo a cantare. Non so quanto mi ci vedrei in uno studio televisivo a cantare una canzone che qualcun'altro ha scelto per me, con una base e senza i miei musicisti, con un vestito che non è mio e con una riga perfetta di matita che non mi sono fatta da sola.
Insomma quella che vediamo in tv è musica? A che servono realmente questi programmi se non a intrattenere? Pensate davvero che Marco Carta o Giusy Ferreri con il prossimo cd avranno successo? Io non credo. Ai personaggi gonfiati come palloncini basta un solo piccolo spillo per ritrovarsi mucchietto di plastica a terra.
E io piuttosto che ritrovarmi così preferisco continuare nei miei locali sgangherati, con gli amici che ci credono più di me e hanno voglia di applaudire in modo autentico. Ma soprattutto voglio continuare a divertirmi, a far sì che quello che faccio sia emozione per me e per gli altri, per chi suona con me, per chi vorrebbe farlo, per chi si trova ad ascoltare una canzone che magari non aveva mai sentito prima. Voglio continuare a truccarmi e cambiarmi alla svelta in bagni mai troppo puliti, con i clienti che aspettano fuori scazzatissimi, voglio continuare a sorseggiare il mio mojito tra una canzone e l'altra e a fare le mie assurde presentazioni delle canzoni scherzando con i presenti in sala, voglio continuare a finire nei sottofondi dei video di qualche matrimonio, ad essere broccolata dal testimone ubriaco dello sposo quando viene a chiederti di dedicare ai suoi amici una canzone di Vasco (credetemi, è successo più o meno in qualunque matrimonio a cui abbia cantato), voglio continuare a sclerare per microfoni che non funzionano, cavi troppo corti, prese dimenticate a casa, pagamenti che non arrivano e proprietari di locali che ti prendono in giro.
Dite che sono pazza o che il mio cervello vira dalla parte giusta? Dite che sono troppo purista, che sto mentendo? Non lo so, dite la vostra.
@ale@
Ok. Scusatemi, ci sono. Sono viva, con qualche tesserina del puzzle fuori posto, ma ci sono. Lotto tra voi ridente popolo splinderiano. Patetico il mio tentativo di settimana scorsa di fare la brillante con uno dei vecchi post su X-factor, ho perso un po' di mordente e mi sono un po' immelansita negli ultimi giorni.
Da quando sono tornata da Londra sembra che io abbia perso la vena creativa, in realtà non è propriamente così, è che ormai da tempo avevo deciso di lasciare lontane dal blog le vicende troppo personali, le paranoie troppo pressanti, quelle che mi fanno un po' piangere e sembrare un po' umana, sembrare un po' una donna con meno attributi. Ecco. Per cui visto che di solito cerco di mantenere le decisioni che prendo ho pensato che fosse meglio non scrivere, perchè se avessi dovuto seguire l'istinto scrittorio sarei tornata ad usare il blog come ai vecchi tempi, sotto forma di un patetico "Caro Diario..", per cosa poi? Sentirmi meglio? Non credo. Non credo che in questo caso possa funzionare. Credo che non ci sia nessuna "terapia alternativa" che possa farmi uscire dal vortice in cui mi trovo ora.
Non pensiate che sia necessariamente tutto negativo, anzi. Al ritorno da Londra ho riabbracciato Gio, dopo sei mesi, e già questo è meraviglioso di per sè. Poi abbiamo fatto un concerto con i Cool Cats, l'ultimo grande concerto in formazione originale, una serata di cui porterò per sempre dentro ogni singolo minuto ancor più della tanto sospirata festa di laurea di un mese fa. Perchè questa volta c'era un altro saluto doloroso di mezzo, un'altra partenza faticosamentissimamente digeribile, da celebrare in musica. Perchè in musica è nato tutto e in musica era giusto che venissero messi i puntini di sospensione. Adesso i Cool Cats non esistono più, perchè il nostro bassista è in partenza a sua volta per la Cina (si anche lui, si come Gio, si frequentano la stessa università, si che coincidenza assurda, si cazzo si
) e qualsiasi cosa decideremo di fare nel mezzo non sarà comunque uguale a prima. E' un anno della mia vita che se ne va, un anno in cui sono cambiata non MOLTO, di più. Un anno in cui ho riscoperto la facilità nell'avere dei sentimenti e soprattutto la sconvolgente chiarezza che ti assale quando non sono sentimenti fittizi ma reali, e quando inizi a provarli non da un giorno all'altro ma si sviluppano in un crescendo che nemmeno avevi previsto, e non ti piombano addosso, ma è una lenta realizzazione, e ti risenti come quando avevi sedici anni e non capivi un cazzo dell'amore ma pretendevi di saperlo, e non te ne frega niente nemmeno di sapere cosa c'è dall'altra parte perchè ti basta sapere di essere ancora in grado di aprire te stessa alla possibilità di PROVARE qualcosa per qualcuno.
E non aggiungo altro perchè ho già sfiorato l'essere patetica fin troppe volte nelle ultime due settimane, e inizia a darmi fastidio. Checavolo.
Poi mi sono immatricolata alla laurea magistrale. Per cui ufficialmente mi si presentano davanti altri due anni di simpatico sudore sui libri. Premettendo che non sono particolarmente convinta della scelta fatta (ma non avevo altre possibilità in questo momento senza dover perdere un anno), premettendo che il vedere tutte queste persone che partono e affrontano la vita con coraggio, spirito di avventura e adattamento e quella curiosità di vedere il mondo che io sento dentro di me anche se un po' spinta e ricacciata indietro, beh premettendo queste due cose (che non sono poco), la crisi c'è. E sto cercando di affrontarla preprando il primo esame. Con la speranza che una nuova "sfida" mi restituisca un po' di quell'entusiasmo che avevo tre anni fa con l'inizio del mio percorso universitario. Le domande sono tante ma sto cercando di non pormele, di non chiedermi che sto andando a fare, se servirà davvero al mio futuro, che diamine di prospettive lavorative ci sono....Shhhhh. Non diciamo niente.
Insomma si boccheggia un po' da queste parti. Ogni tanto respiro ossigeno, ogni tanto no. Ogni tanto mi domando se sia normale dopo un periodo di così intensa serenità ed equilibrio, avere qualche svarione. Ogni tanto mi domando perchè non si potesse semplicemente andare avanti con QUELLA serenità e QUELL'equilibrio, ma Amen. Seguirà qualcos'altro suppongo, d'altra parte ora come ora sono malleabile come pongo. Spero che la vita continui a darmi una forma sempre migliore.
E per me stessa sto solo cercando di trovare delle occasioni, per fare quelle che ho sempre voluto fare e per troppi condizionamenti esterni non ho mai cercato di fare fino in fondo. E poi, non dimentichiamocelo, fra una ventina di giorni diventerò zia. E non so perchè, ma sento che tenere in braccio una frugoletta tanto desiderata e attesa da tutti mi restituirà tante delle prospettive e delle risposte che in questi giorni si sono staccate da me e svolazzano tutt'intorno in attesa di un buon motivo per tornare al loro posto...
Love you all
@ale@
(*Portati Via, Mina)
Dunque la situazione è questa:
IN conclusione:
porcocazzo
quando ce vò ce vò
@ale@
scusate, non sono stata rapita dagli alieni, anche se mie condizioni mentali potrebbero farlo pensare, è che il lavoro mi assorbe anche 10/11 ore al giorno, la sera ce n'è sempre una tra cene e aperitivi pre-natalizi e non ho un momento per fermarmi a riflettere, tantomeno a scrivere...
Ormai mancano solo 4 giorni di tour de force e poi finalmente sarà natale, sarà vacanza...sarà londra..E allora forse avrò tempo di fermarmi a metabolizzare tutte le cose che mi sono accadute nelle ultime due settimane, sono solo due settimane e mi sembra una vita..
Giusto per soddisfare la vostra curiosità posso dirvi che:
al termine di questo post inutile forse non serve specificare che sono un po' esaurita-stanca-stressata, ma fondamentalmente felice e di ottimo umore...
c'est la vie
@ale@
Cool Cats live @ Batik Milano 6/12/2008, "Wish you were here" (questo è stato realizzato apposta per ventiseitre)
@ale@
Difficile riassumere come mi sento in questi ultimi giorni di attesa.
Alla fine non è la laurea in sè. E' un percorso di istruzione normale per molti: si nasce, si va all'asilo, alle elementari (io con la maestra unica e l'esame di quinta, che adesso invece non c'è più), alle medie, al liceo e poi, se si vuole, si approda in università. Un'università divisa a metà, sottomessa alla logica del 3+2 che più che danni a mio parere non ha fatto. Certo, adesso molte meno persone rischiano il fuori corso, anche chi non ha voglia di studiare per 5 anni interi dopo il liceo, può scendere al compromesso dei 3 e avere comunque in mano un foglio con su scritto DOTTORE o DOTTORESSA. Perchè alla fine è così che vieni appellato. Eppure i miei ragionamenti etimologici mi portano a considerare dottori tutt'altre persone. Non so a voi.
Mio papà, la cui ironia si sa ho ereditato appieno, ci scherza su e dice "massù, giovedì di dichiareranno dottoressa, eppure mi sa che sarai a malapena una paramedica". Ovviamente, la battuta va presa con il pieno rispetto per chi questo mestiere lo fa davvero, quello che mio papà cerca di sottolineare, e alla fine la penso anch'io così, è che dopo 3 anni di università, in cui comunque ho seguito corsi, laboratori, ho dato esami scritti e orali, mi sono scontrata con la burocrazia lenta e inutile che spesso caratterizza un'università statale per quanto riconosciuta e stimata, ho fatto uno stage tramite i loro uffici stage e ho dovuto lavorare un mese e mezzo senza assicurazione "per loro problemi di stipulazione contratto", ho litigato con insegnanti spocchiosi e di una chiusura mentale spaventosa per essere nel 2008, mi sono resa conto che fondamentalmente non sono nulla. Non credo di avere nulla in più, se non forse, ma questo è ovvio, un po' di cultura generale, rispetto a una persona che finito il liceo decide di andare a lavorare. Ho iniziato da pochi mesi una laurea specialistica, anzi magistrale come la chiamano loro, che non so dove mi porterà, ma so che ancora una volta mi piace. Ma sarà forse perchè a me piace studiare, cercare, scrivere, leggere? Questo non lo so. Il piacere di studiare, il desiderio di studiare, il diritto di studiare, son tutte belle cose, ma come direbbero i pià pragamatici, il pane in tavola non te lo mettono.
Il lavoro, qualsiasi lavoro, lo si impara sul campo. L'Università non insegna un mestiere, soprattutto nel caso delle discipline umanistiche, ma promette di regalarti degli strumenti utili a saper affrontare al meglio determinati mestieri. E' come quando ti dicono (e l'hanno detto anche a me a suo tempo) "fai il liceo classico che il greco ti apre la mente". Che poi è anche vero, ma quanti smadonnamenti sulle versioni interminabili e sul Rocci che ti dava pochissimo una mano con "le frasi fatte".
E' come quando ti dicono che sapersela cavare in più campi è utile perchè rende il tuo sapere etrogeneo. Sarà vero? Per dire, con le mie conoscenze attuali di arte non credo mi prenderebbero a fare la guida in un museo, anche se interrogata sull'evoluzione dell'arte nei secoli potrei dare una risposta esauriente, ma quante altre persone che non siano guide nei musei potrebbero dare la mia stessa risposta? Tante. Anche il fornaio che vive a Cantù che, appassionato d'arte fin da piccolo, ha letto e studiato tutto il materiale possibile e inimmaginabili e in conclusione ne sa molto di più di un qualsiasi laureato/a in Beni Culturali, o in Storia dell'Arte all'Accademia di Brera.
Ammappate, che bel pippotto mentale che mi sto facendo ad una settimana dalla laurea. E' strano, è strano perchè ieri, che si è laureata una mia cara amica nonchè compagna di studi, partecipavo ai festeggiamenti, mi sono commossa, cantavo le canzoncine goliardiche e quando ho sentito dire "...la dichiaro dottoressa in Scienze Umanistiche per la Comunicazione", ho detto "cazzo" anzi "acciderbolina", fra una settimana qui ci sarò anch'io e per lo Stato, per la società sarò una persona a tutti gli effetti pronta e qualificata per entrare nel mondo del lavoro. Per costruire il futuro di un Italia che assomiglia sempre di più al suo diminutivo (o dispregiativo?) Italietta.
