Non lo faccio apposta. A non scrivere, intendo. Non lo faccio apposta.
Potrei nascondermi dietro alla mancanza di tempo, ancora, ma sarei abbastanza ridicola, alcuni lettori di questo blog mi vedono, nei momenti liberi, cazzeggiare su facebook. E allora dieci minuti da dedicare al blog potrei averli sicuramente.
E' che ho la matematica e femminil certezza che se mi mettessi a scrivere così, a ruota libera, finirei in uno di quei post "pippone mentale" che ho assoluta premura di evitare a tutti voi. E sì che ci sarebbero numerosi argomenti da sviscerare, vedi Pupo ed Emanuele Filiberto che vanno insieme a Sanremo, Berlusconi colpito da una statuetta del Duomo e trasformato in simbolo del martirio dei poveri uomini della politica italiana, il Papa rotwailer che viene spinto (?) durante la benedizione e non ne ricava neppure un graffio mentre il vescovo (o cardinale non so) che coinvolge nella caduta per cercare di tenere i santi piedi per terra finisce con il rompersi una gamba. E la giustizia divina dove la mettiamo? Non dovrebbe esserne il massimo portatore in terra? E poi le nevicate record. Migliaia di passeggeri incazzati, che io, per carità capisco, ma come si può arrabbiarsi se scelgono di non farti volare visto che volare avrebbe rappresentato per te morte certa in un incidente aereo? Capisco il disappunto, capisco il dispiacere di vedere progetti festivi da rimandare o cancellare addirittura, ma la colpa di chi è? Nevica, ci sono 40 cm di neve per terra e continua a nevicare-piovere-ghiacciare e quant'altro ma tu, passeggero, vuoi volare lo stesso? Allora comprati una dannata mongolfiera e non sfrangerci più i maroni, oppure innervosisciti e incazzati tra te e te ma aspetta, da qualche parte, casa tua, albergo messo a disposizione, tenda, motel, che la situazione sia sufficientemente sicura per farti partire.
Esatto, in questa situazione ho capito chiaramente che esistono un sacco di italiani desiderosi di morire in un incidente aereo. Sto ironizzando ovviamente, ma spero che serva a far capire il punto di vista di una persona che se avesse dovuto prendere un aereo nei giorni scorsi non si sarebbe neanche presa premura di andare in aeroporto, avrebbe telefonato, disdetto il biglietto, e pur maledicendo i numi celesti, gli dei dell'Olimpo, le divinità Maya e Azteche e, non ultimo per impeto di fiele, Gerry Scotti, se ne sarebbe rimasta a casa/albergo/pensione/capanna, ad aspettare tempi migliori per mettersi in viaggio.
Sono l'unica che la pensa così? Spero vivamente di no. Ma anche se fosse sono convintissima della mia posizione e niente mi smuoverà da essa. Ho fatto viaggi veramente disagiati in passato però non mi sono mai permessa di prendermela con il personale di un aereo, o di una stazione, o di un treno e un calesse. Mi sono semmai limitata a denunciare, dopo, a chi di dovere. Come si può prendere a male parole una hostess se l'aereo è stato cancellato? Mah.
(Per fortuna questo argomento mi ha presa a sufficienza per distrarmi un attimino dalla deriva pseudo sentimentalistica che avrebbe preso questo post) Cosa vi devo dire amici miei? Che muscina si è ficcata in un altro, ennesimo, enorme casino? Che non se come uscirne? Che il tutto è aggravato dalla deficienza (nel senso di mancanza) di persone con cui poterne parlare, a cui chiedere un consiglio? Di base oltretutto sono io che non racconto nulla. Perchè non so come raccontare, perchè appare tutto così strano persino a me che non ho un capo da cui iniziare e un senso logico con cui arrivare alla fine. Ma è così insipiegabilmente assurdo che per tutto il resto del tempo in cui la mia testa non viene turbata da pensieri, dubbi e incertezze, io sia fottutamente felice?
Felice di lasciarmi conoscere, per una volta, per come sono, senza cazzi e mazzi a dare un'immagine distorta della mia persona, che può essere ottima o detestabile, a seconda, ma raramente si presenta agli altri in entrambe le forme? Finirà malissimo la situazione che sto vivendo e lo so, me lo sento, l'omino del cervello lancia degli SOS pallidi ma costanti, eppure NON ME NE FREGA UNA CIPPA! E' normale? Io non credo, ma ho smesso di chiedermelo quando per la prima volta dopo non so quanto mi sono trovata nell'ordine a:
Viste e considerati questi e molti altri aspetti con cui non sto qui ad annoiarvi (l'avevo promesso) ci sono tutti i presupposti affinchè l'anno 2010 si presenti come l'ennesimo anno della "botta sui denti-delusione-caduta-depressione e infine risalita". Come tutti i fottuti anni da cui sono al mondo d'altra parte...
Che vita sarebbe senza queste certezze?
Dunque Buon Natale e Buon Anno di certezze per tutti, belle o brutte, son pur sempre certezze, e di questi tempi in cui il duomo vola e i Papi sono infrangibili, non è poco!
ale
L'altro ieri avevo scritto un post, ma splinder ha deciso arbitrariamente che non andava pubblicato, chissà perchè. Comunque aveva un titolo avvincente:
...E un tacco le fu fatale...
Mah, niente di grave, solo che domenica scorsa ad un concerto, presa dall'impeto di applaudire, alzarmi in piedi e scavallare le gambe (tutto insieme tra l'altro) ho appoggiato male la gamba. Gamba che per altro doveva rimanere in bilico su un tacco 12. Fantastico (il tacco 12), non la mia capacità di portarlo evidentemente.
Pare che mi sia "pizzicata" il menisco, che non so cosa voglia dire ma la sensazione è più o meno quella di un esercito di omini che ballano la pizzica nel mio ginocchio. Non credo che il medico intendesse questo, ma rende l'idea. Adesso comunque va meglio, si è sgonfiato a poco a poco tra ghiaccio e ketoprofene, anche perchè ci ho dovuto per forza camminare sopra, sapete com'è, non hanno ancora inventato il teletrasporto e un servizio di air-taxi per andare in università non c'è ancora, Milano ne è sprovvista.
In ogni caso ho cercato di stare a riposo il più possibile con l'unico risultato che ho avuto più tempo per perdere anche l'ultimo sprazzo di lucidità, una lucidità che ormai sto salutando grazie al richiamo da sirena esercitato da facebook. Ma non è tanto facebook il problema, quanto un cacchio di giochino, una di quelle diaboliche applicazioni che prima mandi affancuore gli amici per avertela inviata e poi ti rubano il cervello. Nel mio caso l'incontro fatale è avvenuto con Pet Society, ormai è da mesi che ci gioco, ma il fatto di avere del tempo libero da passare obbligatoriamente seduta mi ha fatto rendere conto che non solo ci gioco, ma mi piace proprio, sono un'appassionata.
Per chi non sapesse di che si tratta riassumo in breve: crei un animaletto, una specie di tamagotchi evolutissimo, questo animaletto vive in una casa che pian piano che aumenti di livello ha sempre più stanze. Il tuo compito, oltre a nutrire il pet, lavarlo e coccolarlo è quello di arredargli la casa. Esiste un villaggio virtuale con tanti negozietti in cui comprare cibo, oggetti e mobili. Comprare ovviamente con monetine virtuali (anche se, come tutti i giochi ha il pro a pagamento), monetine virtuali che puoi guadagnare andando a trovare altri animaletti (quelli dei tuoi amici di facebook), facendo gare di corse agli ostacoli, vincendo alla lotteria quotidiana...Oppure, facendo affari nel forum. Ecco, sì, mi sono pure iscritta al forum e ho scoperto un mondo di persone disposte a "pagarti" con oggetti del valore di 999 monetine per quegli oggetti denominati "this week special" che rimangano in vendita una sola settimana e poi spariscono dal gioco. Beh io non lo sapevo di avere tutte queste rarità tra i miei oggetti e quindi rivendendole sono diventata una pet ricca, ora vivo più o meno di rendita. Posso permettermi tutti i deliri di pixel che voglio. Ma vi consiglio comunque di non avvicinarvi a questo dannato giochino, perchè il risultato potrebbe essere questo:
Oggi, cari lettori maschi/masculi/ommini di questo blog devo porvi una domanda:
Come ci si sente davvero quando è la donna a prendere l'iniziativa? a invitarvi fuori per un caffè/aperitivo dimostrando apertamente un certo interesse perchè non c'è nulla che possa far pensare a un'uscita in amicizia? chessò, non c'è affatto una lunga conoscenza pregressa anzi, ci sono stati dei precedenti scherzosi ma un po' maliziosi..
Non raccontatemi le stronzate sulla parità dei sessi, che è bello sentirsi desiderati e via discorrendo, io voglio sapere, in verità, come la prendete!?
Sto bene, sto bene, sono solo un po' esaurita e come al solito in tutte le mie vicende sentimentali o pseudotali si consuma una spasmodica battaglia al tiro alla fune tra trazionalità e istinto
Alllllegria amici ascoltatori!
@ale@
Di nuovo qui a giustificare un'assenza... Questa volta però il motivo è supervalido, no, non sono fuggita alle maldive con uno stragnocco color del cioccolato e no, non sono alle porte di Cagliari ad aspettare al varco il ritorno in patria di Marco Carta post-vittoriasanremese (ovviamente con un macete).
Però, però, è nata la mia nipotina. La mia meraviglia angiolettosa è nata martedì scorso e da allora sono visibilmente e incipientemente rincoglionita. Da perfetta zia passo le giornate a costruire collage di sue foto con Picasa2 (perchè fotoshop non lo so usare) e metterle come sfondo del desktop, oppure a farmi dire da tutti quanto è bella, quanto è tenera e via discorrendo giusto per poter annuire con un tronfio sorriso stampato in faccia. E' LA MIA NIPOTINA! Mia sorella e mio cognato hanno prodotto una piccola meraviglia della natura, che scioglierebbe anche il cuore di Pippo Baudo inviperito perchè oltre ad avergli sottratto il Festival gli hanno anche dimostrato che le canzoni non c'entrano con il successo dell'auditel, è proprio questione di conduttore e lui ormai è in età pensionabile.
Perdonatemi il mistone tra emozioni ziesche e festival di Sanremo, ma l'ultima volta ci siamo lasciati che la kermesse non era ancora iniziata e avevo promesso le mie considerazioni in merito e devo in qualche modo recuperare!
Applichiamo dunque la mia ziitudine al festival: se Camilla dovesse mai farmi arrabbiare al posto di una sculacciata che lascia il tempo che trova le regalerò una fornitura a vita del singolo di Albano che come previsto, è urticante più del suo solito (confesso di aver avuto pena di lui solo l'anno in cui è tornato al festival con la canzone sulla figlia scomparsa e arrivato in finale ha steccato giocandosi la vittoria); se Camilla volesse sentire una favola le metterei su Alexia e Mario Lavezzi, che hanno cantato Biancaneve...anche se in realtà mi sono spesso chiesta: se Alexia fa Biancaneve Lavezzi che fa? La strega cattiva? Come principe azzurro è un attimino fuori target; se Camilla mi chiedesse cosa proprio non mi piace, aborro, detesto della musica italiana le farei ascoltare Sal da Vinci (che è arrivato a un passo dalla vittoria, dopo Gio di Tonno lo scorso anno, Sal da Vinci... e l'anno prossimo Paperino e Pluto in duetto); se Camilla mi chiedesse cosa penso di Povia, quello che ha scritto la canzone per i bambini come lei che fanno "ohh" le direi che dopo aver ascoltato per anni i versi dei bimbi e per qualche tempo anche quelli dei piccioni si è definitivamente rincretinito finendo a scrivere una canzone delirante sui gusti sessuali di un certo Luca, che poi, come ha giustamente osservato la Litizzetto se intitolava la canzone "Luca è bisessuale" tutto questo casino non sarebbe venuto fuori; se Camilla mi chiedesse quale è la mia figura di nonna ideale di certo le risponderei che non si tratta di Iva Zanicchi che a 70 anni suonati è più arzilla di me e zompetta da un letto all'altro pretendendo, ehm, diciamo..pretendendo e basta; se Camilla mi chiedesse chi avrei fatto vincere le risponderei Dolcenera, perchè, anche se la conosco abbastanza e so quindi che ha scritto sicuramente canzoni più belle, era l'unica artista da definire tale là in mezzo, insieme a Renga che però mi sembrava invecchiato di cent'anni; se Camilla mi chiedesse di canticchiarle qualcosa di allegro e spensierato, adatto a chi non ha pensieri a chi non vuole averne, a chi vive la musica non solo come una passione/lavoro, ma anche come un puro e semplice divertimento/intrattenimento, come per altro dovrebbe essere nello spirito del Festival, le canticchierei a ripetizione la Sincerità di Arisa..."adesso è tutto così semplice, a te che se l'unico complice di questa storia magica". Oh vivaddio un po' di leggerezza, vera rivelazione di tutto l'ambaradam di quest'anno è questa ragazza fusa come un gelato in agosto, che canta con le mani dietro la schiena tipo coro dell'antoniano, vestita anni '50, con gli occhiali da Steve Urkel di Otto sotto un tetto. In una parola: adorabile!
Poi siamo tutti d'accordo (spero) che la musica è un'altra cosa, anzi la musica è tutto questo più molto molto altro non giudicabile e difficilmente esprimibile a parole, che ognuno porta, a proprio modo, dentro il bagaglio di emozioni che ogni mattina ci si mette in spalla, portandolo in giro a mò di zainetto e chiamandolo vita. Difficilmente si trova qualcosa in natura che attenga più della musica al gusto personale, e credo proprio che sia questo il suo bello...o mi sbaglio?