E in tutto ciò pensavo - boh. Io francamente mi sento solo me stessa. Una persona che, purtroppo o per fortuna, si butta a capofitto in qualsiasi cosa le susciti passione e risvegli il suo istinto e la sua voglia di fare. Ed è così in qualsiasi campo per me, dalle realzioni personali allo studio. Dalla musica al, che ne so, al cucinare una torta.
Io questi tre anni li ho vissuti con una velocità quasi frenetica, inghiottendo voracemente tutto quanto, assaporando quella libertà e quel senso di condivisione che in 13 anni di scuola privata non avevo mai assaporato. Ho scoperto un mondo diverso, molto più difficile, molto meno protetto, mi sono confrontata con persone cresciute in modo antitetico rispetto a me. Sono diventata in alcuni casi loro amica e adesso non potrei fare a meno della loro presenza nella mia vita, delle loro risate, del loro avermi conosciuta per come sono e sapermi di conseguenza prendere, del loro apprezzarmi senza bisogno di ricorrere a sovrastrutture.
Ecco, se ripenso a questi primi tre anni di università, cerco di pensarci in modo sociologico, più che culturale. Studiare è importante, per carità, ma penso, e spero, che a chiunque di questi anni rimanga il ricordo dell'aggregazione, della condivisione, del divertimento, dei discorsi "criptati" tra chi condivide la medesima antipatia per un professore. I riti, i soliti bar da frequentare, il vucumprà che tutte le mattine ti ferma, ormai ti riconosce e ti chiede di battergli il cinque. I viaggi in metropolitana, i viaggi in tram. Le mille strette di mano al giorno perchè in università riesci a conocere anche 100 persone in due ore, soprattutto quando aspetti il tuo turno per un esame e non trovi altro di meglio da fare che raccontare tutta la tua vita a un perfetto sconosciuto, condividendo il ripasso e gli appunti come condividevi la merenda con la tua migliore amica delle elementari.
Chi vuole considerarmi superficiale che lo faccia pure (anche se non credo di esserlo, e credo di averlo in qualche modo dimostrato anche con questo post), ma quando penso alle leggi attuali, anzi attualissime, che l'università la mettono in pericolo. Penso a chi non potrà godere di tutte queste cose che ho elencato per ultime, più che allo studio e alla cultura.
@ale@
p.s
non ho riletto ciò che ho scritto, per una semplice ragione: è stato un flusso, ero partita con l'intenzione di scrivere tutt'altro e sono finita a scrivere quello che avete appena letto (ammesso e non concesso che siate arrivati fino in fondo) e se mi mettessi a correggere perderebbe di spontaneità. Lo specifico per sgravarmi di eventuali responsabilità di errori ortografici, grammaticali, lessicali. Non si sa mai che qualcuno ci ridacchi sopra visto che sto per laureami con una tesi dipendente dalla cattedra di linguistica avanzata.
Pace a bene a tutti
Scusate le prolungate assenze dell'ultimo periodo anche dai vostri blog, ma ho quel triliardo di cose da fare che, come dire, mi riempiono le giornate...
Nello specifico gli ultimi giorni sono stati tutti dedicati all'organizzazione della festa, che ormai più che di una festa si tratta di un vero e proprio concerto. Ora come ora sto cercando di far quadrare il numero degli invitati, da distinguere tra quelli a mie spese e quelli non a mie spese. So che è brutto dirlo, ma c'è chi se ne approfitta a volte....
Eravate rimasti che non trovavo il locale, invece nell'arco di una settimana e poco più ho risolto tutto grazie a un colpo di genio della mia sorella putativa che non finirò mai di ringraziare. Così il famigerato debutto dei COOL CATS (si, ci chiamiamo così, e vorrei evitare di spiegare il perchè...) avverrà il 6 dicembre dopo un anno di sala prove, dopo un mese dall'arrivo del nuovo chitarrista. Ma siamo gasatissimi, siamo prontissimi, non vediamo l'ora, io sono a mille, loro sono a mille. Io, in verità, sembro proprio fulminata ultimamente. Ma questo non è solo stress, stanchezza, emozione pre laurea è anche dovuto alla cura per la tiroide che ho iniziato (finalmente) a poter fare e che sta risolvendo tra le varie cose anche tutti i miei problemi di sbalzi d'umore e tristezze. Forse se ai medici fosse venuto in mente prima che il problema potesse stare tutto in quel minuscolissimo organo che eppure sembra essere fondamentale per il funzionamento di tutto il nostro corpo avrei evitato un'adolescenza di pianti e peso yo-yo, ma sempre meglio tardi che mai. Sta di fatto che da quando ho iniziato mi sento veramente rinata sotto ogni punto di vista, sono tornata l'ale sorniona e casinara che non mi ricordavo di essere nemmeno più. Mi sveglio con il sorriso e vado a dormire con una strana sensazione addosso di quando ti rendi conto che nelle vene non ti scorrono altro che motivi per essere, non dico felice, ma almeno serena. Faccio mille cose al giorno e avrei energia per farne altre duemila. E' stranissimo, non so nemmeno spiegarlo. Alemeno questa volta ho la certezza che non sto diventando pazza.
Tornando al concerto-festa, suoneranno per primi i Mayfever, gruppo di amici di cui mi sembra di avervi già parlato (www.myspace.com/mayfeverband) finalisti lo scorso anno a Rock Targato Italia, quindi mica pizza e fichi come si suol dire. E poi arriviamo noi, belli e splendenti con una scaletta che copre circa un'ora di musica dal vivo passando dai Pink Floyd a Elvis, in un miscuglio di vecchi e nuovi successi del rock-blues internazionale.
Il mio momento esaltazione? Proud Mary.
Sarà lì che i miei amici storici probabilmente si domanderanno se ho subito un trapianto di cervello.
@ale@
Come ormai ben sapevate a gennaio sarei dovuta andare a New York, per un insieme di circostanze che non sto qui a spiegarvi il viaggio è saltato e sostituito con una provvidenziale e low-costissima settimana a Londra.
Ho tutta la vita davanti per andare a NY e trovo fantastica l'idea di perdermi per Londra come viaggio post lauream in compagnia di due amiche speciali, sto già ridendo adesso, perchè so che sarà una settimana di risate, cazzate, foto, occhi spalancati...Ho 22 anni e non sono mai stata a Londra. Non vedo l'ora. Per fortuna che ultimamente il tempo passa in frettissima, le giornate trascorrono ad un ritmo incalzante, ogni giorno ne salta fuori una..L'aspetto positivo? Arriverò al 4 dicembre senza nemmeno accorgermene e poi sarà tutto finito, potrò respirare e lasciare che l'adrenalina defluisca pian piano...
Per i festeggiamenti elisabettiani che vorrei organizzare è invece ancora tutto in alto mare, è da settimane che sono in contatto con locali, pr, agenzie di affitto location, eppure non riesco a trovare la soluzione adatta a me. Eppure la mia idea non mi sembrava così assurda, seguite il mio ragionamento: sono la cantante di un gruppo da ormai un anno, recentemente abbiamo leggermente cambiato formazione --> vorremmo debuttare con il nostro bravissimo nuovo chitarrista --> ho pensato: suoniamo alla mia festa di laurea, facciamo suonare un altro gruppo di amici (finalisti lo scorso anno a Rock Targato Italia) e così ci passiamo la serata con della buona musica dal vivo al posto del solito stantio dj --> ho iniziato a contattare TUTTI i locali di musica dal vivo di Milano proponendo il seguente programma: inseriteci all'interno di una serata, noi non paghiamo voi per suonare, voi non pagate noi per suonare, IO pago da bere a tutti i miei invitati, in più avete i normali ingressi nel locale con la sicurezza in più che io in più posso pubblicizzare l'evento tramite myspace e facebook dove, grazie a dio, ho un buon seguito --> mi risponde UN SOLO locale, proponendomi un martedì sera, io dico "si volentieri sentiamoci" questi spariscono --> passa qualche giorno mi risponde un altro che dice "io ti posso dare un venerdì ma solo con sala privata a 3000 euro --> inveisco al telefono e lo mando allegramente nel paese in cui tutte le facce sono come il didietro.
A questo punto contatto un'agenzia di organizzazione eventi che si occupa anche dell'affitto di piccole location per feste private chiedendo esplicitamente UNO SPAZIO ECONOMICO EVENTUALMENTE GIA' DOTATO DI IMPIANTO AUDIO, di modo che il service (che verrebbe fatto dal proprietario della nostra sala prove) non mi costi un rene. Prima risposta:
"Gentile Alessandra, bla, bla, bla, abbiamo giusto giusto da proporle un esclusivo capannone in zona rho-fiera al costo di 1200 euro per tutta la serata, il capannone è di 300 mq ed è dotato di riscaldamento e impianto elettrico. Essendo distante da zone abitate è l'ideale per non avere limitazioni d'orario per la musica. Se desidera aggiungere un servizio bar, il preventivo salirebbe intorno ai 1500 euro".
Perplessa ricontrollo la mia mail...nono cacchio avevo proprio scritto "cerco location economica per festa di laurea privata con impianto audio predisposto per la musica dal vivo e zona bar, previsto un drink a testa per un totale di circa 70mq"
Ora, ditemi voi che cazzo me ne faccio di un capannone grezzo che sembra il circo della Orfei, in zona fiera, senza impianto audio e soprattutto di 300 mq...che in trecentometriquadri 70 invitati personali mi ci possono giocare a nascondino, mi ci possono. E se l'evento è privato non posso giocare nemmeno la carta esterni invitati tramite mezzi informatici o anche tramite l'antico ma efficace volantinaggio fuori dall'università.
Training autogeno --> clicco "Rispondi"
"Gentile E., ti ringrazio per la proposta esclusiva che mi hai rivolto, ma credo che lo spazio sia veramente troppo grande per la quantità di invitati e francamente non vedo il rapporto qualità prezzo, vista la scarsità di otional compresi. Preferirei inoltre che la location fosse più vicina al centro città, non mi interessa che sia privata giacchè ho notato sul vostro sito che vi occupate anche di alcuni locali. Ti ripeto le mie esigenze: un drink a persona, predisposizione per musica dal vivo. Ringraziandoti anticipatamente resto in attesa di una cortese risposta".
Fiduciosa delle mie doti comunicative attendo la cortese risposta, che arriva dopo qualche ora con una lista di proposte con relativi preventivi parziali. E. si è svegliato!! Halleluja! Valuto la situazione e ne scelgo uno, rispondendogli di prepararmi preventivo dettagliato. Lo sto ancora aspettando.
Mi domando qualche parte della mia frase possa non essergli risultata chiara. Ho usato termini abbastanza inflazionati nella lingua italiana, sarà forse l'aggettivo dettagliato a mandare in crisi le persone? Forse si, visto che la parola d'ordine generale sembra essere APPROSSIMAZIONE.
Io l'ho già detto ai miei ragazzi del gruppo, che ormai a questa faccenda ci tengono quanto me, che qui rischio di stressarmi di più per quello che dovrebbe essere il coronamento di tutto l'ambaradam di sta laurea, ovvero la festa, momento di ubriacatura molesta e canzoncine volgari e goliardiche in merito al diventare dottori, più di quanto io non sia già stressata per la discussione e la proclamazione. Se l'angelo buono non guarda giù finisce che raccattiamo su un po' di persone e andiamo a ballare ai Magazzini Generali in jeans e all star. Echeccacchio.
In tutto ciò giovedì vado dalla mia relatrice per consegnarle una copia rilegata della tesi.
Rel: "Venga alessandra, venga, si sieda un attimo".
Io penso (con il solito ottimismo che mi contraddistingue): "oddio cazzo ho combinato?"
Rel: "Pensavo che, se lei è d'accordo, martedì potrebbe fare lezione all'interno del corso di linguistica dei media. Era già prevista una lezione sul linguaggio dei blog, e, vista la sua tesi, sarebbe bello se la facesse lei portando di fronte ai suoi compagni la sua esperienza di ricerca".
Io arrossisco violentemente, fugaci immagini di miei compagni della specialistica armati di patate e pomodori marci mi passano per la mente, ma alla fine colta da entusiasmo fanciullesco, accetto.
Ho quasi finito di preparare il power point che mi servirà da supporto martedì quando mi imbarcherò in questa simpatica avventura, lo faccio per 4 motivi:
Questo è tutto, per fortuna direi, dovesse succedere altro sarete i primi a saperlo.
@ale@
Dunque, sto meglio. L'influenza-tracheite che mi ha colpita sembra essere passata, tossicchio ancora un po' e la voce è ancora da travestito di viale abruzzi, però tutto sommato il peggio è passato
Dopo una settimana bigia e grigia trascorsa a casa a guardare film su sky uno via l'altro, in cui mia sorella ha sentenziato "ti eri lasciata andare come un barbone", sono di nuovo bella e splendente come mio solito e mi appresto ad affrontare questi restanti 26 giorni che mi separano dalla laurea.
L'ansia cresce e con essa anche della manifestazioni alluginogene legate allo stress: qualche giorno fa, per esempio, ho giurato per un'ora, chiamando a raccolta chiunque, di vedere il miglior amico di mio padre seduto tra il pubblico di Chi Vuol essere Milionario dietro le spalle del buon Gerry, pregando mio padre di telefonargli e chiedergli come era finito a schiacciare il bottone del suggerimento del pubblico nel contenitore preserale più amato dalle casalinghe, ieri sera invece mi sono divertita con lo zoom della tv a ingrandire le immagini, in quanto convinta che dietro le spalle di Mentana a Matrix ci fosse tra il pubblico MacccoCCarta vincitore ahinoi dello scorso Amici. Ovviamente in nessuno dei due casi si trattava delle persone da me riconosciute con tanto ardore e convinzione.
Eppure a me capita spesso di andare in giro e osservare volti che mi sembra di conoscere da sempre. Per questo esistono molteplici interpretazioni:
@ale@
Non vi è mai capitato che vi sia stata detta una cosa, in confidenza, da una grande amica/o che non avreste mai e dico mai voluto sapere, perchè vi condiziona la vita e il modo di comportarvi con una persona a cui tenete?
Tanto più se vivevete nella convinzione che questa cosa sia una colossale PALLA, ma si tratta altresì di cosa troppo delicata per parlarne all'interessato, per cercare di smentirla senza richiare uno tsunami se poi vi foste sbagliati e fosse tutto vero?
Ecco io è da circa due mesi che vivo così, e il mio fegato urla BASTA. Si perchè se aggiungiamo anche gli altri motivi di stress di questo periodo, non sono più davvero in grado di reggere pesi emotivi di questo o qualsivoglia tipo.
L'aspetto più sconcertante è che, dato che come sempre cerco conforto della musica, l'unica canzone che mi viene in mente è "Destinazione Paradiso" di Grignani, recentemente cantata anche da quel mostro di simpatia e allegria della Pausini (dalla regia mi dicono che il suo ultimo singolo parla di una persona che non c'è più, 'nnamo bene: siamo passati da marco che se n'è andato a fanculo perchè non la reggeva più anche se a lei ha detto "amò è mio padre che non vuole che stiamo insieme", agli strani amori fragili che mettono nei guai, all'emergenza d'amore-il-mio-bisogno-di-te, che se le chiamavamo tutti un'ambulanza era meglio, e ora sta canzone per una persona che è passata a miglior vita. Echeccacchio, anche a me che non ce li ho viene da toccarmeli). Chiudendo parentesi... A un certo punto Grignani canta: "e dimmi, perchè, in questo girotondo d'anime non c'è, un posto per scrollarsi via di dosso, quello che c'è stato detto e quello che oramai si sa".
Sarebbe fantastico. Un diamine di posto, una specie di discarica emotiva, in cui andare a buttare via quelle cose che ormai si sanno ma che avresti preferito non sapere, oppure quelle cose che ormai sai e che altresì non sai più come scrollarti di dosso. Perchè sei totalmente incapace di non pensarci, di non dar peso all'ingiustizia che rappresentano se fossero davvero delle calunnie come tu pensi. E per altro dette non per ferire l'altro in questione, ma te. Per dirti una cosa del tipo "io ho perso la mia partita, ma tranquilla l'avresti persa anche tu". O qualcosa del genere.
Non so se essere più preoccupata per questa condizione mentale o per il fatto che mi sia venuta in mente solo una canzone di Grignani. Non è da me. E' un insulto al mio amore e alla mia stima per la musica.
Bah.
E pensare che per una volta volevo essere conformista e scrivere un post sulla Gelmini e sui manifestanti milanesi.
@ale@
Rivoglio la mia vita fancazzista di qualche mese fa.
Sono stanca, stanca, stanca, STANCAAAA!!
Ok, queste erano le premesse. Il fatto è che come avete potuto leggere nello scorso post sono un po' atterrata psicologicamente e così in automatico nel fare tutto il resto più che da entusiasmo vengo presa da stanchezza cronico-compulsiva.
O forse sarà perchè vado quattro volte alla settimana in palestra...Però i risultati si vedono, per cui stringo i denti e proseguo con questo stile di vita da donna bionica. In casa ormai sono una chimera, dovrei esserci per cena, ma arrivo tardi e finisco sempre per cenare dopo tutti. In università ogni tanto crollo sul banco. La tv non la guardo più perchè mi addormento. Il pc lo accendo poco, mi si stancano gli occhi e l'unica cosa che ho voglia di fare prima di cadere in uno stato semicatatonico fino alla mattina successiva è leggere un pochettino.
Della mia data di laurea non si sa ancora niente, e presumibilmente non se ne saprà nulla fino a fine ottobre e questo è un altro notevolo motivo d'ansia. Che io debba parlare dieci minuti, un quarto d'ora, mezzora, non cambia nulla, rimane il fatto che devo parlare, e non cantare, in PUBBLICO.
Mio/a nipote continua a stare a gambe incrociate durante le ecografie e quindi continuiamo a non sapere se è maschio o femmina. In compenso mia sorella che ormai ha superato il quinto mese continua a svomitazzare che è una bellezza e io sono sempre più convinta che mi farò portare un pargolo dalla cicogna piuttosto che dare fondo alla stronzaggine genetica della mia famiglia che fa sì che tutte le donne del casato debbano avere 9 mesi di svomitazzate e non i normali tre di tutte le cristiane del mondo.
Domani devo sostenere un test di creatività nel corso di pubblicità che sto seguendo. Penso che il massimo della mia creatività in questo momento possa essere il trovare nuove posizioni in cui dormire, anche le più apparentemente scomode.
In chiusura ringrazio sentitamente Yaris per il regalo/premio che mi ha assegnato e che vado ivi a mostrarvi

REGOLAMENTO: al ricevimento del riconoscimento, citare il nome di chi vi ha ritenuto suo amica/o mostrando il nome del suo blog o profilo. (già fatto) Scegliere un minimo di 7 profili o blog che sono i tuoi amici o che ritieni siano meritevoli della tua simpatica attenzione.
Mostra il loro nome e avvisali che hanno ricevuto il segno della tua"AMICIZIA".
Ovviamente non posso fare sette nomi, siete tutti meritevoli della mia attenzione e della mia amicizia, TUTTI!! colgo la commovente occasione di ringraziarvi per i commenti al post precedente, al posto di spararvi un colpo in testa come avrei fatto io per prima dopo essermi letta, avete commentato e mi avete consolata e coccolata. Cosa c'è di meglio?
@ale@
Dunque, in questi giorni non ho avuto molto tempo da dedicare al blog e a tutti voi, mi tocca riassumere velocemente una serie di cose di fondamentale importanza:
Ammiro dunque chi riesce a presentarsi in università con abiti che io relego alla sera e al weekend, quando c'ho proprio voglia di sentirmi gnocca e la semplicità, per una volta, la metto in un angolo)
@ale@
Stamattina mentre correvo sul tapisroulant convinta che da un momento all'altro il cuore mi balzasse dal petto per venire a farmi una pernacchia, ho cercato di riflettere chiaramente sul mio futuro.
Fra un mesetto inizieranno i corsi della laurea specialistica a cui mi sono iscritta senza particolare entusiasmo. Mi piace studiare, e non ne ho mai fatto mistero, quel che è certo, però, è che non sono convinta che fare questi due anni in più serva realmente a qualcosa. Ok, a scriverlo sul curriculm. Grazie. Ma una volta che ce l'ho scritto le mie capacità saranno realmente incrementate?
Ho voglia di lavorare. L'esperienza di stage in un'agenzia di comunicazione e marketing che ho fatto lo scorso anno accademico mi ha entusiasmata, in tre mesi ho imparato più che in tre anni sui libri, a livello pratico certo, ma se il vantaggio dell'università, come tutti ultimamente si affannano a dirmi, è quello di un arricchimento della propria cultura personale, non è altrettanto vero che per leggere e imparare cosa c'è scritto sui libri non ci sia bisogno di professori svogliati e demotivati che quando sono in aula è come se non ci fossero? Posso (possiamo) arrangiarmi (arrangiarci) anche da sola (soli), vado si va) in libreria e divoro (si divora) il divorabile. Io per altro l'ho sempre fatto e presumibilmente sempre lo farò.
Quello che manca in università sono insegnanti capaci di infondere entusiasmo negli studenti. In tre anni ne avrò incontrati quanti così entusiasti del loro lavoro da avercelo scritto in fronte e conseguentemente attirare l'attenzione di una platea di persone convinte che studiare scienze della comunicazione, porterà tutti loro in un programma di antonio ricci? due, tre? Considerando che uno arriva a dare una trentina di esami direi che il quadro è sconfortante.
Adesso non è voglio mettermi a fare l'apologia degli studi relativi all'ambito della comunicazione, tanto più che io stessa mi affretto sempre a specificare che quell'aggettivo umanistiche messo dopo scienze nella denominazione della laurea triennale che mi accingo a concludere, non è messo a caso, ma ha un senso ben preciso. E la differenza con gli altri corsi di scienze della comunicazione è notevole, provare per credere. Ho letto con i miei occhi piani di studi che prevedevano esami da 8 crediti o giù di lì dai titoli bizzarri tipo "moda e lusso" , "sceneggiature per la televisione". Perchè non un bel corso di ricamo allora? Così poi al telefono con il direttore marketing aziendale gli posso spiegare la differenza tra il punto corto e il doppio punto. Son cose utili.
Mi affanno nel voler informare tutti che io in questi tre anni mi sono spaccata il culo esattamente sugli stessi esami di chi, con un'aurea di miticità ed eroicismo, studia o ha studiato lettere moderne. Mi affanno anche nel voler informare tutti che oltre ad aver fatto questi esami ne ho fatti alcuni in più inerenti al settore comunicazione. Ma il termine comunicazione non significa tv, radio e triccheballacche, comunicazione implica molto di più e, per esempio, se non sai cos'è la semiotica di scambi comunicativi non ci capirai mai una ciuspa. O magari ci capirai ma non saprai comunque cosa stai capendo di uno scambio comunicativo. (questa frase è un po' macchinosa, ma per chi ha studiato semiotica dovrebbe esser chiaro..Qualche tempo fa mi capitò di scambiare due chiacchiere con uno studente di scienze della comunicazione di un'altra città, provando a confrontare gli esami ne risultò un quadro bizzarro: quelli che per me erano esamini secondari (es. teorie e tecniche della comunicazione giornalistica, sostenuto dalla sottoscritta per 3 crediti) per lui erano esami da 10 e più, mentre gli esamoni sui quali ho sudato davvero tipo linguistica generale, linguistica avanzata, semiotica, stilistica ecc.. erano per loro opzionali oppure da pochi crediti. Surreale che non si riesca a prendere seriamente la comunicazione, eppure fior fior di studiosi se ne sono occupati. E' che ormai vige il pregiudizio, comunicazione=ahSistudianoCazzateSullaTelevisione. Dio Santissimo, non è così.
Ogni settore ha i suoi spocchiosi e io mi rendo conto di essere diventata uno spocchiosa delle scienze della comunicazione. Perchè poi se stai fumando una sigaretta in salotto prima di uscire di casa e capiti davanti a due fotogrammi di "Veline" in cui almeno due ragazze in tre minuti sentenziano con orgoglio di studiare Scienze della Comunicazione ti girano ampiamente i coglioni.
Tutta questa riflessione (che a molti potrà dare sui nervi, me ne rendo conto,ma l'ho scritta apposta per aprire un "dibattito"), nasce da una domanda che mi sono posta: ma in futuro a un colloquio di lavoro conterà la mia preparazione culturale ampia e curiosa, o mi chiederanno subito se ho sostenuto esami di teorie e tecniche per l'abbindolaggio telefonico dei clienti?
No perchè io me lo inizio a chiedere seriamente, giacchè continuo a vedere gente brava e preparata che non riesce a trovar lavoro, o se lo trova è sfruttata e sottopagata e gente incapace in posizioni di prestigio.
Vabè basta, è la crisi da un mese prima della discussione della tesi immagino.
Amen
@ale@
I saluti son sempre la parte peggiore..
Perchè in aeroporto improvvisamente ti rendi conto di non avergli detto un cazzo di quello che gli volevi dire davvero, ma forse va bene così lo stesso perchè sono cose sottointese che fanno parte di un sottobosco di emozioni che non c'è nemmeno bisogno di esternare..