Spero capirete, ormai sapete come son fatta, il perchè di questa scelta di non fare un post serioso e da occhi umidi sulla nascita di mia nipote...Al di là del fatto che è troppo un lieto evento per perdersi in inutili rimestamenti sulla mia famiglia e sul destino fino a questo momento avverso che l'ha caratterizzata, aggiungerei che sarebbe proprio difficile riuscire a spiegarvi cosa si prova senza risultare banali. E' una forma di amore mai sentita prima, almeno dalla sottoscritta. Se dovessi mai provare anche solo la metà di tutto ciò per un uomo, un compagno/fidanzato/marito, potrei ritenermi estremamente estremamente fortunata!!
@ale@
Ok. Scusatemi, ci sono. Sono viva, con qualche tesserina del puzzle fuori posto, ma ci sono. Lotto tra voi ridente popolo splinderiano. Patetico il mio tentativo di settimana scorsa di fare la brillante con uno dei vecchi post su X-factor, ho perso un po' di mordente e mi sono un po' immelansita negli ultimi giorni.
Da quando sono tornata da Londra sembra che io abbia perso la vena creativa, in realtà non è propriamente così, è che ormai da tempo avevo deciso di lasciare lontane dal blog le vicende troppo personali, le paranoie troppo pressanti, quelle che mi fanno un po' piangere e sembrare un po' umana, sembrare un po' una donna con meno attributi. Ecco. Per cui visto che di solito cerco di mantenere le decisioni che prendo ho pensato che fosse meglio non scrivere, perchè se avessi dovuto seguire l'istinto scrittorio sarei tornata ad usare il blog come ai vecchi tempi, sotto forma di un patetico "Caro Diario..", per cosa poi? Sentirmi meglio? Non credo. Non credo che in questo caso possa funzionare. Credo che non ci sia nessuna "terapia alternativa" che possa farmi uscire dal vortice in cui mi trovo ora.
Non pensiate che sia necessariamente tutto negativo, anzi. Al ritorno da Londra ho riabbracciato Gio, dopo sei mesi, e già questo è meraviglioso di per sè. Poi abbiamo fatto un concerto con i Cool Cats, l'ultimo grande concerto in formazione originale, una serata di cui porterò per sempre dentro ogni singolo minuto ancor più della tanto sospirata festa di laurea di un mese fa. Perchè questa volta c'era un altro saluto doloroso di mezzo, un'altra partenza faticosamentissimamente digeribile, da celebrare in musica. Perchè in musica è nato tutto e in musica era giusto che venissero messi i puntini di sospensione. Adesso i Cool Cats non esistono più, perchè il nostro bassista è in partenza a sua volta per la Cina (si anche lui, si come Gio, si frequentano la stessa università, si che coincidenza assurda, si cazzo si
) e qualsiasi cosa decideremo di fare nel mezzo non sarà comunque uguale a prima. E' un anno della mia vita che se ne va, un anno in cui sono cambiata non MOLTO, di più. Un anno in cui ho riscoperto la facilità nell'avere dei sentimenti e soprattutto la sconvolgente chiarezza che ti assale quando non sono sentimenti fittizi ma reali, e quando inizi a provarli non da un giorno all'altro ma si sviluppano in un crescendo che nemmeno avevi previsto, e non ti piombano addosso, ma è una lenta realizzazione, e ti risenti come quando avevi sedici anni e non capivi un cazzo dell'amore ma pretendevi di saperlo, e non te ne frega niente nemmeno di sapere cosa c'è dall'altra parte perchè ti basta sapere di essere ancora in grado di aprire te stessa alla possibilità di PROVARE qualcosa per qualcuno.
E non aggiungo altro perchè ho già sfiorato l'essere patetica fin troppe volte nelle ultime due settimane, e inizia a darmi fastidio. Checavolo.
Poi mi sono immatricolata alla laurea magistrale. Per cui ufficialmente mi si presentano davanti altri due anni di simpatico sudore sui libri. Premettendo che non sono particolarmente convinta della scelta fatta (ma non avevo altre possibilità in questo momento senza dover perdere un anno), premettendo che il vedere tutte queste persone che partono e affrontano la vita con coraggio, spirito di avventura e adattamento e quella curiosità di vedere il mondo che io sento dentro di me anche se un po' spinta e ricacciata indietro, beh premettendo queste due cose (che non sono poco), la crisi c'è. E sto cercando di affrontarla preprando il primo esame. Con la speranza che una nuova "sfida" mi restituisca un po' di quell'entusiasmo che avevo tre anni fa con l'inizio del mio percorso universitario. Le domande sono tante ma sto cercando di non pormele, di non chiedermi che sto andando a fare, se servirà davvero al mio futuro, che diamine di prospettive lavorative ci sono....Shhhhh. Non diciamo niente.
Insomma si boccheggia un po' da queste parti. Ogni tanto respiro ossigeno, ogni tanto no. Ogni tanto mi domando se sia normale dopo un periodo di così intensa serenità ed equilibrio, avere qualche svarione. Ogni tanto mi domando perchè non si potesse semplicemente andare avanti con QUELLA serenità e QUELL'equilibrio, ma Amen. Seguirà qualcos'altro suppongo, d'altra parte ora come ora sono malleabile come pongo. Spero che la vita continui a darmi una forma sempre migliore.
E per me stessa sto solo cercando di trovare delle occasioni, per fare quelle che ho sempre voluto fare e per troppi condizionamenti esterni non ho mai cercato di fare fino in fondo. E poi, non dimentichiamocelo, fra una ventina di giorni diventerò zia. E non so perchè, ma sento che tenere in braccio una frugoletta tanto desiderata e attesa da tutti mi restituirà tante delle prospettive e delle risposte che in questi giorni si sono staccate da me e svolazzano tutt'intorno in attesa di un buon motivo per tornare al loro posto...
Love you all
@ale@
(*Portati Via, Mina)
Dunque la situazione è questa:
IN conclusione:
porcocazzo
quando ce vò ce vò
@ale@
scusate, non sono stata rapita dagli alieni, anche se mie condizioni mentali potrebbero farlo pensare, è che il lavoro mi assorbe anche 10/11 ore al giorno, la sera ce n'è sempre una tra cene e aperitivi pre-natalizi e non ho un momento per fermarmi a riflettere, tantomeno a scrivere...
Ormai mancano solo 4 giorni di tour de force e poi finalmente sarà natale, sarà vacanza...sarà londra..E allora forse avrò tempo di fermarmi a metabolizzare tutte le cose che mi sono accadute nelle ultime due settimane, sono solo due settimane e mi sembra una vita..
Giusto per soddisfare la vostra curiosità posso dirvi che:
al termine di questo post inutile forse non serve specificare che sono un po' esaurita-stanca-stressata, ma fondamentalmente felice e di ottimo umore...
c'est la vie
@ale@
Domani a quest'ora tornerò goloriosa e dottoressa!
Pensieri virtuali sono graditi dato che sono completamente in preda a una buffissima ansia mista a terrore e sfasamento, ma non ho nemmeno il cipiglio di raccontarvelo con ironia come mi sento...
Grazie a chi di voi si è fatto vivo in pvt o su facebook!!
@ale@
Difficile riassumere come mi sento in questi ultimi giorni di attesa.
Alla fine non è la laurea in sè. E' un percorso di istruzione normale per molti: si nasce, si va all'asilo, alle elementari (io con la maestra unica e l'esame di quinta, che adesso invece non c'è più), alle medie, al liceo e poi, se si vuole, si approda in università. Un'università divisa a metà, sottomessa alla logica del 3+2 che più che danni a mio parere non ha fatto. Certo, adesso molte meno persone rischiano il fuori corso, anche chi non ha voglia di studiare per 5 anni interi dopo il liceo, può scendere al compromesso dei 3 e avere comunque in mano un foglio con su scritto DOTTORE o DOTTORESSA. Perchè alla fine è così che vieni appellato. Eppure i miei ragionamenti etimologici mi portano a considerare dottori tutt'altre persone. Non so a voi.
Mio papà, la cui ironia si sa ho ereditato appieno, ci scherza su e dice "massù, giovedì di dichiareranno dottoressa, eppure mi sa che sarai a malapena una paramedica". Ovviamente, la battuta va presa con il pieno rispetto per chi questo mestiere lo fa davvero, quello che mio papà cerca di sottolineare, e alla fine la penso anch'io così, è che dopo 3 anni di università, in cui comunque ho seguito corsi, laboratori, ho dato esami scritti e orali, mi sono scontrata con la burocrazia lenta e inutile che spesso caratterizza un'università statale per quanto riconosciuta e stimata, ho fatto uno stage tramite i loro uffici stage e ho dovuto lavorare un mese e mezzo senza assicurazione "per loro problemi di stipulazione contratto", ho litigato con insegnanti spocchiosi e di una chiusura mentale spaventosa per essere nel 2008, mi sono resa conto che fondamentalmente non sono nulla. Non credo di avere nulla in più, se non forse, ma questo è ovvio, un po' di cultura generale, rispetto a una persona che finito il liceo decide di andare a lavorare. Ho iniziato da pochi mesi una laurea specialistica, anzi magistrale come la chiamano loro, che non so dove mi porterà, ma so che ancora una volta mi piace. Ma sarà forse perchè a me piace studiare, cercare, scrivere, leggere? Questo non lo so. Il piacere di studiare, il desiderio di studiare, il diritto di studiare, son tutte belle cose, ma come direbbero i pià pragamatici, il pane in tavola non te lo mettono.
Il lavoro, qualsiasi lavoro, lo si impara sul campo. L'Università non insegna un mestiere, soprattutto nel caso delle discipline umanistiche, ma promette di regalarti degli strumenti utili a saper affrontare al meglio determinati mestieri. E' come quando ti dicono (e l'hanno detto anche a me a suo tempo) "fai il liceo classico che il greco ti apre la mente". Che poi è anche vero, ma quanti smadonnamenti sulle versioni interminabili e sul Rocci che ti dava pochissimo una mano con "le frasi fatte".
E' come quando ti dicono che sapersela cavare in più campi è utile perchè rende il tuo sapere etrogeneo. Sarà vero? Per dire, con le mie conoscenze attuali di arte non credo mi prenderebbero a fare la guida in un museo, anche se interrogata sull'evoluzione dell'arte nei secoli potrei dare una risposta esauriente, ma quante altre persone che non siano guide nei musei potrebbero dare la mia stessa risposta? Tante. Anche il fornaio che vive a Cantù che, appassionato d'arte fin da piccolo, ha letto e studiato tutto il materiale possibile e inimmaginabili e in conclusione ne sa molto di più di un qualsiasi laureato/a in Beni Culturali, o in Storia dell'Arte all'Accademia di Brera.
Ammappate, che bel pippotto mentale che mi sto facendo ad una settimana dalla laurea. E' strano, è strano perchè ieri, che si è laureata una mia cara amica nonchè compagna di studi, partecipavo ai festeggiamenti, mi sono commossa, cantavo le canzoncine goliardiche e quando ho sentito dire "...la dichiaro dottoressa in Scienze Umanistiche per la Comunicazione", ho detto "cazzo" anzi "acciderbolina", fra una settimana qui ci sarò anch'io e per lo Stato, per la società sarò una persona a tutti gli effetti pronta e qualificata per entrare nel mondo del lavoro. Per costruire il futuro di un Italia che assomiglia sempre di più al suo diminutivo (o dispregiativo?) Italietta.
E in tutto ciò pensavo - boh. Io francamente mi sento solo me stessa. Una persona che, purtroppo o per fortuna, si butta a capofitto in qualsiasi cosa le susciti passione e risvegli il suo istinto e la sua voglia di fare. Ed è così in qualsiasi campo per me, dalle realzioni personali allo studio. Dalla musica al, che ne so, al cucinare una torta.
Io questi tre anni li ho vissuti con una velocità quasi frenetica, inghiottendo voracemente tutto quanto, assaporando quella libertà e quel senso di condivisione che in 13 anni di scuola privata non avevo mai assaporato. Ho scoperto un mondo diverso, molto più difficile, molto meno protetto, mi sono confrontata con persone cresciute in modo antitetico rispetto a me. Sono diventata in alcuni casi loro amica e adesso non potrei fare a meno della loro presenza nella mia vita, delle loro risate, del loro avermi conosciuta per come sono e sapermi di conseguenza prendere, del loro apprezzarmi senza bisogno di ricorrere a sovrastrutture.
Ecco, se ripenso a questi primi tre anni di università, cerco di pensarci in modo sociologico, più che culturale. Studiare è importante, per carità, ma penso, e spero, che a chiunque di questi anni rimanga il ricordo dell'aggregazione, della condivisione, del divertimento, dei discorsi "criptati" tra chi condivide la medesima antipatia per un professore. I riti, i soliti bar da frequentare, il vucumprà che tutte le mattine ti ferma, ormai ti riconosce e ti chiede di battergli il cinque. I viaggi in metropolitana, i viaggi in tram. Le mille strette di mano al giorno perchè in università riesci a conocere anche 100 persone in due ore, soprattutto quando aspetti il tuo turno per un esame e non trovi altro di meglio da fare che raccontare tutta la tua vita a un perfetto sconosciuto, condividendo il ripasso e gli appunti come condividevi la merenda con la tua migliore amica delle elementari.
Chi vuole considerarmi superficiale che lo faccia pure (anche se non credo di esserlo, e credo di averlo in qualche modo dimostrato anche con questo post), ma quando penso alle leggi attuali, anzi attualissime, che l'università la mettono in pericolo. Penso a chi non potrà godere di tutte queste cose che ho elencato per ultime, più che allo studio e alla cultura.
@ale@
p.s
non ho riletto ciò che ho scritto, per una semplice ragione: è stato un flusso, ero partita con l'intenzione di scrivere tutt'altro e sono finita a scrivere quello che avete appena letto (ammesso e non concesso che siate arrivati fino in fondo) e se mi mettessi a correggere perderebbe di spontaneità. Lo specifico per sgravarmi di eventuali responsabilità di errori ortografici, grammaticali, lessicali. Non si sa mai che qualcuno ci ridacchi sopra visto che sto per laureami con una tesi dipendente dalla cattedra di linguistica avanzata.