E poi siamo pazzi..Perchè in un' "ultima" sera che poteva essere una serata di saluti qualsiasi noi abbiamo dovuto farla grossa..E quindi all'una di notte siamo partiti, alle tre meno venti eravamo a Celle Ligure a fare il bagno notturno, senza costumi ovviamente. E alle sei del mattino di nuovo a milano con la sabbia dappertutto e una stanchezza addosso di quelle che non ti fanno più ricordare nemmeno come ti chiami, ma in qualche modo di appagano. 290 chilometri in una notte valgono l'amico che tutti vorrebbero avere, valgono il sapere che è impossibile non volerti bene e, soprattutto, è impossibile non sentire terribilmente la tua mancanza anche a distanza di poche ore.
Però non si piange più, basta
@ale@
No, non mi hanno rapita gli alieni..E' solo che ieri pomeriggio quando sono tornata dal mio weekend ferrarese e zone limitrofe ero talmente stanca che mi sono accasciata in poltrona addormentandomi più o meno fino all'ora di cena.. Che bella immagine di gioventù bruciata..
Sono stati quattro giorni molto divertenti e Ferrara è una cittadina davvero magnifica e suggestiva, in questo periodo, poi, lo è ancora di più grazie alla presenza del Buskers Festival (www.ferrarabuskers.com), una rassegna internazionale di musicisti e artisti di strada che animano ogni angolo del centro storico, ma non solo, con le loro performance live davvero suggestive. C'è musica che proviene da ogni angolo e fermarsi ad ascoltare è obbligo, alcuni sono davvero bravissimi, altri sono buffi, altri ancora matti come cavalli.. C'è gente di ogni tipo e ogni nazionalità, nonne, bambini, famiglie intere, tutti per strada...con grande fastidio dei ferraresi da quanto ho potuto notare
sicuramente non di quelli che gestiscono bar, ristoranti, pub e alberghi 
Sarà che da cittadina di una metropoli come Milano sono abituata al casino, ma la gente riversata per le strade di Ferrara non mi è sembrata nè più nè meno di quella che di solito affolla Corso Buenos Aires un sabato pomeriggio qualsiasi. Poi ovviamente entra in gioco anche un gusto personale: io adoro questo tipo di festival perchè sono una cantante, sono un po' pazzoide, sono un po' artistoide e mi lascio facilmente affascinare da chi vive di sola musica fregandosene di tutto il resto e delle convenzioni sociali...
La giornata di sabato, poi, l'abbiamo dedicata alla tintarella, per gentile concessione di un meteo favorevole, al Lido degli Estensi, con tappa serale a Lido di Spina, luogo che da sempre avrei voluto visitare in quanto il mio libro preferito (Macchie rosse di Alessandra Montrucchio, credo di averne parlato in qualche post un po' di tempo fa) è ambientato proprio lì. Certo, il mare è quello che è, cioè non sembra neanche mare (non se ne abbiano a male gli autoctoni in lettura) ma pucciare i piedini e respirare iodio fa sempre bene al cuore e alla mente..
E con questa mi sa che le vacanze possono considerarsi concluse, anche se c'è in forse ancora un altro weekend a settembre... Che bella estate: nuove persone entrate nella mia vita, alcuni rapporti consolidati..
Ora mi resta da affrontare una partenza, che sarà durissima, che porterà un sacco di pianti..Sto solo cercando di viverla il più serenamente possibile, pensando che anche dall'altra parte del mondo lui è e resterà sempre la prima persona a cui ho voglia di raccontare me stessa e la mia vita e, per fortuna, la teconologia ci consente di farlo senza piccioni viaggiatori e interminabili attese di fronte alla cassetta della posta. Attenzione che, siccome un anno senza vedere il proprio migliore amico non è contemplabile nella mia mente, verso marzo Muscina si imbarcherà da sola su un volo per Shanghai e lo andrà a trovare..
@ale@
L'estate sta finendo è una di quelle affermazioni che dopo ferragosto senti pronunciare un po' a chiunque. E sono fastidiose. Maledettamente fastidiose. Il fatto che l'estate sta finendo è abbastanza evidente e ricordarlo ogni cinque minuti diventa pratica piuttosto penosa e triste. Le giornate si accorciano e si inizia a tornare in città. Per esempio io oggi sono tornata a Milano, stanca morta, dopo i dieci giorni lacustri più strani degli ultimi 4 anni. E ho realizzato prepotentemente che domani mi attende la trafila burocratica della domanda di laurea nonchè un rigettarmi a peso morto nella fase finale della scrittura della tesi.
Ditemi voi se non sono prospettive esaltanti queste.
Comunque questa è stata un'estate di highlights continui per me eh.. Davvero, un'estate strana ma bella, di divertimento e riflessione allo stesso tempo. Sono quelle estati che ti ricordi più a lungo e quelle estati di cui fanno parte persone che non riuscirai a scordare facilmente. Anzi, non le scorderai affatto..
E poi è un'estate speciale perchè ho un annuncio da fare, che non ho potuto fare fino ad oggi anche se mi prudevano le dita a contatto con la tastiera ormai da tre mesi:
muscina diventa zia!!!
Avete letto bene? Io zia a 22 anni, ditemi voi se mio/a nipote non sarà estremamente fortunato/a ad avere una zia così giovane e uptodate a spianargli la strada...
Ironie a parte strabocco di felicità e tenerezza per questo frugoletto che porterà una ventata di freschezza in famiglia..Fra un anno a quest'epoca saremo tutti accovacciati con la faccia in un passeggino a fare le smorfiette a un pandorino di sei mesi che ci guarderà con compassione un po' stile film "Senti chi parla".. Ma io, sinceramente, non vedo l'ora di rincoglionirmi così 
@ale@
Io sono una vera e propria stratega della valigia.
Inizio almeno 3 o 4 giorni prima di partire con un elenco, minuziosamente scritto a mano, composto da: cose da comprare, cose da fare e appuntamenti vari che si assommano e sovrappongono quando devi salutare 800 persone prima delle vacanze.
Stamattina la mia strategia ha avuto inizio in pompa magna. Sveglia presto, colazione, doccia e via di commissioni. I primi punti della mia lista sono stati orgogliosamente cancellati con una bella riga e la mia coscienza organizzativa ne ha tratto un beneficio pazzesco, una specie di orgasmo di soddisfazione (mi basta poco, penserete..)
In realtà è tutto per una persona che, se si arrendesse a madre natura, sarebbe alquanto disordinata.
Adesso però, appena tornata da un dopocena al pub con l'ale, durante il qualche, come due invasate, non abbiamo fatto altro che parlare di aerei, aeroporti, orario di prenotazione del taxi, dove dormire e cosa fare sabato notte per ingannare l'attesa della partenza (ovviamente l'ipotesi di dormire non è contemplata), ho ripreso in mano la mia lista per decidere a cosa dedicarmi domani mattina, e, leggendola, forse cullata da una vodka sour di troppo, o forse in un rimasuglio di lucidità rimastomi, mi sono resa conto che la mia malattia da strategia valigifera è arrivata ad un punto di non ritorno.
In un riquadro sono segnati tutti i prodotti da bagno-profumeria che ancora mancano da comprare, in un altro riquadro tutti i prodotti di abbigliamento che devo "assolutamente" trovare in saldo o no, con numerosi punti escalmativi di fianco a "infradito" (ma in effetti sono necessari, ho decisamente e impellentemente bisogno di infradito per la spiaggia) e una laconica faccina con bocca all'ingiù di fianco a "pantaloncini per spiaggia possibilmente neri" (lo smile serve per ricordarmi che forse nessuno in terre sicule, ma anche altrove, desidera ammirare i miei prosciutti ..ma d'altra parte non è che posso morire di caldo perchè l'ideale velina anoressica impera nel nostro stupido paese) Infine, nell'ultimo riquadro, in ordine di giorno e ora tutti gli appuntamenti da qui a sabato, estetista, pranzo con amica, cena con amici, pranzo con altra amica, e-mail da mandare alla mia relatrice di tesi e così via..
E il bello è che io ci vado davvero in giro con la mia lista. E appena faccio qualcosa tiro fuori la bic e depenno. Credo di non essere normale.
Infine..Sabato pomeriggio, il momento clou.
I miei familiari sanno che quando faccio la valigia devo essere lasciata sola, sanno che divento intrattabile, sanno che vado in trance e mi muovo per casa come un'automa programmata per uccidere. Sanno che metto la musica più cazzuta possibile a palla, tipo, chessò, gli 883 e canto come una quindicenne al concerto degli Zero Assoluto. Sanno che mi concentro su incastri, scastri, posizionamenti ad hoc. Sanno che la borsa della scarpe è l'operazione più delicata di tutte.
Saper fare la valigia è un'arte e io la posseggo, la padroneggio, supero me stessa. E' un valzer, uno spendere saperi intellettuali per far quadrare ciò che di più materiale esista. E' uno sconfiggere l'assurda equazione per cui, una volta in vacanza, ti troverai a desiderare ardentemente gli unici quattro stracci che hai lasciato nell'armadio.
E poi c'è il brivido della franchigia. Quel momento topico in cui ti pesano il malloppo e ti guardano con aria di disapprovazione.. "che ci hai messo dentro? due bambini?" E tu sei lì, che osservi la bilancia e speri di non dover pagare il sovrapprezzo. E inizi a pregare in tutte le lingue del mondo, ma soprattutto in serbo-turco-aramaico, che la valigia che stai salutando sia la stessa, integra e sana, che risaluterai all'atterraggio.
Ed è dopo tutto questo che uno ha realmente bisogno di una VACANZA!
@ale@
Riassunto delle puntate precedenti:
Muscina giovedì sera si è recata al party del secolo per festeggiare la laurea del suo migliore amico nonchè la sua imminente partenza per la Cina per un anno, ha fatto le 5 del mattino e pochissime ore dopo ha preso un treno che l'ha portata in montagna dalla zia con heidi, le caprette e le farfalline.
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Per vostra somma gioia sono di nuovo qui. Per fortuna. Non ne potevo più. In questi 3 giorni non ho fatto altro che dormire, leggere, giocare a scala40 con mia zia, rileggere, ridormire, mangiare, fare passeggiata con cane, ridormire, rileggere, rigiocare a scala40, ridormire.. E' stato piuttosto alienante anche se devo ammettere che mi sono riposata e le occhiaia sono definitivamente scomparse..
Il fatto è che dopo un paio d'ore di immersione in cinguettio di uccellini, profumo d'erba, aria pulita, cielo azzurro e prati verdi io inizio a soffrire seriamente di astinenza d'asfalto.. Dov'è lo smog? I semafori? I clacson? Il traffico? I milanesi che camminano velocissimi anche se non sono in ritardo?
Sono inesorabilmente e fondamentalmente una ragazza di città. Una che se vede un'ape entrare dalla finestra scappa a gambe levate e si chiude in un'altra stanza.
E poi mi guardavano tutti. "ehiii, è atterrata un'aliena in paese". Mia zia ha la casa lì ormai da più di 20 anni ma forse nessuno aveva mai visto la nipote più piccola. Dialogo tipo: "ah ma è arrivata tua nipote?" - "si, hai visto!" - "eh ma che bella tuuuuusa, dove l'hai tenuta nascosta!"
Dopo che senti questa tiritera tutta la giornata o ti convinci di essere una gnocca di proporzioni inaudite oppure ti sorge il dubbio che ti stiano tutti pigliando per il culo. Resta il fatto che per ogni minimo gesto che ho fatto in questi 3 giorni mi sentivo osservata e sotto esame. Tranquilli, tranquilli, me ne torno in città, dove ci saranno anche i cafoni ma almeno oguno si fa i fattacci suoi.
In conclusione posso dire che l'esperimento "3 giorni senza tecnologia, disintossichiamo muscina dal computer" non ha funzionato, la mia è una patologia ormai grave.
@ale@
p.s
il party di giovedì sera è andato benissimo! Laie mi chiede di descrivere la mise, dunque, per sommi capi: abito nero stile peplo antica roma-atene, sandalo tacco alto sempre nero, pochette e capelli raccolti. La semplicità paga sempre. Appena riuscirò a recuperare delle foto della serata ve ne renderò partecipi.
Siccome stasera c'è il party dei party, ovvero laurea+addio-goodby di Gio, e non so nè a che ora tornerò, nè in che condizioni socio-psico-fisiche e Siccome domani mattina mi tocca prendere treno+pullman per andare a trovare la zia da Heidi come preannunciato qualche post addietro, vi saluto ora..
Sarò di ritorno domenica pomeriggio, fosse per me tornerei indietro direttamente domani sera, ma, come ben potete immaginare, non è buona creanza nei rapporti familiari dimostrare apertamente che l'idea di passare 3 giorni in un posto stra-adorato dalla zia, è una colossale rottura di marongius!
Detto ciò, sventolando un fazzoletto bianco e sciogliendomi in copiose lacrime, vi faccio ciao-ciao con la manina..Sarà dura, lo so, ma sopravviveremo tutti...
p.s
da brava donnina sono seriamente preoccupata che la mia mise per stasera venga compromessa dalle condizioni metereologiche milanesi non del tutto incoraggianti..Se doveste avvertire un urlo sordo con annesso scomodamento di tutti i Santi del Calendario, sono io che devo rivedere tutte le decisioni vestiarie..Checcavolo, sono pure andata dal parrucchiere a farmi raccogliere i capelli stile Audrey Hepburn, n'altro tornado non lo reggo eh!
@ale@
Stavo preprando tutta felice e contenta un post sulle letture da ombrellone senonchè a milano si è scatenata n'altra tragedia metereologica. Ha piovuto ghiaccio signori. No, non è che ha grandinato, ha proprio piovuto ghiaccio. In 22 anni di vita mai vista una cosa del genere, un po' come quando ti raccontano della grande nevicata dell'82, del disgelo, dell'estinzione dei dinosauri.
Il colonnello Giuliacci dev'essere impazzito di gioia, giacchè anche quando deve comunicarti che pioverà e ci sarà un vento mostruoso nell'unica settimana in cui sei in ferie, magari in agosto, è sempre sorridente, con la faccia pacioccona e ottimista. Questo però non l'avevi previsto eh, colonnello di un colonnello? Surrogato di scienziato..
Sui miei balconi si sono accumulati dei simpaticissimi mattoncini di H2o allo stato solido. Big granita party nell'alto dei cieli. E io posso dire addio ai miei amati fiori che da due mesi curo con amore e dedizione ogni giorno. Fanculo al pollice verde.
A questo punto non sono più dell'umore adatto per parlare di letture estive, mi riservo di farlo domani. Tanto non c'ho un tubazzo da fare
E' che non mi sono ancora abituata all'idea di avere finito, di potermi lasciar trasportare dal richiamo ululante e seducente della noia. Non mi par vero di alzarmi con calma la mattina, farmi una doccia e uscire di casa per dedicarmi allo shopping saldifero, non mi par vero di trascorrere pomeriggi e serate a cazzeggiare al computer senza i minuti contati per rispondere alle mail-aggiornare il blog-commentare tutti voi..
Non so quanto durerà questo stato di grazia in cui mi sollazzerò amabilmente con una marea di passatempi che negli ultimi tempi mi furono negati (amen) Sta di fatto che se poco poco mi conosco a breve inizierò persino a rompermi le palle di non aver niente da fare. Insomma non mi va mai bene niente, sono una rompipalle e adesso che i miei fiori sono stati tramortiti dal granita party neanche l'hobby del giardinaggio è più utilizzabile.
Voi direte "e sticazzi" e avrete pure ragione.
@ale@
Ci ho pensato per giorni a come avrei intitolato il post in cui avrei annunciato alla blogosfera la conclusione dei miei esami, della mia laurea triennale, delle mie fatiche.. La fine degli scleri che hanno caratterizzato quest'utlimo periodo (ma in generale gli ultimi tre anni
). E adesso eccomi qui. Questa mattina ho sancito la conclusione di questo percorso firmando un dignitosissimo 26 in un esame MONUMENTALE preparato nei 15 giorni forse peggiori della mia vita.. Però ce l'ho fatta e, per una volta, sono parecchio "orgogliona" di me e di come ho affrontato l'interrogazione. Ho tenuto testa all'ennesimo assistente stronzo che aveva due limoni su per il deretano. Sembrava rassegnato quando mi ha proposto al professore con un 25, che, sant'uomo, ha poi aumentato in 26 dopo una sola domanda sul corso monografico. E allora ho realizzato che è tutto finito. Ho finito. Ce l'ho fatta. Mi laureo. Certo, la tesi è ancora da finire, ma visto il piacere che provo nello scriverla non la vivo affatto come una "seccatura", anzi ne sono felice. (si, si, lo so che non sono normale)
Ecco..Però un po' di malinconia c'è.. Perchè tante persone con cui ho condiviso questi tre anni si fermeranno qui, saremo davvero pochini ad affrontare i due anni di specializzazione e ciò significherà fine del cazzeggio, fine delle risate, fine del divertimento surreale, fine dei tornei monti-mari-fiumi in aula studio, fine dei pranzi in mensa con una me fortemente schizzinosa, fine delle centinaia di sigarette prima degli esami, fine del contrabbando selvaggio di fotocopie, fine di appunti scambiati, persi o deputati a falò, fine di laboratori privi di senso in cui fare assolutamente qualcos'altro ma NON seguire, fine di ripassi sfinenti in video chiamata su msn (ali, questa è una nostra specialità, non facciamoci rubare l'idea
), fine di battute a sfondo sessuale su chiunque, fine di prese per il culo ai limiti della denuncia civile, fine di pianti, scazzi e delusioni da sfogare in bagno, fine delle lezioni bigiate per prendere il sole sul prato di via noto, fine della piadina dai cinesi che costa poco ed è più buona (e bruciacchiata) di tutte. Fine di interminabili viaggi sul 24 con caldo, freddo, gelo e intemperie varie ed eventuali. Con incidenti, rotaie bloccate, deviazioni e percorsi sostitutivi. Fine di caffè alla macchinetta da bere con faccia schifata ma troppo bisogno di ripigliarsi.
Questi utlimi due anni sono stati importanti perchè, con la scelta dei curriculm di indirzzo ognuno di noi ha avuto modo di stringere i propri gruppi, rafforzare delle amicizie. Ma l'anno che, in assoluto, ricorderò per sempre con tanto affetto e tanti sorrisi, è sicuramente il primo. Quando ancora non mi rendevo conto di essere in università, perchè eravamo si 200, ma avendo lezioni obbligatorie si stava tutti insieme, tutti i giorni, 8 ore al giorno e più, come a scuola. E il clima è sempre stato quello della gita scolastica. Quando sei allegro e parli e chiacchieri con tutti e in due minuti ti sei già raccontato metà vita e hai deciso che la persona che hai davanti è un amico. Non so spiegare il senso di comunione che ho provato quell'anno, quella certezza e quella sensazione di calore che mi dava il sottobosco di esperienze da condividere che si aveva giornalmente. E per dirlo da vera contessa: è stato fottutamente bello!!!
Vorrei fare i nomi di tutte le persone a cui ho stretto la mano in questi tre anni, a cui mi sono presentata, con cui ho fatto divertenti e interessanti chiacchierate. Con cui ho legato solidarmente aspettando di fare un esame. Vorrei ricordarvi tutti, ma non sono ancora la donna bionica e soprattutto il mio hard disk mentale è attualmente ancora occupato da un'accozzaglia di concetti confusi dell'esame appena sostenuto. Però alcuni nomi li devo fare: Vero, Mauro, Alfredo, Carlotta, Alice, Davide, Luca (cito "luca" anche se dovrei scrivere "luchi" perchè siete in metà di mille a portare questo nome), Alessandro, Samanta, Laura, Eleonora, le due Silvie. Grazie. So che qualcuno di voi legge questo blog e a maggior ragione mi fa piacere citarvi e farvi giungere il mio abbraccio. Tiè. Sono tutta sentimentalA oggi. Tanto più che qualcuno, non faccio nomi, i primi giorni del lotnano 2005 pensava che io fossi una stronza e che me la tirassi da qui a Barletta andataEritorno
Perdonatemi, gentili amici bloggers, se con questo post sono caduta davvero nel personalissimo. Probabilmente ho citato con entusiasmo aneddoti che a voi non diranno un beneamato ciuffolo. Ma vi posso assicurare che vissuti valgono qualcosa, anzi sicuramente più di qualcosa...Inoltre, è sottinteso che, se sono arrivata viva e più o meno sana di mente, a questa storica data 9 luglio 2008 è anche grazie a tutti i divertissmant, le risate, i giochi e i controcacchi che mi sono fatta grazie a voi in questi mesi.
Cleenex a me.
E domani me ne vado a portare le mie chiarissime chiappe al mare, certo, per una sola giornata, ma sempre meglio di niente!
@ale@
p.s
alla fine come titolo ho scelto di citare una canzone di Emanuele Dabbono "Ci troveranno qui"... - Chi èèèè Emanuele Dabbono??? - ma come? - vi ho sfracassato le pelotas per tre mesi con le mie trashcronache di X-factor e ancora mi chiedete chi è Emanuele Dabbono? --- allora vuol dire che non mi leggete con attenzione---
Comunque si, scelgo questa canzone perchè fa molto comemai883, fa molto falò sulla spiaggia, fa molto comunione dei beni, fa molto volemose bene...E per quanto mi riguarda è la canzone dell'estate..mica quella cosa scritta da Tiziano Ferro per Giusywinehouse dei poveri..
Prospettive per la prossima settimana (che anche se siamo solo a metà di questa fa bene alla salute pensarci):

Aver scritto tutto ciò mi ha reinfuso un po' dello spirito adatto per tuffarsi, con 35 gradi centigradi corredati da un pesantissimo alone di umidità, in una simpatica dispensa di oltre 700 pagine che narra di stili musicali occidentali, di avanguardie musicali, di atonalità, dei balletti di Stravinskij. Ah, sono anche in cerca di qualcuno che mi sappia spiegare con parole semplici, che diamine è una scala dodecafonica. Vi prego aiutatemi. Voglio sapere la spiegazione tecnica, di tutte le amenità che ruotano intorno alla definizione ne so già fin troppo. (Godeliano, so che mi aiuterai!!!!)
@ale@
è giunta l'ora che io torni in tutto il mio splendore a rompervi i gioiellini di famiglia con le mie assurdità. In effetti in questi giorni a metà tra il surreale, il triste e il felice, scrivere qua sopra mi è mancato molto. Ringrazio tutti voi per i commenti e i messaggi e permettetemi di fare un outing: Picchu ti voglio bene!!
Detto ciò passerei ad alcune considerazioni elaborate dalla mia mente disturbata in questi giorni di blogosilenzio nonchè a liberarmi di un simpatico meme appioppatomi dal provvidenziale Ventiseitre (tranquilli tutti..non ungerò nessuno a mia volta
a meno che qualcuno non desideri autoungersi, ma questo è un atto sadico di cui non voglio rendermi in alcun modo responsabile)
Passiamo al Meme: indicare il nome del personaggio cinematografico e letterario di cui ti innamoreresti, e nel nominare 6 blogger da infettare (preferibilmente 3 maschietti e 3 femminucce). (<---- quest'ultima parte come già detto verrà omessa)
PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO: Hugh Grant in Notting Hill. Perchè è dolcemente e carinamente imbranato. Perchè sembra sempre sull'orlo di dire e fare la cosa più importante del mondo per poi risolvere tutto in una gaffe. Perchè a quegli occhi blu e alla faccina da cane bastonato perdonerei più o meno qualunque cosa..
PERSONAGGIO LETTERARIO: qui scegliere è complicatissimo. Leggere è la mia passione. Leggo tantissimo e di tutto. Pescare nei grandi personaggi della letteratura, per così dire, "classica", sarebbe troppo semplice, ma suonerebbe quasi come un incesto, per cui, se proprio devo sceglierne uno e non posso essere innamorata di tutti in un grande e festoso harem all'incontrario, scelgo Alessandro, protagonista maschile di "Macchie rosse", romanzo di Alessandra Montrucchio. Adesso voglio sapere chi di voi l'ha letto...Probabilmente nessuno...ed è un peccato perchè è un bellissimo libro. Un po' forte a tratti. Emerge la figura di questo ragazzo misterioso, bello da morire, anticonformista, dolce e rude allo stesso tempo, dolce e sgarbato. Ballerino eccezionale, conquistatore e poi fondamentalmente monogamo e innamorato. Uno che sceglie di utilizzare la sua bravura e la sua intelligenza senza servilismi e senza obblighi. Uno che ama la velocità della moto, il vento, la sensazione di libertà ma sa riconoscerne il rischio. L'ultimo suo pensiero è quello di poterne rimanere vittima (se vi capita di non sapere che leggere sotto l'ombrellone potreste provare con questo, ma, ambasciator non porta pena, potrebbe anche non piacervi, potreste detesarlo, potreste tante cose..)
@ale@
Poi fatemi capire perchè io nell'ultima settimana ho accumulato una quantità di sfighe che qualche pia donna dovrebbe cedermi il suo posto fisso per i pellegrinaggi a Lourdes..