Pace a bene a tutti
Scusate le prolungate assenze dell'ultimo periodo anche dai vostri blog, ma ho quel triliardo di cose da fare che, come dire, mi riempiono le giornate...
Nello specifico gli ultimi giorni sono stati tutti dedicati all'organizzazione della festa, che ormai più che di una festa si tratta di un vero e proprio concerto. Ora come ora sto cercando di far quadrare il numero degli invitati, da distinguere tra quelli a mie spese e quelli non a mie spese. So che è brutto dirlo, ma c'è chi se ne approfitta a volte....
Eravate rimasti che non trovavo il locale, invece nell'arco di una settimana e poco più ho risolto tutto grazie a un colpo di genio della mia sorella putativa che non finirò mai di ringraziare. Così il famigerato debutto dei COOL CATS (si, ci chiamiamo così, e vorrei evitare di spiegare il perchè...) avverrà il 6 dicembre dopo un anno di sala prove, dopo un mese dall'arrivo del nuovo chitarrista. Ma siamo gasatissimi, siamo prontissimi, non vediamo l'ora, io sono a mille, loro sono a mille. Io, in verità, sembro proprio fulminata ultimamente. Ma questo non è solo stress, stanchezza, emozione pre laurea è anche dovuto alla cura per la tiroide che ho iniziato (finalmente) a poter fare e che sta risolvendo tra le varie cose anche tutti i miei problemi di sbalzi d'umore e tristezze. Forse se ai medici fosse venuto in mente prima che il problema potesse stare tutto in quel minuscolissimo organo che eppure sembra essere fondamentale per il funzionamento di tutto il nostro corpo avrei evitato un'adolescenza di pianti e peso yo-yo, ma sempre meglio tardi che mai. Sta di fatto che da quando ho iniziato mi sento veramente rinata sotto ogni punto di vista, sono tornata l'ale sorniona e casinara che non mi ricordavo di essere nemmeno più. Mi sveglio con il sorriso e vado a dormire con una strana sensazione addosso di quando ti rendi conto che nelle vene non ti scorrono altro che motivi per essere, non dico felice, ma almeno serena. Faccio mille cose al giorno e avrei energia per farne altre duemila. E' stranissimo, non so nemmeno spiegarlo. Alemeno questa volta ho la certezza che non sto diventando pazza.
Tornando al concerto-festa, suoneranno per primi i Mayfever, gruppo di amici di cui mi sembra di avervi già parlato (www.myspace.com/mayfeverband) finalisti lo scorso anno a Rock Targato Italia, quindi mica pizza e fichi come si suol dire. E poi arriviamo noi, belli e splendenti con una scaletta che copre circa un'ora di musica dal vivo passando dai Pink Floyd a Elvis, in un miscuglio di vecchi e nuovi successi del rock-blues internazionale.
Il mio momento esaltazione? Proud Mary.
Sarà lì che i miei amici storici probabilmente si domanderanno se ho subito un trapianto di cervello.
@ale@
Donna di pochissima fede in se stessa...
Ieri ha avuto luogo la famigerata lezione: un trionfo. Ero convinta della mia totale incapacità oratoria, invece ho scoperto che sono portata per l'improvvisazione e mi piace anche. Alla fine ci ho preso gusto, mi dispiaceva fossero finite le due ore.
La gente sembrava interessata, e questo tra l'altro è anche un buon segno...Che si sdegnino un po' anche loro per come scrivono le giovani generazioni... Grandi complimenti da parte di relatrice e assistente relatrice, e adesso se il giorno della discussione non ricevo tutti i sei punti aggiuntivi subisco una trasfigurazione e mi trasformo in giustiziera della notte 
@ale@
Come ormai ben sapevate a gennaio sarei dovuta andare a New York, per un insieme di circostanze che non sto qui a spiegarvi il viaggio è saltato e sostituito con una provvidenziale e low-costissima settimana a Londra.
Ho tutta la vita davanti per andare a NY e trovo fantastica l'idea di perdermi per Londra come viaggio post lauream in compagnia di due amiche speciali, sto già ridendo adesso, perchè so che sarà una settimana di risate, cazzate, foto, occhi spalancati...Ho 22 anni e non sono mai stata a Londra. Non vedo l'ora. Per fortuna che ultimamente il tempo passa in frettissima, le giornate trascorrono ad un ritmo incalzante, ogni giorno ne salta fuori una..L'aspetto positivo? Arriverò al 4 dicembre senza nemmeno accorgermene e poi sarà tutto finito, potrò respirare e lasciare che l'adrenalina defluisca pian piano...
Per i festeggiamenti elisabettiani che vorrei organizzare è invece ancora tutto in alto mare, è da settimane che sono in contatto con locali, pr, agenzie di affitto location, eppure non riesco a trovare la soluzione adatta a me. Eppure la mia idea non mi sembrava così assurda, seguite il mio ragionamento: sono la cantante di un gruppo da ormai un anno, recentemente abbiamo leggermente cambiato formazione --> vorremmo debuttare con il nostro bravissimo nuovo chitarrista --> ho pensato: suoniamo alla mia festa di laurea, facciamo suonare un altro gruppo di amici (finalisti lo scorso anno a Rock Targato Italia) e così ci passiamo la serata con della buona musica dal vivo al posto del solito stantio dj --> ho iniziato a contattare TUTTI i locali di musica dal vivo di Milano proponendo il seguente programma: inseriteci all'interno di una serata, noi non paghiamo voi per suonare, voi non pagate noi per suonare, IO pago da bere a tutti i miei invitati, in più avete i normali ingressi nel locale con la sicurezza in più che io in più posso pubblicizzare l'evento tramite myspace e facebook dove, grazie a dio, ho un buon seguito --> mi risponde UN SOLO locale, proponendomi un martedì sera, io dico "si volentieri sentiamoci" questi spariscono --> passa qualche giorno mi risponde un altro che dice "io ti posso dare un venerdì ma solo con sala privata a 3000 euro --> inveisco al telefono e lo mando allegramente nel paese in cui tutte le facce sono come il didietro.
A questo punto contatto un'agenzia di organizzazione eventi che si occupa anche dell'affitto di piccole location per feste private chiedendo esplicitamente UNO SPAZIO ECONOMICO EVENTUALMENTE GIA' DOTATO DI IMPIANTO AUDIO, di modo che il service (che verrebbe fatto dal proprietario della nostra sala prove) non mi costi un rene. Prima risposta:
"Gentile Alessandra, bla, bla, bla, abbiamo giusto giusto da proporle un esclusivo capannone in zona rho-fiera al costo di 1200 euro per tutta la serata, il capannone è di 300 mq ed è dotato di riscaldamento e impianto elettrico. Essendo distante da zone abitate è l'ideale per non avere limitazioni d'orario per la musica. Se desidera aggiungere un servizio bar, il preventivo salirebbe intorno ai 1500 euro".
Perplessa ricontrollo la mia mail...nono cacchio avevo proprio scritto "cerco location economica per festa di laurea privata con impianto audio predisposto per la musica dal vivo e zona bar, previsto un drink a testa per un totale di circa 70mq"
Ora, ditemi voi che cazzo me ne faccio di un capannone grezzo che sembra il circo della Orfei, in zona fiera, senza impianto audio e soprattutto di 300 mq...che in trecentometriquadri 70 invitati personali mi ci possono giocare a nascondino, mi ci possono. E se l'evento è privato non posso giocare nemmeno la carta esterni invitati tramite mezzi informatici o anche tramite l'antico ma efficace volantinaggio fuori dall'università.
Training autogeno --> clicco "Rispondi"
"Gentile E., ti ringrazio per la proposta esclusiva che mi hai rivolto, ma credo che lo spazio sia veramente troppo grande per la quantità di invitati e francamente non vedo il rapporto qualità prezzo, vista la scarsità di otional compresi. Preferirei inoltre che la location fosse più vicina al centro città, non mi interessa che sia privata giacchè ho notato sul vostro sito che vi occupate anche di alcuni locali. Ti ripeto le mie esigenze: un drink a persona, predisposizione per musica dal vivo. Ringraziandoti anticipatamente resto in attesa di una cortese risposta".
Fiduciosa delle mie doti comunicative attendo la cortese risposta, che arriva dopo qualche ora con una lista di proposte con relativi preventivi parziali. E. si è svegliato!! Halleluja! Valuto la situazione e ne scelgo uno, rispondendogli di prepararmi preventivo dettagliato. Lo sto ancora aspettando.
Mi domando qualche parte della mia frase possa non essergli risultata chiara. Ho usato termini abbastanza inflazionati nella lingua italiana, sarà forse l'aggettivo dettagliato a mandare in crisi le persone? Forse si, visto che la parola d'ordine generale sembra essere APPROSSIMAZIONE.
Io l'ho già detto ai miei ragazzi del gruppo, che ormai a questa faccenda ci tengono quanto me, che qui rischio di stressarmi di più per quello che dovrebbe essere il coronamento di tutto l'ambaradam di sta laurea, ovvero la festa, momento di ubriacatura molesta e canzoncine volgari e goliardiche in merito al diventare dottori, più di quanto io non sia già stressata per la discussione e la proclamazione. Se l'angelo buono non guarda giù finisce che raccattiamo su un po' di persone e andiamo a ballare ai Magazzini Generali in jeans e all star. Echeccacchio.
In tutto ciò giovedì vado dalla mia relatrice per consegnarle una copia rilegata della tesi.
Rel: "Venga alessandra, venga, si sieda un attimo".
Io penso (con il solito ottimismo che mi contraddistingue): "oddio cazzo ho combinato?"
Rel: "Pensavo che, se lei è d'accordo, martedì potrebbe fare lezione all'interno del corso di linguistica dei media. Era già prevista una lezione sul linguaggio dei blog, e, vista la sua tesi, sarebbe bello se la facesse lei portando di fronte ai suoi compagni la sua esperienza di ricerca".
Io arrossisco violentemente, fugaci immagini di miei compagni della specialistica armati di patate e pomodori marci mi passano per la mente, ma alla fine colta da entusiasmo fanciullesco, accetto.
Ho quasi finito di preparare il power point che mi servirà da supporto martedì quando mi imbarcherò in questa simpatica avventura, lo faccio per 4 motivi:
Questo è tutto, per fortuna direi, dovesse succedere altro sarete i primi a saperlo.
@ale@
questa non è una rapina
ma è lo stesso un momento importantissimo che merita un minuto di silenzio:
MUSCINA SI LAUREA IL 4 DICEMBRE 2008 ALLE ORE 14.30
E partano i festeggiamenti, le agitazioni scolastiche/universitarie di questi giorni alla fine non hanno impedito, come si era purtroppo arrivati a temere, che io mi laureassi.
E adesso manca da preparare il discorso, ci sto lavorando, ma non è facile condensare in dieci minuti tutto quello che vorrei dire. Soprattutto non è facile condensare in dieci minuti un lavoro di mesi su cui ho sputato veramente sangue.
Un mese, un mese per tranquillizarmi e rilassarmi un attimo che qui sennò ci arrivo con una coronaria partita davanti alla commissione. Un mese per organizzare la festa del secolo, un mese ancora per essere capita nei miei momenti di sclero patetico, dopo di che non avrò più scuse 
Un mese
Meno un mese...
Rivoglio la mia vita fancazzista di qualche mese fa.
Sono stanca, stanca, stanca, STANCAAAA!!
Ok, queste erano le premesse. Il fatto è che come avete potuto leggere nello scorso post sono un po' atterrata psicologicamente e così in automatico nel fare tutto il resto più che da entusiasmo vengo presa da stanchezza cronico-compulsiva.
O forse sarà perchè vado quattro volte alla settimana in palestra...Però i risultati si vedono, per cui stringo i denti e proseguo con questo stile di vita da donna bionica. In casa ormai sono una chimera, dovrei esserci per cena, ma arrivo tardi e finisco sempre per cenare dopo tutti. In università ogni tanto crollo sul banco. La tv non la guardo più perchè mi addormento. Il pc lo accendo poco, mi si stancano gli occhi e l'unica cosa che ho voglia di fare prima di cadere in uno stato semicatatonico fino alla mattina successiva è leggere un pochettino.
Della mia data di laurea non si sa ancora niente, e presumibilmente non se ne saprà nulla fino a fine ottobre e questo è un altro notevolo motivo d'ansia. Che io debba parlare dieci minuti, un quarto d'ora, mezzora, non cambia nulla, rimane il fatto che devo parlare, e non cantare, in PUBBLICO.
Mio/a nipote continua a stare a gambe incrociate durante le ecografie e quindi continuiamo a non sapere se è maschio o femmina. In compenso mia sorella che ormai ha superato il quinto mese continua a svomitazzare che è una bellezza e io sono sempre più convinta che mi farò portare un pargolo dalla cicogna piuttosto che dare fondo alla stronzaggine genetica della mia famiglia che fa sì che tutte le donne del casato debbano avere 9 mesi di svomitazzate e non i normali tre di tutte le cristiane del mondo.
Domani devo sostenere un test di creatività nel corso di pubblicità che sto seguendo. Penso che il massimo della mia creatività in questo momento possa essere il trovare nuove posizioni in cui dormire, anche le più apparentemente scomode.
In chiusura ringrazio sentitamente Yaris per il regalo/premio che mi ha assegnato e che vado ivi a mostrarvi

REGOLAMENTO: al ricevimento del riconoscimento, citare il nome di chi vi ha ritenuto suo amica/o mostrando il nome del suo blog o profilo. (già fatto) Scegliere un minimo di 7 profili o blog che sono i tuoi amici o che ritieni siano meritevoli della tua simpatica attenzione.