Pranzo a casa di amici di famiglia, rientro a casa verso le 16, mio padre va da mia nonna e io mi metto, tanto per cambiare, a studiare. Mentre ero intenta a studiare la "Number 27" di Pollock sento un rumore provenire dalla porta a vetri della mia ridente dimora.
Occore spiegazione della planimetria: ingresso costituito da porta blindata + porta a vetri, quando c'è qualcuno in casa chiudiamo solo la porta a vetri, dinnanzi all' ingresso si estende un lungo corridoio, su un lato ci sono cucina, due bagni e una camera, sull'altro lato sala e in fondo in fondo l'ingresso di camera mia che più che una camera è una casa dentro la casa, sono i 30 mq in cui vivo io isolata dal mondo. La luce della mia stanza non è visibile dalla porta. Per concludere c'è la stanza di mio padre che è di fronte alla porta di ingresso ma in fondo in fondo al corridoio. So che mi sono spiegata di merda ma son troppo agitata.
Tutto ciò per dire che, non essendo la luce della mia stanza visibile dall'ingresso e non essendoci altre luci accese, chiunque abbia cercato di scassinare la mia porta ha pensato che ci abitasse una famiglia di coglioni che non chiudono la blindata quando escono a farsi i cavolacci loro.
Peccato che abbiano malestramente fatto cadere un ombrello dal portaombrelli posizionato nell'incavo tra la blindata e la porta a vetri, suscitando uno scatto da centometrista della sottoscritta. Vedo due sagome fuori dalla porta e urlo "chi è". silenzio. Tempo di rendermi conto che non potevano essere due adulti ma erano sicuramente due ragazzini, scosto la tenda per mezzo secondo e ne ho la conferma, un maschio e una femmina. Arretro e chiedo di nuovo "chi è". Nel frattempo il ragazzino arretra verso le scale e la ragazzina sempre fissa accanto al portaombrelli mi risponde con un chiaro accento straniero, zingaresco o giù di lì, (e non datemi della razzista, ma io rom e zingari li sento parlare tutti i santissimi giorni che dio manda in terra e ormai ne riconosco l'accento vagamente strascicato) mi dice "c'è gioacchino" - "no nessun gioacchino, via di qui che sennò chiamo la polizia". Non si muovono, io di nuovo "via di qui". Scappano per le scale. A quel punto il mio sesto senso mi diceva che non sarebbe finita lì, agguanto il telefono e chiamo il 113. Mentre, infatti, stavo dando l'indirizzo al gentilissimo operatore che mi ha anche consigliato di calmarmi perchè mi sentiva agitata (no vabbè, uno cerca di entrarti in casa e tu gli offri da bere di solito?), i due mocciosi hanno iniziato a suonare tutti i campanelli dei piani di sotto e non ricevendo nessuna risposta hanno iniziato a prendere a colpi una porta. Avviso l'operatore dato che eravamo ancora al telefono e lui, quasi rassegnato, mi dice "ok mandiamo una volante". Grazie per il favore eh..
I rumori sono andati avanti per un po', poi silenzio di nuovo. A questo punto c'è da considerare che il mio è un palazzo fantasma, o qualcosa di simile. Ci abitiamo io e mio papà e basta in sostanza. C'è una famiglia al primo piano ma da quando i bambini han finito la scuola son partiti per non so dove: qualche mese fa hanno subito un furto con scasso. C'è lo strizzacervelli pazzo dell'ultimo piano: la domenica va a trovare sua madre fuori milano tutto il giorno. C'è un'altra famiglia al secondo piano: non pervenuti. C'erano due vecchiette, la mia dirimpettaia e quella del quarto piano: ricoverate in ospizio da plurimo tempo. Per concludere studio medico e agenzia assicurativa a pian terreno: entrambe hanno subito un furto nell'ultimo anno. Tutte opere rom. Seguendo la logica mancavamo solo noi.
Manco abitassi in chissà quale zona malfamata tra l'altro. Centro.
In utile dirvi che quando è arrivata la polzia i due individui si erano dati alla macchia. La tentazione di ricorrerli per le scale è stata fortissima ma un barlume di coscienza mi ha fatto capire che non era una buona idea. Sono arrivate due volanti per un totale di sei poliziotti, mi hanno fatto un sacco di domande ad alcune delle quali non sapevo ovviamente che rispondere. Nel complesso sono stati gentili e mi hanno rassicurata, hanno girato un po' per il palazzo e fatto un giretto a piedi per l'isolato. Niente di sospetto.
Ora è passata qualche ora e mi sono calmata ma lì per lì ho pensato davvero di rimanerci secca. La paura ti paralizza. Che poi ripensadoci erano due ragazzini, non potevano essere armati no? Forse sarei potuta uscire sul pianerottolo, ma non ce l'ho fatta fisicamente. Ripenso anche a come mi hanno trovata i poliziotti, in leggins, maglietta di topolino e bianca come il fantasmino Casper. Mi sono pure sentita un'idiota perchè in fondo non c'era più nessuno, ma loro stessi mi hanno detto che ho fatto bene a chiamare e che a Milano ci sono segnalazioni di questo tipo più o meno ogni 5 minuti. Così, per rassicurarmi, mi hanno anche detto che magari era solo un giro di ricognizione per capire un po' la struttura e le abitudini del palazzo, che i ladri lo fanno. No così, giusto per farmi stare tranquilla.
Io da domani voglio un sistema d'allarme centralizzato con armi nucleari a fuoriuscita dal campanello. E sti cazzi.
@ale@
Stasera è stata una serata molto piacevole..Iniziata con le prove con il gruppo (a proposito..è possibile che quanto prima sia disponibile in anteprima mondonazionale un video girato a cazzo in sala prove del nostro inedito "Your Smile") e poi proseguita nel solito locale con l'ale, la famosa amica di cui parlo sempre, che si chiama come me-siamo cresciute insieme-pensiamo all'unisono ecc..ecc, la quale, dopo averci visto alle prove per la prima volta, mi ha trascinata in una serie di discorsi senza ritorno dai temi non proprio ortodossi...
e fu così che, tra una sorsata e un'altra di un drink imprecisato (esperimento del nostro barman di fiducia..grazie Fra, ti adoro!), alquanto fortino per la mia notoria capacità di essere fuori come una terrazza in estate dopo solo due sorsi, mi sono ritrovata immersa in un clima da "Osteria numero uno", a pronunciare frasi di cui mi vergogno profondamente su una persona di cui è meglio mantenere segreta l'identità...Mi ricordo solo di aver citato un vicolo buio e gli istinti primordiali..
In un piccolo barlume di lucidità mi è apparso chiaro che, a questo punto, è strettamente necessario che io mi trovi un uomo. Ma non un uomo qualsiasi, il mio bachelor, il ragazzo che tutte le sorelle vorrebbero come cognato e tutte le madri come genero. Candidati, fatevi avanti, muscina deve essere salvata dalla devianza e riprendere fiducia nel genere maschile.
Fossi in voi noterei il tono serio che si nasconde dietro questo post ad una prima lettura cazzutissimo..
Ok, ok...vado a dormire..
@ale@
pant..pant...e così sono arrivata quasi alla fine di questa giornata...e viva per giunta.
Stamattina quando sono entrata nell'aula dell'esame e al posto di una marmaglia di studenti incazzosi ho trovato un muratore, un imbianchino e tanti teli di plastica sporchi, ho pensato che NO, non ci sarei arrivata viva alla fine delle giornata..
Puoi spostare l'esame in un altro dipartimento causa lavori di manutenzione e non avvertire? Dio santissimo.. Per cui corsa nell'atrio a consultare il tabellone "appelli del giorno", seguente corsa verso S. Antonio tutti costipati (101 cristiani) in un aula minuscola..
Alla fine comunque ho preso 27, e per altro non ne sono particolarmente contenta. Se quello stronzino dell'assistente non si fosse incaponito con Marx avrei potuto prendere trenta..Mica per altro, è che di solito gli utlimissimi esami danno una mano a tirare su la media di quei due punticini che fan sempre comodo..
Ma io ormai lo so, verrò dichiarata dottoressa con novantanove centodiecesimi e buonanotte al secchio, anzi calcio nelle chiappette accademico al posto del bacio.
D'altra parte in questi tre anni sono stata il classico esempio di sfighe universitarie..Io ho sempre e dico sempre studiato, non è che sono andata a fare degli esami, così, alla "spera in dio", NO, MAI! diciamo che mi sono fatta un mazzo quadro e mi sono azzardata solo due volte a rifiutare un voto per poi prendere lo stesso all'appello successivo. Indi mi sono rassegnata e ho capito che non dipende QUASI MAI dalla tua preparazione, che ci sono e ci saranno sempre dei culosissimi parassiti, che dopo aver a mala pena letto mezzo libro e sgraffignato gli appunti a qualcun'altro prendono 28 e si pavoneggiano di quanto "è stato difficile preparare l'esame"... mentre tu con le occhiaia fino ai piedi e reduce da un mese di insonnia e caffeina racimoli, chessà, uno stitico 23..Prima credevo che il fattore C e il fattore FC (faccia da culo) non esistessero..Da quando ho iniziato l'università ne sono straconvinta. E comunque, anche oggi, si è aggiunto un piccolo tassello alla mia convinzione che l'università in sè sia l'istituzione meno meritocratica della storia delle istituzioni non meritocratiche
Adesso la pianto, anche perchè ho preso comunque 27 e se continuo a lamentarmi divento passabile di insulti di ogni tipo.
con amore
@ale@
p.s
il "meno due, meno due" del titolo, si riferisce al fatto che adesso mancano solo due esami alla proclamazione della muscina-dottoressa
Ieri sera Notte Bianca milanese..Tutti in giro, festaioli, birra in mano..Concerto in Piazza Santo Stefano e canonica passeggiata in Duomo e zone limitrofe..
Muscina cammina che ti cammina con i suoi bei sandaletti nuovi, sente...ZAC...
sandalo rotto C O M P L E T A M E N T E!!!
dopo aver chiamato in causa tutti i Santi del calendario e non certo i termini lusinghieri, mi sono posta il problema "e mò come diamine torno a casa?"
Per fortuna uno dei miei prodi amici aveva lo scotch (e non sto a spiegarvi perchè ce l'aveva) e quindi ho avvolto il piede e il sandalo a mò di arrostino domenicale..
Potrei aver lanciato una nuova moda..Si, si, tutto sommato ero molto fashion..


@ale@
Mancano ormai poche ore alla proclamazione del vincitore di questo controverso e discusso talent-music-show, seguito da me medesima in questo blog fin dagli albori (ovvero da prima del mio provino e dopo il mio provino a oggi)..
La domanda è: Chi volete che vinchiiiiiiiiiiiiiiiiii?
Si accettano scomesse in denaro con pagamento in natura
La mia personale classifica finale è questa:
Se non dovessero vincere gli aram va benissimo anche emanuele che quantomeno è un ottimo musicista, a quanto pare un bravo cantautore ed è anche gentile e garbato il che non guasta nel mondo dello spettacolo. Nella malaugurata ipotesi in cui vincesse Giusy giuro che vado a prendere la Ventura a casa e la appendo alla madonnina del duomo per quella cacchio di collana con i ciondolini che c'ha su dalla prima puntata...Ah Ventù, già che c'hai i soldi spendili per comprarti un'altra collana, no? Daiii non può vincere sta Winehouse dei poveri...ma molto dei poveri..proprio dei decrepiti...
Vista l'ora e le cazzate che scrivo vi auguro anche buonanotte e vado a dormire
@ale@
Volevo giusto informarvi del fatto che non sono scomparsa o scappata alle Maldive con il mio insegnante di Pilates (per altro non ho nessun insegnante di Pilates..).. E' che in questi giorni sono stata piuttosto oberata di impegni, e quando non avevo impegni studiavo, il che già di per sè potrebbe essere considerato un impegno.
Intanto giovedì sera si è chiuso l'anno accademico della mia scuola di canto. Anno da dimenticare oserei dire, fatta eccezione per alcuni compagni di corso davvero simpatici e piacevoli e che ringrazio sentitamente anche per l'appoggio dimostratomi durante e dopo il mio litigio con il pazzo (se non ve ne ricordate l'episodio merita una rilettura..) Venerdì ho studiato davvero, e se dico davvero dico davvero, tutto il santissimo giorno e sono giunta a sera con i neuroni in ebollizione.