Mostra il loro nome e avvisali che hanno ricevuto il segno della tua"AMICIZIA".
Ovviamente non posso fare sette nomi, siete tutti meritevoli della mia attenzione e della mia amicizia, TUTTI!! colgo la commovente occasione di ringraziarvi per i commenti al post precedente, al posto di spararvi un colpo in testa come avrei fatto io per prima dopo essermi letta, avete commentato e mi avete consolata e coccolata. Cosa c'è di meglio?
@ale@
Uff..come è difficile..Avrei voglia di parlare di una sola cosa, perchè è praticamente l'unica che occupa i miei pensieri ultimamente quando non ho il cervello impegnato in faccende universitarie, solo che non posso farlo...O meglio non posso farlo liberamente.. D'altra parte la scelta di fare outing in merito a questo blog con le persone che appartengono alla mia vita di tutti i giorni è stata mia, sono contenta di averlo fatto perchè ormai vedermi cercare su google a destra e a manca stava diventando fastidioso. Il risultato non sarebbe cambiato. Un gruppo di persone a cui non avevo esplicitamente detto dell'esistenza di questo blog, ma che comunque l'avevano trovato, si facevano un paiolo di cavolini miei. Non che ci sia niente di male, non ho niente da nascondere, non ho scheletri nell'armadio, non ho commesso peccati capitali, non ho ossa sepolte in cantina. Sono una come tante, forse con un pelino di lingua biforcuta in più, che usava questo blog per sfogarsi di tante cose che, nella vita reale, ha difficoltà a tirar fuori. Forse perchè ha un'immagine di persona strong e inscalfibile. Forse perchè del suo carattere fanno parte anche una certa riservatezza e sofferenza di fondo che impediscono di parlare apertamente di sentimenti e affini.
In fondo non è da molto che questo blog si è aperto al mondo, prima era muscinaeisuoiproblemi-centrico, e, volendo analizzare il tutto con un pizzico di marketing spicciolo, da quando ho iniziato a parlare di altro, vedi cazzate, tv, cinema, libri ecc (pur lasciando delle venature di everyday life) le visite sono salite, gli amici di blog si sono moltiplicati.. Questo mi ha insegnato che tutti vogliono evasione, ed è uno dei principali motivi per cui scrivono un blog o ne leggono uno altrui.. Tutti hanno già abbastanza problemi di loro per non voler leggere anche quelli altrui, soprattutto se di una diciassettenne allora, e ventidueenne adesso, che delle paronoie fa la sua bandiera ogni giorno.
Io questo lo capisco, e siccome non voglio annoiare nessuno, tantomeno me stessa, e siccome una manciata di sorrisi al giorno fa bene e riduce l'insorgere delle rughe, continuerò su questa linea. Continuerò a essere cinica e spietata, continuerò a scrivere le mie recensioni surreali. Continuerò a sfottere i vip e a parlare di gossip, della de filippi e della sua corte, della settimana della moda e dell'isola dei famosi.
Però, ecco, così, per la cronaca l'unica cosa che avevo voglia di scrivere e l'unica cosa che ho le energie di scrivere alla fine di questa interminabile e pesantissima settimana è che non sto passando un periodo Bello. Eppure dovrei, che diamine, tra un mese mi laureo, giusto per dirne una.
Ma essere sempre scontenta e mai soddisfatta è nella mia patetica natura. Quindi non facciamoci troppo caso. E' che, anche se in pochi ci credono, sono sensibile. Di quella sensibilità che non si vede ma a causa della quale tanti gesti fatti dagli altri e tante parole dette per caso, su di me hanno l'effetto di tanti piccoli tagli. Che poi ogni tanto si mettono anche a sanguinare.
Detto ciò, in questo bel clima funereo che sono riuscita a creare con questo post, ci tenevo a rassicurarvi dicendo che oggi, in mezzo a tutto sto casino, è anche moderatamente una buona giornata. Immaginatevi le altre.
@ale@
Dunque, in questi giorni non ho avuto molto tempo da dedicare al blog e a tutti voi, mi tocca riassumere velocemente una serie di cose di fondamentale importanza:
Ammiro dunque chi riesce a presentarsi in università con abiti che io relego alla sera e al weekend, quando c'ho proprio voglia di sentirmi gnocca e la semplicità, per una volta, la metto in un angolo)
@ale@
Qualcuno sa darmi una spiegazione plausibile al fatto che io abbia passato l'intera serata ad ascoltare alternativamente Sweet Home Alabama e Proud Mary in tutte le versioni possibili e cantate da chiunque?
Mi manca solo la "papa sotto la doccia" edition e poi ho completato il quadro.
E il bello è che non mi sono mica annoiata eh, è ho canticchiato tutta divertita almeno una volta per ogni riascolto..
In sostanza: trovatemi un uomo! così almeno il venerdì sera esco e la smetto di rimbecillirmi con monomanie, no perchè...Finchè son musicali va anche bene, ma fra una settimana, un mese, un anno, come potrei ridurmi?
@ale@
Stamattina mentre correvo sul tapisroulant convinta che da un momento all'altro il cuore mi balzasse dal petto per venire a farmi una pernacchia, ho cercato di riflettere chiaramente sul mio futuro.
Fra un mesetto inizieranno i corsi della laurea specialistica a cui mi sono iscritta senza particolare entusiasmo. Mi piace studiare, e non ne ho mai fatto mistero, quel che è certo, però, è che non sono convinta che fare questi due anni in più serva realmente a qualcosa. Ok, a scriverlo sul curriculm. Grazie. Ma una volta che ce l'ho scritto le mie capacità saranno realmente incrementate?
Ho voglia di lavorare. L'esperienza di stage in un'agenzia di comunicazione e marketing che ho fatto lo scorso anno accademico mi ha entusiasmata, in tre mesi ho imparato più che in tre anni sui libri, a livello pratico certo, ma se il vantaggio dell'università, come tutti ultimamente si affannano a dirmi, è quello di un arricchimento della propria cultura personale, non è altrettanto vero che per leggere e imparare cosa c'è scritto sui libri non ci sia bisogno di professori svogliati e demotivati che quando sono in aula è come se non ci fossero? Posso (possiamo) arrangiarmi (arrangiarci) anche da sola (soli), vado si va) in libreria e divoro (si divora) il divorabile. Io per altro l'ho sempre fatto e presumibilmente sempre lo farò.
Quello che manca in università sono insegnanti capaci di infondere entusiasmo negli studenti. In tre anni ne avrò incontrati quanti così entusiasti del loro lavoro da avercelo scritto in fronte e conseguentemente attirare l'attenzione di una platea di persone convinte che studiare scienze della comunicazione, porterà tutti loro in un programma di antonio ricci? due, tre? Considerando che uno arriva a dare una trentina di esami direi che il quadro è sconfortante.
Adesso non è voglio mettermi a fare l'apologia degli studi relativi all'ambito della comunicazione, tanto più che io stessa mi affretto sempre a specificare che quell'aggettivo umanistiche messo dopo scienze nella denominazione della laurea triennale che mi accingo a concludere, non è messo a caso, ma ha un senso ben preciso. E la differenza con gli altri corsi di scienze della comunicazione è notevole, provare per credere. Ho letto con i miei occhi piani di studi che prevedevano esami da 8 crediti o giù di lì dai titoli bizzarri tipo "moda e lusso" , "sceneggiature per la televisione". Perchè non un bel corso di ricamo allora? Così poi al telefono con il direttore marketing aziendale gli posso spiegare la differenza tra il punto corto e il doppio punto. Son cose utili.
Mi affanno nel voler informare tutti che io in questi tre anni mi sono spaccata il culo esattamente sugli stessi esami di chi, con un'aurea di miticità ed eroicismo, studia o ha studiato lettere moderne. Mi affanno anche nel voler informare tutti che oltre ad aver fatto questi esami ne ho fatti alcuni in più inerenti al settore comunicazione. Ma il termine comunicazione non significa tv, radio e triccheballacche, comunicazione implica molto di più e, per esempio, se non sai cos'è la semiotica di scambi comunicativi non ci capirai mai una ciuspa. O magari ci capirai ma non saprai comunque cosa stai capendo di uno scambio comunicativo. (questa frase è un po' macchinosa, ma per chi ha studiato semiotica dovrebbe esser chiaro..Qualche tempo fa mi capitò di scambiare due chiacchiere con uno studente di scienze della comunicazione di un'altra città, provando a confrontare gli esami ne risultò un quadro bizzarro: quelli che per me erano esamini secondari (es. teorie e tecniche della comunicazione giornalistica, sostenuto dalla sottoscritta per 3 crediti) per lui erano esami da 10 e più, mentre gli esamoni sui quali ho sudato davvero tipo linguistica generale, linguistica avanzata, semiotica, stilistica ecc.. erano per loro opzionali oppure da pochi crediti. Surreale che non si riesca a prendere seriamente la comunicazione, eppure fior fior di studiosi se ne sono occupati. E' che ormai vige il pregiudizio, comunicazione=ahSistudianoCazzateSullaTelevisione. Dio Santissimo, non è così.
Ogni settore ha i suoi spocchiosi e io mi rendo conto di essere diventata uno spocchiosa delle scienze della comunicazione. Perchè poi se stai fumando una sigaretta in salotto prima di uscire di casa e capiti davanti a due fotogrammi di "Veline" in cui almeno due ragazze in tre minuti sentenziano con orgoglio di studiare Scienze della Comunicazione ti girano ampiamente i coglioni.
Tutta questa riflessione (che a molti potrà dare sui nervi, me ne rendo conto,ma l'ho scritta apposta per aprire un "dibattito"), nasce da una domanda che mi sono posta: ma in futuro a un colloquio di lavoro conterà la mia preparazione culturale ampia e curiosa, o mi chiederanno subito se ho sostenuto esami di teorie e tecniche per l'abbindolaggio telefonico dei clienti?
No perchè io me lo inizio a chiedere seriamente, giacchè continuo a vedere gente brava e preparata che non riesce a trovar lavoro, o se lo trova è sfruttata e sottopagata e gente incapace in posizioni di prestigio.
Vabè basta, è la crisi da un mese prima della discussione della tesi immagino.
Amen
@ale@
I saluti son sempre la parte peggiore..
Perchè in aeroporto improvvisamente ti rendi conto di non avergli detto un cazzo di quello che gli volevi dire davvero, ma forse va bene così lo stesso perchè sono cose sottointese che fanno parte di un sottobosco di emozioni che non c'è nemmeno bisogno di esternare..
E poi siamo pazzi..Perchè in un' "ultima" sera che poteva essere una serata di saluti qualsiasi noi abbiamo dovuto farla grossa..E quindi all'una di notte siamo partiti, alle tre meno venti eravamo a Celle Ligure a fare il bagno notturno, senza costumi ovviamente. E alle sei del mattino di nuovo a milano con la sabbia dappertutto e una stanchezza addosso di quelle che non ti fanno più ricordare nemmeno come ti chiami, ma in qualche modo di appagano. 290 chilometri in una notte valgono l'amico che tutti vorrebbero avere, valgono il sapere che è impossibile non volerti bene e, soprattutto, è impossibile non sentire terribilmente la tua mancanza anche a distanza di poche ore.
Però non si piange più, basta
@ale@
L'estate sta finendo è una di quelle affermazioni che dopo ferragosto senti pronunciare un po' a chiunque. E sono fastidiose. Maledettamente fastidiose. Il fatto che l'estate sta finendo è abbastanza evidente e ricordarlo ogni cinque minuti diventa pratica piuttosto penosa e triste. Le giornate si accorciano e si inizia a tornare in città. Per esempio io oggi sono tornata a Milano, stanca morta, dopo i dieci giorni lacustri più strani degli ultimi 4 anni. E ho realizzato prepotentemente che domani mi attende la trafila burocratica della domanda di laurea nonchè un rigettarmi a peso morto nella fase finale della scrittura della tesi.
Ditemi voi se non sono prospettive esaltanti queste.
Comunque questa è stata un'estate di highlights continui per me eh.. Davvero, un'estate strana ma bella, di divertimento e riflessione allo stesso tempo. Sono quelle estati che ti ricordi più a lungo e quelle estati di cui fanno parte persone che non riuscirai a scordare facilmente. Anzi, non le scorderai affatto..
E poi è un'estate speciale perchè ho un annuncio da fare, che non ho potuto fare fino ad oggi anche se mi prudevano le dita a contatto con la tastiera ormai da tre mesi:
muscina diventa zia!!!
Avete letto bene? Io zia a 22 anni, ditemi voi se mio/a nipote non sarà estremamente fortunato/a ad avere una zia così giovane e uptodate a spianargli la strada...
Ironie a parte strabocco di felicità e tenerezza per questo frugoletto che porterà una ventata di freschezza in famiglia..Fra un anno a quest'epoca saremo tutti accovacciati con la faccia in un passeggino a fare le smorfiette a un pandorino di sei mesi che ci guarderà con compassione un po' stile film "Senti chi parla".. Ma io, sinceramente, non vedo l'ora di rincoglionirmi così 
@ale@
Sicuramente domani non avrò tempo per farlo, per cui mi accingo a scrivere ora qualche riga di commiato...Qualche riga giusto per trattenermi altrimenti inizierei a sproloquiare su quanto sia triste l'idea di non potervi leggere e non poter scrivere per BEN una settimana
Ovviamente sono felice di partire. Questa vacanza, oltre che un'occasione di riposo, rappresenta molte cose e io non vedo l'ora di potermele godere e gustare tutte..perchè so che sono dietro l'angolo, me lo sento..
Le attività domestiche finite male e la quantità di cretinate, dimenticanze et similia degli ultimi giorni mi hanno messo davanti all'evidenza che anche per muscina si profila netta all'orizzonte l'esigenza di una pausa, uno stacco netto della spina, un arrivederci e grazie, un po' di vivere senza regole..
Ed è quello che mi accingo a fare..
Domani alle ore 4.20 del mattino (
) un taxi ci porterà in aeroporto e chi s'è visto s'è visto! Alle 6.50 decollo, alle 8.30 atterraggio. Prima di pranzo saremo a destinazione con buona pace di tutti quelli che soffriranno terribilimente la mia mancanza. Perchè qualcuno la soffrirà, vero? 
Vi lascio con la promessa che, nel caso in cui nella vita di muscina si profilassero delle novità che non possono esservi taciute fino al mio ritorno, cercherò una connessione internet utile e aggiornerò il blog..Voi tutti fate i bravi, chi parte come me, beh...chi parte come me che si diverta, folleggi, si innamori, balli, canti, si ubriachi, si abbronzi, ma anche chi non parte, beninteso, può fare tutto ciò...
Domani farò un salto su splinder per mettere i commenti in moderazione, di modo che, vista l'assenza di una settimana, non accada come qualche anno fa quando dei pazzi totali inondarono il mio post di saluti pre vacanzieri con cazzate immani, insulti e quant'altro, facendomi trovare la lieta sorpresa al rientro a casa.. Ovvio che, se vi venisse voglia di scrivere qualcosa anche mentre non ci sono, a me fa più che piacerissimo, anzi, leggerli al ritorno mi farà immenso piacere.
Vi abbraccio tutti mie cari amici lettori blogger e antibloggher 
...E Muscina porta le sue chiappe nei caldi mari del suuuud...
@ale@
Io sono una vera e propria stratega della valigia.
Inizio almeno 3 o 4 giorni prima di partire con un elenco, minuziosamente scritto a mano, composto da: cose da comprare, cose da fare e appuntamenti vari che si assommano e sovrappongono quando devi salutare 800 persone prima delle vacanze.
Stamattina la mia strategia ha avuto inizio in pompa magna. Sveglia presto, colazione, doccia e via di commissioni. I primi punti della mia lista sono stati orgogliosamente cancellati con una bella riga e la mia coscienza organizzativa ne ha tratto un beneficio pazzesco, una specie di orgasmo di soddisfazione (mi basta poco, penserete..)
In realtà è tutto per una persona che, se si arrendesse a madre natura, sarebbe alquanto disordinata.
Adesso però, appena tornata da un dopocena al pub con l'ale, durante il qualche, come due invasate, non abbiamo fatto altro che parlare di aerei, aeroporti, orario di prenotazione del taxi, dove dormire e cosa fare sabato notte per ingannare l'attesa della partenza (ovviamente l'ipotesi di dormire non è contemplata), ho ripreso in mano la mia lista per decidere a cosa dedicarmi domani mattina, e, leggendola, forse cullata da una vodka sour di troppo, o forse in un rimasuglio di lucidità rimastomi, mi sono resa conto che la mia malattia da strategia valigifera è arrivata ad un punto di non ritorno.
In un riquadro sono segnati tutti i prodotti da bagno-profumeria che ancora mancano da comprare, in un altro riquadro tutti i prodotti di abbigliamento che devo "assolutamente" trovare in saldo o no, con numerosi punti escalmativi di fianco a "infradito" (ma in effetti sono necessari, ho decisamente e impellentemente bisogno di infradito per la spiaggia) e una laconica faccina con bocca all'ingiù di fianco a "pantaloncini per spiaggia possibilmente neri" (lo smile serve per ricordarmi che forse nessuno in terre sicule, ma anche altrove, desidera ammirare i miei prosciutti ..ma d'altra parte non è che posso morire di caldo perchè l'ideale velina anoressica impera nel nostro stupido paese) Infine, nell'ultimo riquadro, in ordine di giorno e ora tutti gli appuntamenti da qui a sabato, estetista, pranzo con amica, cena con amici, pranzo con altra amica, e-mail da mandare alla mia relatrice di tesi e così via..
E il bello è che io ci vado davvero in giro con la mia lista. E appena faccio qualcosa tiro fuori la bic e depenno. Credo di non essere normale.
Infine..Sabato pomeriggio, il momento clou.
I miei familiari sanno che quando faccio la valigia devo essere lasciata sola, sanno che divento intrattabile, sanno che vado in trance e mi muovo per casa come un'automa programmata per uccidere. Sanno che metto la musica più cazzuta possibile a palla, tipo, chessò, gli 883 e canto come una quindicenne al concerto degli Zero Assoluto. Sanno che mi concentro su incastri, scastri, posizionamenti ad hoc. Sanno che la borsa della scarpe è l'operazione più delicata di tutte.
Saper fare la valigia è un'arte e io la posseggo, la padroneggio, supero me stessa. E' un valzer, uno spendere saperi intellettuali per far quadrare ciò che di più materiale esista. E' uno sconfiggere l'assurda equazione per cui, una volta in vacanza, ti troverai a desiderare ardentemente gli unici quattro stracci che hai lasciato nell'armadio.
E poi c'è il brivido della franchigia. Quel momento topico in cui ti pesano il malloppo e ti guardano con aria di disapprovazione.. "che ci hai messo dentro? due bambini?" E tu sei lì, che osservi la bilancia e speri di non dover pagare il sovrapprezzo. E inizi a pregare in tutte le lingue del mondo, ma soprattutto in serbo-turco-aramaico, che la valigia che stai salutando sia la stessa, integra e sana, che risaluterai all'atterraggio.
Ed è dopo tutto questo che uno ha realmente bisogno di una VACANZA!
@ale@
Stavo preprando tutta felice e contenta un post sulle letture da ombrellone senonchè a milano si è scatenata n'altra tragedia metereologica. Ha piovuto ghiaccio signori. No, non è che ha grandinato, ha proprio piovuto ghiaccio. In 22 anni di vita mai vista una cosa del genere, un po' come quando ti raccontano della grande nevicata dell'82, del disgelo, dell'estinzione dei dinosauri.
Il colonnello Giuliacci dev'essere impazzito di gioia, giacchè anche quando deve comunicarti che pioverà e ci sarà un vento mostruoso nell'unica settimana in cui sei in ferie, magari in agosto, è sempre sorridente, con la faccia pacioccona e ottimista. Questo però non l'avevi previsto eh, colonnello di un colonnello? Surrogato di scienziato..
Sui miei balconi si sono accumulati dei simpaticissimi mattoncini di H2o allo stato solido. Big granita party nell'alto dei cieli. E io posso dire addio ai miei amati fiori che da due mesi curo con amore e dedizione ogni giorno. Fanculo al pollice verde.
A questo punto non sono più dell'umore adatto per parlare di letture estive, mi riservo di farlo domani. Tanto non c'ho un tubazzo da fare
E' che non mi sono ancora abituata all'idea di avere finito, di potermi lasciar trasportare dal richiamo ululante e seducente della noia. Non mi par vero di alzarmi con calma la mattina, farmi una doccia e uscire di casa per dedicarmi allo shopping saldifero, non mi par vero di trascorrere pomeriggi e serate a cazzeggiare al computer senza i minuti contati per rispondere alle mail-aggiornare il blog-commentare tutti voi..
Non so quanto durerà questo stato di grazia in cui mi sollazzerò amabilmente con una marea di passatempi che negli ultimi tempi mi furono negati (amen) Sta di fatto che se poco poco mi conosco a breve inizierò persino a rompermi le palle di non aver niente da fare. Insomma non mi va mai bene niente, sono una rompipalle e adesso che i miei fiori sono stati tramortiti dal granita party neanche l'hobby del giardinaggio è più utilizzabile.
Voi direte "e sticazzi" e avrete pure ragione.
@ale@
Ci ho pensato per giorni a come avrei intitolato il post in cui avrei annunciato alla blogosfera la conclusione dei miei esami, della mia laurea triennale, delle mie fatiche.. La fine degli scleri che hanno caratterizzato quest'utlimo periodo (ma in generale gli ultimi tre anni
). E adesso eccomi qui. Questa mattina ho sancito la conclusione di questo percorso firmando un dignitosissimo 26 in un esame MONUMENTALE preparato nei 15 giorni forse peggiori della mia vita.. Però ce l'ho fatta e, per una volta, sono parecchio "orgogliona" di me e di come ho affrontato l'interrogazione. Ho tenuto testa all'ennesimo assistente stronzo che aveva due limoni su per il deretano. Sembrava rassegnato quando mi ha proposto al professore con un 25, che, sant'uomo, ha poi aumentato in 26 dopo una sola domanda sul corso monografico. E allora ho realizzato che è tutto finito. Ho finito. Ce l'ho fatta. Mi laureo. Certo, la tesi è ancora da finire, ma visto il piacere che provo nello scriverla non la vivo affatto come una "seccatura", anzi ne sono felice. (si, si, lo so che non sono normale)
Ecco..Però un po' di malinconia c'è.. Perchè tante persone con cui ho condiviso questi tre anni si fermeranno qui, saremo davvero pochini ad affrontare i due anni di specializzazione e ciò significherà fine del cazzeggio, fine delle risate, fine del divertimento surreale, fine dei tornei monti-mari-fiumi in aula studio, fine dei pranzi in mensa con una me fortemente schizzinosa, fine delle centinaia di sigarette prima degli esami, fine del contrabbando selvaggio di fotocopie, fine di appunti scambiati, persi o deputati a falò, fine di laboratori privi di senso in cui fare assolutamente qualcos'altro ma NON seguire, fine di ripassi sfinenti in video chiamata su msn (ali, questa è una nostra specialità, non facciamoci rubare l'idea
), fine di battute a sfondo sessuale su chiunque, fine di prese per il culo ai limiti della denuncia civile, fine di pianti, scazzi e delusioni da sfogare in bagno, fine delle lezioni bigiate per prendere il sole sul prato di via noto, fine della piadina dai cinesi che costa poco ed è più buona (e bruciacchiata) di tutte. Fine di interminabili viaggi sul 24 con caldo, freddo, gelo e intemperie varie ed eventuali. Con incidenti, rotaie bloccate, deviazioni e percorsi sostitutivi. Fine di caffè alla macchinetta da bere con faccia schifata ma troppo bisogno di ripigliarsi.
Questi utlimi due anni sono stati importanti perchè, con la scelta dei curriculm di indirzzo ognuno di noi ha avuto modo di stringere i propri gruppi, rafforzare delle amicizie. Ma l'anno che, in assoluto, ricorderò per sempre con tanto affetto e tanti sorrisi, è sicuramente il primo. Quando ancora non mi rendevo conto di essere in università, perchè eravamo si 200, ma avendo lezioni obbligatorie si stava tutti insieme, tutti i giorni, 8 ore al giorno e più, come a scuola. E il clima è sempre stato quello della gita scolastica. Quando sei allegro e parli e chiacchieri con tutti e in due minuti ti sei già raccontato metà vita e hai deciso che la persona che hai davanti è un amico. Non so spiegare il senso di comunione che ho provato quell'anno, quella certezza e quella sensazione di calore che mi dava il sottobosco di esperienze da condividere che si aveva giornalmente. E per dirlo da vera contessa: è stato fottutamente bello!!!
Vorrei fare i nomi di tutte le persone a cui ho stretto la mano in questi tre anni, a cui mi sono presentata, con cui ho fatto divertenti e interessanti chiacchierate. Con cui ho legato solidarmente aspettando di fare un esame. Vorrei ricordarvi tutti, ma non sono ancora la donna bionica e soprattutto il mio hard disk mentale è attualmente ancora occupato da un'accozzaglia di concetti confusi dell'esame appena sostenuto. Però alcuni nomi li devo fare: Vero, Mauro, Alfredo, Carlotta, Alice, Davide, Luca (cito "luca" anche se dovrei scrivere "luchi" perchè siete in metà di mille a portare questo nome), Alessandro, Samanta, Laura, Eleonora, le due Silvie. Grazie. So che qualcuno di voi legge questo blog e a maggior ragione mi fa piacere citarvi e farvi giungere il mio abbraccio. Tiè. Sono tutta sentimentalA oggi. Tanto più che qualcuno, non faccio nomi, i primi giorni del lotnano 2005 pensava che io fossi una stronza e che me la tirassi da qui a Barletta andataEritorno
Perdonatemi, gentili amici bloggers, se con questo post sono caduta davvero nel personalissimo. Probabilmente ho citato con entusiasmo aneddoti che a voi non diranno un beneamato ciuffolo. Ma vi posso assicurare che vissuti valgono qualcosa, anzi sicuramente più di qualcosa...Inoltre, è sottinteso che, se sono arrivata viva e più o meno sana di mente, a questa storica data 9 luglio 2008 è anche grazie a tutti i divertissmant, le risate, i giochi e i controcacchi che mi sono fatta grazie a voi in questi mesi.
Cleenex a me.
E domani me ne vado a portare le mie chiarissime chiappe al mare, certo, per una sola giornata, ma sempre meglio di niente!
@ale@
p.s
alla fine come titolo ho scelto di citare una canzone di Emanuele Dabbono "Ci troveranno qui"... - Chi èèèè Emanuele Dabbono??? - ma come? - vi ho sfracassato le pelotas per tre mesi con le mie trashcronache di X-factor e ancora mi chiedete chi è Emanuele Dabbono? --- allora vuol dire che non mi leggete con attenzione---
Comunque si, scelgo questa canzone perchè fa molto comemai883, fa molto falò sulla spiaggia, fa molto comunione dei beni, fa molto volemose bene...E per quanto mi riguarda è la canzone dell'estate..mica quella cosa scritta da Tiziano Ferro per Giusywinehouse dei poveri..