Ieri ho visto casa giusto una decina di minuti in tutto: parrucchiere la mattina (avevo la frangia che mi arrivava in bocca praticamente e non sapevo più che farne, dato che ho l'isteria tricofila facile ho preferito trovare subito una soluzione al problema), pranzo velocissimo (i 10 minuti di cui parlavo), prove con il gruppo (l'arrangiamento del primo inedito è quasi finito) e poi via al galoppo verso Poasco, dove si è tenuta una Festa della Musica rock a cui hanno partecipato, aprendo il concerto, degli amici, i May Fever
Fantastica serata all'insegna della musica, dilettantesca ma non solo. A sapere che sarebbe stata una cosa così carina avrei diffuso prima la voce qauntomeno per i miei conterranei nordici... Panino con la salamella e birra media in tutto 4 euro, 8 gruppi ad alternarsi sul palco.. dall'indie rock all'heavy metal (di cui per altro non sono un'estimatrice, ma tutto fa brodo) e anche una felice scoperta: una cover band fantastica che ha fatto letteralmente scatenare il pubblico, voce femminile strepitosa e un chitarrista eccezionale. Si chiamano I Piccola Rossa e hanno anche un sito internet (www.piccolarossa.com)
Momento esaltazione della sottoscritta: You shook me all night long interpretata dal gruppo di cui vi stavo giusto parlando..Io amo quella canzone, mi rendo conto che appena parte la prima nota non riesco a stare ferma, mi sento un po' come Billy Elliot quando scopre di voler fare il ballerino...
Così, poi, stanotte prima di addormentarmi, mi sono posta delle domande filosofiche non indifferenti che potrebbero essere riassunte in una domanda sola: tutti hanno una loro "canzone esaltazione"?
potreste anche pensare che non sono fattacci miei, che dovrei farmi un bel mestolone di affaracci miei e via di questo passo...Però se aveste voglia di condividere con me il titolo della vostra "canzone esaltazione" ne sarei onorata...giusto così, per sapere di non essere l'unica che si fa prendere da questi momenti musical-mistici
@ale@
Ieri ero scazzata come un muflone in calore, oggi invece, anzi adesso, sono placida come un putto alla festa di sant'Antonio..
E' stata una magnifica serata...E non so se mi viene da essere così peace&love a causa dell'ultimo mojto bevuto oppure perchè, davvero, da quando alcune persone sono entrate nella mia vita qualche mese fa tutto è cambiato...In meglio...
Era da non so quanto tempo che andavo in cerca di quel tipo di compagnie che ti fanno dimenticare tutti quei clichet sociali fastidiosissimi che finiscono sempre con il non farti sentire spontanea e genuina..Credo di aver trovato la chiave per essere Alessandra senza pormi problemi di adeguatezza..e direi che alla veneranda età di 22 anni son successi..anzi SUCCESSONI..
Ed è così che le serate passano, parlando di musica e di cazzate, di una passione che condividiamo non solo in linea teorica, ma anche in linea pratica...Ormai siamo un gruppo, che a volte funziona, a volte no, ma di certo con un comune denominatore: l'amore per la musica..
La musica...Quella cosa straordinaria che fa da motore alla mia vita. La musica che mi da la voglia di alzarmi ogni mattina e con una tazza di caffè in mano prendere a morsi tutto quello che mi si presenta davanti... Sono nata cantando e con loro, my musicians, ho la possibilità di cantare e essere me stessa..Non sono cose che capitano tutti i giorni e meritano di sicuro una menzione speciale...
Ora non so se questa dichiarazione d'amore estemporanea e assolutamente sincera sia dovuta al mojito di cui sopra, resta il fatto che è sentitissima... e OVVIAMENTE, volevo condividerla con voi.. (ma quante cose voglio condividere con voi ultimamente? non starò diventando un po' troppo sentimentale?)
detto ciò sarà il caso che io vada a dormire, domani, anzi tra poche ore, mi aspetta la normale vita da studentessa sfigata mischiata a casalinga sexy disperate...che dà sempre quel tocco in più...
@ale@
Dunque, oggi milano è grigia e bigia ma io non mi lascio scoraggiare, e dopo una piacevole giornata trascorsa in compagnia della Vero, ho deciso di uscire anche stasera..
(Si, non è che io ami moltissimo uscire durante il weekend come tutti i comuni mortali, preferisco uscire in settimana perchè è tutto più tranquillo e i celebrolesi seguaci delle sbronze finesettimanali sono a casa a far finta di essere intelligenti)
dico ANCHE perchè domani sera è già previsto da tempo che io vada alla festa di compleanno del mio chitarrista, saranno tutti ventisettenni avvocati si sa mai che riesca a trovare l'uomo della mia vita
Ma non divaghiamo, inutile, perchè tanto il motivo principale che mi spinge a imbellettarmi-vestirmi-uscire stasera è la possibilità di vedere LUI, quindi inutile che sto qui a raccontarmela e raccontarvela sui possibili incontri di avvocati, mariti papabili e via discorrendo..
La decisione ultima che ho preso è che comunque non lo cerco, non lo chiamo e non lo informo con finta aria casuale dei miei spostamenti night life..(anche perchè sa perfettamente che rimango sempre nei dintorni, a cena al sushi e post cena in un pub..
) Se quando ci si vede lui è contento e sta bene perchè, dio santo, tutte le volte successive devo essere io a prendere l'iniziativa? Il mio telefono non è mai squillato prima che fosse squillato il suo per intenderci. E francamente mi sono rotta le balle. Tanto più che fra un mese parte per una meta alquanto lontana, per un anno..Ma questa è un'altra storia.
In effetti ci sto perdendo fin troppo tempo, di futuro non se ne parla, non se n'è mai parlato e mai se ne parlerà. Mi è solo presa questa fissa perchè era da troppo tempo che un ragazzo bello, simpatico, intelligente, ironico, spiritoso, sexy e vagamente caciarone non capitava nella mia vita. L'idea di privarmi volontariamente della sua compagnia mi fa sentire cretina e al contempo mi rende orgogliosa del fatto che per una volta nella mia inutile esistenza sto davvero salvaguardando me stessa a livello sentimentale.
Ecco!
...Però stasera pensavo di mettermi quella maglietta tanto carina che non ho ancora messo, e i tacchi, si i tacchi...e già che ci sono mi faccio anche i capelli..si, si i capelli..ah, devo rimettere lo smalto, si lo smalto..
Per la serie: esempio evidente di come una giovane donna nel fiore della sua beltade sia ASSOLUTAMENTE in grado di tenere fede alle proprie promesse e non agire nella speranza di far piacere a qualcun'altro..
Alle lettrici più giovani consiglio di dimenticare SUBITO quello che hanno letto, a quelle più grandi o coetanee..beh, un po' vi conosco..quand'è che ci si incontra e ci si prende un po' a pacche sulle spalle? Così per solidarietà
@ale@
Milano sarà anche la capitale della moda, e su questo non ci piove, però io mi diverto da morire ad osservare come le persone perdano completamente la bussola del vestirsi in quei periodi di transizione che i nostri nonni chiamano mezze stagioni.
Chi ha fatto il cambio dell'armadio a Pasqua (vedi la sottoscritta), fin troppo fiduciosa viste le due settimane di anticipo d'estate milanese, è rimasto vagamente fregato dall'ondata di freddo polare giunta tra fine marzo e aprile. Poco male: il mio è un cambio dell'armadio fittizzio..Giacchè dispongo di 6 ante mi limito a tividerle a 3 e 3 e al limite a invertire l'ordine destra e sinistra se proprio non ho una mazzafionda da fare. Quindi, se viene freddo, non ci metto molto a recuperare un golf o una giacca. Ma, dicevo, chi ha fatto prematuramente il cambio dell'armadio quest'anno è rimasto fregato, scottato e scazzato..E così, in questi giorni in cui il caldo è scoppiato sul serio porta in giro per Milano tutta la sua diffidenza vestiaria.
Si passa dalla sgalletata in infradito, cannottiera, gonna di lino e borsa simil spiaggia MA con rigorosamente un maglione di lana legato in vita, alla sgallettata2 con jeans infilato dentro lo stivale magari foderato di pelo (dal quale senti giungere un S.O.S di plurimi gruppi batterici non identificati altro che activia e fermenti lattici vivi..) MA, per completare l'opera, magliettina a mezze maniche da spiaggia..
No ma dico..una via di mezzo? Non è tempo di cannottiere, ma di certo non è più tempo di stivali con pelliciotta..
Poi ci sono gli strateghi dell'abbigliamento a cipolla.. Li vedi in università la mattina con giacchina e felpa, li rivedi al pomeriggio tutti smanicati e contenti con 8 strati di vestiario da scarrozzarsi a mano...Poi ci sono le signore di una certa età che ancora hanno il piumino, quello leggero, e la sciarpina e mi vengono le vampate solo a vederle.. E poi ci sono gli uomini, loro, poverini, sono quelli per cui provo più solidarietà in assoluto. Si vede che soffrono. Giacca, camicia...cravatta...E tric e trac che se la allentano un po', e tric e trac che la ritoccacciano. Le loro espressioni sono tutto un programma, sembrano invocare aiuto..sembrano dire "adesso me la tolgo e la uso per frustarti baby", eppure non possono.. E intanto studiano strategie di accoppiamento tra il micromondo che si è venuto a creare sotto le loro ascelle costrette a un'agonia sotto il multistrato, e il micromondo intra-stivale della sgallettata2..
Milano tra aprile e maggio diventa, dunque, capitale della sciatteria.. Perchè la gente vorrebbe mantenere il solito mood da infighettati, ma non convivendo col Colonnello Giuliacci, si lascia trasportare da previsioni metereologiche quantomani fantasiose, finendo per cedere ad accostamenti bizzarri, orrendi e fuori luogo.
Muscina invece è sempre bellissima


@ale@
ABBRACCIO COLLETTIVO!!
(niente doppi sensi, please!)
e mi sento anche un po' invecchiata
A volte dire Grazie fa bene e c'è chi se lo merita e, soprattutto dalla sottoscritta, se lo sente dire molto raramente..Per questoo ho deciso di istituire il Grazie Day, e se volete dire grazie a qualcuno o qualcosa usufruendo dei commenti, questo è il giorno giusto!
@ale@
Ieri ho vissuto dieci minuti di autentico panico:
cena dalla vero (tra l'altro serata divertentissima, grazie!!!) verso l'una e un quarto decido di tornare a casa e chiamo un taxi. Scendo, salgo in macchina (per altro un'odiosissima multipla), gli dico via e numero civico e questo si mette a fare il piacione.
dialogo: (TD= taxi driver, M=muscina)
TD: Sei stanca cara?
M: si molto (prima lampadina: perchè cazzo mi ha chiamata "cara"?)
TD: peccato perchè mi ero ripromesso di offrire una cena alla prima persona che fosse salita sul taxi
M: ah si? anche a un uomo? comunque non mi sembra il caso (seconda lampadina: mi impongo tra me e e me di non rispondergli più, soprattutto con ironia)
TD: ma sei stanca per il lavoro o hai litigato con il fidanzato?
M: ...
TD: non hai voglia nemmeno di chiacchierare un po'?
M: ........
TD: beh allora una bella dormita è quello che ti ci vuole, devo svoltare a destra?
M: si grazie
Respiro di sollievo della sottoscritta..Gli ho ficcato i soldi in mano e mi sono precipitata dentro il portone con un momento di crisi respiratoria. Il fatto di non avergli risposto a due domande era perchè avevo guardato i suoi occhi viscidi e disgustosi lampeggiare nello specchietto e stavo decidendo cosa fare nel caso in cui avesse improvvisamente cambiato strada o iniziato a spaventarmi sul serio.. Sono stati i dieci minuti più lunghi della mia vita, se ne sentono di storie di donne "molestate" nei taxi..
Comunque le opzioni di difesa studiate mentre cercavo di prendere tempo erano: il mazzo di chiavi con annesso porta chiavi, suppongo che tirato in testa o ficcato negli occhi possa essere utile; l'accendino, suppongo che dare fuoco ai suoi sparuti capelli non l'avrebbe divertito; un libro piuttosto massiccio che avevo in borsa, suppongo che anche quello usato di spigolo in qualsiasi parte del corpo mi avrebbe aiutata; la bottiglietta dell'acqua, in effetti l'ipotesi meno utile. Avevo anche iniziato a pensare a come utilizzare tutte queste "armi" sinergeticamente del tipo: mazzo di chiavi in una mano, accendino in tasca pronto all'uso, libro nell'altra mano libera. Mal che fosse andata mi rimanevano altre tre soluzioni: lanciarmi giù dall'auto in corsa che faceva molto James Bond, oppure prendere in mano il cellulare e chiamare la polizia, oppure il vecchio e sempreverde calcio nei gioielli di famiglia.