Prospettive per la prossima settimana (che anche se siamo solo a metà di questa fa bene alla salute pensarci):

Aver scritto tutto ciò mi ha reinfuso un po' dello spirito adatto per tuffarsi, con 35 gradi centigradi corredati da un pesantissimo alone di umidità, in una simpatica dispensa di oltre 700 pagine che narra di stili musicali occidentali, di avanguardie musicali, di atonalità, dei balletti di Stravinskij. Ah, sono anche in cerca di qualcuno che mi sappia spiegare con parole semplici, che diamine è una scala dodecafonica. Vi prego aiutatemi. Voglio sapere la spiegazione tecnica, di tutte le amenità che ruotano intorno alla definizione ne so già fin troppo. (Godeliano, so che mi aiuterai!!!!)
@ale@
direi che ho la capacità innata di ficcarmi nelle situazioni più assurde, innaturali e paradossali che madre natura riesca a combinare insieme...
Per questo motivo negli ultimi giorni mi sto rincoglionendo di musica sparata a palla nelle orecchie con la speranza che i suoni mi coinvolgano al punto di permettermi di non pensare a un dannato cavolo...Damien Rice, Pink Floyd, Alanis Morissette che nei momenti strani della mia vita c'è sempre stata e sempre ci sarà, gli Evanescence in acustico... e con loro parte "You" una canzone che dovrebbe distrarmi e invece inizia così..
"The words have been drained from this pencil
Sweet words that I want to give you
And I can't sleep
I need to tell you
Goodnight..."
fantastico..."non posso dormire ho bisogno di dirti <<buonanotte>>"..ma anche buongiorno, buonasera, buonpomeriggio, buonanottealsecchio..
che io sia maledetta nei secoli dei secoli, amen.
passando a cose più serie: per quale recondito motivo la De Filippi si è dovuta inventare un nuovo programma con cui ammorbarci prossimamente, il cui titolo "Il ballo delle debuttanti" racchiude in sè già tutte le caratteristiche del mio odio medio verso la società? L'aspetto davvero inquietante di questo nuovo reality (che per altro sarà condotto dalla Dalla Chiesa..doppio orrore, suo padre si starà rivoltando nella tomba, pace all'anima sua..) è che tra i vari tutor di ste ragazzine debuttanti accoppiate a cadetti o sedicenti tali, ci sarà Garrison.. L'uomo che sarebbe capace di commuoversi anche sentendo mio padre che canta in macchina ("good, good, ci hai messo il Guore..") A sto punto ci vedrei bene anche Zanforlin come insegnante di bon ton ed educazione sessuale e la Celentano per il corso di taglio, ricamo e cucina d'alto livello. Ricapitolando: Uomini & Donne, Amici, C'è posta per te, Il ballo delle debuttanti. Considerando che: i primi due vanno in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì, Amici anche il sabato e da quest'anno anche la domenica, C'è posta per te sarà il sabato sera e sto ballo delle debuttanti in un'altra prima serata della settimana con molto probabilmente numerose strisce quotidiane, posso asserire con desolante certezza che canale5 si è lanciato alla deriva del defilippicentrismo. A questo punto, se non altro per ripicca, rivorrei indietro suo marito. Quel coccoloso e paffuto essere comunemente conosciuto come cicciobaffo. Poverino, anche lui..è passato ad essere il marito di...mentre prima lei era la moglie di...
Non so se essere contenta per il girl power o se far prevalere l'idea che la Mavia nazionale di girl non c'ha una mazzafionda..
@ale@
è giunta l'ora che io torni in tutto il mio splendore a rompervi i gioiellini di famiglia con le mie assurdità. In effetti in questi giorni a metà tra il surreale, il triste e il felice, scrivere qua sopra mi è mancato molto. Ringrazio tutti voi per i commenti e i messaggi e permettetemi di fare un outing: Picchu ti voglio bene!!
Detto ciò passerei ad alcune considerazioni elaborate dalla mia mente disturbata in questi giorni di blogosilenzio nonchè a liberarmi di un simpatico meme appioppatomi dal provvidenziale Ventiseitre (tranquilli tutti..non ungerò nessuno a mia volta
a meno che qualcuno non desideri autoungersi, ma questo è un atto sadico di cui non voglio rendermi in alcun modo responsabile)
Passiamo al Meme: indicare il nome del personaggio cinematografico e letterario di cui ti innamoreresti, e nel nominare 6 blogger da infettare (preferibilmente 3 maschietti e 3 femminucce). (<---- quest'ultima parte come già detto verrà omessa)
PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO: Hugh Grant in Notting Hill. Perchè è dolcemente e carinamente imbranato. Perchè sembra sempre sull'orlo di dire e fare la cosa più importante del mondo per poi risolvere tutto in una gaffe. Perchè a quegli occhi blu e alla faccina da cane bastonato perdonerei più o meno qualunque cosa..
PERSONAGGIO LETTERARIO: qui scegliere è complicatissimo. Leggere è la mia passione. Leggo tantissimo e di tutto. Pescare nei grandi personaggi della letteratura, per così dire, "classica", sarebbe troppo semplice, ma suonerebbe quasi come un incesto, per cui, se proprio devo sceglierne uno e non posso essere innamorata di tutti in un grande e festoso harem all'incontrario, scelgo Alessandro, protagonista maschile di "Macchie rosse", romanzo di Alessandra Montrucchio. Adesso voglio sapere chi di voi l'ha letto...Probabilmente nessuno...ed è un peccato perchè è un bellissimo libro. Un po' forte a tratti. Emerge la figura di questo ragazzo misterioso, bello da morire, anticonformista, dolce e rude allo stesso tempo, dolce e sgarbato. Ballerino eccezionale, conquistatore e poi fondamentalmente monogamo e innamorato. Uno che sceglie di utilizzare la sua bravura e la sua intelligenza senza servilismi e senza obblighi. Uno che ama la velocità della moto, il vento, la sensazione di libertà ma sa riconoscerne il rischio. L'ultimo suo pensiero è quello di poterne rimanere vittima (se vi capita di non sapere che leggere sotto l'ombrellone potreste provare con questo, ma, ambasciator non porta pena, potrebbe anche non piacervi, potreste detesarlo, potreste tante cose..)
@ale@
Domani si saprà se tutte le sfighe dell'ultima settimana andranno ad incidere anche sull'esito del mio penultimo esame.
Ho un sovraccarico di informazioni in testa, acquisite troppo velocemente per pensare che non me le dimenticherò appena uscita dall'aula d'esame. Sono il numero 60, quindi si prospetta anche una di quelle snervantissime attese in cui ti viene voglia di inventarti la balla prediletta da molti studenti "sono uno studente/lavoratore, posso passare davanti a qualcuno? altrimenti mi licenziano se non torno a lavoro in tempo". Ma in fondo sono troppo onesta per farlo e le poche volte che l'ho fatto dovevo tornare a lavoro sul serio. Si vede che non ho capito proprio un ciuffolo dalla vita. Oltre a ciò quando aprono le iscrizioni degli esami cerco di alzarmi sempre ad orari improbabili (tipo le 6.30 del mattino) per essere tra i primi. Non perchè sono una secchiona, ma perchè essendo un soggetto isterico, tendente alla monomania psicopatica ansiolitica, siccome mi viene l'emicrania prima, dopo e durante l'esame, siccome sto male di stomaco e devo correre in bagno ogni 10 minuti, è meglio per tutti che l'agonia finisca il prima possibile. Tra l'altro non è un fatto di agitazione che si riversa nelle parole o mi fa dimenticare ciò che ho studiato, anzi..Vista da fuori sono una ganza che mantiene la situazione sotto controllo. Nessuno sa che io somatizzo e che ogni esame è l'equivalente, a livello di dispendio di energie fisiche, di dieci lezioni di Gag con un insegnante sadico
E' che in questo periodo son talmente suonata che mi ero proprio dimenticata del giorno di apertura delle iscrizioni... Giusto il tempo di farmi venire il lampo di genio in serata ed ero già il numero 60. Sti cazzi a chi mi dice "almeno hai tempo per ripassare".. Io NON VOGLIO RIPASSARE, è dannosissimo. E non voglio nemmeno sentire le domande di quelli prima che se non le sai vai in paranoia perchè non le sai, se le sai vai in paranoia perchè "se le hanno già fatte non le rifaranno".
E poi degli esami odio le secchione/i secchioni che se ne stanno azzeccati alle varie postazioni di colloquio (da noi funziona che il professore interroga alla cattedra e gli assistenti sparsi per l'aula). Mentre stai facendo l'esame hai un odiosissima piattola che ti alita sul collo e scribacchia ciò che ti stanno chiedendo su un foglio. A quel punto non sai se continuare a rispondere o girarti e mandare affanculo i tuoi "colleghi" impiccioni augurando loro un attacco di cagotto fulminante proprio al momento della domanda "per la lode"
Tra l'altro ho idea che domani sarà uno di quegli esami dove i rappresenanti di tale categoria saranno plurimi e fastidiosi al massimo. L'espressione con cui li guarderò sarà la stessa che riservo a ragni, scarafaggi, cimici ecc..: disgusto!
Ma in fondo chissenfrega, è il penultimo. Poi tornerò a casa, comprerò il libro che ancora mi manca per l'ultimo esame. Mi riposerò. Vi racconterò come è andata. Crollerò dalla stanchezza subito dopo "Veline" e giovedì mattina mi sveglierò fresca come una rosa per andare dal dentista e poi a pranzo con le mie amiche, oserei dire, finalmente, dopo la reclusione forzata di questo periodo.
...da venerdì in poi affronterò lo spinoso argomento: come mettermi in testa 900 pagine di storia della musica in 20 giorni.. ma sono bazeccole, dettagli, pinzillacchere..
Pensiamo solo al fatto che dalle 11.00 circa del 9 luglio, io sarò una persona LIBERA.
@ale@
Poi fatemi capire perchè io nell'ultima settimana ho accumulato una quantità di sfighe che qualche pia donna dovrebbe cedermi il suo posto fisso per i pellegrinaggi a Lourdes..
Pranzo a casa di amici di famiglia, rientro a casa verso le 16, mio padre va da mia nonna e io mi metto, tanto per cambiare, a studiare. Mentre ero intenta a studiare la "Number 27" di Pollock sento un rumore provenire dalla porta a vetri della mia ridente dimora.
Occore spiegazione della planimetria: ingresso costituito da porta blindata + porta a vetri, quando c'è qualcuno in casa chiudiamo solo la porta a vetri, dinnanzi all' ingresso si estende un lungo corridoio, su un lato ci sono cucina, due bagni e una camera, sull'altro lato sala e in fondo in fondo l'ingresso di camera mia che più che una camera è una casa dentro la casa, sono i 30 mq in cui vivo io isolata dal mondo. La luce della mia stanza non è visibile dalla porta. Per concludere c'è la stanza di mio padre che è di fronte alla porta di ingresso ma in fondo in fondo al corridoio. So che mi sono spiegata di merda ma son troppo agitata.
Tutto ciò per dire che, non essendo la luce della mia stanza visibile dall'ingresso e non essendoci altre luci accese, chiunque abbia cercato di scassinare la mia porta ha pensato che ci abitasse una famiglia di coglioni che non chiudono la blindata quando escono a farsi i cavolacci loro.
Peccato che abbiano malestramente fatto cadere un ombrello dal portaombrelli posizionato nell'incavo tra la blindata e la porta a vetri, suscitando uno scatto da centometrista della sottoscritta. Vedo due sagome fuori dalla porta e urlo "chi è". silenzio. Tempo di rendermi conto che non potevano essere due adulti ma erano sicuramente due ragazzini, scosto la tenda per mezzo secondo e ne ho la conferma, un maschio e una femmina. Arretro e chiedo di nuovo "chi è". Nel frattempo il ragazzino arretra verso le scale e la ragazzina sempre fissa accanto al portaombrelli mi risponde con un chiaro accento straniero, zingaresco o giù di lì, (e non datemi della razzista, ma io rom e zingari li sento parlare tutti i santissimi giorni che dio manda in terra e ormai ne riconosco l'accento vagamente strascicato) mi dice "c'è gioacchino" - "no nessun gioacchino, via di qui che sennò chiamo la polizia". Non si muovono, io di nuovo "via di qui". Scappano per le scale. A quel punto il mio sesto senso mi diceva che non sarebbe finita lì, agguanto il telefono e chiamo il 113. Mentre, infatti, stavo dando l'indirizzo al gentilissimo operatore che mi ha anche consigliato di calmarmi perchè mi sentiva agitata (no vabbè, uno cerca di entrarti in casa e tu gli offri da bere di solito?), i due mocciosi hanno iniziato a suonare tutti i campanelli dei piani di sotto e non ricevendo nessuna risposta hanno iniziato a prendere a colpi una porta. Avviso l'operatore dato che eravamo ancora al telefono e lui, quasi rassegnato, mi dice "ok mandiamo una volante". Grazie per il favore eh..
I rumori sono andati avanti per un po', poi silenzio di nuovo. A questo punto c'è da considerare che il mio è un palazzo fantasma, o qualcosa di simile. Ci abitiamo io e mio papà e basta in sostanza. C'è una famiglia al primo piano ma da quando i bambini han finito la scuola son partiti per non so dove: qualche mese fa hanno subito un furto con scasso. C'è lo strizzacervelli pazzo dell'ultimo piano: la domenica va a trovare sua madre fuori milano tutto il giorno. C'è un'altra famiglia al secondo piano: non pervenuti. C'erano due vecchiette, la mia dirimpettaia e quella del quarto piano: ricoverate in ospizio da plurimo tempo. Per concludere studio medico e agenzia assicurativa a pian terreno: entrambe hanno subito un furto nell'ultimo anno. Tutte opere rom. Seguendo la logica mancavamo solo noi.
Manco abitassi in chissà quale zona malfamata tra l'altro. Centro.
In utile dirvi che quando è arrivata la polzia i due individui si erano dati alla macchia. La tentazione di ricorrerli per le scale è stata fortissima ma un barlume di coscienza mi ha fatto capire che non era una buona idea. Sono arrivate due volanti per un totale di sei poliziotti, mi hanno fatto un sacco di domande ad alcune delle quali non sapevo ovviamente che rispondere. Nel complesso sono stati gentili e mi hanno rassicurata, hanno girato un po' per il palazzo e fatto un giretto a piedi per l'isolato. Niente di sospetto.
Ora è passata qualche ora e mi sono calmata ma lì per lì ho pensato davvero di rimanerci secca. La paura ti paralizza. Che poi ripensadoci erano due ragazzini, non potevano essere armati no? Forse sarei potuta uscire sul pianerottolo, ma non ce l'ho fatta fisicamente. Ripenso anche a come mi hanno trovata i poliziotti, in leggins, maglietta di topolino e bianca come il fantasmino Casper. Mi sono pure sentita un'idiota perchè in fondo non c'era più nessuno, ma loro stessi mi hanno detto che ho fatto bene a chiamare e che a Milano ci sono segnalazioni di questo tipo più o meno ogni 5 minuti. Così, per rassicurarmi, mi hanno anche detto che magari era solo un giro di ricognizione per capire un po' la struttura e le abitudini del palazzo, che i ladri lo fanno. No così, giusto per farmi stare tranquilla.
Io da domani voglio un sistema d'allarme centralizzato con armi nucleari a fuoriuscita dal campanello. E sti cazzi.
@ale@
In questi ultimi tre giorni ho postato per lo più cazzate prive di senso, di pathos e di un reale interesse personale. Ho scritto pure male..Dimenticandomi di punteggiatura, maiuscole e minuscole e un'altra serie di amenità solitamente fondamentali per un buon funzionamento delle frasi in lingua italiana.
E' che sono stanca, spossata, con ore e ore di sonno arretrato e, a completare il simpatico quadretto, un turbinio di pensieri a confondermi le idee. I quadri di Boccioni e Van Gogh si intrecciano a sconclusionati interrogativi sullo stato del mio cuore e delle mie emozioni. Ne risulta uno stato confusionale che mi porta a fare cazzate, rispondere male anche allo specchio e poi crogiolarmi nel senso di colpa.
La verità è che sono completamente pazza.
Forse mercoledì, dopo che avrò finalmente dato questo monumentale esame di Storia dell'Arte Contemporanea, vedrò le cose con un leggero tocco di positività in più. Dico forse perchè in realtà non so in che condizioni ci arriverò a dare questo esame. Soprattutto non so cosa saprò delle monografie che non ho ancora aperto perchè il manuale generico, di oltre 500 pagine, metà delle quali occupate da opere che "figurati se al liceo si studiano" mi sta portando via più tempo del previsto. Penultimo esame. Devo farcela.
Forse quello che mi inquieta è proprio la non possibilità di sbagliare, di essere sfigata, di rifiutare il voto. Non posso permettermi più niente pena il rischio di perdere la sessione di laurea. E, anche se non l'avrei mai detto, la sento come una responsabilità quasi intollerabile, e la preoccupazione maggiore, come al solito, non è quella di deludere gli altri, ma me stessa. Quando mi autodeludo poi devo mettere in atto una serie di processi faticosissimi di risollevamento psicologico. Non credo di averne le forze.
In tutto ciò, ansie universitarie a parte, ho realizzato con prepotente violenza di aver trascurato una vocina sottile - il mio omino del cervello - che da qualche mese mi ripeteva di fare attenzione ad alcune sensazioni, cresciute di intensità e frequenza col tempo, che, manco a farlo apposta, hanno deciso di esplodere proprio in questi ultimi giorni. Sono un po' confusa. Cerco di essere razionale, ma ahimè la razionalità è un'altra di quelle cose che mi provocano enorme sforzo. Tenere a freno l'istinto di "dire, fare, baciare, lettera, testamento" (ci giocavate mai da piccoli?) sta diventando parecchio pesante, stressante. E' come essere preda di una tensione invisibile. Sono a braccia aperte in mezzo a un prato e due squadre giocano a ruba bandiera con le mie mani. Per adesso le forze si equilibrano e io non pendo da nessun lato, ma quanto potrà durare? Prima o poi una delle due squadre avrà la meglio e per me si prospetterà o il sollievo o una nuova tensione.
Metafora azzardata in quanto so già perfettamente come andrà a finire.
Tempo fa, appena diciassettenne, trascorsi un periodo simile. E cosa feci? Scappai. Andai tre mesi lontano da casa a lavorare in un albergo. Millantando di voler fare un'esperienza diversa in realtà feci fagotto delle mie preoccupazioni e portai l'allegro culetto fuori da milano, dalla mia vita, dalla mia famiglia, dagli amici, e da un amore tormentato, di quel tormento che puoi provare solo a diciassette anni. Adesso sono cambiati i protagonisti, sono cambiate le motivazioni ma riprovo ancora quella voglia di scappare. Ah..come ero stata bene in quei tre mesi. Come ero stata brava a costruirmi un esistenza parallela in cui tutto era solo frutto della mia volontà, di come volevo essere vista, di come volevo mostrarmi.
E quanto fu difficile tornare e accorgermi che avevo solo cercato una scorciatoia.
Lo so. Ho imparato molto da questa esperienza. Fino ad oggi non ci ho mai più pensato in questi termini e invece ora mi ritrovo con la medesima voglia di scappare. Solo che non ho più diciassette anni.
@ale@
1. Impostate il lettore mp3 su "riproduzione casuale"
2. Ad ogni domanda premete 'avanti'
3. Usate il titolo della canzone come risposta, anche se non ha senso. Senza barare!
4. Commentate l´effetto della risposta.
COME TI SENTI OGGI? Tra dire e fare - Giorgia "con tutto quello che avrei da fare sto qua che penso solo a te.." direi che più azzeccata di così non poteva essere
DOVE ARRIVERAI NELLA TUA VITA? Diamante - Zucchero "impareremo a camminare, per mano insieme a camminare..." "passare insieme soldati e spose, ballare piano in controluce, moltiplicare la nostra voce..per mano insieme soldati e spose.." in una parola: speriamo..
COME TI VEDONO I TUOI AMICI? The sad cafè - Eagles Ehm, questa non so come interpretarla..La canzone è bellissima, spero però che i miei amici non mi vedano più come una persona triste, ma come una persona che è risorta dalla tristezza..
TI SPOSERAI? Give it away - Red Hot Chili Peppers "come on everybody it's time to deliver"....cerco di interpretarlo come un si..rinasceremo tutti magari nell'amore..(madò come sono filosofica..) QUAL E´ LA CANZONE ADATTA AL TUO MIGLIOR AMICO? Mi fai stare bene - Biagio Antonacci Oddio non ci posso credere, Gio hai visto? Inizio a credere nelle coincidenze..
COM´E´ LA TUA VITA? Crocodile Rock - Elton John Il famosissimo lalalalalalala è stata la mia suoneria a lungo, è una canzone che mi da carica ma non credo che rappresenti la mia vita..
COM´E´ STATO IL TUO LICEO? Relax (take it easy)- Mika Muahahahah mai canzone capitò più a fagiuolo..Sono stata per cinque anni sull'orlo di una crisi di nervi..
LA TUA FILOSOFIA DI VITA? L'emozione non ha voce - Adriano Celentano In effetti non sono proprio famosa per la facilità nell'esprimere desideri, sentimenti e quant'altro..
QUAL E LA COSA PIU BELLA DEI TUOI AMICI? Time of your life - Green Day "So take the photographs and still frames in your mind. Hang it on a shelf In good health and good time. Tattoos of memories and dead skin on trial. For what it's worth, it was worth all the while. It's something unpredictable but in the end it's right. I hope you had the time of your life." non c'è nulla da aggiungere..la cosa bella dei miei amici è che, quelli veri, sono la mia vita
CHE HAI IN PROGRAMMA PER QUESTO WEEKEND? Sitting in the dock of the bay - Otis Redding (feat live with Pearl Jam) ...Questo giochino inizia a inquietarmi....
LA CANZONE PER DESCRIVERE I TUOI NONNI? By the way - Red Hot Chili Peppers Mah...
COME TI VA LA VITA? Knockin' on heaven's door - Guns'n roses
COME TI VEDE IL MONDO? Another brick in the wall (part2) - Pink Floyd Qui sarebbe interessante darne un'interpretazione..ma mi sembrerebbe di violare un capolavoro dei miei amatissimi pink floyd quindi che oguno la interpreti un po' come vuole..
AVRAI UNA VITA FELICE? Gli uomini non cambiano - Mia Martini A giudicare dalla canzone direi per un cacchius
Avrò parecchi problemi con gli uomini, come se non ce li avessi già... "gli uomini ti cambiano e tu piangi mille notti di perchè, invece gli uomini ti uccidono e con gli amici vanno a ridere di te.." azz, speriamo proprio di no amo troppo il genere maschile per pensare di fare questa fine..
COSA PENSANO REALMENTE DI TE I TUOI AMICI? Crazy little thing called love - Micheal Bublè (live) Uauu, grazie, grazie
LA GENTE, SEGRETAMENTE, TI BRAMA? Always - Jon Bon Jovi ...Io lo interpreterei come un si..
COME POSSO ESSERE FELICE? Father to Son - Queen Beh io in realtà sono una doughter, però va bene uguale..
AVRAI DEI FIGLI? The long and winding road - The Beatles
SE UN UOMO SU UN CAMION TI AVESSE OFFERTO UNA CARAMELLA, CHE AVRESTI FATTO? (ma che cavolo di domanda è? che centra?) Get it while you can - Janis Joplin ahahahahhahahaha
COSA PENSA DI TE TUA MAMMA? Notturno - Mia Martini e qui non dico niente sennò piango (se non conoscete questa canzone vedete di procurarvela, è di una bellezza disarmante)
QUAL E IL TUO PIU GRANDE SEGRETO? This love - Maroon5 In effetti...
QUAL E LA CANZONE DEL TUO PEGGIOR NEMICO? Sweet Jane - Lou Reed ..ma no perchè?? questa canzone mi piace da morire uffi..
COM´E´ LA TUA PERSONALITA? Cenere - Marta sui tubi "odio sorprendermi e stare a un passo dal bisogno di volere fare ancora un passo in più" VERISSIMO (qui vale lo stesso discorso di Notturno: se non conoscete la canzone procuratevela, superba
)
CHE CANZONE VERRA SUONATA AL TUO MATRIMONIO? Ode to my Family - The Cramberries Beh direi che sarebbe un'ottima scelta..
E AL TUO FUNERALE? She's out of my life - Micheal Jackson e così sono definitivamente inquietata dalla casualità di questo test (anche per questa canzone vale lo stesso discorso di Notturno e Cenere)
@ale@
pant..pant...e così sono arrivata quasi alla fine di questa giornata...e viva per giunta.
Stamattina quando sono entrata nell'aula dell'esame e al posto di una marmaglia di studenti incazzosi ho trovato un muratore, un imbianchino e tanti teli di plastica sporchi, ho pensato che NO, non ci sarei arrivata viva alla fine delle giornata..
Puoi spostare l'esame in un altro dipartimento causa lavori di manutenzione e non avvertire? Dio santissimo.. Per cui corsa nell'atrio a consultare il tabellone "appelli del giorno", seguente corsa verso S. Antonio tutti costipati (101 cristiani) in un aula minuscola..
Alla fine comunque ho preso 27, e per altro non ne sono particolarmente contenta. Se quello stronzino dell'assistente non si fosse incaponito con Marx avrei potuto prendere trenta..Mica per altro, è che di solito gli utlimissimi esami danno una mano a tirare su la media di quei due punticini che fan sempre comodo..
Ma io ormai lo so, verrò dichiarata dottoressa con novantanove centodiecesimi e buonanotte al secchio, anzi calcio nelle chiappette accademico al posto del bacio.
D'altra parte in questi tre anni sono stata il classico esempio di sfighe universitarie..Io ho sempre e dico sempre studiato, non è che sono andata a fare degli esami, così, alla "spera in dio", NO, MAI! diciamo che mi sono fatta un mazzo quadro e mi sono azzardata solo due volte a rifiutare un voto per poi prendere lo stesso all'appello successivo. Indi mi sono rassegnata e ho capito che non dipende QUASI MAI dalla tua preparazione, che ci sono e ci saranno sempre dei culosissimi parassiti, che dopo aver a mala pena letto mezzo libro e sgraffignato gli appunti a qualcun'altro prendono 28 e si pavoneggiano di quanto "è stato difficile preparare l'esame"... mentre tu con le occhiaia fino ai piedi e reduce da un mese di insonnia e caffeina racimoli, chessà, uno stitico 23..Prima credevo che il fattore C e il fattore FC (faccia da culo) non esistessero..Da quando ho iniziato l'università ne sono straconvinta. E comunque, anche oggi, si è aggiunto un piccolo tassello alla mia convinzione che l'università in sè sia l'istituzione meno meritocratica della storia delle istituzioni non meritocratiche
Adesso la pianto, anche perchè ho preso comunque 27 e se continuo a lamentarmi divento passabile di insulti di ogni tipo.
con amore
@ale@
p.s
il "meno due, meno due" del titolo, si riferisce al fatto che adesso mancano solo due esami alla proclamazione della muscina-dottoressa
Mancano ormai poche ore alla proclamazione del vincitore di questo controverso e discusso talent-music-show, seguito da me medesima in questo blog fin dagli albori (ovvero da prima del mio provino e dopo il mio provino a oggi)..
La domanda è: Chi volete che vinchiiiiiiiiiiiiiiiiii?