Quest'ultimo gliel'avrei dato comunque per l'avermi messo a disagio e per lo spavento che mi ha fatto prendere, magari era solo un uomo di mezza età, morto di figa (scusate la finezza), che cercava di fare il simpatico, invece è risultato alla stregua di un mezzo maniaco, piacione con gli occhietti da sorcio che sprizzavano lussuria repressa da ogni poro.
Detesto non essere tranquilla nella mia città, detesto che una donna che non vuole prendere la macchina di sera per evitarsi pericoli di ogni genere e sbattimenti di ogni genere non possa nemmeno prendere un taxi con serenità.
@ale@
Dunque..sono appena tornata, ho tre coktails in corpo e sono indispettita come un'ape a cui colgono il fiore prescelto..indi:
@ale@
p.s
che poi la domande del giorno è: ma io c'aggia faaaa?? più esplicita di così..Ormai il mio interesse è chiaro, dall'altra parte non so se c'è un piacere di stare insieme dovuto ad affinità elettive o ad altro tipo di affinità, o ad entrambe le cose..che, detto fra noi, sarebbe l'ipotesi più gettonata dalla sottoscritta.. Basta con sta storia che ormai con la parità dei sessi devono essere le donne a prendere l'iniziativa...Uomini, unitevi, e partorite delle strategie decenti per farci capire qualcosa del vostro complicatissimo cervello
dopo una serata che un po' esagerando potrei definire bellissima...sono qui insonne (eppure di motivi per essere stanca ne avrei eccome) a domandarmi perchè tu..ragazzo bello, simpatico, dolce, vagamente strafottente..da qualche mese fai un entra-esci dai miei pensieri, dalle mie serate...così senza preavviso..
mi hai detto "sei come me"..
perchè non ho legami, perchè i legami mi spaventano..perchè gioco a fare la donna sicura di sè che si basta da sola, che non ha bisogno di nessuno per sentirsi completa..E invece non è così..
Non so se sono io ad aver mentito a me stessa dandoti ragione, o se entrambi siamo stati complici di una bugia vecchia come il mondo..Nessuno si basta da solo..
E se potessi, se non fosse così assurdo, complicato e impossibile mi piacerebbe non bastarmi più davvero per farti un pochino di spazio nella mia vita..Un pochino.
@ale@
oggi ho fatto le nuove foto per il mini book.. Oggetto misterioso che fino a un anno fa non avrei mai pensato fosse indispensabile anche per un cantante, fino a quando ad un provino mi accorsi di essere l'unica a non averlo.."non hai il boooook?" ----- "no..ehm..l'ho dimenticato a casa, che sbadata eh?"...
Considerando che il preventivo medio di un fotografo professionista era intorno agli 800 euro e io non avevo la minima intenzione di scendere all'angolo per racimolarli, nè di chiederli a mio padre (sant'uomo!!), ho cercato una via alternativa..E la via alternativa mi si è presentata sotto forma di Anto
, giovane designer appassionata di grafica e fotografia nonchè amica della mia fida Vero e persona assolutamente simpatica, dolce e speciale!! Soprattutto in grado di farmi sentire a mio agio e non costretta in pose innaturali..
a Luglio 2007 abbiamo fatto i primi scatti che sono venuti benissimo, alcuni li trovate anche nei miei media e tutto l'album sul mio myspace music e adesso abbiamo deciso di riprovarci..Un po' per aggiornare l'album un po' perchè......ta da da da...Lo so, è imperdonabile, non ve l'avevo detto e qui sopra di solito i cazzi miei li racconto fino in fondo..ma..sabato scorso ho fatto ciò che tempo fa ventilai con poca convinzione..ovvero un taglio deciso dei capelli..
so che questo potrebbe comportare il perdere l'amore di Picchu...
però giuro sulla Thaitienne bag che sto bene, non mi sono rapata a zero, ho solo spuntato di una ventina di cm e considerando che li avevo davvero lunghissimi non è stata poi una perdita così radicale...Tutti quelli che fino ad ora mi hanno vista sostengono che sia un taglio più consono ai 22 anni... a partire dal "sembri proprio una signorina" di mia nonna al "così sei più sexy" di non vi dico chi
Abbiamo fatto più di 400 scatti, l'Anto dice che almeno 200 sono buoni...poi ovviamente si tratterà di scegliere i migliori per una rivoluzione della muscina-immagine...Un po' meno brava ragazza e un po' più grounge-sexy style..
è stato molto divertente in definitiva..sempre ripensando a quell'antico motto "vengo meglio in foto che dal vivo"..
Appena avrò in mano le foto, o una parte di esse, condividerò con voi il risultato..
Picchu mi ami ancora? ahahaha XD
@ale@
E così i miei 5 giorni di lavoro in occasione del Salone del Mobile di Milano sono finiti.. Domani in realtà è ancora tutto aperto e allestito per cui, finalmente, al posto di lavurà posso godermi ancora qualche mostra e qualche allestimento in puro stile "curiosona-studentessa-turista" con in più la comodità che la maggior parte della gente sarà partita..
In realtà sono anche un po' triste, così com'ero triste alla fine dello stage di qualche mese fa.. Lavorare è MOLTO diverso rispetto al fare la studentessa..E io sono nata per lavorare, per stare a contatto con la gente, per lasciarmi riscaldare dai loro sorrisi o indispettire dalla loro arroganza.. Più esperienze faccio (e nell'ultimo anno e mezzo ne ho fatte parecchie) e più mi rendo conto che la mia voglia di stare sui libri è agli sgoccioli..
Tralasciando le note tristi...vi posto qualche foto dello showroom in cui ho prestato i miei "indispensabili" servizi, nonchè azienda in cui lavora mia sorella...Il Quiz del giorno è: INDOVINA INDOVINELLO..PER CHI HA LAVORATO MUSCINA??
se qualcuno di voi si intende di design non dovrebbe essere difficile indovinare 

....e prima che iniziate a scervellarvi...Si, le poltroncine e le sedie sono appese al muro per tutta la lunghezza della parete che comprende 3 piani 
@ale@
p.s
appena le scarico dalla macchina fotografica posterò delle immagini migliori. Queste le ho scattate con il cellulare nei ritagli di tempo quando non c'erano troppi visitatori e, anche se non mi posso lamentare, non sono di certo il top
Ok...ce la posso fare...devo farcela, devo resistere....mi fanno male i piediiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...
Comunque...here I am..dopo 3 giorni di autentico delirio. Il mio cervello è settato sull'English mode e ho serie difficoltà a formulare una frase di senso compiuto in italiano, però l'atmosfera che si respira a Milano in questi giorni è talmente esaltante che tutta la stanchezza, lo stress, il sonno, la fame, la sete passano in secondo piano!!
Gente in ogni dove e di ogni nazionalità..Da Dubai a Melbourne, dalla Finlandia all'Egitto con furore...studenti, architetti, designers, scrocconi, furbetti, c'è di tutto...E tutti sembrano impazzire per la borsa gadget che l'azienda per cui sto lavorando usa come contenitore per il press-kit e il restante materiale.. Alla fine non faccio la hostess, ma lo stesso lavoro dello scorso anno, ovvero la tuttofare
Principalmente comunque tengo i rapporti con gli architetti o con i giornalisti e faccio la piaciona con il ragazzo della sicurezza che detto inter nos è davvero notevole 
Ieri abbiamo avuto il cocktail di inaugurazione sia dell'evento fuori salone sia del nuovo showroom che ha due 3 giorni di vita, affluenza calcolata approssimativamente: 2000 persone..Il delirio! Sono riuscita a rincasare alle 00:00 con i piedi formato zampa di dumbo e nessuna voglia di ripassare per l'esame di questa mattina (l'ho passatooo..ma questa è una storia che vi racconterò più avanti)
oggi è stata una giornata relativamente tranquilla, abbiamo ricevuto per lo più clienti "storici" e ci siamo molto divertiti tra noi..Grandi chiacchiere, rigorosamente in inglese, perchè al di là dello staff italiano gli altri provengono tutti da vari paesi sparsi per il mondo.. Al di là delle facili ironie sulla stanchezza e sullo stress è davvero per me un'occasione di arricchimento pazzesca..
Adesso finalmente posso andare a nanna tranquilla, domani ho un torno di sole 8 ore...un unico interrogativo in realtà mi tormenta..Ho voluto fare la figa e tirarmela un pochino ma...REGGERANNO I MIEI PIEDI ALTRE 10 ORE, MINUTO PIU' MINUTO MENO, DI TACCHI?
@ale@
p.s
a breve posterò le foto della settimana..l'allestimento, per chi ama il design. è davvero bello e particolare
innanzi tutto oggi a milano c'è vento...ma non quel leggero venticello primaverile che può anche farti piacere, un vento con la V maiuscola..quello che fischia e ti fa aprire le finestre di casa ogni due nanosecondi. A me il Vento urta il sistema nervoso. Divento isterica. In primo luogo perchè tutte le schifezze che ci son per terra tra polvere e foglioline varie, pezzi di carta e via discorrendo ti si infilano negli occhi. Che problema c'è, vi chiederete? Basta mettere gli occhiali da sole. Grazie, lo so. Infatti è quello che faccio, eppure mi bruciano lo stesso. Per non parlare dei capelli poi. Magari ti sei appena fatto la doccia, hai appena passato un'ora a cercare di rendere la chioma riccioluta presentabile e che accade? Puff..esci dal portone e va tutto a farsi benedire..perchè c'è Vento, appunto..
Sposta il ricciolo, ricade il ricciolo, risposta il ricciolo, ricade il ricciolo, riricade il ricciolo, ririsposta il ricciolo, legati i capelli, escono i ciuffi, rilegati i capelli, riescono i ciuffi, ririlegati i capelli, ririescono i ciuffi...voglio un cappelloooooooooooooooooooo..
E mentre lotti contro il vento e contro i tuoi capelli, Milano si popola di modella in giro per casting..Escono dai tombini come gli zombie, sembra una puntata di Buffy all'incontrario.
Inizi col vederne una in metropolitana, ma ecco che dietro di lei ce n'è un'altra e un'altra ancora, oddio anche di fianco a te..e dialoghi tra te e te:
maddona ma quanto sono bassa? -vabbè per forza c'ha il tacco 10 questa- oddio, le mie all star fanno molto sedicenne all'uscita di scuola- vabbè ma la comodità viene prima di tutto- come cazzo fa ad andare in giro tutto l giorno con quelle scarpe? come cazzo fa anche solo a camminarci due minuti con quelle scarpe?-
scendi dal vagone, fermata Duomo, ti aspettano 50 minuti di tram per arrivare in quel simpatico dipartimento universitario che hanno deciso di costruire in località culandia, e sul tram chi c'è? una modella, oddio un'altra, mazza quella c'ha due grissini al posto delle gambe, ma di che parlano? Casting, devono fare un casting..Dior non mi ha presa, ci sono rimasta male, ma ci riprovo la prossima volta, prima o poi diventerò una Top..
Io ho in mano delle fotocopie per l'esame di arte contemporanea, lettere di Paul Gauguin a Van Gogh, per qualche frazione di secondo mi sento quantomeno intelligente, colta e utile..Ma queste parlano, parlano, parlano, in inglese, in italiano..parlano..Stamattina mi sono svegliata con la pancia un po' gonfia, dici che si nota? - ma figurati, cosa dici? guarda la mia, e poi ho il raffreddore, non posso starnutire al casting-
eh..in effetti...
sono scesa dal tram con una certezza, anzi più di una: il mio culo è grande quanto 3 dei loro, i miei capelli se c'è Vento non rimangono immobili e in piega come i loro, con una mia gamba se ne fanno 4 delle loro, con la mia altezza sembro la sorellina minore anche di quelle che non hanno più di 17 anni..cosa mi rimane?
a proposito, ho taciuto il dettaglio più significativo: le modelle le riconosci perchè hanno tutte e dico tutte e sottolineo TUTTE il book in mano. Hanno borse grandi quanto tutto il set di valige della moglie del re di Giordania, ci starebbe dentro anche Bud Spencer, ma il book va tenuto rigorosamente in MANO. E' un segno di riconoscimento, come il distintivo dei poliziotti, come le parrucche di Platinette, come l'insopportabilità di Gerry Scotti. Se non hai il book in mano sei una SFIGATA e potrai sfilare solo per la linea oversize della Standa.
Ora, volete sapere dove ve lo metterei io quel book?
ah, e non voglio più sentire la parola "casting" per le prossime tre settimane.
E se per caso domani ci fosse ancora vento, io ve lo dico, faccio una strage.

@ale@