Si accettano scomesse in denaro con pagamento in natura
La mia personale classifica finale è questa:
Se non dovessero vincere gli aram va benissimo anche emanuele che quantomeno è un ottimo musicista, a quanto pare un bravo cantautore ed è anche gentile e garbato il che non guasta nel mondo dello spettacolo. Nella malaugurata ipotesi in cui vincesse Giusy giuro che vado a prendere la Ventura a casa e la appendo alla madonnina del duomo per quella cacchio di collana con i ciondolini che c'ha su dalla prima puntata...Ah Ventù, già che c'hai i soldi spendili per comprarti un'altra collana, no? Daiii non può vincere sta Winehouse dei poveri...ma molto dei poveri..proprio dei decrepiti...
Vista l'ora e le cazzate che scrivo vi auguro anche buonanotte e vado a dormire
@ale@
Ieri ho vissuto dieci minuti di autentico panico:
cena dalla vero (tra l'altro serata divertentissima, grazie!!!) verso l'una e un quarto decido di tornare a casa e chiamo un taxi. Scendo, salgo in macchina (per altro un'odiosissima multipla), gli dico via e numero civico e questo si mette a fare il piacione.
dialogo: (TD= taxi driver, M=muscina)
TD: Sei stanca cara?
M: si molto (prima lampadina: perchè cazzo mi ha chiamata "cara"?)
TD: peccato perchè mi ero ripromesso di offrire una cena alla prima persona che fosse salita sul taxi
M: ah si? anche a un uomo? comunque non mi sembra il caso (seconda lampadina: mi impongo tra me e e me di non rispondergli più, soprattutto con ironia)
TD: ma sei stanca per il lavoro o hai litigato con il fidanzato?
M: ...
TD: non hai voglia nemmeno di chiacchierare un po'?
M: ........
TD: beh allora una bella dormita è quello che ti ci vuole, devo svoltare a destra?
M: si grazie
Respiro di sollievo della sottoscritta..Gli ho ficcato i soldi in mano e mi sono precipitata dentro il portone con un momento di crisi respiratoria. Il fatto di non avergli risposto a due domande era perchè avevo guardato i suoi occhi viscidi e disgustosi lampeggiare nello specchietto e stavo decidendo cosa fare nel caso in cui avesse improvvisamente cambiato strada o iniziato a spaventarmi sul serio.. Sono stati i dieci minuti più lunghi della mia vita, se ne sentono di storie di donne "molestate" nei taxi..
Comunque le opzioni di difesa studiate mentre cercavo di prendere tempo erano: il mazzo di chiavi con annesso porta chiavi, suppongo che tirato in testa o ficcato negli occhi possa essere utile; l'accendino, suppongo che dare fuoco ai suoi sparuti capelli non l'avrebbe divertito; un libro piuttosto massiccio che avevo in borsa, suppongo che anche quello usato di spigolo in qualsiasi parte del corpo mi avrebbe aiutata; la bottiglietta dell'acqua, in effetti l'ipotesi meno utile. Avevo anche iniziato a pensare a come utilizzare tutte queste "armi" sinergeticamente del tipo: mazzo di chiavi in una mano, accendino in tasca pronto all'uso, libro nell'altra mano libera. Mal che fosse andata mi rimanevano altre tre soluzioni: lanciarmi giù dall'auto in corsa che faceva molto James Bond, oppure prendere in mano il cellulare e chiamare la polizia, oppure il vecchio e sempreverde calcio nei gioielli di famiglia.
Quest'ultimo gliel'avrei dato comunque per l'avermi messo a disagio e per lo spavento che mi ha fatto prendere, magari era solo un uomo di mezza età, morto di figa (scusate la finezza), che cercava di fare il simpatico, invece è risultato alla stregua di un mezzo maniaco, piacione con gli occhietti da sorcio che sprizzavano lussuria repressa da ogni poro.
Detesto non essere tranquilla nella mia città, detesto che una donna che non vuole prendere la macchina di sera per evitarsi pericoli di ogni genere e sbattimenti di ogni genere non possa nemmeno prendere un taxi con serenità.
@ale@
Dunque..sono appena tornata, ho tre coktails in corpo e sono indispettita come un'ape a cui colgono il fiore prescelto..indi:
@ale@
p.s
che poi la domande del giorno è: ma io c'aggia faaaa?? più esplicita di così..Ormai il mio interesse è chiaro, dall'altra parte non so se c'è un piacere di stare insieme dovuto ad affinità elettive o ad altro tipo di affinità, o ad entrambe le cose..che, detto fra noi, sarebbe l'ipotesi più gettonata dalla sottoscritta.. Basta con sta storia che ormai con la parità dei sessi devono essere le donne a prendere l'iniziativa...Uomini, unitevi, e partorite delle strategie decenti per farci capire qualcosa del vostro complicatissimo cervello
dopo una serata che un po' esagerando potrei definire bellissima...sono qui insonne (eppure di motivi per essere stanca ne avrei eccome) a domandarmi perchè tu..ragazzo bello, simpatico, dolce, vagamente strafottente..da qualche mese fai un entra-esci dai miei pensieri, dalle mie serate...così senza preavviso..
mi hai detto "sei come me"..
perchè non ho legami, perchè i legami mi spaventano..perchè gioco a fare la donna sicura di sè che si basta da sola, che non ha bisogno di nessuno per sentirsi completa..E invece non è così..
Non so se sono io ad aver mentito a me stessa dandoti ragione, o se entrambi siamo stati complici di una bugia vecchia come il mondo..Nessuno si basta da solo..
E se potessi, se non fosse così assurdo, complicato e impossibile mi piacerebbe non bastarmi più davvero per farti un pochino di spazio nella mia vita..Un pochino.
@ale@
Oggi un uomo di oltre 40 anni ha rischiato seriamente di essere preso a botte dalla sottoscritta..
Per suo rispetto evito di raccontare l'antefatto che sarebbe passibile di denuncia da parte mia e mi limito a descrivervi il litigio che ne è seguito.
protagonisti IO e un mio "compagno" del nuovo corso di canto che sto seguendo quest'anno
mi ha nell'ordine: minacciata, attaccata con parole improponibili, insultata, fatto insinuazioni sulla mia persona e sulla mia educazione, riminacciata, "hai dei problemi a livello di interazione con gli uomini", "sei poco rispettosa degli altri", "smettila di crederti una seconda insegnante qua dentro" (di fatto lo sono), devi stare zitta, smettila con quell'aria di superiorità...e potrei proseguire ma evito perchè mi si contorcono le budella al solo ripensarci..
io nell'ordine: sono stata zitta, l'ho fulminato con lo sguardo......... sono partita in quarta e gli ho dato dello sfigato, poveretto, codardo, maleducato, cafone, patetico, "se ti rivolgi così a una persona che ha 20 anni meno di te mi fai pena, vedi di andartene, non azzardarti mai più a sfiorarmi nemmeno con un'unghia, stai attento a quello dici, non ci provare più che ti denuncio..
mi hanno impedito di andare oltre ma io giuro, giuro, giuro che gli avrei messo le mani addosso senza problemi..un bel calcio nelle palle e si risolveva il problema..
ecco però a questo punto mi è ripartita la bambola..per cui decido che lui non merita rispetto in questo momento e l'antefatto ve lo racconto: problema tecnico con il computer, doveva cantare lui, l'insegnante è notoriamente un po' impedito con il pc per cui mi avvicino per dare una mano, mi chino leggermente in avanti, mi si solleva leggermente la maglietta sopra i jeans, l'individuo mi mette una mano sul fianco mi tira giù la maglietta e dice "copriti che fa freddo" senza accennare a spostare subito la mano...il tutto sarà durato pochi secondi ok, ma credo che qualunque donna possa capire cosa significhi avere anche solo per poco un contatto fisico sgradevole e non voluto, ecco..per cui ho avuto uno scatto e ho detto "diosanto toglimi le mani di dosso", è seguito ammutolimento generale e ammutolimento suo...ammutolimento che poi è sfociato in quello che avete appena letto..
io avrò anche problemi con gli uomini ma questo è uno stronzo maniaco
vaffanculo
@ale@
p.s
da notare che dopo la mia machissima reazione ho tremato per mezzora e mi sono dovuta far scortare fino a casa...donne sull'orlo di una crisi di nervi...
quest'anno mi sento molto festaiola..così festaiola che ho deciso per l'appunto di organizzare una festa per 25 persone in occasione del mio compleanno..d'accordo, son passati già 12 giorni, ma siccome c'erano le vacanze pasquali di mezzo dovevo aspettare che tutti tornassero a milano..l'evento deve essere imperdibile
le mie operazioni di restauro in previsione del motto "ragazze, tutte giù da battaglia!!!" è iniziata ieri, è proseguita questa mattina e si concluderà domani pomeriggio con la tappa finale dal parrucchiere...
l'anno scorso, i miei amici, giacchè stavo passando un periodo un po' buio, mi organizzarono una festa a sorpresa...cercarono di depistarmi ma io avevo capito tutto..l'unica cosa che non sapevo era il locale in cui saremmo andati...e fu così che finimmo in un posto molto carino, un po' africa style..o forse non era africa ma un miscuglio di cose etniche alquanto pittoresche...il clou della sorpresa arrivò verso la fine della cena quando apparirono due ballerini...un uomo e una donna..mezzi ignudi e color del cioccolato..lui mi trascinò
a forza su dalla sedia alla quale mi ero aggrappata con tutte le mie forze e lei trascinò su dalla sedia il festeggiato della tavolata dietro la nostra..e ci costrinsero a ballare la samba..(o era salsa? non ricordo bene..penso di aver rimosso per l'imbarazzo)...tra le grasse risate dei miei commensali mi ritrovai a danzare con il cioccolatino che era unto più di un fritto di paranza..roba che se ci finivi a letto ci scivolavi sopra e finivi diretta diretta col muso contro la testiera..ero a metà tra il disgustato e l'inorridito..
l'altro festeggiato invece si spupazzava tutto felice la cioccolatina in tanga ballando una specie di tarantella forsennata..gli era partito l'ormone e i suoi amici ci davano di click peggio dei giapponesi...quanto l'avranno pigliato per il culo?
il mio gesto eroico di lasciarmi trascinare da cioccolato man, invece, rimarrà nella storia...i miei amici sanno che l'ho fatto per loro, che è stata una prova della mia riconoscenza e del mio amore incondizionato..
(da non tener conto per favore di come sono venuta male nella foto, però ci tenevo a mostrarvi cioccolatino
)
ecco, quest'anno sarà tutta un'altra storia, io ve lo sto dicendo..
@ale@
ebbene si..sono sopravvissuta ad una settimana a dir poco terribile..con somma gioia vostra e mia sono di nuovo qui pronta a sfrangere pelotas con i miei scritti blogghiferi...
mie condizioni settimanali:
mie condizioni ieri alle ore 8.15 prima del primo esame della giornata:
primo esame:
intermezzo tra primo e secondo esame:
secondo esame:
conclusioni a posteriori:
per tutto il resto c'è mastercard.....
chi oserà turbare la mia quiete di oggi, domani, dopodomani e dopodopodomani verrà severamente punito ai sensi della legge 672CiccioCiccio comma 20000 che recita "non rompete i marones a uno studente/essa universitario/a che ha appena concluso una sessione di esami piuttosto lunga, stressante e difficile"
@ale@
se mai appunto ci fosse qualcuno nell'etere preoccupato della mia fine..passo di corsa per informarvi che sto solo studiando..(solo???)
venerdì ho due esami, uno la mattina alle 9.00 e uno al pomeriggio alle 14.30
ho già prenotato l'ambulanza per un ricovero coatto reparto psichiatria
portatemi le arance della salute (o sono solo per il carcere?)
a risentirci appena quest'incubo sarà finito e soprattutto appena il mio fegato avrà recuperato dimensioni normali, appena avrò dormito almeno 8 ore di fila, appena non avrò più la gastrite nervosa
@ale@
sarò in procinto di sostenere il provino...per l'occasione stamattina ho mollato il libro di sociologia e sono andata dal parrucchiere...non servirà a nulla ma non voglio rischiare come l'ultima volta a roma l'effetto "sono qui in coda da circa 10 ore, ho sete, ho fame, ho sonno e mi colato il trucco"...
so che a molti di voi sembrerà assurdo, ma questa per me, per un insieme di motivi che non posso nemmeno spiegare del tutto, è una grande occasione...posso farcela, lo so...quantomeno so che a differenza degli altri provini che ho fatto, questa volta mi guarderanno e soprattutto mi ascolteranno sul serio...
devo solo lasciarmi andare e non assumera le movenze da "scopa nel culo mode on" davanti alla telecamera..che, si sa, è fonte di grande imbarazzo per chiunque (tranne quelli del gf e di uomini e donne ma questa è un'altra storia...
)
consecutivamente mi domando di cosa sono in cerca...di un'occasione? di un riconoscimento? di qualcuno dell'ambiente che mi dica che son brava? di un contratto discografico?
ma io voglio davvero fare la cantante?
la risposta è: non lo so... la risposta che uso più spesso è: se dovesse capitare non mi tirerei indietro...
e invece non è così...la realtà è che ho paura, è un mondo che ho visto un po' da vicino e un po' da lontano e mi ha fatto paura in entrambi i casi...è un mondo spietato dove la bravura conta relativamente..dove devi avere due palle così e i nervi ben saldi..è un mondo in cui se capiti in mano alle persone sbagliate sei spacciato....
i localini di provincia, i ristoranti, i matrimoni...forse è più questa la dimensione giusta per me..il pianobar..in fondo così ho iniziato e così ho avuto le prime vere soddisfazioni musicali....eppure non credo di essere una che si accontenta...vorrei solo poter continuare a fare quello che mi piace, scegliermi i pezzi da sola, sentimi libera di accettare di cantare in un gruppo rock e il giorno dopo tornare a cantare il jazz...
ok, ok..la finisco...questo è solo schifosissimo panico
le scuse che sto cercando sono patetiche..
mi AUTOINBOCCAALLUPO
@ale@